In volo su Passo Rolle

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Tor des Géants 2016, il video

Il video della settima edizione del Tor des Géants, la gara di trail running vinta da Oliviero Bosatelli e Lisa Borzani e che, dall’ 11 al 18 settembre 2016, ha infiammato la Valle d’Aosta.

planetmountain.com, 26/09/2016

Poco più di quattro minuti, per rivivere tutte le emozioni del Tor des Géants. Una gara, estenuante quanto bella, attorno alle montagne oltre i 4000 metri di quota della Valle d’Aosta, vinta da Oliviero Bosatelli e Lisa Borzani, completata da altri 444 finisher e supportata da oltre 2000 volontari.

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Bici felici

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Parole e immagini per ricucire la bellezza

Parzialmente sovrapposto alla settimana europea della mobilità è in corso il VenTo Bici Tour 2016. Il tema di questa edizione è “Ricuciamo la bellezza” (qui il programma completo). E, finalmente, si può cominciare a preparare ago e filo, con i 91 milioni di euro in tre anni inseriti in legge di stabilità, destinati ai 4 principali progetti legati alla mobilità ciclistica su scala nazionale, fra i quali figura proprio la ciclovia del Po. Il 21/09 gli incontri hanno interessato la mia zona, ovvero la provincia di Cremona e il Basso Lodigiano: in mattinata a Casalmaggiore si è parlato della “Tangenziale dei bambini“, a pranzo a Cremona si è tenuta una conferenza su intermodalità e navigazione fluviale e, in serata, un incontro in Piazza del Popolo a Somaglia, con tema “Gli scrittori del Po”.

Io a Somaglia ci sono andata, ed è stata, freddo a parte, una serata piacevole ed interessante. E diversa da come me l’ero immaginata, perché non mi aspettavo questo tipo di testimonianze, portate da persone anche più giovani di me. Testimonianze legate al territorio, alla sua evoluzione… cose che ho potuto toccare (almeno in parte) con mano anche io.

Prima di tutto, vediamo chi sono i protagonisti, quanto meno quelli che hanno parlato dal palco:

  • Alex Corlazzoli, di Offanengo (CR), maestro elementare e giornalista del “Fatto Quotidiano”, autore di “Gita in Pianura”, ha fatto da moderatore della serata.
  • Alessandro Sanna, di Ostiglia (MN), pittore ed illustratore, ha realizzato un libro per immagini con protagonista il Po.
  • Roberto Peia, originario di Lodi, è il fondatore di Upcycle café (Milano).
  • Stefano Rotta, un giovane collaboratore della “Gazzetta di Parma” che ha vinto il premio “Enzo Biagi” per giovani cronisti, ha scritto “Gente di provincia”, nel quale ha raccontato storie raccolte fra Po e Appennino.
  • Paolo Pileri, docente del Politecnico di Milano, coordinatore del progetto VenTo, si occupa di consumo di suolo; ha scritto alcuni libri anche di carattere divulgativo, fra i quali “Vento – la rivoluzione leggera a colpi di pedale e paesaggio
  • Alessandro Giacomel, fa parte del gruppo di ricerca che si dedica al progetto VenTo.

img_20160921_214024Gli ospiti hanno raccontato la loro storia e le loro storie per parole e immagini, tutte legate alla pianura e al fiume e, più o meno direttamente, alla bicicletta: un mezzo che, come un filo, può legare comunità anche distanti fisicamente ma non così “distanti”, accomunate come sono dal lento fluire dell’acqua. Il fiume è coprotagonista delle storie di vita di molte persone, luogo di sofferenza e sopravvivenza in passato, ora luogo di rinascita per chi vuole restare legato ad un territorio che sente parte di sé e che col suo lavoro vuol veder rinascere, recuperare dignità in un mondo sempre più globalizzato, in una Nazione che sembra voler regolare tutto in funzione dei grandi centri urbani. A legare queste storie le parole di Corlazzoli, che, con le parole del suo libro, ha parlato del mutare nel tempo del territorio e delle persone, la cementificazione, gli ipermercati, l’arrivo dei “forestieri” prima (e con forestieri si intendevano lodigiani, bergamaschi…) e immigrati poi, in una comunità piuttosto chiusa nella quale ci si chiamava non per nome ma per soprannome.

A fare gli onori di casa c’era, ovviamente, il sindaco di Somaglia, comune che, insieme a molti altri centri rivieraschi (e non solo) del lodigiano, ha aderito al progetto nel corso del VenTo Bici Tour del 2014. Il territorio di Somaglia è stato anche oggetto di analisi da parte di un gruppo di studenti del Politecnico di Milano, che ha elaborato una proposta di intervento per collegare l’abitato al percorso principale della ciclovia.

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Il progetto: potenzialità e legame col territorio

ventoPileri e Giacomel hanno spiegato brevemente la filosofia che sta dietro al progetto e le possibili ripercussioni sul territorio. Due aspetti sono stati messi in evidenza: la prima è la funzione di connessione fra territori che un’opera di questo genere può contribuire a realizzare, interessando comunque una fascia di territorio che è più ampia di quella fisicamente servita dalla ciclovia. Questa connessione però non può aver luogo senza l’azione concreta delle amministrazioni locali, che devono fare rete per sfruttarne le potenzialità. Un esempio che ha portato Pileri è relativo ai siti UNESCO che sono presenti lungo l’asse del Po: sono circa una decina, e gli amministratori delle località interessate si sono incontrati la prima volta qualche giorno fa a Ferrara, nell’ambito del VenTo Bici Tour.

Giacomel ha invece detto di essere rimasto colpito principalmente dalla forza delle donne, e sono tante, che, in contesti ambientali ed economici difficili, hanno ripreso in mano la loro vita per imbarcarsi in imprese toste, recuperando un rapporto col territorio che veniva dato ormai per perduto.

Le storie del Po e della pianura

Roberto Peia

Cresciuto nella cascina della Fam. Cerri a Melegnanello, da giornalista si è trovato disoccupato e si è dovuto reinventare una vita, e lo ha fatto fondando un’azienda su due ruote, un corriere espresso che faceva consegne a Milano e dintorni in bicicletta. Occupazione, questa, che gli ha consentito di vedere gli aspetti belli e brutti della metropoli, gli angoli nascosti e i cortili, così come le situazione di degrado, che puntualmente annotava nel suo taccuino. Da questa storia è nato un libro, “Tutta mia la città“.

La sua passione per la bici lo ha portato ad aprire a Milano, in via Ampère, l’Upcycle Café, dove si può mangiare e bere, ascoltare storie di bici, assistere a presentazioni di libri e filmati. Da questa esperienza è nato “Dalla padella alla bici – 50 ricette per fughe golose

L’ultimo libro scritto da Peia è…un noir su due ruote, la storia di un corriere che si trova a fare un trasporto “scottante” per un’associazione criminale. Si intitola “A rincorrere il vento – storie di pedali, pistole e puttane”.

Stefano Rotta

Con due amici fotografi ha vagato per cinque anni fra Po e Appennino alla caccia di storie. Persone, vite… con particolare riguardo a chi negli anni ’40 aveva la loro età (25 anni o poco più). Ne è nato un libro, “Gente di provincia” (qui la pagina facebook dedicata), in cui queste storie vengono raccontate, e molte di esse sono legate al Po. Persone che vivevano il fiume e di fiume: contadini, pescatori… una vita dura, che ha lasciato il segno sui loro corpi ma che queste persone, potendo tornare indietro, rivivrebbero esattamente nello stesso modo. Oggi c’è ancora la “gente del fiume”, ma il rapporto simbiotico col Po è scomparso, probabilmente anche a causa della cementificazione. Ora però, forse a causa della crisi, i giovani stanno tornando al territorio, e sono più vicini ai loro “vecchi” rispetto ai giovani di qualche anno fa.

Alessandro Sanna

fiume-lentoCome molti della mia generazione e di quella che ci ha preceduto si è allontanato dalla sua terra, trasferendosi in una città più grande. Alla sua terra però è tornato per costruirvi la sua famiglia. Fra le altre sue attività ha dipinto una serie di acquerelli che avevano come protagonisti paesaggi e genti del Po, i cambiamenti delle stagioni lungo il corso del fiume. Queste tavole sono state viste da un’editrice americana, che le ha raccolte in un libro. Successivamente il libro è uscito anche in Italia col titolo “Fiume lento” ed ha trovato diffusione anche in altri paesi europei e non solo ad (esempio in Cina), le tavole originali sono state esposte a Praga mentre, paradossalmente, la sua Mantova non ha ancora dato al suo lavoro piena visibilità.

In chiusura di serata ha mostrato un filmato con le sue opere, e devo dire che sa smuovere emozioni anche con pochi tratti di pennello. Forse perché dimostra che, per entrare nel cuore delle persone, non è sempre necessario puntare lontano. A volte basta guardarsi intorno, nel proprio mondo, e saper vedere, cogliere sensazioni ed emozioni per poi riportarle su carta.

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Vigorelli reloaded

A 15 anni dalla sua chiusura e a pochi giorni dalla sua omologazione, la pista del Velodromo Vigorelli riapre ai ciclisti.
Il Comitato Velodromo Vigorelli organizza un’apertura straordinaria della pista ai praticanti per sabato 24 settembre 2016, con orario dalle 10 alle 14.
Trattandosi di una sessione a numero chiuso è assolutamente necessario registrarsi, inviando il proprio nome e cognome al seguente indirizzo mail:
comitato.velodromo.vigorelli@gmail.com

Informazioni ai numeri +39 349 5328547 – +39 392 9178051

Evento Facebook sulla giornata, QUI.

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Qui di seguito alcune informazioni utili:

* Bici
Sono ammesse solo ed esclusivamente biciclette di tipo pista (scatto fisso, senza freni, manubrio pista/strada).

* Casco
E’ obbligatorio indossare casco omologato, allacciato correttamente.

* Tessera
La sessione di pista è aperta ai tesserati della consulta ciclistica nazionale in regola con le norme di tesseramento e coperture assicurative. Per accedere occorre mostrare carta d’identià, tesserino e liberatoria.

* Uso pista
– Si passa sempre dal lato esterno (cioè a destra) e mai all’interno (sinistra);
– E’ vietato procedere a zig-zag per superare gli altri ciclisti;
– E’ vietato sorpassare passando sulla fascia azzurra di riposo;
– Nei cambi prima ci si sposta di traiettoria e dopo si rallenta;
– La corsia dei velocisti, a fondo pista, va lasciata a chi procede ad alta velocità.

L’organizzazione si riserva di decidere o meno l’idoneità di partecipanti e/o biciclette in base a questo regolamento. Gli iscritti sono tenuti ed invitati a presentarsi al Direttore di Pista prima di immettersi sulla pista stessa.

Il regolamento completo sarà inviato insieme alla registrazione.

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Corridoio ecologico multifunzionale sulla ferrovia dismessa

Ciclovia Olona Lura

Per iniziare a tutelare il tracciato della ferrovia dismessa Grandate-Malnate che metterebbe in comunicazione ciclabile Como a Varese, i partner attivi nel territorio, stanno ideando con il supporto di EStà un corriodio ecologico multifunzionale, mettendo a sistema il capitale naturale lungo il sedime della linea dismessa.

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Buon compleanno Greenpeace

(Con qualche giorno di ritardo)

Greenpeace, 45 anni di battaglie per salvare il pianeta

di Marta Albé – greenme.it, 15/09/2016

Oggi è il compleanno di Greenpeace. L’associazione ambientalista nata il 15 settembre del 1971 compie 45 anni. Proprio quel giorno un gruppo di volontari partiva dal Canada a bordo del peschereccio Phyllis Cormack, poi ribattezzato Greenpeace, per cercare di fermare i test atomici sull’isola di Amchitka, in Alaska.

Dalla battaglia contro i test antiatomici alla lotta ai cambiamenti climatici la storia di Greenpeace continua con l’obiettivo ambizioso di vincere le sfide più difficili per la difesa del Pianeta.

Ora Greenpeace considera la lotta ai cambiamenti climatici come la sfida più grande del nostro tempo dato che bisognerà raggiungere l’obiettivo ambizioso di non superare 1 grado e mezzo di aumento della temperatura globale e avviare la transizione verso le rinnovabili al 100% per tutti in accordo con quanto stabilito alla Conferenza sul Clima di Parigi dello scorso dicembre.

Sappiamo che tra le maggiori conseguenze negative dei cambiamenti climatici vi è l’acidificazione degli oceani. Gli oceani assorbono troppa CO2 e la loro acidificazione danneggia la vita marina. Da questo punto di vista nel giorno del proprio compleanno e non solo Greenpeace chiede una maggiore tutela degli oceani a partire dalle aree protette.

Per difendere gli oceani bisogna contrastare la pesca illegale e collaborare con altre organizzazioni per evitare che gli oceani continuino a trasformarsi in vere e proprie discariche per la plastica.

Continua inoltre la battaglia di Greenpeace per fermare la deforestazione e per tutelare le foreste primarie. La protezione delle foreste sostiene la biodiversità e mantiene il clima in equilibrio.

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Ancora oggi Greenpeace continua a battersi sia contro le testate nucleari sia contro il rilascio di sostanze tossiche nell’ambiente. I test nucleari, anche se si sono rallentati grazie all’opposizione pubblica, rappresentano ancora un interesse globale e la speranza di Greenpeace è che le Nazioni Unite intervengano per mettere al bando le testate atomiche.

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In Italia Greenpeace è attiva da 30 anni e negli ultimi tempi si è distinta qui e in Europa per la propria opposizione alla coltivazione degli Ogm in Italia, per l’impegno nel salvare le api e nell’aiuto ai migranti in collaborazione con Medici Senza Frontiere. Speriamo che gli attivisti possano portare avanti ancora battaglie utili per il nostro Paese e per il Pianeta.

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Settimana Europea Mobilità 2016

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Dal 16 al 22 settembre torna la “Settimana Europea della Mobilità…in bicicletta”

La Settimana Europea della Mobilità rappresenta per Fiab un appuntamento fisso: è l’occasione per promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano e per il tempo libero, e rafforzare le collaborazioni con le pubbliche amministrazioni per rendere più ciclabili le nostre città.

Quest’anno la commissione europea propone il tema della mobilità sostenibile come un vero investimento per l’Europa’ visti gli stretti legami tra il trasporto e l’economia.

I vantaggi della mobilità intelligente si applicano a tutti i livelli – dal pubblico al settore privato, dagli interessi sociali a quelli individuali. Nel 2016 dobbiamo incoraggiare le amministrazioni pubbliche e i politici a guardare alla mobilità intelligente e sostenibile come un investimento per il proprio paese.

Le centinaia di eventi organizzati a livello locale e regionale sono una grande opportunità per far conoscere ed apprezzare le eccellenze storiche e culturali dei nostri territori; la promozione dei percorsi ciclabili è lo stimolo per una crescita verso modelli europei, con la creazione di nuove opportunità di lavoro.

Per l’edizione 2016 Fiab invita tutti a registrarsi, inserire i propri eventi nel calendario nazionale all’interno del sito con una veste grafica aggiornata www.settimanaeuropeafiab.it

Venerdì 16 settembre 2016 Fiab propone per il terzo anno la giornata dedicata al Bike to Work

E’ l’occasione per usare la bicicletta per andare al lavoro: dipendenti di aziende, commercianti, amministratori pubblici e studenti, tutti possono provare per farla diventare una salutare abitudine quotidiana.

Partecipare alla Giornata Nazionale del Bike to Work può essere anche un gioco! Iscrivere la propria azienda su www.biketowork.it, scaricare l’App e pedalare. Si possono vincere premi semplicemente andando al lavoro in bicicletta!

Informazioni supplementari per le iniziative delle singole città e riferimenti alle passate edizioni sono reperibili sullo stesso sito o scrivendo a info@settimanaeuropeafiab.it

Le nostre città hanno bisogno di una mobilità più intelligente per un’economia più forte: rendiamola possibile con la bicicletta!

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The Great Trail

Nascerà in Canada il sentiero (ciclabile) più lungo del mondo: 24mila chilometri

Il primo luglio del 2017 il Canada festeggerà i suoi primi 150 anni di Storia. E lo farà completando un progetto iniziato nel 1992: il sentiero ciclabile (ma praticabile anche a piedi, con i pattini, a cavallo e con gli sci di fondo) più lungo del mondo. Oltre 24mila chilometri.

thenexttech.startupitalia.eu, 12/09/2016

 Il primo luglio 2017 il Canada festeggerà i suoi primi 150 anni di Storia. E lo farà inaugurando The Great Trail, il più grande sentiero del mondo dedicato a chi ama camminare o andare in bici. Iniziato nel 1992, sarà lungo 24mila chilometri e collegherà 15mila località diverse in tutto il Paese. Da costa a costa, passando per le grandi città e puntando al nord, verso luoghi più inesplorati e selvaggi. Da Saint John’s, nell’Isola di Labrador, sulla punta sud occidentale, fino a Vittoria, sull’isola di Vancouver, nell’estremo est. Il tragitto è stato studiato per scoprire le bellezze e i paesaggi del territorio canadese ed è in fase di completamento (per ora siamo all’87%).

Divieto assoluto per le automobili

Il Great Trail è pensato esclusivamente per chi ama viaggiare senza l’ausilio di mezzi motorizzati. Il divieto per le automobili, di qualsiasi tipo e cilindrata, è totale. Al centro del progetto c’è la riscoperta naturale e ancestrale di un territorio vasto ed eterogeneo. Un itinerario che racchiuda i 150 anni di una nazione affascinante ma ancora ricca di territori incontaminati. Alcuni tratti potranno essere percorsi anche a cavallo o usando i pattini. E d’inverno, per affrontare la neve, sulle fat bike o con gli sci di fondo.

Ma alcune zone sono state pensate per gli amanti del trekking e della Mountain Bike.

Altri numeri

Si è calcolato che poco meno del 30% del percorso si trova lungo corsi d’acqua, fiumi e laghi. Compreso il tratto finale che segue la foce del fiume Mackenzie, il più lungo del Canada. L’80% della popolazione canadese vive a meno di 30 minuti dal percorso. Non è un caso. La volontà non è solo quella di attirare turisti ma di rappresentare un’opportunità per le popolazioni locali.

Per capire la bellezza dei luoghi che verranno attraversati è stato pubblicato un trailer di notevole impatto.

Canada. Le storie, gli uomini

Lungo un percorso così articolato è impossibile non incappare nelle “storie” di persone e fatti che hanno segnato e disegnato quei luoghi. Così, sul sito ufficiale, ècomparsa una sezione dedicata, estremamente affascinante. Un quadro, fatto di tinte diverse, che raffigura i lati più interessanti, e meno conosciuti del paese della foglia d’acero.

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In 20 anni scomparso il 10% delle aree naturali della Terra

Triskel182

risorse

E’ un disastro per la natura, il cambiamento climatico e le comunità umane più vulnerabili.

La Wildlife Conservation Society (Wcs) ha rilanciato al World conservatin congress dell’Iucn, che termina domani alle Hawaii,  lo studio “Catastrophic Declines in Wilderness Areas Undermine Global Environment Targets”, pubblicato su  Current Biology, dal quale emerge una clossale erosine delle aree selvatiche di tutto il l mondo negli ultimi 20 anni.

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