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I Suoni delle Dolomiti 2018

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Col Margherita

E’ da qualche giorno che su facebook mi compare il promo de “I Suoni delle Dolomiti”. Per chi non sapesse di cosa si tratta, cito paro paro ciò che dice visittrentino.info

Le alte vette dolomitiche saranno il tuo teatro, un prato verde e una coperta il tuo posto a sedere e, come effetti speciali, le mille sfumature dell’alba in quota. Qui, tra guglie e cime meravigliose, potrai ascoltare musicisti di fama internazionale suonare dal vivo!

Jazz, musica classica, world music o canzone d’autore? A te la scelta! Sono 25, in tutto, gli eventi musicali che, dal 30 giugno al 31 agosto, prenderanno vita nei più suggestivi angoli del Trentino. Appuntamenti straordinari in una cornice naturale d’eccezione, che potrai raggiungere camminando assieme agli stessi artisti. E a fine concerto? Un territorio tutto da scoprire! Benvenuto ai Suoni delle Dolomiti!

Un connubio perfetto tra suoni e natura, in un palcoscenico unico al mondo

Traduco. Vi fate una bella camminata, magari con il plaid infilato nelle cinghie dello zaino, arrivate in un posto mediamente spettacolare, mettete il plaid sul prato (dove c’è, altrimenti vi cercate un sasso “comodo”) e vi sedete.

E ascoltate.

Musica, di tutti i generi, musicisti italiani e no, ma tutti decisamente “di livello” (giusto per fare un esempio, qualche anno fa sono andata a sentire Bollani in val Duron). Oppure attori, che si esibiscono in uno spettacolo dove spesso e volentieri le forma artistiche si contaminano. Neri Marcorè è quasi di casa, qui, ma mica è l’unico…

Ecco, stasera sono andata finalmente a vedere il programma. Sì, perché ogni volta spero che ci sia qualche interessante concerto in Val di Fassa nelle due settimane nelle quali io sono in ferie, ed ogni anno mi mangio le dita, perché in questo periodo di solito vengono battute altre zone. Infatti mi stanno ancora qui il concerto di Carmen Consoli a Fuciade, che ho mancato perché era a fine agosto, o le volte che mi sono fatta sfuggire il sopra citato Marcoré.

Apro il file, faccio scorrere le date. Per un attimo mi sbarluccicano gli occhi: Paolo Fresu (che desidero tanto vedere dal vivo, qui nelle dolomiti) insieme a… Muzega de Poza, la banda di Pozza ti Fassa, nella quale, tra l’altro, suonano alcune persone che conosco. E la location non è niente male, visto che si tratta del Roda de Vael.

La data però mi riporta alla realtà. 29/07. Giorno nel quale, in teoria, dovrei essere in Valtellina causa granfondo del moroso. E lo sconforto  mi assale..

E niente… mi tengo la voglia anche per questo anno. Ma se voi volete consultare il programma completo, eccolo qui

 

 

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I suoni delle Dolomiti al tiggì!!!

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Piano solo

DSC_1547Finalmente ce l’ho fatta ad assistere ad un intero concerto de “I suoni delle Dolomiti“. Lo scorso anno sono riuscita solo ad udire qualche nota di violino, ma direi che stavolta… mi sono rifatta con gli interessi, vista occasione, location e protagonista.

Occasione: data 03/08. Stavolta ci sono, e il meteo è buono.

Location: rifugio Micheluzzi in val Duron, uno dei luoghi che, nel bene e nel male, hanno segnato le mie vacanze fassane (un posto bellissimo).

Protagonista: Stefano Bollani. Premesso che sono tendenzialmente una rocchettara e che di jazz non so un tubo, Bollani però so chi è, perché ogni tanto in TV ci va e, soprattutto, perché qualche anno fa aveva fatto una trasmissione con la Guzzanti jr, “Sostiene Bollani” e lì mi aveva colpito, oltre che per le sue capacità musicali, anche per le qualità di intrattenitore. Meglio di molti conduttori professionisti…

E quindi… in marcia verso la Val Duron!!!

Questa volta, invece della “solita” forestale, per raggiungere il rifugio abbiamo seguito il sentiero alternativo, ovvero all’altezza di baita Fraines abbiamo imboccato un’altra forestale che scavalca il torrente e sale ripida nel bosco. Dove questa finisce si prosegue su un sentiero nel bosco, a tratti piuttosto ripido, che porta ad una piccola selletta. Da qui si scende e in pochi minuti si arriva al Micheluzzi (ci sono due ponticelli in legno in prossimità del rifugio). Dalla deviazione dal percorso DSC_1535“standard” sono segnalati 45 minuti, complessivamente dal paese ci vuole meno di un’ora e mezza. E meno male che abbiamo scelto il percorso alternativo, un po’ perché le mie ginocchia malandate soffrono il passo ritmico che si tiene sulle forestali, un po’ perché lo gnomo preferisce i sentieri sconnessi e sassosi, e se il fondo è regolare si annoia e rompe abbondantemente le scatole.

Al nostro arrivo, intorno a mezzogiorno, c’era già un sacco di gente, e farsi servire il pranzo al rifugio non è stata un’impresa banale. Diciamo che forse sarebbe stato meglio farsi altri dieci minuti a piedi e andare alla Baita Lino Brach, poco più avanti. Avremmo mangiato un po’ più tranquilli e avremmo comunque avuto il tempo di tornare indietro per le 13.

Ci siamo accaparrati un posto su un prato già affollatissimo, alle spalle di Bollani ma con una visuale su valle e Denti di Terrarossa che non era niente male!!!

Quanto al concerto… beh, Bollani è uno showman. Ha alternato musica di vario genere, pezzi suoi e di altri, musica brasiliana, popolare, filastrocche, brani di cantautori. Inizialmente ha solo suonato, poi ha cominciato raccontando qualcosa sui pezzi suonati, per passare poi a parlare delle versioni italiane di pezzi stranieri, che sono ben poco aderenti al testo originale, raccontando la storia di un fantomatico autore toscano che, prefissandosi di tradurre letteralmente le canzoni americane e non solo, si è ritrovato pezzi pieni di “zozzerie”. “My way” che tradotta diventa “Mi fo’ i hazzi miei”, “Pretty woman” tradotta diventa “Bella topa”… insomma, tutte poco adatte al mercato discografico italiano…

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DSC_1648Vederlo (oltre che sentirlo) suonare, agitandosi sul seggiolino, alzandosi e “sculettando” è una goduria. Persino le mucche nel pascolo accanto sembravano far suonare i campanacci a tempo, fra un fischio di marmotta e l’altro.

E al momento della finta uscita, mancando una quinta si è accucciato per terra fingendo di nascondersi dietro la mano, per poi “uscire” nuovamente e, bloc notes alla mano, segnare le richieste del pubblico per il bis. Pezzi che ha riarrangiato, alternandoli (musiche popolari, la sigla di Goldrake e altro) per regalarci complessivamente due ore di musica, compreso un “Tanti auguri” mixato a “La stangata” per augurre buon compleanno ad una persona. E dirigersi poi verso il pubblico per firmare autografi.

Esperienza da ripetere…assolutamente!!!

 

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I Suoni delle Dolomiti 2016

Immagina di metterti in cammino su un sentiero di montagna, e di raggiungere un rifugio in una delle tante vallate sospese, o in qualche conca incorniciata dalle vette delle dolomitiche, o su qualche terrazza panoramica (naturale) con vista sui monti pallidi. Di camminare zaino in spalla, con i tuoi bastoncini… e di trovarti come compagno di viaggio un musicista che si porta il violoncello in spalla. O di raggiungere la meta e di trovare un pianoforte sul prato dietro al rifugio.

“I Suoni delle Dolomiti” è proprio questo: una serie di concerti e spettacoli in quota, in luoghi da raggiungere a piedi, magari assieme agli artisti che devono esibirsi di lì a poco. Negli ultimi anni sono anche stati proposti trekking di 2-3 giorni.

La manifestazione quest’anno è iniziata il 02/07 e terminerà il 26/08. Il programma lo potete trovare qui, oppure potete scaricare il programma in pdf

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Spettacoli ad alta quota

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