percorsi ciclabili

Lavori in corso

Dalla pagina di Garda-outdoors, il video della ciclabile sospesa di Limone sul Garda

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Milano, la “tangenziale” della bici

Un solido aiuto a chi si sposta in bicicletta a Milano e dintorni (con mappa)

Fonte: milano.cityrumors.it, 30/03/2018

Qualcuno si ricorda la “cintura verde” attorno a Milano? Nel periodo dell’EXPO e’ stata diffusa l’idea di creare una sorta di fascia territoriale che circonda la citta’, costituita da parchi, zone agricole, ma anche aree urbane, e collegata con un’unica pista ciclopedonale. Tutto sembra essere rimasto sulla carta, ma in fondo in fondo non e’ proprio cosi’.

Con un pizzico di spirito pionieristico ci siamo lanciati nell’impresa di scoprire se sia tutta una grande opera propagandistica legata al periodo dell’EXPO, o qualcosa si sia realmente materializzato e, inforcando le nostre inseparabili biciclette, abbiamo “chiuso il cerchio” attorno alla citta’ !

Nel corso di pochi anni sono stati realizzati ponti e sottopassi, circa una quindicina. Il vero problema e’ che a nessuno e’ venuto in mente di realizzare in pratica un unico percorso ciclopedonale che li congiunga (nonostante la mappa del 2015 lo mostri chiaramente), dunque tutto sembra essersi fermato alla cosiddetta mobilita’ ciclabile locale, mentre noi, carichi di visioni e alla ricerca delle tracce di una Milano perduta, siamo alla fine riusciti a tracciare il mitico “anello”, sfruttando quei ponti e sottopassi, ma anche le strade vicinali o le alzaie di alcuni canali e ovviamente i numerosi parchi che circondano la metropoli lombarda.

Ed ecco il percorso (di colore rosso) che abbiamo tracciato.

In senso orario, partendo da Baggio, attraversiamo ben 14 parchi: delle Cave e Aniasi (Baggio e Trenno). Pertini (Gallaratese), Franco Verga (Quarto Oggiaro), Walter Chiari (Bovisasca), Villa Litta Modignani(Affori), Bosco di Bruzzano e Parco Nord (Bruzzano e Niguarda), Naviglio Martesana, Lambro (Cimiano), Forlanini (Ortica), Monluè (Cascina omonima), della Vettabbia(Chiaravalle e Vaiano Valle), Agricolo Sud Milano (Gratosoglio e Ronchetto sul Naviglio), dei Fontanili (Inganni e Forze Armate).

Come si puo’ notare, e’ molto simile a quello ideale della cosiddetta “cintura verde”. Manca una segnaletica orizzontale e verticale e l’asfaltatura di alcuni tratti, che lo renderebbero realmente fruibile da chiunque.

A quel punto, avremo creato un vero raccordo tra i cosiddetti “raggi” (di colore violetto) che entrano nell’area cittadina.

E quando si abbraccia un territorio piuttosto vasto con un anello ciclopedonale, ci si sente molto piu’ padroni di questo luogo, come dice una canzone: “ tutta mia la citta’… ” (1969 dell’Equipe 84)

Scarica la intera mappa zippata (in formato .gpx)

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Mobilità ciclistica: 14,8 milioni di euro per la sicurezza dei percorsi

E il Senato ha dato il via libera alla legge per lo sviluppo della mobilità in bicicletta

edilportale.com, 27/12/2017

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha firmato il decreto per la ripartizione tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano di 14,8 milioni di euro per interventi funzionali in ambito urbano, comprensivi degli eventuali costi per la progettazione, dedicati al miglioramento della sicurezza stradale dei ciclisti all’interno dei Comuni con popolazione residente superiore a 20.000 abitanti.

Potranno essere selezionati interventi che prevedano:

  • realizzazione di piste ciclabili, anche in funzione di disimpegno della sede stradale promiscua;
  • realizzazione di percorsi ciclabili, attraversamenti semaforizzati, attraversamenti mediante sovrappassi o sottopassi destinati a ciclisti;
  • messa in sicurezza di percorsi ciclabili;
  • creazione di una rete di percorsi ciclabili protetti o con esclusione del traffico motorizzato da tutta la sede stradale.

A copertura della spesa, oltre al finanziamento statale erogabile nella misura massima del 50%, è previsto il concorso da parte degli enti attuatori, beneficiari finali dei finanziamenti, per un volume complessivo di investimento superiore ai 30 milioni di euro.

Il decreto costituisce la prosecuzione del lavoro del Governo per lo sviluppo della ciclabilità integrata iniziato con le ciclovie turistiche e proseguito con gli itinerari ciclabili e pedonali.

Alla fine del 2016 sono stati ripartiti tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano 12,4 milioni di euro per lo sviluppo e la messa in sicurezza di itinerari e percorsi ciclabili e pedonali: sono stati finanziati più di 70 interventi sul territorio che consentiranno di realizzare più di 60 km tra piste ciclabili e percorsi ciclo-pedonali, quasi 10 km di percorsi pedonali e circa 60 attraversamenti stradali critici per pedoni e biciclette.

Via libera del Senato alla legge per la mobilità in bicicletta

La Commissione Lavori Pubblici del Senato, in sede deliberante, ha approvato la legge per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica.

“La Cenerentola della mobilità, la bicicletta – ha commentato il Ministro Delrio -, assume pari dignità in città, in periferia e nei percorsi turistici, rispetto agli altri mezzi e guida il cambiamento verso la mobilità dolce e alternativa. È uno scatto culturale e nella pianificazione delle opere, per il quale il nostro Paese è pronto e di cui dobbiamo ringraziare tutti i Parlamentari con i quali abbiamo collaborato, a partire dal relatore on. Paolo Gandolfi e al Sindaco e Presidente dell’Anci, Antonio Decaro”.

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Nuovi finanziamenti per la ciclabile dell’Oglio

Buone notizie

Fondazione Cariplo stanzia risorse per rendere ciclabile l’asse del Fiume Oglio

Il percorso misura quasi 300 km dal bresciano Passo del Tonale fino al Po

welfarenetwork, 26/11/2017

Anche nell’edizione 2017 del bando di Fondazione Cariplo dedicato alle BREZZE (le ciclabili che confluiscono verso il Po e la sua ciclabile VENTO), l’Oglio Po ha ottenuto contributi per il territorio.

Il progetto è stato proposto a Cariplo in continuità con la cordata che aveva realizzato lo Studio di Fattibilità per la ciclabile dell’Oglio, promossa dai GAL (Valle Camonica Val di Scalve, Oglio Po terre d’acqua), dai Parchi e dalle Comunità Montane (Adamello, Oglio Sud, Comunità Montana del Sebino Bresciano) in collaborazione con la FIAB Brescia.

Con il coordinamento territoriale del GAL Oglio Po terre d’acqua (partner referente per le azioni di governance), il tratto ciclabile sull’Oglio interessato dal progetto coinvolge i comuni di Piadena e Ostiano, e il Parco Oglio Sud che ha predisposto la ricognizione degli interventi prioritari sul territorio.

“Stiamo lavorando con costanza e grande impegno” spiega Ivana Cavazzini (sostenitrice dell’iniziativa non solo come Sindaco di Piadena ma anche come consigliere provinciale rappresentante per il cremonese) “proseguendo con la logica di integrare i fondi secondo un approccio di multi finanziamento, logica rafforzata molto con il GAL. Nel mio caso, per esempio, l’intervento è collegato alle risorse finanziate dalla Regione Lombardia sullo stesso tratto.”

Piadena ha proposto l’intervento di messa in sicurezza del tracciato in sponda destra del fiume Oglio, Ostiano invece partecipa con la realizzazione di un tratto di pista ciclopedonale a lato della SP38, per la messa in sicurezza del passaggio sul ponte sul fiume Oglio.

Lorenzo Locatelli, Sindaco di Ostiano, rinnova l’attenzione alla valorizzazione territoriale e al turismo lento “investire nelle ciclabili significa puntare su un’economia del territorio nuova, dove il cicloturismo rappresenta un’opportunità di indotto economico per i piccoli comuni e l’imprenditoria locale”.

A breve verranno avviati i lavori del partenariato, con capofila il bresciano (GAL Valle Camonica Val di Scalve, e i partner Comunità Montana Valle Camonica – Parco dell’Adamello, Comune di Pisogne, Comunità Montana del Sebino Bresciano, Parco Oglio Nord).

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Vento Bici Tour 2017: anteprima

Pedalando insieme ricuciamo la bellezza

Dal 2 all’11 giugno 2017, in bici da Venezia a Torino lungo il fiume Po. Iscriviti al Bici Tour

progetto.vento.polimi.it

Ci sono i viaggi in bici e poi c’è Vento Bici Tour: non una vacanza, non una pedalata, ma l’impossibile da costruire insieme. Con la tua bici puoi ricucire la bellezza dispersa lungo le rive del fiume Po. Puoi essere parte di un progetto, quello della ciclabile turistica più lunga d’Italia. Puoi partecipare a un’esperienza da vivere guardando, ascoltando, annusando e gustando: ci devi mettere tutto te stesso, e in cambio parteciperai a qualcosa che ancora non esiste, il percorso ciclabile da Venezia a Torino. Grazie alla bici, un giorno potrà essere di tutti: ma dal 2 all’11 giugno 2017, si apre un’opportunità di pedalare tutti insieme su VENTO.

Per la prima volta, e solo per pochi giorni, sarà possibile pedalare lungo il tracciato di VENTO in sicurezza. Un’occasione unica, fintanto che la ciclabile non verrà realizzata, per scoprire la bellezza di un territorio oggi dimenticato ma straordinariamente ricco di potenzialità. Giornate sui pedali immersi nel paesaggio che accompagna gli argini del fiume, dal mare Adriatico alle Alpi, costellate di eventi nei quali apprezzare la storia, la cultura e i sapori di queste terre. Le aree interne del nostro Paese. Due weekend da vivere in prima persona, per pedalare per la prima volta tutti insieme da Venezia a Torino, lungo il Po, sul futuro del nostro paese.

Un’iniziativa del Politecnico di Milano, ideatore e promotore del progetto VENTO, che ancora una volta esce dai propri laboratori per raccontare al Paese le potenzialità del cicloturismo infrastrutturato e lo stato di avanzamento di questo progetto. Un progetto che mostra al grande pubblico che le università non fanno soltanto formazione, ma hanno la capacità e la forza di innescare importanti cambiamenti culturali.

La quinta edizione di VENTO Bici Tour 2017 offre la possibilità di vivere un viaggio in bici pieno di sorrisi, cultura, condivisione. Un viaggio per assaporare l’atmosfera unica delle regioni attraversate dal Po. Durante le pedalate collettive sono previsti servizi di assistenza, eventi, degustazioni: non pedalerai mai da solo, ma tu, i tuoi amici e la tua famiglia sarete immersi un’esperienza completa in bici. Scopri come iscriverti sul modulo online.

Iscriviti alle giornate di pedalata collettiva: ricuci la bellezza insieme a noi!
Due weekend e sei giorni di bici lungo il Po, da Venezia a Torino, attraverso il territorio di quattro regioni: Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte. Pedalerai assieme a tanti altri ciclisti, scoprirai i paesaggi dimenticati della valle del grande fiume, degusterai prodotti tipici di queste terre, parteciperai a occasioni di scambio culturale, e godrai della meraviglia della ciclovia VENTO che oggi ancora non esiste ma che in queste giornate potrai apprezzare per quello che sarà.

Solo iscrivendosi al Tour, e solo per queste sei giornate, sarà possibile percorrere il tracciato della ciclovia in progetto partecipando a numerosi eventi. Momenti di dialogo e confronto sui tanti temi che ruotano attorno al mondo del cicloturismo, visita a piccole e grandi perle diffusamente presenti in queste terre (chiese, musei, castelli, borghi storici, …), e degustazione di prodotti tipici del territorio. Grazie alla collaborazione con Slowfood e alla disponibilità di produttori e ristoratori locali, durante le soste intermedie previste all’interno di ogni giornata, sarà possibile assaggiare alcune specialità della tradizione culinaria. I pranzi non sono inclusi nella quota di iscrizione, ma ad un prezzo convenzionato sarà possibile acquistare prodotti alimentari nei punti di sosta.

Agli iscritti al Tour sono garantiti i seguenti servizi: copertura assicurativa, assistenza meccanica, trasporto bagagli, convenzioni alberghiere e assistenza sanitaria. Per l’occasione il percorso di VENTO verrà segnalato.

E per i primi 100 che prenotano, in regalo la maglietta di VENTO!
Se non rientri tra i primi 100 iscritti, puoi comunque acquistare la maglietta, in cotone o tecnica!

Il programma del Tour ancora non è definitivo e potrà subire piccole variazioni. Questo perchè lo stiamo costruendo con i territori, come consuetudine ormai da cinque anni. La collaborazione con i territori è ciò che ha permesso di organizzare eventi straordinari nelle precedenti edizioni, e lo stesso accadrà per questa edizione. Nella sezione che segue, verranno pubblicati via via tutti gli aggiornamenti del programma e nelle prossime settimane troverete indicazione più specifiche relativamente a luoghi e orari.

Programma di massima

Pedalando assieme dal Mare Adriatico al mantovano

ven 02/06, Venezia – Adria

  • Venezia: VENTO Bici tour ai nastri di partenza
  • Lido di Pellestrina: pedalata attraverso il borgo storico
  • Adria: VENTO e cultura, serata letteraria

sab 03/06, Adria – Ferrara

  • Ro: con le spalle al Delta, sosta al Bicigrill
  • Ferrara: una serata nella città estense

dom 04/06, Ferrara – S. Benedetto Po

  • Bondeno: una sosta alla Stellata
  • Revere; visita alle bellezze della cittadina
  • San Benedetto Po: alla scoperta dell’Abbazia del Polirone

Il gruppo di ricerca VENTO prosegue il suo viaggio

lun 05/06, San Benedetto Po – Boretto

mar 06/06, Boretto – Cremona

mer 07/06, Cremona – Piacenza

  • Cremona: VenTo day, un momento di confronto tra Governo, Regioni, Università sullo stato di avanzamento del progetto e sugli sviluppi del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche.

gio 07/06, Piacenza – Pavia

Pedalando assieme dall’Oltrepo alle Alpi

ven 09/06, Pavia – Valenza

  • Alluvioni-Piovera: sosta alle porte del Piemonte
  • Valenza: una serata di festa in piazza

sab 10/06, Valenza – Trino

  • Casale Monferrato: visita guidata della città a pedali
  • Pobietto: sosta alla Grangia
  • Trino: degustazione di prodotti tipici in piazza

dom 11/06, Trino – Torino

  • Torino: il Tour si conclude con una festa in città
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Pedaliamo la FVG3

fiab-onlus.it, 28/03/2017

Domenica 2 aprile, nell’ambito della “Giornata Nazionale delle Ferrovie Non Dimenticate”, il Coordinamento regionale FIAB del Friuli Venezia Giulia organizza un’escursione lungo la ciclovia pedemontana FVG3 che si sviluppa ai piedi delle Prealpi Carniche e delle Dolomiti Friulane nella Provincie di Pordenone e Udine.

Per effettuare questo evento sono stati organizzati 2 treni speciali in arrivo dal Veneto e da Trieste. Sono previsti più di 150 partecipanti.

A metà giornata a Cavasso Nuovo si terrà la conferenza «Ciclovia Pedemontana FVG3: opportunità di sviluppo del territorio alla luce della riattivazione della ferrovia Sacile-Gemona» in cui interverranno, tra gli altri, il Responsabile nazionale FIAB del settore cicloturismo  Antonio Dalla Venezia e l’Assessore regionale alle Infrastrutture Mariagrazia Santoro.

La FIAB fa parte di un gruppo di associazioni che si sono impegnate a sostenere il progetto di sviluppo dell’area, che punta a far sinergia tra i mezzi della mobilità sostenibile, in particolare bici e treno: quale miglior modo per entrare in contatto col territorio, con i luoghi, le persone, le tradizioni?

La ciclovia pedemontana FVG3 è una delle dieci sigle che identificano i principali percorsi cicloturistici del Friuli Venezia Giulia e che vanno a comporre la Rete delle Ciclovie di Interesse Regionale (ReCIR). È l’itinerario pedemontano che, nella sua parte occidentale, affianca il tracciato della linea ferroviaria Sacile-Gemona. Un percorso strategico per diversi motivi, non ultima la possibilità di convogliare il turismo ciclistico che proviene da nord e che percorre la pluripremiata ciclabile Alpe Adria, verso il Veneto e, in particolare, verso Venezia.

Si parte da Gemona in direzione Tagliamento, ultimo grande fiume dell’arco alpino che scorre in un greto naturale con la sua particolare conformazione a rami intrecciati. La strada lungo il Tagliamento dedicata ad Ottavio Bottecchia è un omaggio al grande ciclismo e conduce all’affascinante laghetto di Cornino, uno specchio d’acqua di origine glaciale senza immissari né emissari. In alto, volteggiano i grifoni reintrodotti nella riserva con un progetto di conservazione degli anni Ottanta.

Dalla stazione di Pinzano il paesaggio si fa rurale con la cornice, in questa stagione, delle vette innevate del Monte Cavallo e delle Dolomiti Friulane. Qui iniziano anche i castelli, che punteggiano il territorio fino a Toppo, uno dei borghi più belli d’Italia, e poi fino a Cavasso Nuovo, mezzeria ideale della tratta cicloturistica.

Vi si può arrivare allora partendo da Sacile, lasciarsi alle spalle le anse del Livenza e pedalare verso Budoia e poi Aviano. Anche da questo lato il percorso si snoda attraverso borghi e castelli antichi, immerso nel verde della campagna pedemontana tra i profumi della natura ed i sapori delle specialità gastronomiche tipiche della zona (cinque dei nove presidi Slow Food censiti in regione sono dislocati lungo la ciclovia FVG3). Oltrepassato il Cellina si raggiunge Maniago, capitale dei coltelli, e infine Cavasso Nuovo.

Programma del convegno «Ciclovia Pedemontana FVG3: opportunità di sviluppo del territorio alla luce della riattivazione della ferrovia Sacile-Gemona» che si terrà domenica 2 aprile alle 13.00 presso la sala consiliare del palazzo comunale di Cavasso Nuovo in Piazza Plebiscito, 12.

  • Saluti: Emanuele Zanon, Sindaco di Cavasso Nuovo; Andrea Palese, Associazione Comitato Pendolari Alto Friuli
  • La complementarità di ferrovia e ciclovia per lo sviluppo del cicloturismo: Antonio Dalla Venezia, Responsabile nazionale FIAB settore cicloturismo
  • Prospettive di sviluppo della ciclovia FVG3: Luana Casonatto, Presidente dell’Associazione Aruotalibera FIAB Pordenone
  • La riattivazione della linea Sacile-Gemona e le politiche regionali per il cicloturismo: Mariagrazia Santoro, Assessore regionale Infrastrutture e Territorio
  • Conclusioni: Federico Zadnich, Coordinatore regionale FIAB FVG

Scarica locandina con programma

Invito al convegno

29/03 – 02/04 “Oltre i confini – Viaggio nella mobilità dolce in friuli” – Programma

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La Ciclovia Olona Lura tra le Brezze della Città Metropolitana di Milano

Il bando Brezza 2 è disponibile sul sito della Fondazione Cariplo.

Ciclovia Olona Lura

Giovedì 16 marzo alla Città Metropolitana di Milano si è svolto il convegno “La Mobilità Ciclabile Metropolitana riparte da una Brezza“, con il quale sono stata presentati i quattro studi di fattibilità che incrociano li territorio della Città Metropolitana sul Ticino, Adda, Lambro ed Olona Lura.

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Ricuciamo la bellezza – video

Lo staff di VenTo lancia il video “Ricuciamo la bellezza | Pedalando lungo la ciclovia VENTO”, realizzato da Marco Tessaro per raccontare il VENTO Bici tour 2016 e tutte le bellezze, i volti, il patrimonio e la natura della valle del grande Fiume Po.

Dal Piemonte al Veneto (e non solo).

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Rallarvegen

Il “Rallarvegen”, 80km in bicicletta nel cuore della Norvegia

helloworld.it, 07/02/2017

La bicicletta è il mezzo ideale per ammirare la Norvegia. Per soffermarsi sugli angoli più incantevoli e lasciarsi avvolgere dalla natura magnifica e selvaggia. Ovviamente, pedalare lungo le vallate, sopra le montagne e costeggiare i fiumi non è un gioco da ragazzi; e per godersi una vacanza sulle due ruote tra i fiordi norvegesi bisogna essere ben allenati.

La Norvegia però, con le sue eccellenti infrastrutture, fa di tutto per rendere agevole e organizzare al meglio un tour in bicicletta. Disseminati lungo tutto il paese ce ne sono molti, da quelli più noti (ci sono dieci itinerari cicloturistici nazionali) a quelli più originali (ad esempio attraverso le isole Lofoten).

In questa mappa, sviluppata dal sito visitnorway, hai solo l’imbarazzo della scelta per il tuo itinerario, e puoi trovare oltre alle posizioni dei punti-informazione, anche tutti gli hotel e ristoranti da prenotare lungo il tragitto.

L’itinerario Rallarvegen

Noi però abbiamo deciso di consigliartene uno, un’ottima via di mezzo tra avventura e relax: si tratta del cosiddetto “Rallarvegen“, uno degli itinerari più belli da affrontare sulle due ruote.

È l’antica strada di servizio utilizzata dagli operai che hanno costruito la linea ferroviaria, e parte da Haugastøl e raggiunge Flåm, lungo un percorso di 82 chilometri. Volendo si può optare anche per una strada più breve, di 56 km, che parte da Finse. Vediamo nel dettaglio come si sviluppa il tour.

La prima parte del viaggio arriva fino a Finse, ed è lunga 27 chilometri. Si comincia il percorso da Haugastøl, qui si trova un ufficio turistico che ti darà tutte le informazioni di cui hai bisogno. Si possono affittare anche le biciclette (all’incirca 50 euro per 2 giorni del weekend, con incluso il trasporto con il treno da Flåm). Tra le opzioni più interessanti c’è quella di spedire i bagagli nelle stazioni successive del tour, per viaggiare più leggeri.

Finse è uno dei punti più alti del Rallarvegen e in autunno già si vedono alcuni picchi montagnosi innevati. A Finse ci sono due ottime soluzioni per il pernottamento, l’Hotel Finse 1222 o la Finsehytta Mountain Lodge. In questo tratto di strada malagevole bisogna prestare molta attenzione, è quindi una buona idea portarsi dietro un kit per la riparazione di emergenza. Qui si può ammirare il ghiacciaio Hardangerjøkulen, il sesto più grande paese, e provare anche prelibatezze locali come waffles e sluskesuppe.

Una volta lasciata Finse, si percorre la strada che porta da Hallingskeid a Vatnahalsen, per 17 chilometri. Il paesaggio in questo punto diventa più aspro e selvaggio. Vicino Myrdal si trova il Vatnahalsen Mountain Hotel, altra ottima soluzione per dormire. 

Questo è l’ultimo tratto di viaggio, alcuni tornanti e una strada perlopiù in discesa raggiunge il Flåmsdalen dove si chiude il Rallarvegen. Qui la strada è estremamente ripida e bisogna stare molto attenti. Il consiglio è quello di scendere dalla bicicletta e spingerla a mano per evitare brutte cadute.

Il viaggio si conclude nella valle di Flåmsdalen, meravigliosa. Molte le soluzioni per pernottare, una buona idea sarebbe quella di restarci qualche giorno. Qui la natura norvegese si mostra in tutto il suo splendore. Montagne aguzze, cascate verticali, fiumi argentini e verdi vallate. Hai tutto il tempo per riprendere il fiato, respirare profondamente, guardarti intorno e ascoltare il suono della natura. Il giusto premio al termine della corsa.

Per informazioni  www.rallarvegen.com

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Viaggiare in Sardegna in bicicletta: tutte le novità

Stanziati 15 milioni di euro per i primi bandi di un progetto rivoluzionario: 2000 km e 42 itinerari tutti in sicurezza

Tre bikers sulla costa nord dell’isola

di Fabrizio Milanesi – touringclub.it, 08/02/2017

Fare sistema, coinvolgere le istituzioni, essere coraggiosi immaginando una prospettiva diversa: la Sardegna si è smarcata dal cliché di isola solo mare e spiagge mettendosi “davanti a tirare”. Il gergo non per caso richiama il linguaggio corsaiolo, visto che proprio la bicicletta è al centro di questo nuovo ambizioso progetto isolano.

La Regione Sardegna ha infatti avviato l’iter per la realizzazione di oltre duemila (duemila!) chilometri di strade destinate alle biciclette su una rete che coinvolgerà ben 209 comuni.

Una partenza che è il risultato di un anno e mezzo di progettazione che ha visto l’apporto di 65 associazioni, 209 enti locali, quattro assessorati regionali, l’Enas, l’agenzia Forestas e i Consorzi di bonifica.

La mappa del primo lotto di ciclabili in progettazione

VIA AI BANDI PER 5 DIRETTRICI E 13 ITINERARI CICLABILI

I due primi finanziamenti di 15 milioni di euro sono sufficienti a indire le gare entro il 2017 e finanzieranno la realizzazione sul territorio sardo di una rete di collegamento tra aree urbane ad extraurbane: circa 700 chilometri di piste da suddividere in 5 macro-direttrici e 13 itinerari.

  • Direttrice 1 Alghero-Porto Torres-Sassari + Porto Torres/Sassari-Badesi  (km 115,84)
  • Direttrice 2 Ozieri/Chilivani – Illorai Staz. Tirso + Illorai staz. Tirso – Macomer + Macomer – Bosa (km 164,17)
  • Direttrice 3 Bosa – Oristano + Oristano – Tharros + Oristano Terralba (km. 133,79)
  • Direttrice 4 Cagliari/Elmas/Assemini – Sanluri/San Gavino + Sanluri-Isili (km 113,78)
  • Direttrice 5 Santa  Margherita di Pula – Cagliari + Cagliari – Villasimius + Villasimius – Villaputzu (km 149,75)

Per arrivare a tagliare il traguardo dei 1400 chilometri mancanti si aprirà una competizione con le altre regioni italiane e gli altri Stati europei per accreditarsi i finanziamenti europei destinati a chi può dimostrare di avere un progetto in fase avanzata.

LA BICICLETTA, UN TOCCASANA PER L’ECONOMIA REGIONALE

Letteratura francese e provenzale medievale; studi danteschi; linguistica sarda; letteratura catalana; teoria e storia della critica letteraria; critica del testo. Questo è il background non particolarmente agonistico del “regista” della rivoluzione sarda a pedali. 

Paolo Giovanni Maninchedda dopo l’attività di ricerca e giornalistica sulle testate regionali si è infatti impegnato nella gestione della cosa pubblica sarda fino a ricoprire il suo attuale ruolo di assessore ai Lavori pubblici. Sostenitore di una sana e meritoria competizione con il “continente”, Maninchedda si è speso molto per un progetto davvero ambizioso.

Nella conferenza stampa di presentazione, l’assessore ha dichiarato entusiasta infatti che “la bicicletta non è più solo uno strumento di svago, è un mezzo di trasporto ma anche un produttore di ricchezza sostenibile e di salute. È stato calcolato – aggiunge Maninchedda – che un euro investito in ciclabilità restituisca un euro di ricaduta economica nel comparto turistico, questo significa che ha un ritorno altissimo”.

A dare sostanza alle parole dell’assessore anche una pubblicazione del Cirem, il centro interuniversitario di ricerche economiche e mobilità dell’università di Cagliari che ha stimato in 85 milioni di euro l’apporto del progetto dopo la sua realizzazione.

Il relax dopo una pedalata su una splendida spiaggia dell’Iglesiente

SARDEGNA E BICICLETTA NELL’EDIZIONE DEL CENTENARIO DEL GIRO D’ITALIA

Il timing del progetto è perfetto sapendo che il Giro d’Italia ha programmato proprio sull’isola le prime tre tappe della storica edizione del Centenario.

Il prossimo 5 maggio si partirà con la Alghero-Olbia, che si svilupperà per 203 chilometri sui saliscendi lungo la costa nord dell’isola. Sarà seguita il 6 maggio dalla Olbia-Tortoli, una tappa di mezza montagna che si accentra verso le montagne di Nuoro, mentre domenica 7 maggio sarà la volta della Tortoli-Cagliari, con in mezzo il passaggio panoramico sulla costa di Villasimius.

Una Sardegna pronta a vestirsi di Rosa, ed è solo l’inizio perché se le azioni istituzionali continueranno a tenere il gruppo compatto si arriverà presto a quello che l’assessore regionale al Turismo sardo Francesco Morandi ha definito in conferenza stampa “il più importante progetto di infrastrutturazione turistica che la Sardegna abbia mai visto, con duemila chilometri di percorsi possiamo infatti costruire un prodotto legato a sostenibilità, crescita economica delle zone interne e destagionalizzazione”. Un po’ la dimostrazione che pedalare spesso rende liberi.

Sintesi del progetto Sardegna – scarica

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