Il VenTo del Po

Immaginate un percorso ciclopedonale di 679km, che collega fra loro città ricche di storia, che consente di abbinare il percorso in bici all’utilizzo dei mezzi pubblici (treno e battello) e che si raccorda ad altri percorsi, rendendo possibile una vacanza “green”, attiva ma allo stesso tempo “lenta”.

Immaginate questo in Italia. Già, perché se si parlasse, ad esempio, della Germania o dell’Austria nessuno si stupirebbe.

Questo è il progetto VenTo, la ciclovia del Po, su cui da alcuni anni sta lavorando un gruppo di studio del Politecnico di Milano coordinato dal Prof. Paolo Pileri. Un percorso che si sviluppa prevalentemente lungo gli argini del Po, sfruttando dove possibile la rete viaria esistente (utilizzabile con interventi minimi, in molti casi è sufficiente agire sulle regole d’uso delle strade vicinali), e prevedendo interventi localizzati per la messa in sicurezza dei tratti in cui è necessario affiancare o intersecare la rete stradale ubana ed extraurbana (ad esempio realizzazione di tratti di ciclabile in sede propria, passerelle ciclopedonali sui ponti).

Il tracciato individuato, che si snoda alternando le due sponde idrografiche del fiume, consente di abbinare gli spostamenti in bicicletta all’uso del treno, in quanto sono presenti stazioni ferroviarie distanti dal percorso principale meno di 6km, e del battello (a Venezia, ma anche lungo il Po a valle di Cremona si sta pensando di rilanciare il turismo fluviale). Ed è un “tracciato per generare tracciati”, ovvero è concepito per essere la spina dorsale di un sistema di percorsi ciclabili interconnessi, in grado di collegare quindi le località lungo il Po a numerose città della pianura padana, e non solo. Basti pensare, ad esempio, ai percorsi lungo il Mincio e nella zona del Garda, lungo il Ticino e i navigli milanesi, i percorsi ciclabili in Emilia Romagna.

In alcune località, seguendo i numerosi esempi europei, ci si sta organizzando per offrire pacchetti vacanza pernottamento+bici, e queste possibilità vengono pubblicizzate sulle riviste di settore, ma in generale le potenzialità del turismo in bici sono sottovalutate. Conoscendo le zone dell’Est Ticino, del Cremonese e del Piacentino posso dire che ci sono differenze abissali fra le diverse zone: il Naviglio Grande è frequentatissimo e dotato di servizi per i ciclisti, in Emilia si sta cercando di promuovere il cicloturismo anche come modo per visitare le città e i castelli presenti nella zona.

Anche il territorio cremonese ha delle enormi potenzialità in tal senso: le piste ciclabili lungo il Naviglio Civico e il Vacchelli, il bellissimo percorso delle Città Murate (prevalentemente sterrato, per gli amanti delle “ruote grasse”) che collega Pizzighettone a Soncino, oltre ovviamente ai percorsi lungo il Po inclusi nel tracciato principale di VenTo. Questi percorsi sono però noti quasi esclusivamente ai “local”. E pensare che, in abbinamento all’ ”ecomuseo del territorio” e ad altre iniziative quali ad esempio “Lavialattea” organizzata dal FAI, si potrebbero portare molte persone a conoscere le peculiarità del nostro territorio, i nostri prodotti, i nostri borghi. E anche i cremonesi tornerebbero a scoprire località e angoli ricchi di storia di cui stanno dimenticando l’esistenza.

In sostanza, quali sono i potenziali benefici del progetto VenTo?

In termini di ricadute occupazionali, le potenzialità sono notevoli, se si fa un confronto con i tracciati esistenti sul territorio nazionale ed europeo. In casi simili, è stato stimato che nel giro di pochi anni ogni km di tracciato possa generare un indotto compreso fra i 110.000 e i 400.000€

I possibili nuovi posti di lavoro lungo l’intero tracciato sono stimati in circa 2000.

Si, ma quanto costa?

Meno di quello che si possa pensare, perché

  • Il 15% del tracciato è già pedalabile in totale sicurezza;
  • Il 42% necessita di interventi limitati, o di modifiche delle regole d’uso: con 1milione di euro (4€ al metro) si raggiungerebbe quasi il 60% dello sviluppo totale;
  • Un ulteriore 22% circa richiede interventi un po’ più sostanziosi: 18 milioni (120€ al metro);
  • Il restante 21% richiede interventi sostanziali in quanto non è attualmente pedalabile, sono necessari circa 61 milioni (420€ al metro)

In sostanza servono circa 80 milioni per 679 km, ma con un quarto di questa somma si renderebbe pedalabile in sicurezza l’80% di tutto il tracciato.

QUI il sito dedicato

QUI la pagina facebook

NB

La Giunta Regionale della Lombardia l’anno scorso ha deliberato l’inserimento di VenTo nel Piano Regionale per la Mobilità Ciclistica.

(Immagini dalla pagina facebook ufficiale)

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Categorie: bicicletta, percorsi ciclabili | Tag: , , , , | 5 commenti

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