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Vento Bici Tour 2017: anteprima

Pedalando insieme ricuciamo la bellezza

Dal 2 all’11 giugno 2017, in bici da Venezia a Torino lungo il fiume Po. Iscriviti al Bici Tour

progetto.vento.polimi.it

Ci sono i viaggi in bici e poi c’è Vento Bici Tour: non una vacanza, non una pedalata, ma l’impossibile da costruire insieme. Con la tua bici puoi ricucire la bellezza dispersa lungo le rive del fiume Po. Puoi essere parte di un progetto, quello della ciclabile turistica più lunga d’Italia. Puoi partecipare a un’esperienza da vivere guardando, ascoltando, annusando e gustando: ci devi mettere tutto te stesso, e in cambio parteciperai a qualcosa che ancora non esiste, il percorso ciclabile da Venezia a Torino. Grazie alla bici, un giorno potrà essere di tutti: ma dal 2 all’11 giugno 2017, si apre un’opportunità di pedalare tutti insieme su VENTO.

Per la prima volta, e solo per pochi giorni, sarà possibile pedalare lungo il tracciato di VENTO in sicurezza. Un’occasione unica, fintanto che la ciclabile non verrà realizzata, per scoprire la bellezza di un territorio oggi dimenticato ma straordinariamente ricco di potenzialità. Giornate sui pedali immersi nel paesaggio che accompagna gli argini del fiume, dal mare Adriatico alle Alpi, costellate di eventi nei quali apprezzare la storia, la cultura e i sapori di queste terre. Le aree interne del nostro Paese. Due weekend da vivere in prima persona, per pedalare per la prima volta tutti insieme da Venezia a Torino, lungo il Po, sul futuro del nostro paese.

Un’iniziativa del Politecnico di Milano, ideatore e promotore del progetto VENTO, che ancora una volta esce dai propri laboratori per raccontare al Paese le potenzialità del cicloturismo infrastrutturato e lo stato di avanzamento di questo progetto. Un progetto che mostra al grande pubblico che le università non fanno soltanto formazione, ma hanno la capacità e la forza di innescare importanti cambiamenti culturali.

La quinta edizione di VENTO Bici Tour 2017 offre la possibilità di vivere un viaggio in bici pieno di sorrisi, cultura, condivisione. Un viaggio per assaporare l’atmosfera unica delle regioni attraversate dal Po. Durante le pedalate collettive sono previsti servizi di assistenza, eventi, degustazioni: non pedalerai mai da solo, ma tu, i tuoi amici e la tua famiglia sarete immersi un’esperienza completa in bici. Scopri come iscriverti sul modulo online.

Iscriviti alle giornate di pedalata collettiva: ricuci la bellezza insieme a noi!
Due weekend e sei giorni di bici lungo il Po, da Venezia a Torino, attraverso il territorio di quattro regioni: Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte. Pedalerai assieme a tanti altri ciclisti, scoprirai i paesaggi dimenticati della valle del grande fiume, degusterai prodotti tipici di queste terre, parteciperai a occasioni di scambio culturale, e godrai della meraviglia della ciclovia VENTO che oggi ancora non esiste ma che in queste giornate potrai apprezzare per quello che sarà.

Solo iscrivendosi al Tour, e solo per queste sei giornate, sarà possibile percorrere il tracciato della ciclovia in progetto partecipando a numerosi eventi. Momenti di dialogo e confronto sui tanti temi che ruotano attorno al mondo del cicloturismo, visita a piccole e grandi perle diffusamente presenti in queste terre (chiese, musei, castelli, borghi storici, …), e degustazione di prodotti tipici del territorio. Grazie alla collaborazione con Slowfood e alla disponibilità di produttori e ristoratori locali, durante le soste intermedie previste all’interno di ogni giornata, sarà possibile assaggiare alcune specialità della tradizione culinaria. I pranzi non sono inclusi nella quota di iscrizione, ma ad un prezzo convenzionato sarà possibile acquistare prodotti alimentari nei punti di sosta.

Agli iscritti al Tour sono garantiti i seguenti servizi: copertura assicurativa, assistenza meccanica, trasporto bagagli, convenzioni alberghiere e assistenza sanitaria. Per l’occasione il percorso di VENTO verrà segnalato.

E per i primi 100 che prenotano, in regalo la maglietta di VENTO!
Se non rientri tra i primi 100 iscritti, puoi comunque acquistare la maglietta, in cotone o tecnica!

Il programma del Tour ancora non è definitivo e potrà subire piccole variazioni. Questo perchè lo stiamo costruendo con i territori, come consuetudine ormai da cinque anni. La collaborazione con i territori è ciò che ha permesso di organizzare eventi straordinari nelle precedenti edizioni, e lo stesso accadrà per questa edizione. Nella sezione che segue, verranno pubblicati via via tutti gli aggiornamenti del programma e nelle prossime settimane troverete indicazione più specifiche relativamente a luoghi e orari.

Programma di massima

Pedalando assieme dal Mare Adriatico al mantovano

ven 02/06, Venezia – Adria

  • Venezia: VENTO Bici tour ai nastri di partenza
  • Lido di Pellestrina: pedalata attraverso il borgo storico
  • Adria: VENTO e cultura, serata letteraria

sab 03/06, Adria – Ferrara

  • Ro: con le spalle al Delta, sosta al Bicigrill
  • Ferrara: una serata nella città estense

dom 04/06, Ferrara – S. Benedetto Po

  • Bondeno: una sosta alla Stellata
  • Revere; visita alle bellezze della cittadina
  • San Benedetto Po: alla scoperta dell’Abbazia del Polirone

Il gruppo di ricerca VENTO prosegue il suo viaggio

lun 05/06, San Benedetto Po – Boretto

mar 06/06, Boretto – Cremona

mer 07/06, Cremona – Piacenza

  • Cremona: VenTo day, un momento di confronto tra Governo, Regioni, Università sullo stato di avanzamento del progetto e sugli sviluppi del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche.

gio 07/06, Piacenza – Pavia

Pedalando assieme dall’Oltrepo alle Alpi

ven 09/06, Pavia – Valenza

  • Alluvioni-Piovera: sosta alle porte del Piemonte
  • Valenza: una serata di festa in piazza

sab 10/06, Valenza – Trino

  • Casale Monferrato: visita guidata della città a pedali
  • Pobietto: sosta alla Grangia
  • Trino: degustazione di prodotti tipici in piazza

dom 11/06, Trino – Torino

  • Torino: il Tour si conclude con una festa in città
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Ricuciamo la bellezza – video

Lo staff di VenTo lancia il video “Ricuciamo la bellezza | Pedalando lungo la ciclovia VENTO”, realizzato da Marco Tessaro per raccontare il VENTO Bici tour 2016 e tutte le bellezze, i volti, il patrimonio e la natura della valle del grande Fiume Po.

Dal Piemonte al Veneto (e non solo).

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Il terremoto che rivoluzionò il corso del Po

Proprio qualche giorno fa ho ritrovato questo articolo, e, visti gli scenari di distruzione che ci arrivano tramite TV e social, mi sembra giusto postarlo. La natura ha una forza immensa e non dobbiamo mai dimenticare che, più che governare questa forza, dobbiamo adeguarci ad essa, tenerne conto quando dobbiamo intervenire sull’ambiente ed evitare azioni che possano aumentarla, questa forza…

17 novembre 1570: il  terremoto che rivoluzionò il corso del Po

di Paolo Rumiz – repubblica.it, 09/08/2015 (tramite blueplanetheart.it, 12/08/2015)

L’hanno trovata, nella pancia della pianura, più di quattro secoli dopo, la faglia madre del terremoto che ha fatto entrare il Po nel suo letto attuale. Che lo ha spostato di 40 km sul ramo principale del delta. Era il 17 novembre del 1570 e la botta, ben documentata dai contemporanei, seminò il panico a Ferrara, provocando morte e distruzione. Ma il danno più grave fu che il fiume abbandonò rapidamente la città degli Estensi privandola del suo secolare ruolo portuale. Fino ad allora il braccio principale del Po aveva tagliato in diagonale la pianura dal meandro di Stellata (confluenza col Panaro) fino alle grandi dune a Nord di Ravenna. Dopo il sisma, nulla fu più come prima e l’acqua prese a incanalarsi nel ramo di Venezia, fino ad allora marginale nell’immensità del Delta.

Si tratta di una sorta di cartolina illustrata per informare la famiglia sui rilevanti danni del terremoto che l’autore, un militare svizzero, aveva visto di persona. Gli effetti sismici a Ferrara furono descritti in corrispondenze diplomatiche, documenti amministrativi e cronache. (Zentralbiliothek Zurich, E. Guidoboni e J. Ebel, 2009)

Questo del 1570 è, da oggi, il terremoto più antico a livello mondiale di cui si sia riusciti a risalire alla forma della frattura in profondità e al suo meccanismo di rottura, rileggendo matematicamente le testimonianze d’epoca sui danni provocati. Del lavoro, portato a termine grazie a un “algoritmo genetico” da due sismologi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di geofisica Sperimentale, Livio Sirovich e Franco Pettenati, ha dato notizia una delle riviste scientifiche più attendibili del Pianeta, il Journal of Geophysical Research, che con un comunicato stampa ha pubblicizzato i calcoli e le spiegazioni dell’Ogs, compresa l’appendice di carattere storico fornita dai due ricercatori, fatto del tutto inusuale nel panorama scientifico statunitense.

“Fù detto dopo ancor per gli Munari (mugnai) che mentre trete (avvenne) questo quarto terremoto (la quarta scossa, che fu la più forte) il Po gonfiette e fermette il corso suo e tanto crescette l’acqua che era a pari delle rive, e dopo cessato il terremoto calete l’acqua al basso con tanta velocità che quasi tutti li molini che erano alla Stellata nel Po se spicorono dai loro pali dove erano attaccati”. All’origine di tutto sta questo documento dell’epoca, “Memoria de’ gran Terremoti, e Ruine causate da essi nella cità di Ferrara l’anno 1570”, la cui trascrizione settecentesca è stata rinvenuta alcuni anni fa dalla storica della sismologa Emanuela Guidoboni negli archivi della Biblioteca comunale ariostea di Ferrara.

Che il terremoto del 1570 e lo spostamento del Po potessero essere collegati tra loro, era già stato ipotizzato nel 2003 dal geologo Pierfrancesco Burrato, sulla base dello stesso manoscritto e della geologia della regione. Un innalzamento del letto — oggi si sa che potrebbe essere stato anche di soli 10-20 centimetri — poteva aver rallentato e impaludato momentaneamente il fiume prima di fargli riprendere il corso con una piccola onda di piena. In fondo, era da millenni che Po subiva spostamenti verso Nord per via del lento sollevamento dell’Appennino al di sotto delle alluvioni. A Sud dell’attuale corso del fiume, la pianura è segnata da numerosi meandri abbandonati e in secca, come quelli tra Guastalla e Ferrara, ricchi di manufatti antichissimi legati al commercio fluviale.

In questo quadro “errabondo” del Po, i terremoti, assieme alle grandi piene (la più famosa quella che generò la cosiddetta “Rotta di Ficarolo” nel 1152), diventano eventi di rottura di un processo lento, millimetrico, in atto da tempi immemorabili. È la stessa spinta dell’Appennino che ha provocato il doppio sisma del maggio 2012 tra Mirandola e Ferrara e che fa ballare la pianura da sempre. Nel 1117, tanto per dare un’idea, ci fu un terremoto che, secondo un manoscritto trovato in Germania, gonfiò il Po al punto da “formare un arco” fra cielo e terra, “finché l’acqua ripiombò nel suo alveo con un rumore così grande che si sentì per miglia”.

È certo che già prima del terremoto in questione gli Estensi vivessero con allarme una lenta perdita di portata del corso principale sotto le mura di Ferrara e, a causa di questa emorragia, avessero intrapreso, proprio alla vigilia del sisma, importanti lavori di dragaggio. Altrettanto certo è che nel 1580, dieci anni dopo il botto, il corso del fiume aveva già abbandonato la città, decretandone la decadenza, come certifica l’iniziativa di papa Gregorio XIII di far dipingere due mappe (oggi nella Galleria delle carte geografiche dei Musei vaticani), una col nuovo corso del Po e una con il suo tracciato precedente.

Per costruire solidamente il nesso fra sisma e trasloco del fiume a partire dal 1570 bisognava individuare la faglia. Una base di partenza esisteva, ed erano i rapporti dell’epoca sui danni: resoconti immediati di ambasciatori e relazioni diaristiche manoscritte di testimoni diretti, di cui le più importanti sono i tre libri sul terremoto pubblicati in ebraico dal medico ferrarese Azaria Min Haadumim e le testimonianze del grande architetto Pirro Ligorio, successore di Michelangelo alla fabbrica di S. Pietro.

Partendo da qui, si era già arrivati a individuare la distribuzione dei danni nella regione, classificati in intensità tipo Mercalli. È partendo da questa banca dati, curata dall’Ingv, che oggi si è trovata la frattura profonda che riproduce al meglio i danni del 1570. Sirovich e Pettenati ci sono riusciti ipotizzando 4000 faglie possibili e poi altre ancora, fino a trovare la migliore in assoluto: un piano inclinato verso sud-sud-ovest lungo il quale l’Appennino da sotto alle alluvioni risale verso nord-nord-est nell’area fra Rovigo e Ferrara, e del tutto scollegato dalla linea di rottura del terremoto del maggio 2012.

Padania inquieta dunque, da sempre. E il curioso è che quel terremoto provocò anche i suoi sconvolgimenti politici. Il Papa tuonò che il sisma e la fuga del fiume verso Nord erano stati il castigo di Dio contro gli Estensi, rei di aver accolto gli Ebrei in fuga dalla Spagna. Pochi anni dopo il Vaticano si sarebbe riappropriato di Ferrara.

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Si alza il VenTo

VenTo… e non solo

Importanti notizie dalle Regioni

Lombardia

E’ stato approvato il Protocollo di intesa tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dei Beni Culturali e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Veneto, Regione Emilia-Romagna, Regione Lombardia, Regione Piemonte per la progettazione e la realizzazione della Ciclovia Turistica VenTo da Venezia a Torino!

Qui il comunicato

Veneto

La giunta regionale veneta, con due provvedimenti proposti dall’assessore alle infrastrutture Elisa De Berti di concerto con l’assessore al turismo, Federico Caner, ha approvato i protocolli di intesa da sottoscrivere con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del Turismo e le Regioni territorialmente interessate, per l’avvio della progettazione e la successiva realizzazione delle ciclovie VEnTo e Sole.

Qui il comunicato

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Veneto Trail 2016

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Il VenetoTrail è innanzitutto una avventura in autonomia in mountain bike.

Il Veneto Trail nasce dalla voglia di importare in Italia un concetto di sport nato oltre Oceano, non si gareggia più contro un avversario ma contro se stessi. Questa infatti non è una gara ma un’avventura, una sfida per chi si vuole mettere alla prova. Chi coglierà questa sfida si cimenterà sull’intero tracciato cercando di impiegare il minor tempo possibile.

Il Veneto Trail percorre sentieri, strade bianche e strade asfaltate secondarie dalla pianura padovana fino alle Dolomiti bellunesi, alle Tre Cime di Lavaredo.  Natura incontaminata lungo le valli della Valsugana, Agordino, del Boite, del Cadore e del Piave.  Si valicheranno massicci alpini come il Monte Grappa, le Vette Feltrine, le Dolomiti sopra Cortina, i boschi di Cortina, la vallata di Auronzo, il Cadore, la valle di Longarone, i Colli asolani….

Il punto più alto per l’edizione 2016 sarà Forcella Averau oltre 2400 metri ma andremo anche al mare a Jesolo.

Alle meraviglie naturali si aggiungono le bellezze di città d’arte quali Bassano del Grappa, Agordo, Cortina d’Ampezzo, Misurina, Auronzo, Belluno, Valdobbiadene, Asolo…. ove i bikers più “tranquilli” approfitteranno per alimentarsi e riposare scattando qualche foto ricordo. Si percorrerà la nuova ciclabile del Brenta, il Sentiero degli Ezzelini, ed un tratto della ex ferrovia Ostiglia.

Ogni partecipante sarà in solitaria e si dovrà gestire in completa autonomia, decidere quanti chilometri al giorno fare, se pedalare anche la notte, quando e dove mangiare, quando e dove dormire. Durante i giorni che impiegherà per arrivare a destinazione non ci sarà alcun supporto da parte dell’organizzazione e quindi dovrà risolvere autonomamente ogni inconveniente.

Il VenetoTrail è a tappa unica, l’orologio parte a inizio percorso e si ferma solo all’arrivo e non c’è un tempo limite.
Verrà fornita la traccia gpx del percorso ed il partecipante dovrà procedere senza alcun supporto, potrà usufruire solo delle strutture che si trovano lungo il percorso o in prossimità di esso.

Lungo il percorso ci saranno pochi controlli, l’obiettivo di questa avventura è vincere la scommessa con se stessi e truffare non ha alcun senso.

Partenza venerdi 24 giugno 2016 ore 23.30 da San Martino di Lupari (PD)

Si avete letto bene si partirà in notturna stile PBP TCR etc…

Per informazioni visita il sito ufficiale

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