mtb

Buoni propositi per il 2020

Chi pedala a Capodanno, pedala tutto l’anno!!!

Ah, non era così?

Peccato!!!

Panigale

Beh, a parte le battute (stupide), in questi mesi sono stata “latitante”, ho praticamente interrotto la mia attività di scribacchina da quattro soldi e pochi followers, e non solo su questo sito, che è un po’ giochino è un po’ valvola di sfogo. Anche le mie altre “collaborazioni” si sono ridotte drasticamente. Soprattutto, pure l’attività fisica è stata interrotta, a causa dei miei moltiplicati impegni e del mutare delle condizioni al contorno (tipo che nella palestra vicino casa hanno tolto il corso di spinning nei giorni e orari che per me erano comodi).

Vabbè, come primo proposito del 2020 ci metto “ricominciare ad andare in palestra “, anche se vorrei mettere “cambiare lavoro”, opzione decisamente più complicata da attuare.

Buoni propositi 😀

In attesa di predisporre il piano di battaglia per la ripresa dell’attività fisica, ho rispolverato la bici per l’unico giro che potevo fare il 1 gennaio

  • Uscendo di casa dopo le 14.30
  • Evitando sterrato (i cacciatori il 1 gennaio stanno a tavola a mangiare o vanno a procacciarsi il cibo? A scanso di equivoci, meglio non correre rischi)

Il giro ad anello è quello che collega Grumello, Pizzighettone e Crotta d’Adda via argine. Una cosa molto soft, che è anche occasione per provare Strava, installato per scaricare un percorso di Juri Ragnoli per conto del mio moroso. Noi infatti da qualche anno utilizziamo la piattaforma del nostro GPS xplova, Strava non lo avevamo mai utilizzato.

Pizzighettone

Pizzighettone

E così, dopo essermi bardata per bene (strano, ho trovato tutto 🙂 ), sono salita in sella e via, a togliere la ruggine dalle articolazioni. Salvo poi accorgermi di aver scordato il caschetto… vabbè, non c’è in giro un’anima, per stavolta faccio senza.

Fa freddo, ma non troppo: il sole ha scaldato l’aria a sufficienza, nonostante la gelata notturna, e si pedala bene. Pochissime auto in giro, qualche famigliola a spasso col cane al guinzaglio lungo la ciclabile. Certo che quando vedo il figlio adolescente ribaltarsi sulla carreggiata dopo aver inciampato nel cordolo mi vien da pensare che i genitori più che al cane dovevano padare a lui…

Pizzighettone – le rapide e la centrale

E via per il centro storico di Pizzighettone, dove alcune comitive stanno visitando le mura, il lungo Adda e Porta Soccorso, col sole a riflettersi nel fiume e colori da tramonto incipiente. Già, in questa stagione l’effetto “sole di mezzanotte” falsa la percezione dei tempi, si fatica a stimare le ore di luce disponibili, i colori dorati danno l’impressione di un tramonto con tempi dilatati.

Passando accanto alla centrale risulta evidente che la piena natalizia (!!!) non è ancora stata completamente smaltita. Da qui si attraversa la provinciale e poi lungo la strada d’argine, incrociando qualche ciclista e pochi pedoni, con le lunghe ombre che attraversano la strada.

Fra Pizzighettone e Crotta

A Crotta si passa da via Cavallatico, un balcone sul fiume, poi si piega verso Acquanegra e quindi verso Grumello, attraversando nuovamente la provinciale e poi il passaggio a livello.

Verso Crotta

La torbiera di Crotta

Pescatore… all’ombra dell’ultimo sole

Crotta e il fiume

Le temperature ormai si stanno abbassando, come il sole all’orizzonte. La ciminiera dell’ex fornace da qui si manifesta in tutta la sua… inclinazione, mentre il paesello placido sonnecchia lungo la scarpata del fiume scomparso.

Grumello

La Fornace Fossa

A casa mi aspetta un the caldo.

Imparerò mai a centrare l’inquadratura?

L’ombra della sera 🙂

P. S.

Anche se si tratta di un esperimento, non condivido il link del percorso stava perché ho sbagliato a spegnere registrazione. Ma mi chiedo: vabbè che in pianura ogni salita sembra chissà cosa, ma chi ha chiamato “spaccagambe” la salita di Roggione ha una bella fantasia…

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Hero kids 2019

Venerdì 14 giugno, nel pomeriggio, uno stuolo di bambini fra i 4 e i 12 anni si è riversato per le strade di Selva, per scoprire il piccolo eroe che ognuno si porta dentro e che chiede solo di essere svelato. Anche questo anno i percorsi previsti sono stati tre

  • 4-5 anni: percorso 800m
  • 6-8 anni: percorso 2,3km
  • 9-12 anni: percorso 3km

I più grandicelli hanno l’opportunità di cimentarsi con la discesa finale della Hero “dei grandi” prima di portarsi all’arrivo.

kids 2019

I tre percorsi di gara

Vedere questi ranocchietti vestiti (quasi) tutti uguali, pronti scalpitanti al via e poi lanciati per le strade di Selva, pedalando o spingendo la bici, è sempre uno spettacolo.

E alla fine, festa e merenda per tutti. Perché è una festa, non una gara. L’unico premio (una bici nuova fiammante) è ad estrazione.

E il prossimo anno (se papà avrà ancora voglia di soffrire sul percorso medio) verremo ancora, col nostro marmocchio.

Faccio solo un appello agli organizzatori: le misure delle magliette andrebbero riviste. La massima è una 152, e ai più grandicelli va corta.

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Leonardo va a nanna presto

Giovedì sera c’è stata la cerimonia di apertura ufficiale della Hero 2019, la decima edizione.

Noi, fra cazzeggio e sosta al bar, siamo arrivati tardi, ma abbiamo avuto comunque modo di vedere come l’organizzazione ha pensato di festeggiare questo primo, importante traguardo.

Sono state passate in rassegna le edizioni passate, attraverso le immagini, ma anche tramite le storie delle persone che fra queste montagne hanno pedalato.

Erano presenti 8 dei 9 senatori, i bikers che hanno completato tutte le prime edizioni, che si sono presentati con la maglia dell’edizione che più hanno nel cuore. Saranno tutti in sella sabato, tranne una ragazza, la cui maglietta conteneva a fatica una pancia da gravidanza avanzata. Al posto degli organizzatori considererei questa edizione come conclusa honoris causa, perché cosa c’è di meglio che generare un potenziale Hero?

Sono poi stati chiamati sul palco i vincitori delle prime edizioni. Per le donne c’era Katrin Schwing, per gli uomini c’erano Mirko Celestino, Juri Ragnoli, Alban Lakata. Insomma, qualcuno mancava. Soprattutto, mancava chi, da solo, “cuba” la vittoria di 5 Hero (che, calcolatrice alla mano, fanno il 55% di quelle disputate), a cui vanno sommati un secondo ed un terzo posto. Si, insomma, mancava Leonardo Paez, che ci tiene a vincere la sesta volta e non deroga alla sua ferrea disciplina nemmeno per una simile occasione. Insomma, a nanna alle 21, per essere pronto per oggi!

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Aria da Hero

Selva ci accoglie con un sole che va e viene, ma quando c’è è ben caldo, e con qualche goccia di pioggia. Ovviamente gi striscioni neri con logo e sponsor, di varia foggia e dimensioni, campeggiano in ogni dove, mentre per strada si incontrano bikers che si allenano vestendo le divise delle scorse edizioni. Scendiamo in paese, io, il moroso e lo gnomo (si, insomma, è quasi più alto di me…) e l’unica non griffata Hero sono io. I due maschietti hanno il cappellino da “reduci”, Massimo, non contento, ha pure la maglietta Assietta Legend e lo zaino Alta Valtellina Bike Marathon, che tanto è tutto in tinta. E in paese è un fiorire di bikers che palesano la loro “identità geografica” (Ladispoli, Alghero…) o i galloni conquistati sul campo (Capoliveri, Lavaredo,….).

E’ solo mercoledì, ma i primi Heroes sono già qui.

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Potrebbe andare meglio, potrebbe piovere

Il Po in secca

Venerdì a casa, finalmente un giorno libero in una bella giornata. Stavolta l’occasione non me la faccio scappare, rispolvero la mia mtb. Prima però il figlio da portare a scuola, la spesa da fare (perché posso anche togliermi la fame di bici, ma se il frigo è vuoto la sera sono cavoli amari), poi finalmente via, in sella!!!

A me piace andare in giro in questo periodo. Gli alberi sono ancora spogli, i campi sono a riposo, o si colorano di un verde brillante se già seminati… e si riescono a cogliere le lievi ondulazioni del terreno lasciate dall’acqua che occupava queste campagne, prima che Adda e Serio si ritirassero verso gli alvei attuali e le bonifiche facessero il resto. La pianura non è poi così piatta, ma quando cresce il mais viene tutto livellato.

Roggione zona Sant’Archelao

E avvicinandosi al corso dei fiumi il lavoro fatto dall’acqua è sempre più visibile.

Già, l’acqua. Quale acqua? Si fa quasi fatica a nominarla. Sono mesi che non piove, al massimo uno sputacchio insignificante ogni tanto. In montagna è nevicato poco. E quando si arriva alla Morta dell’Adda lo spettacolo è sconsolante.

Morta dell’Adda, 08/03/2019

Morta dell’Adda, 08/03/2019

Foto scattata dallo stesso punto della precedente, settembre 2016

C’è pochissima acqua, due aironi sulla sponda opposta se ne volano via. Qui ci sono stata spesso, anche in inverno (mi è capitato di trovare tutto ghiacciato), ma sinceramente non ricordo di aver mai trovato una situazione del genere, nemmeno in piena estate.

E anche il Po non scherza: quardando verso la Bocca d’Adda e Isola Serafini si notano spiaggioni immensi, e il la prua di una barca di legno che emerge dalla sabbia.

Il Po nei pressi della Bocca dell’Adda

La situazione è drammatica, gli agricoltori sono seriamente preoccupati.

E questi periodi di siccità saranno sempre più frequenti, visti i cambiamenti che stanno apportando all’ambiente con il nostro stile di vita assolutamente non compatibile con gli equilibri ambientali. Serve, e rapidamente, un cambio di passo radicale, se non vogliamo diventare anche noi dei profughi climatici.

Venerdì 15/03 ci sarà lo Sciopero Globale per il Clima, una mobilitazione geneale per chiedere misure serie a mitigazione dei cambiamenti climatici. Speriamo che chi ha il potere di prendere decisioni si decida ad agire, perché senza politiche di ampio respiro e una visione sul.lungo periodo i comportamenti dei singoli servono a poco.

15 marzo 2019 – Sciopero Globale per il Clima

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La storia di Christian Bagg

Christian Bagg cresce in Canada, sulle Montagne Rocciose: un autentico paradiso per appassionati di snowboard e mountain bike.

Tutto cambia quando, a 21 anni, subisce una brutta caduta con la tavola: il midollo lesionato non consente un corretto passaggio degli impulsi agli arti inferiori. Non riesce a camminare, in preda a forti tremori. A quel punto prende una decisione drastica: accetta di farsi interrompere completamente la comunicazione fra gambe e midollo spinale, diventando definitivamente paralizzato dalla vita in giù. Questo però gli consente di cominciare una nuova vita.

Studia meccanica, che non utilizza solo per il suo lavoro: si ingegna per trovare un nuovo modo di andare in montagna in bici.

Dopo tanto lavoro finalmente arriva la Icon Explore, una tre ruote con motore elettrico da 3000W, con cui, dopo tanti anni, torna ad andare in montagna. Ma le stesse sensazioni sono ora possibili anche per chi non avrebbe mai pensato di muoversi sui sentieri fra sassi, cime e abeti.

Leggi l’articolo pubblicato su backtothewild.it per saperne di più.

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Anello del Lusia variante Sottosassa – video

Ed eccolo, finalmente, in video del “girone” dell’estate 2018, l’anello Moena – Bellamonte – Lusia con partenza da Soraga, la cui descrizione è disponibile cliccando qui.

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La Hero secondo Max

Sole, caldo (quando va bene, perché se fa brutto sono cavoli amari), panorami splendidi, salite bastarde, discese godibilissime e tratti tecnici che ti costringono ad andare a piedi, sterrato, single track…e crampi.

Tutto questo è la Hero, soprattutto per i “bisonti” che partono dalle ultime griglie.

Ecco il filmato girato dall’Hero di casa. Peccato che a Pian Schiavaneis, oltre alle gambe di Massimo, abbia dato forfait anche la batteria del “baracchino”.

L’ultimo tratto l’ho fatto io il giorno successivo, come rientro da Passo Sella (Clicca qui per il post, con video).

Buona visione!!!

 

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Anello Selva – Passo Sella. Video

Ecco qui il video del percorso ad anello che consente di raggiungere Passo Sella e Città dei Sassi da Selva di val Gardena.

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Autumn in CR (con imprevisto)

La ciclabile “Strada Regina” fra Annicco e Grontorto

Domenica 23/09/2018.

Mi preparo per uscire e prendo la mtb.

Rifletto un attimo, e torno in casa.

Metto l’Autan (!!!)

Riprendo la mtb, e parto.

Pedalo immersa nei miei pensieri quando qualcosa di naturale, ma allo stesso tempo fuori luogo, mi distoglie da essi. Ci metto un attimo, e poi capisco cosa è che non mi sfagiola: le cicale a fine settembre?!?!?

No, non sto scherzando.

E’ un pomeriggio di inizio autunno, e te ne accorgi anche per la luce, che è diversa… più radente, e più calda. Il verde degli alberi è meno verde, e qualche foglia secca comincia ad accumularsi ai cigli delle strade. E passando accanto ad alcuni alberi senti ancora le cicale?!?!?

E’ un po’ surreale. Alle zanzare ormai non ci si fa più caso, sono bastati 2-3 giorni di caldo e sono rispuntate incazzatissime, ma effettivamente questa “stagione di mezzo” è un po’ anomala.

E’ doveroso approfittare di questi scampoli di estate fuori stagione per fare una pedalata in campagna, scegliendo accuratamente il giorno e l’ora perché nel frattempo è iniziata la stagione della caccia, ed è poco salutare aggirarsi sulle strade poderali il sabato, o la domenica mattina, soprattutto se non si ha la maglia giallo fluo. E così, per vedere anche che “aria tira”, scelgo un percorso prevalentemente su percorsi segnalati. Vado ad Annicco per intercettare la Strada Regina per Soresina, e da qui alle Tombe Morte, per poi imboccare la ciclabile del Naviglio Civico. Destinazione…boh? Forse Casalbuttano, se riesco anche più in là, dipende dall’ora… Insomma, ho in mente una variante più “asfaltata” dell‘Anello del Morbasco.

Ecco, l’obiettivo verrà poi ridimensionato, ma non per colpa mia.

Genivolta, Tombe Morte

Genivolta, Tombe Morte – Naviglio Civico

Mi ritrovo così a pedalare su strade familiari ma che, ogni volta che le percorro, mi fanno cogliere nuovi particolari, o, semplicemente , cambiando ora e periodo dell’anno, cambiano colori ed ombre, e l’apparentemente monotona pianura padana si rivela sempre diversa agli occhi di chi osserva, anche solo di sfuggita passando in bici. Ecco, forse ogni tanto dovrei invertire il senso di percorrenza di alcuni giri, perché mi rendo conto che alcuni scorci li vedo solo come “frame” quando mi volto. E non posso sempre inchiodare e girare la bici per tornare indietro a fare la foto…

Incontro molte persone: gruppi di amiche, famiglie, coppie di “diversamente giovani”, a piedi, di corsa, in bicicletta, e nelle tenute più disparate. Soprattutto da Soresina in poi incontro molte persone, lungo il percorso ciclopedonale che porta al santuario di Ariadello e nella zona delle Tombe morte, che è un crocevia di percorsi ciclabili molto frequentati.

Svolto a destra, e lungo il Naviglio Civico scopro che ci sono alcune aree i sosta a cui non ho mai badato in modo particolare: panche e tavoloni in pietra all’ombra di salici piangenti, con portabici semisommersi dalle foglie secche. Il tutto vista canale, pioppeti e. non molto lontano, una vecchia centrale elettrica, recentemente stata ristrutturata. Il gioco di luci ed ombre è molto bello, da foto. Ed infatti poco lontano c’è un fotografo amatoriale, armato di cavalletto, che cerca di immortalare i caldi colori di metà pomeriggio, che danno l’impressione del tramonto incipiente, anche se in realtà mancano quasi tre ore.

Peccato però per le schifezze che, qua e là, compaiono abbandonate in mezzo all’erba o galleggiano sull’acqua.

Sosta lungo il Naviglio Civico

Pioppeti lungo il Naviglio

Arrivata sulla strada fra Casalmorano e Azzanello, il percorso segnalato si scosta dal Naviglio, deviando verso Nord per poi imboccare un tratto di strada molto stretta costeggiata da due rogge, frequentata solo da pedoni, ciclisti e dai residenti nelle cascine lungo la strada.

E qui succede il patatrac. In direzione opposta vedo arrivare un’auto e una bici, guidata da un anziano. Il tipo in bici va avanti a pedalare, con dietro la macchina, che non ha lo spazio per sorpassare. L’anziano accosta, sempre pedalando, e la macchina lo sorpassa. Mentre l’auto prosegue nella mia direzione, dietro vedo il tizio che si ribalta nel fosso.

Attimo di panico, quelli dell’auto non se ne sono accorti! Poi però si fermano, e scendono, nel frattempo arrivo anche io, oltre ad altri due anziani in bicicletta. Il malcapitato è in piedi nel fosso, col volto coperto di sangue. La signora che guidava si leva i sandali, e scende lungo la riva per aiutarlo a risalire, mentre un altro signore, con non poca fatica, riesce a riportare sulla strada la e-bike caduta nel fosso. Il vecchietto, che ha 87 anni e tutti i giorni va a zonzo con la sua bici a pedalata assistita, è finito nel fosso perché ha appoggiato il piede per terra ma la sponda gli è ceduta sotto il piede: qui infatti, appena fuori dal nastro asfaltato, il terreno “sano” occupa una fascia strettissima, poi è un groviglio di sterpaglie e sabbia, e non tiene assolutamente nulla. La disavventura è costata al signore un taglio in testa, causato dalla bici che gli è caduta addosso, un graffio sulla mano e un paio di ciabatte trascinate dalla corrente.

Tra soccorso e attesa della figlia, a cui, con non poca fatica, viene spiegato come raggiungere il posto, parte più di mezz’ora. Risalgo in sella per proseguire il percorso verso Mirabello Ciria, ben sapendo che avrei dovuto accorciare il giro. Evito di riprendere la ciclabile verso Casalbuttano, e punto verso Acqualunga Badona. Mi ritrovo però sulla statale che arriva da Bergamo, e qui devo capire come deviare su sterrato, in una zona che non conosco, fra cascinali e la ferrovia. Imbocco una vicinale che passa accanto ad una grossa azienda agricola e attraverso la ferrovia. Arrivo su una strada secondaria, e cerco di orientarmi guardo il gps e poi l’orizzonte. Vedo un paesino ma non capisco quale è, poi finalmente trovo lo zoom giusto. Caspita, è vero, quello è il campanile di Paderno Ponchielli!!! OK, posso (virtualmente) considerarmi a casa. Raggiungo il paese e proseguo in direzione Luignano, da qui prendo una vicinale che mi porta a Farfengo. E da lì, l’unica difficoltà che mi separa da casa è il cavalcavia sulla statale.

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