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Bimbimbici 2017

fonte: fiabcremona.it

Bimbimbici è una manifestazione nazionale, la cui prima edizione si è svolta nel 2000, voluta dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e tesa a promuovere la mobilità sostenibile e a diffondere l’uso della bicicletta tra i giovani e giovanissimi.

La manifestazione si concretizza in una allegra pedalata in sicurezza lungo le vie cittadine e nel territorio urbano, che si svolge ogni anno nel mese di maggio ed è rivolta principalmente a bambini e ragazzi, ma è aperta a tutti i cittadini.

L’evento è una vera e propria occasione di festa e di rivincita per tutti quegli utenti deboli delle strade che vivono quotidianamente la città come luogo riservato ad utenti forti (in primo luogo gli automobilisti). Il “popolo” di Bimbimbici è costituito da tutti coloro (grandi e piccini) che amano la bicicletta, la natura e desiderano vivere in un mondo dove le macchine lascino spazio alle bici, lo smog all’aria fresca, la frenesia alla lentezza. Bimbimbici vuole quindi sollecitare la collettività ad una riflessione generale sulla necessità di creare zone verdi e piste ciclabili per aumentare la vivibilità dei centri urbani.

Ogni anno FIAB organizza parallelamente alla manifestazione Bimbimbici, un Concorso Nazionale di Disegno, aperto a tutti i bambini delle scuole dell’infanzia, elementari e medie di tutta Italia.
A Bimbimbici è dedicato un sito apposito dove, tra l’altro, si riportano le modalità per l’adesione e il materiale disponibile per gli Enti Promotori (associazioni, scuole, Comuni, ecc.), i programmi locali, gli eventi collaterali (il Concorso annuale, ecc.).

Vai al sito ufficiale della manifestazione per i dettagli e le città aderenti.

Per quanto riguarda Cremona (una città a caso…) il ritrovo è in piazza Stradivari alle ore 9.30. Tutti i dettagli QUI.

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Rando Imperator

La Rando Imperator è la randonnée che segue il tracciato dell’antica via Claudia Augusta: costruita durante l’Impero Romano, oggi è un percorso cicloturistico che toglie il fiato, attraversando le Alpi tra Baviera, Austria e Italia.

Witoor propone dal 2013 la propria versione delle randonnée: un uso della bici più personale, meno agonistico, in cui ogni partecipante si costruisce la propria storia con passione, fatica, entusiasmo.

Scegli la tua Rando Imperator: 600km tra Monaco e Ferrara, 300km tra Monaco e Bolzano, 300km tra Bolzano e Ferrara.

Passa alla storia con questa serie di randonnée lungo l’antica Via Claudia Augusta, un tempo strada di comunicazione dell’Impero romano, oggi uno dei percorsi cicloturistici più lunghi e belli d’Europa.

Il 6 e 7 maggio 2017 sono in programma tre randonnée del calendario AUDAX ARI300 km da Monaco di Baviera a Bolzano, 300 km da Bolzano a Ferrara o l’impresa di 600 km da Monaco di Baviera a Ferrara.

Da Monaco di Baviera a Ferrara in bicicletta, in soli due giorni: un’idea che ha ispirato ciclisti da tutta Italia e anche dall’estero. Nel 2016 oltre 150 iscritti sfidarono la pioggia e il freddo lungo le salite alpine, quest’anno in quanti sarete? Anche per la terza edizione Witoor è pronta ad offrirvi un evento indimenticabile, che all’amore per la bicicletta e il cicloturismo unisce un’esperienza turistica: dalla Germania all’Italia passando per l’Austria, paesaggi e panorami diversi, dalla montagna alla pianura. I partecipanti potranno così sentirsi parte della Storia, pedalando lungo i boschi della Baviera, le salite sterrate austriache, costeggiando corsi d’acqua e respirando il profumo della natura. È la prima randonnée davvero europea: in bici attraverso quattro stati, dalla Germania
all’Italia, perché su due ruote, non ci sono confini.

La Randonneé (letteralmente “passeggiata di lunga percorrenza”) è nata in Italia nel 1897, ma si è radicata in Francia nel secolo scorso, sviluppando un sistema di brevetti che ne regolamentano lo svolgimento. Dal 1993 è tornata in Italia e oggi il calendario nazionale, gestito da Audax Italia, prevede una ricca serie di appuntamenti. Le randonneé non sono gare competitive, ma aggregazioni spontanee fra i ciclisti che si dimenticano del cronometro e affrontano lunghi percorsi animati soltanto da un genuino spirito sportivo.

Per info, iscrizioni, etc… visita il sito ufficiale o vai sulla pagina facebook di Witoor!

Ecco il video dell’edizione 2016…

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L’agenda ritrovata: la prima ciclostaffetta in memoria di Paolo Borsellino

fiab-onlus.it, 26/03/2017

Parte da Milano, precisamente da Bollate, domenica 25 giugno la prima ciclostaffetta in memoria di Paolo Borsellino, il magistrato ucciso dalla mafia a Palermo nel luglio 1992. Una manifestazione itinerante organizzata dall’associazione culturale L’Orablù che terminerà proprio nel capoluogo siciliano con l’arrivo dei suoi ambasciatori mercoledì 19 luglio, a 25 anni esatti dalla strage di via D’Amelio. In Sicilia i ciclostaffettisti porteranno una copia esatta dell’agenda rossa, ceduta dal fratello del magistrato, Salvatore Borsellino, su cui i partecipanti potranno apporre una firma.

Tra le associazioni che sosterranno e parteciperanno alle varie tappe del progetto anche la Fiab, che ha patrocinato la prima edizione del progetto de L’agenda ritrovata. Un’iniziativa che si ispira alla scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino, sparita dal luogo dell’attentato. Fogli su cui sono in molti a credere che il magistrato avesse annotato informazioni e nomi sull’omicidio del collega e amico Giovanni Falcone e altri dati fondamentali per il suo lavoro.

Un viaggio in sella da Milano a Palermo con un programma ricco di eventi, letture e spettacoli per parlare di legalità e lotta alla mafia. Due i ciclostaffettisti che prenderanno parte all’intero percorso accompagnati da un camper. Un centinaio o poco più i chilometri al giorno, pedalabili del tutto o in parte da chiunque voglia aggregarsi, purché in sicurezza e rispettando le tabelle di marcia. Sarà comunque possibile agganciarsi al gruppo negli ultimi 5 chilometri di ogni tappa. Già attiva nel frattempo la rete delle associazioni che si impegnano a ospitare presso alloggi privati o sedi del territorio gli ambasciatori dell’agenda ritrovata.

Il progetto de L’agenda ritrovata sosterà in numerose piazze, in un giro d’Italia che vuole coinvolgere il maggior numero di comuni possibili, dal Nord al Sud. Tra quelli toccati, ad esempio, Piacenza, Bologna, Rimini, Perugia, Grosseto, Roma, Napoli, Bari e Messina. Città dove tutte le associazioni Fiab sono invitate a dare il proprio contributo. “Quelle che abbiamo contattato – ci ha raccontato Barbara Marelli di L’Orablù – si sono subito rese disponibili. Non chiediamo uno sforzo agonistico, ma piuttosto una partecipazione attiva da parte dei cittadini”.

A lanciare poi la ciclostaffetta in memoria di Paolo Borsellino, pochi giorni prima della partenza del prossimo giugno verrà pubblicata un’antologia di testi edita da Feltrinelli. Racconti di scrittori italiani che si sono cimentati con la vicenda ancora irrisolta dell’agenda rossa. Soddisfatto anche Walter Palagonia, presidente de L’Orablù, “soprattutto perché è la casa editrice che si è messa a disposizione per la raccolta di questi testi”, un segno che testimonia quanto sia ancora forte la spinta per la ricerca della verità sulle stragi di mafia.

Pagina facebook dedicata

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Viaggio nel clima che cambia l’Italia

La fusione dei ghiacciai e la dilatazione termica dell’acqua più calda fanno aumentare i livelli marini, anche nel Mediterraneo: le acque marine in crescita si infiltrano spingendo nell’entroterra un «cuneo salino» dannoso

di Luca Mercalli – lastampa.it, 20/02/2017

Comunicare i cambiamenti climatici non è facile. Sono argomenti complessi, basati su dati scientifici non sempre di immediata comprensione descritti il più delle volte con grafici e tabelle. Ma forse la fotografia può venire in aiuto quando coglie i sintomi già in atto di un clima in crisi. Così ha fatto Alessandro Gandolfi con il «Climatic grand tour», un viaggio fotografico durato un anno nei paesaggi italiani rimodellati – quasi sempre in peggio – dalle recenti tendenze climatiche: un fermo immagine sui problemi più gravi del nostro paese, caso per caso.

Desertificazione

I modelli di simulazione climatica prevedono estati mediterranee sempre più calde e secche: secondo l’Enea ciò esporrà al rischio di desertificazione circa un quinto del territorio italiano, soprattutto al Sud.

Tornado

Le caratteristiche nubi rotanti a imbuto con raffiche oltre 200 km/h esistono pure in Italia. Anche se sono certamente meno frequenti rispetto alle grandi pianure degli Stati Uniti, quasi ogni anno c’è notizia di almeno un episodio, soprattutto in Valpadana in estate, o sulle coste mediterranee in autunno. Disastrosi furono gli eventi del 24 luglio 1930 nel Trevigiano e del 16 giugno 1957 nell’Oltrepo Pavese, ma di recente anche quelli del 3 maggio 2013 tra Modena e Bologna e dell’8 luglio 2015 sulla riviera del Brenta, nel Veneziano.

Erosioni costiere e aumento del livello del mare

La fusione dei ghiacciai e la dilatazione termica dell’acqua più calda fa aumentare i livelli marini, anche nel Mediterraneo: secondo l’Istituto di Scienze Marine del Cnr, al mareografo di Trieste l’Adriatico è già cresciuto di 17 cm dal 1875, ed entro questo secolo gli oceani globali potrebbero salire di almeno un altro metro, se proseguirà l’attuale scenario ad alte emissioni serra. Alluvioni costiere come quella che il 6 febbraio 2015 ha invaso la Romagna diverranno allora sempre più frequenti. La sopravvivenza di Venezia è a rischio, e difficilmente sarà il Mose a salvarla! Inoltre le acque marine in crescita si infiltrano spingendo nell’entroterra un «cuneo salino» dannoso per coltivazioni e acquedotti.

Incendi

Gli incendi boschivi non sono una novità per l’Italia, in particolare al Sud, ma con le estati sempre più calde e secche la loro frequenza aumenta. Tra gli eventi più gravi degli ultimi anni quello sul Gargano il 24 luglio 2007, durante un’ondata di caldo con un record di 45 °C a Bari: bruciarono 500 ettari di pineta

Zanzare

Non solo i commerci internazionali, ma forse anche le temperature più alte facilitano la diffusione della zanzara tigre, vettore di febbri tropicali, come la chikungunya, di cui un’epidemia si sviluppò nell’estate 2007 nel Ravennate.

Ghiacciai

Tra le prime vittime del riscaldamento globale. Sulle Alpi la loro superficie si è dimezzata negli ultimi 150 anni a seguito di un aumento termico di circa 1,5 °C, e si stima che nel 2100 solo più le sommità del Monte Bianco e del Monte Rosa saranno incappucciate di ghiaccio. Una volta scomparsi i ghiacciai da molti massicci alpini, agricoltura e produzione idroelettrica dovranno adattarsi a minori deflussi d’acqua. Tentare di preservarli coprendoli con teli plastici – come sui ghiacciai Dosdé (Valtellina) e Presena (Trentino) – può aiutare temporaneamente solo piccoli comprensori di sci estivo, ma non risolve il problema e anzi comporta inutili costi economici, energetici e ambientali, con aumento della produzione di rifiuti! Meglio contrastare l’aumento di temperatura riducendo le emissioni di gas serra nell’aria.

Nubifragi, alluvioni, frane

Atmosfera e oceani più caldi accelerano il ciclo dell’acqua e rendono le piogge più intense, con maggiore rischio di alluvioni su un territorio peraltro più infrastrutturato. Dal 2010 a oggi in Italia si sono contati oltre 60 eventi alluvionali con un centinaio di vittime. Difficile dire se siamo già di fronte a una maggiore frequenza degli episodi, ardua da quantificare in un territorio in rapida trasformazione, ma di certo i cambiamenti climatici aggiungeranno ulteriore criticità in un Paese in cui, secondo l’Ispra, il 7 % della superficie è soggetta a frane e il 12% è a elevato pericolo di inondazioni.

Insomma, il Climatic Grand Tour di Gandolfi consegna al futuro la descrizione di una penisola italiana molto diversa da quella che aveva visitato Goethe alla fine del Settecento, e che, se non facciamo nulla per mitigare l’impatto ambientale, sarà irriconoscibile alla fine di questo secolo.
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Un metro e mezzo di civiltà anche in Italia?

di Raffaele Di Marcello – fiab-onlus.it, 13/02/2017

Presentato in Senato un disegno di legge che modifica l’art. 148 del Codice della Strada.

Il disegno di legge n. S.2658, proposto dal Senatore Michelino Davico il 19 gennaio scorso, propone di inserire all’articolo 148 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dopo il comma 3, il comma 3-bis: “È vietato il sorpasso di un velocipede a una distanza laterale minima inferiore a un metro e mezzo”, estendendo la sanzione amministrava del divieto di sorpasso anche a chi “non rispetti la distanza minima di cui al comma 3-bis”.

Una piccola modifica al codice della strada che costituirebbe, se approvato (e ci auguriamo lo sia presto), un grande passo avanti per la sicurezza di chi, quotidianamente, utilizza la bicicletta per andare a lavoro o a scuola, per divertimento o per attività sportive.

I codici della strada di Spagna e Francia già prevedono la distanza di 1,50 m per il sorpasso dei ciclisti, e gli stessi paesi hanno messo in atto campagne informative, corredate da cartelli stradali appositi e pubblicità, sul retro di bus sulla necessità di rispettare tale limite. Si spera che, a breve, anche l’Italia adotti una norma di buon senso e civiltà.

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Cambiamento climatico in Italia

Cambiamento climatico in Italia, al via la consultazione pubblica sul Piano di adattamento

Da oggi questionario aperto a stakeholder. Galletti: «Adattare territorio per creare condizioni sviluppo»

greenreport.it, 10/02/2017

Con una nota, il  ministero dell’ambiente ha annunciato l’avvio della consultazione pubblica per l’elaborazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e spiega che «Da stamani e fino al 28 febbraio, sul sito del ministero dell’ambiente, è possibile rispondere alle domande di un articolato questionario, rivolto ai principali portatori d’interesse, sulla percezione degli impatti e delle vulnerabilità in materia di adattamento, oltre che sulle principali azioni per farvi fronte. Lo schema di Piano, curato dalla Direzione generale Clima-Energia del ministero dell’Ambiente, è anche in fase di condivisione con le istituzioni nazionali, le Regioni, le amministrazioni centrali».

Il Piano identifica 6 macroregioni climatiche e 18 settori particolarmente vulnerabili ai mutamenti del clima: «A  seconda della sua area territoriale di appartenenza e del settore di riferimento – spiegano al ministero – l’utente potrà indicare quali azioni tra quelle previste ritenga prioritarie, assegnando un livello di rilevanza a ciascuno dei nove criteri: efficacia, efficienza economica, esistenza di opportunità senza elementi di conflittualità con altri obiettivi di politica pubblica, esistenza di opportunità “win-win”, robustezza, flessibilità, percorribilità socio-istituzionale, multidimensionalità e urgenza. Attraverso un’analisi di contesto degli scenari e della vulnerabilità climatica, ma anche definendo concrete azioni integrate di adattamento e strumenti per la partecipazione, il monitoraggio e la valutazione, il Piano si propone di contenere la vulnerabilità dei sistemi naturali, sociali e economici. L’obiettivo non è solo incrementare il livello di adattabilità e la resilienza, ma anche creare le condizioni per determinare opportunità di sviluppo territoriale. Per ogni azione, il Piano specifica tempi, ruoli e responsabilità».

Il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, conclude sottolineando che «Il territorio italiano va preparato per tempo e attraverso una strategia condivisa all’impatto dei cambiamenti climatici. L’accordo di Parigi e il “rules book” scritto nella Cop22 di Marrakech ci chiamano a una politica climatica globale che va declinata sulle singole realtà, ognuna diversa dall’altra. Dal nostro grado di adattamento a condizioni climatiche di crescente complessità dipendono la sicurezza del territorio e dunque dei cittadini, ma anche le nostre possibilità di uno sviluppo sostenibile, in linea con gli impegni internazionali».

*****

Questionario di consultazione PNACC

I cambiamenti climatici rappresentano una delle sfide più rilevanti su scala globale. Gli studi scientifici più recenti evidenziano che l’Europa meridionale e l’area mediterranea dovranno fronteggiare nei prossimi decenni gli impatti più significativi dei cambiamenti climatici e saranno fra le aree più a rischio del pianeta, in particolare per l’aumento delle temperature, la riduzione delle precipitazioni e la maggiore frequenza di eventi estremi (ondate di calore, precipitazioni intense, ecc.). Per far fronte a questa problematica, le politiche climatiche adottate a livello internazionale hanno individuato la necessità di promuovere, a vari livelli e scale, l’adozione di strategie e azioni di adattamento ai cambiamenti climatici.

L’Italia ha approvato con decreto direttoriale n.86 del 16 giugno 2015 la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNAC). La Strategia ha individuato i principali impatti dei cambiamenti climatici per una serie di settori socio-economici e naturali ed ha proposto azioni di adattamento a tali impatti. A maggio 2016 è stata avviata l’elaborazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) per dare impulso all’attuazione della SNAC.

Il PNACC si propone 1) di individuare le azioni prioritarie in materia di adattamento per i settori chiave identificati nella SNAC, specificando le tempistiche e i responsabili per l’implementazione delle azioni, 2) di fornire indicazioni per migliorare lo sfruttamento delle eventuali opportunità e 3) di favorire il coordinamento delle azioni a diversi livelli.

Il PNACC sarà un documento di indirizzo per il Governo e le Istituzioni nazionali, regionali e locali, e uno strumento fondamentale per orientare le pianificazioni territoriali alla luce dei cambiamenti climatici.

Obiettivo del presente questionario è consolidare le necessità/esigenze degli stakeholder nei confronti dei cambiamenti climatici, consolidare i passi fondamentali che costituiscono un Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e individuare i principali ostacoli all’attuazione di azioni e misure di adattamento.

Il questionario è suddiviso in 4 sezioni:

  1. Scheda anagrafica
  2. Parte A: L’adattamento (sezione generale sui cambiamenti climatici e l’adattamento)
  3. Parte B: Le priorità (sezione relativa alle azioni necessarie e prioritarie per adattarsi ai cambiamenti climatici)
  4. Parte C: La governance (sezione relativa alla governance per l’adattamento)

Si stima un tempo di compilazione di circa 20 minuti.

Il questionario resterà online fino al 28 febbraio 2017.

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Le 10 città più inquinate in Italia per pedalare

Complice il bel tempo (qui al Nord, intendo) ad inizio anno si ricomincia a parlare di inquinamento atmosferico. Riporto quindi questo articolo. Ha circa un anno, ma dubito che nel frattempo sia cambiato molto…

di Riccardo Tempo – urban.bicilive.it, 17/12/2015

Nel frattempo, noi vi riportiamo la classifica delle dieci città italiane più inquinate secondo i dati dell’Istat (usciti a novembre 2015) riguardanti il 2014 e, a breve, ritorneremo con altri articoli pertinenti questa tematica, su tutti l’impiego delle mascherine antismog contro i fumi tossici.

Intanto vi consigliamo di comprare una maschera dal marchio EN 149 (norma europea sull’efficienza minima filtrante), di cui troverete tre categorie diverse: FFP1 (efficienza filtrante minima del 78%), FFP2 (del 92%) e FFP3 (del 98%).

Quali sono le 10 città più inquinate in Italia?

Abbiamo suddiviso la classifica in due tronconi, basandoci sui parametri del PM₁₀ e del diossido di azoto (conosciuto anche come biossido di azoto). Nei due capitoletti successivi, oltre alle tabelle sui rispettivi valori, troverete una breve spiegazione tecnica su entrambe le sostanze.

Vista di Frosinone, città medaglia di bronzo al valor civile, prima per inquinamento da PM₁₀ (credit Wikipedia)

Le 10 città più inquinate in Italia secondo i valori di PM₁₀

Il PM₁₀ (Materia Particolata, dall’inglese Particulate Matter) rappresenta una delle frazioni in cui è suddiviso il particolato, cioè l’insieme delle sostanze sospese nell’atmosfera. Queste particelle microscopiche hanno un diametro aerodinamico uguale o inferiore a 10 µm (micrometri), corrispondente a dieci millesimi di millimetro.

Il PM₁₀ e le altre tipologie di polveri sottili derivano sia da processi naturali (erosione del suolo, eruzioni vulcaniche…) sia da processi legati alle attività umane (su tutte la combustione) e possono causare effetti cancerogeni, come provato dalla comunità scientifica internazionale.

L’Unione Europea ha emanato la direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria in Europa, attuata il 13 agosto 2010 anche in Italia grazie al Decreto Legislativo 155/2010, che stabilisce il valore massimo per la media annuale di PM₁₀ in 40 µg/m³, il valore massimo giornaliero in 50 µg/m³ e il numero massimo di 35 giorni fuori soglia durante un anno.

Purtroppo, i valori sopraccitati vengono spesso superati ma, visto il numero dei cittadini italiani favorevoli all’uso della bici, degli spostamenti a piedi o sui mezzi pubblici in perenne aumento, siamo convinti che i piccoli (a volte anche grandi) miglioramenti avvenuti in qualche realtà non siano frutto del caso.

Comuni N° max di superamenti della media giornaliera di 50 μg/m 3 Valore massimo della concentrazione media annua (in μg/m 3 )
Frosinone 110 46
Torino 94 40
Alessandria 86 38
Vicenza 77 36
Benevento 75 33
Cremona 71 37
Lodi 71 37
Milano 68 26
Cagliari 65 41
Palermo 64 44

Confrontando questi dati rispetto a quelli del 2013, denotiamo come (nonostante i valori restino critici in parecchie città) ci sia stato un miglioramento climatico in numerose località. Napoli, per esempio, è passata da 120 a 40 giorni oltre i limiti consentiti, Milano da 81 a 68, Verona da 79 a 43, Venezia da 74 a 66 e Padova da 68 a 59, mentre sono peggiorate Roma (da 41 a 43), Palermo (da 34 a 64) e Cagliari (da 35 a 65).

Frosinone e Torino, in testa a questa triste classifica, hanno comunque migliorato i propri dati.

Brescia, “Leonessa d’Italia” e patrimonio dell’UNESCO, prima per inquinamento da diossido di azoto (credit Luca Giarelli / CC-BY-SA 3.0)

Le 10 città più inquinate in Italia secondo i valori del diossido di azoto

Il diossido di azoto (NO₂) è un gas dall’effetto cancerogeno, che manifesta i propri effetti soprattutto sulle vie polmonari e viene prodotto in maggior parte dai motori diesel.

Osservando la tabella sottostante, si noti come Torino e Palermo siano gli unici due capoluoghi a mantenere la top ten rispetto a quella precedente. Sono state riportate solamente le 23 città in cui sia stata superata la soglia per la protezione della salute umana di 40 µg/m³.

foto del grafico sull'inquinamento da diossido di azoto nelle città italiane secondo i dati Istat 2014.

Bari, Cagliari, Padova e Verona sono gli unici grandi comuni a non avere mai oltrepassato i limiti, mentre Milano e Salerno hanno fatto registrare i numeri peggiori sul superamento della soglia fissata per la media oraria (200 µg/m³) di diossido di azoto, rispettivamente in 64 e 42 occasioni contro un massimo di 18 consentito.

Per maggiori informazioni, visita il sito Istat (Istituto nazionale di statistica) e leggi il rapporto “Qualità dell’ambiente urbano – Fattori di pressione”.

Per saperne di più sulla classificazione delle sostanze cancerogene, visita il sito IARC (International Agency for Research on Cancer).

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Rotolando verso Sud

Due ragazzi, Jessica e Fabio.

Due zaini, 2 paia di scarponi.

Un paese, l’Italia, da percorrere da Nord a Sud. A piedi.

In data 12/08/2016 hanno scritto sul loro blog, Viandanti di Sogni:

Dopo 1902 chilometri e 113 giorni on the road siamo giunti alla meta!

Eccoci arrivati! Siamo all’Isola delle Correnti, dove le onde del Mar Ionio si mescolano e scontrano con quelle del Mar Mediterraneo: il punto più a sud d’Italia!

Non possiamo descrivere cosa ha significato per noi raggiungere questo luogo magico…tutta la fatica, la paura e le difficoltà che abbiamo incontrato lungo il cammino sono state ripagate.

Per chi non lo sapesse l’obiettivo iniziale era Palermo, ma strada facendo abbiamo deciso di optare per il punto più a sud, seguendo il nostro motto “rotolando verso sud”! E possiamo dire che è stata la scelta giusta, l’emozione provata è stata incredibile.

A freddo cercheremo di fare il punto della situazione ed esprimere quello che questo viaggio ci ha trasmesso. Per ora ci godiamo il successo e ci prendiamo qualche giorno di meritato riposo!

Il punto più a sud del Sentiero d’Italia

Se volete sapere qualcosa di più su di loro, sul loro viaggio e sulle storie delle persone (vieggiatori e “local”) che hanno incontrato lungo il cammino visitate il loro sito.

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“Mila” vagante

Una “Mila” vagante da Gemona a Lampedusa

fiab-onlus.it, 04/03/2016

Mila Brollo è una donna di 58 anni che attraverserà l’Italia da sola partendo da Gemona del Friuli dove risiede per arrivare a Lampedusa in sella a una bici a pedalata assistita.

Mila non è una ciclista, non avrebbe potuto pensare a un viaggio così in sella a una bicicletta senza assistenza.
La bicicletta a pedalata assistita darà la possibilità a Mila di compiere il viaggio in modo lento, assaporando particolari che sfuggono alla percezione nella frenesia quotidiana. Un viaggio di altri tempi, ma 2.0: Mila condividerà infatti le sue giornate sui Social Media e sulla nuova piattaforma per lo storytelling di viaggio GHaus.
Mila è affetta da diabete di tipo 2 e sarà seguita per una ricerca sull’andamento della glicemia con uno sforzo lento ma prolungato, dall’Università di Pisa.
Il viaggio di mila, che durerà circa due mesi, è patrocinato dalla FIAB che la aiuterà attraverso le sedi locali anche per quanto riguarda le tappe e i percorsi.
Non sarà un viaggio solo sportivo e avventuroso, sarà un viaggio “social” e un viaggio di sensibilizzazione. Mila da molti anni si occupa di ambiti sociali, di promozione al benessere e di sostenibilità.
Attraverso il viaggio Mila vuole dunque valorizzare le sue reti:
– il movimento della Salute Mentale Parole Ritrovate, che è presente sull’intero territorio nazionale e mira a creare attraverso il protagonismo dell’utenza e delle famiglie; Mila fa parte dell’associazione FareAssieme FVG, che la sostiene in questa avventura ed è un operatore della salute mentale;
–   l’associazione VIP ViviamoInPositivo Italia Onlus: Mila infatti da anni è una volontaria clown di corsia.
– i comuni che hanno subito un terremoto, che verranno salutati da Mila come rappresentante di Gemona del Friuli, anch’essa terremotato esattamente 40 anni fa.

I partner:
–      Radio Caterpillar la seguirà attraverso collegamenti l radiofonici il viaggio;
–       Jacopo Fo ospiterà i post di Mila sul suo blog oltre che darle visibilità tramite la web TV di Alcatraz.
–       La Regione Friuli Venezia Giulia e la città di Gemona che patrocineranno il viaggio.
–       La FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e la UISP (Unione Italiana Sport per Tutti regione Emilia-Romagna) patrocineranno il viaggio e organizzeranno eventi per i loro associati pubblicizzati a mezzo stampa locale e brevi accompagnamenti per alcuni tratti.
–       Inoltre, avendo Mila il diabete di tipo 2, verrà svolto durante il viaggio una ricerca per valutare i risultati di uno sforzo prolungato dall’Università di Pisa per successive pubblicazioni.
– L’arrivo previsto a Lampedusa per i primi di giugno, intende porre l’accento sulla straordinarietà dell’isola e dei suoi abitanti che vedono annualmente migliaia di rifugiati e profughi sbarcare in tale sito. E’ prevista una raccolta fondi per la implementazione di una biblioteca di silent books, destinata a chi arriva nell’isola senza conoscere altra lingua che quella del proprio paese.

Durante il viaggio e all’arrivo a Lampedusa sono programmati degli eventi.

Su Produzioni dal Basso biciterapia, si trova un video ed anche il programma e viene chiesto un piccolo sostegno al progetto.

Mila terrà un blog dedicato al viaggio dal titolo Bici Terapia di una Mila Vagante (biciterapia.it) e pubblicherà quotidianamente foto e diario di viaggio sui maggiori social network: Facebook, Instagram, Twitter.

L’interesse di Mila non è sportivo ma è di sensibilizzazione e diffusione mediatica, dunque lei è sicura di arrivare fino in fondo al percorso: in caso di complicazioni potrà aumentare le soste o  utilizzare altri mezzi di trasporto per brevi tragitti.

Seguila sul Blog Biciterapia.it

su fb: biciterapia di una Mila vagante

sostienila: produzioni dal basso biciterapia

ITINERARIO di massima

PARTENZA :  Gemona del Friuli  (Tarvisio)
PORDENONE (vicinanze)
Oderzo
Mogliano
MESTRE
Mira
Rovigo
Ferrara
MODENA
BOLOGNA
Prato
FIRENZE
Siena
Grosseto
Alberese
Civitavecchia
ROMA
Terracina
Formia
NAPOLI
POMPEI
SALERNO
Eboli
Maratea
LAMEZIATERME
ViboValenzia
GioiaTauro
VillaS.Giovanni x traghetto
MESSINA
PALERMO
GIBELLINA
AGRIGENTO
LAMPEDUSA

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