film e video

Attraverso il Pesce

Federica Mingolla e Fisch, il film della via Attraverso il Pesce in Marmolada

Video arrampicata: il documentario Fish che racconta la salita della climber torinese Federica Mingolla sulla celebre via Attraverso il Pesce (Weg durch den Fisch), aperta nel 1981 da Igor Koller e Jindric Šustr sulla parete sud della Marmolada, nelle Dolomiti.

planetmountain,com, 21/02/2017

Eccola Federica Mingolla, sui quasi 1000m di via tirati tutti da capocordata domenica 17 luglio 2016. Non su un chilometro verticale qualsiasi, ma sulla Via del PesceWeg durch den Fisch – aperta sulla parete Sud della Marmolada nel 1981 dai “cecoslovacchi” Igor Koller e l’allora 17enne Jindrich Sustr.

Nel 1984 questa via era stata ripetuta per la prima volta da Heinz Mariacher, Manolo, Luisa Iovane e Bruno Pederiva, mentre nel 1987 Mariacher e Pederiva sono tornati per effettuare la prima libera. Nel corso degli anni Il Pesce è diventato un vero mito, non solo per l’arrampicata in Dolomiti, e fino alla salita della Mingolla non aveva ancora avuto una prima libera femminile da capocordata.

La rotpunkt della Mingolla, che ricordiamo è caduta soltanto una volta e non sul tiro chiave di 7b+ ma sul tiro di 6c che porta alla famosa nicchia, è stata documentata “live” da Klaus Dell’Orto, Pietro Bagnara e Mirko Sotgiu di OpenCircle.

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Attraverso il pesce – scheda

19/07/2016 – Federica Mingolla e il Pesce in Marmolada: l’intervista dopo la prima femminile da capocordata
Domenica 17 luglio 2016 la climber torinese Federica Mingolla ha salito in libera la celebre via Attraverso il Pesce sulla parete sud della Marmolada. Si tratta con tutta probabilità della prima libera femminile da capocordata. La salita è stata effettuata, con Roberto Conti, in 18 ore e 27 minuti.

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Sono Laura, ho 14 anni e faccio il 9a

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Trento Film Festival 2016

 

Trento Film Festival 2016 – il programma, i film, le serate

planetmountain.com, 14/04/2016

Dal 28 aprile all’8 maggio 2016 è in programma a Trento la 64esima edizione del Trento Film Festival dedicato alla Montagna, Società, Cinema, Letteratura. 108 i film in programma di cui 23 in Concorso. A questi si aggiungono le serate evento. Il 26 aprile l’apertura speciale al Teatro Olimpico di Vicenza con uno spettacolo teatrale dedicato a Renato Casarotto.

108 film selezionati su oltre 500 iscritti. 14 le pellicole inserite nel “Concorso – Lungometraggi” mentre sono 9 quelle inserite nel “Concorso – Cortometraggi”, indubbiamente le sezioni più importanti, quelle che concorrono alle Genziane d’oro e d’argento. A seguire tutte le altre: la sezione “Anteprime” che presenterà 4 film; le “Proiezioni Speciali” 8; “Terre Alte” 10; “Alp&Ism” 20; “Orizzonti Vicini” 10; la nuova sezione “Sesto Grado” 4; Destinazione… Cile 15, “Eurorama” 11; Natura Doc 3. A tutto questo il cartellone del 64° Trento Film Festival affianca le classiche (e sempre attesissime) serate alpinistiche e gli incontri con molti personaggi del mondo dell’alpinismo, del cinema, della cultura e dello spettacolo. E poi la 30esima edizione di Montagnalibri con tutto ciò che è stato stampato sulle Terre alte. Come sempre quello del TFF è un programma, così fitto e intenso, in cui non è semplice orizzontarsi. O meglio, in cui ognuno può trovare il suo percorso. Ma andiamo per ordine anzi per sintesi, cercando di indicare almeno le direttrici principali del cammino.

L’anteprima del 26 aprile si gioca… fuori casa. Sì, perché quest’anno il TFF si inaugura nel magnifico Teatro Olimpico di Vicenza con una serata dedicata al grandissimo alpinista (vicentino, per l’appunto) Renato Casarotto. In scena Due amori, storia di Renato Casarotto, scritto da Nazareno Marinoni e intrepretato da Massimo Nicoli per le musiche di Francesco Maffeis e la regia di Umberto Zanoletti. Inutile dire che è un’occasione assolutamente speciale.

cAPEnorth

La maratona cinematografica. S’inizia il 30 aprile e si va avanti a ritmo serratissimo fino alla fine, fino all’8 maggio. 9 giorni di proiezioni per 108 film. Impossibile citarli tutti, anche se molti sono da segnalare. Come, proprio sabato 30 aprile, la Proiezione Speciale di La glace et le ciel il nuovo film di Luc Jacquet – già premio Oscar per La marcia dei pinguini – che sarà presentato da Luca Mercalli. Da non perdere anche la proiezione de La memoria dell’acqua alla presenza del maestro cileno Patricio Guzman.

Film in “Concorso”. Per il “Concorso – Lungometraggi” cominciamo con Meru di Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi, ovvero la grande avventura vissuta sulla nord del Meru da Conrad Anker, Renan Ozturk e dallo stesso Chin. Un film pluripremiato (e presentato anche al Sundance Festival) che, insieme ad altri due lavori, Sherpa di Jennifer Peedom e K2 – Touching the Sky di Eliza Kubarska (anch’essi vincitori di molti premi) rappresenta il tema dell’alpinismo tra i film in Concorso. Infatti, Looking for Exits di Kristoffer Hengsvad, con protagonista Ellen Brennnan, esplora il mondo del volo con tuta alare. Snowman di Mike Douglas lo sci freestyle. The Great Alone di Greg Kohs (già vincitore al Film Festival di Banff 2015) è dedicato alle corse con i cani da slitta nel grande Nord. Mentre ai temi dell’ambiente e della vita in montagna sono dedicati: On the Rim of the Sky di Hongjie Xu; Drawing the tigerdi Amy Benson e Ramyiata Limbu; il film di animazione La montagne magique di Anca Damian; Andermatt – Global village di Leonidas Bieri e Behemoth il visionario film di Zhao Liang già in Concorso al Film Festival di Venezia 2015 e vincitore del Green Drop Award. Cafè Waldluft di Matthias Kossmehl tratta invece del tema più attuale di questo momento, quello dei migranti. Mentre My Love don’t Cross that River di Mo-young Yin è un inno all’amore lungo una vita e alla bellezza di vivere nella (vera) montagna. Infine, ma non certamente per ultimo, a completare la lista dei Lungometraggi in Concorso c’è l’unico film italiano: Il solengo di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis, vincitore a Film festival di Torino della sezione Italiana.doc, che racconta la storia particolare, e se volete anarchica, di un uomo che sceglie di stare solo, lontano da tutti e da tutto, come un vagabondo tra i boschi. Altro tipo di esperienza (sempre italiana) è quella raccontata da Francesca Casagrande e Michel Dalle in cAPEnorth. Il corto inserito nel “Concorso – Cortometraggi” che documenta l’avventura un po’ pazza, ma soprattutto bella quanto divertente, vissuta da Henry Favre e Ludovico Botalla viaggiando da Aosta al Circolo Polare: 10.000 chilometri, tra andata e ritorno, tutti in… ape car! Altro corto italiano in gara è Limites di Giulia Landi, che in 5 intensi minuti di animazione esplora la distanza tra città e natura.

Looking for exits: conversations with a wingsuit artist

Alp&Ism, focus alpinismo. E’ la sezione che offre più titoli (20) dopo quella del Concorso. Quella dedicata agli appassionati e ai temi “alpinistici”. E l’alpinismo, i suoi protagonisti, le sue grandi salite e storie di certo non mancano. Come la traversata del Fitz Roy dei fuoriclasse Alex Honnold e Tommy Caldwell raccontata da Peter Mortimer in A Line Across the Sky, un’impresa insignita con il Piolet d’Or e un film premiato come Best Film – Climbing al Film Festival di Banff 2015. Sempre di protagonisti dell’alpinismo parla Tamara un ritratto dell’alpinista altoatesina Tamara Lunger di Joachim Hellinger e Christian Schmidt. Mentre Simone Moro in I-VIEW di Claudio Rossoni racconta il suo progetto (e il suo sogno) da elicotterista del soccorso in Himalaya che fa da specchio alla sua grande esperienza di alpinista sulle più grandi montagne. In Panaroma di Jon Herranz, la storia è quella di Edu Marin e di suo padre Francisco (62enne) alle prese con la mitica e difficile via aperta da Alex Huber sulle Tre Cime di Lavaredo. In Common threads di James Q. Martin, i protagonisti sono due assoluti campioni dell’alpinismo come David Lama e Conrad Anker. Mentre in Tom, di Angel Luis Esteban Vega ed Elena Goatelli, la storia è quella di Tom Ballard, figlio d’arte (la madre è la grandissima Alison Hargreaves) che in queste ultime stagione è salito alla ribalta con salite e uno stile del tutto personale. Sempre sul fronte dei personaggi il programma di Alp&Ism presenta dei nomi che hanno scritto la storia dell’alpinismo come: Chris Bonington – Life and climbs di Vinicio Stefanello (planetmountain.com); Jerzy Kukuczka in Jurek di Paweł Wysoczanski; il leggendario Renato Casarotto in Solo di cordata di Davide Riva; e poi Radek Jaroš, l’unico alpinista della Repubblica ceca ad aver salito tutti i 14 Ottomila, raccontato inClimbing Higer di David Čálek. Invece ad una grande montagna e a un sogno “speciale” è dedicato Cervin, Le Rêve de la Femme-Oiseau di Rinaldo Marasco e Jérôme Piguet che racconta l’esperienza di Géraldine Fasnacht e il suo tentativo di primo volo dalla cima della Grande Becca con la tuta alare. Sul versante dell’Himalaya troviamo K2 and the Invisible Footmen di Iara Lee un film importante che la regista brasialiana e attivista di Greenpeace ha dedicato ai portatori e agli sherpa, ovvero quegli uomini che da sempre rendono possibili le salite agli Ottomila e non solo. Dal canto suo Himalaya: Ladder to Paradise, di Xiao Han e Junjian Liang, documenta la formazione della prima generazione di guide alpine tibetane, come dire l’emancipazione proprio dal ruolo di portatore. Non poteva mancare il ricordo del devastante terremoto che, giusto un anno fa, ha colpito il Nepal. Himalayan Last Day di Mario Vielmo (una prima mondiale) documenta quei terrificanti e tragici momenti. Langtang di Sébastien Montaz-Rosset invece è la storia dello sky runner Kilian Jornet e dell’alpinista Jordi Tosas che lasciando perdere il progetto che avevano in corso si sono dedicati ai primi soccorsi in una Valle sperduta e isolata dalle frane provocate dal sisma. Completano la sezione il pluripremiato Citadel di Alastair Charles Lee; Sciare in salita di Chiara Brambilla. Climbing ice – The iceland trifecta di Anton Lorimer; Metronomic di Vladimir Cellier; Onekotan – The lost island di Simon Thussbas.

Le grandi serate del Festival. Detto dell’inagurazione del 26 aprile al Teatro Olimpico di Vicenza con lo spettacolo dedicato a Renato Casarotto, il 28 aprile le danze si aprono all’Auditorium Santa Chiara con quella che ormai è la “serata Messner”. Quest’anno con“South! The last trip” Reinhold Messner, per la regia di Alessandro Filippini, metterà in scena l’avventura delle avventure, quella dell’Endurance di Ernest Shackleton in Antartide di cui quest’anno ricorre il 100° anniversario. Il 30 aprile è in programma una serata dagli ampi orizzonti e soprattutto di assoluta attualità per il nostro (possibile) futuro: don Luigi Ciotti e Luca Mercalli parleranno di “Crisi ambientale e crisi etica: due facce dello stesso problema”. Altro grande appuntamento è il 3 maggio con Neri Marcorè per “Ai confini del mondo”un viaggio attraverso la Patagonia, la Terra del fuoco e le interviste impossibili a Charles Darwin e Padre De Agostini. Il 4 maggio è la volta di Marco Albino Ferraricon “Le lunghe notti. 1944: in fuga con Bill Tilman sulle Dolomiti” l’emozionante avventura, ai più sconosciuta, del grande alpinista ed esploratore che, nel 1944, da ufficiale dell’esercito britannico fu pacadutato sulle Dolomiti per aiutare la Resistenza italiana. Il 5 maggio invece è la data della prima delle due serate alpinistiche: Simone Moro e Tamara Lungersul palco del Santa Chiara racconteranno il loro alpinismo, la loro ultima grande avventura sul Nanga Parbat d’inverno ma anche il senso della cordata, della loro grande cordata. A chiudere saranno i Ragni di Lecco con Matteo Della Bordella, Luca Schiera, Matteo De Zaiacomo e Fabio Palma che, in una serata curata da Alessandro Filippini, percorreranno la storia dei Ragni partendo da tre mitiche prime salite: la Sud del McKinley di Riccardo Cassin, il Gasherbrum IV di Carlo Mauri e Walter Bonatti, il Pilastro est del Fitz Roy di Casimiro Ferrari, fino ad arrivare ai nostri giorni che li vede protagonisti.

Il paese ospite della 64ma edizione è il Cile

LA GIURIA 2016
La giuria internazionale che assegnerà le genziane d’oro e d’argento per la sezione cinematografica “Concorso – Lungometraggi” e “Concorso – Cortometraggi” è composta dal regista italiano Alberto Fasulo, dalla direttrice di festival francese Myriam Gast Loup, dal direttore della fotografia Thierry Machado, dalla cineasta e docente di cinema cilena Tiziana Panizza e dallo scalatore, sportivo e filmmaker statunitense Cedar Wright.

Info: www.trentofestival.it

Programma pdf

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Delago

Tre amici scalano la Torre Delago dopo le prime nevicate di ottobre.

Video: Aerovista (trovato grazie a Fassa Sport Community)

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Climbing the Nose

L’autunno scorso Jorg Verhoeven ha effettuato una delle rare ripetizioni in libera di The Nose su El Capitan nella Yosemite Valley. Salita per la prima volta dopo 47 giorni sparsi tra il 1957 e 1958 da Warren Harding, Wayne Merry e George Whitmore, questa linea ha da subito catturato l’immaginazione di tutti e nel corso degli anni si è trasformata nella via di arrampicata forse più famosa al mondo. Liberata finalmente nel 1993 da Lynn Hill che poi si è ripetuta l’anno successivo per quella che viene riconosciuta come una delle salite più significative della storia dell’arrampicata: The Nose in libera e in meno di 24 ore. Altri 12 anni sono poi passati finché la via è stata ripetuta da Tommy Caldwell, e sono proprio Caldwell e Hill, i due fuoriclasse statunitensi, che raccontano in questo video il percorso ed il successo di Verhoeven.

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Opera vertical

È colpa di un filmato su Edlinger trasmesso sulla Rai se da ragazzina mi è sbocciata la passione per l’arrampicata.

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