Articoli con tag: bambini

I piccoli eroi del 2017

Bellissimi i pargoli. Erano circa 400.

E il percorso per i più “grandicelli”, ovvero dai 7 ai 12 anni, non era stupidissimo…

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Il Parco Adda Sud visto dai bambini

Lodi Il Parco Adda Sud raccontato dai più piccoli, in 7 anni incontrati oltre diecimila bambini

Domenica 28 maggio iniziative green sotto i portici del Broletto a Lodi. Il Parco Adda Sud raccontato dai bambini

welfarenetwork.it, 25/05/2017

Sono oltre diecimila quelli coinvolti negli ultimi sette anni in incontri di educazione ambientale, conoscenza del territorio, degli animali, della flora e del fiume. Domenica 28 maggio 2017 dalle 10 alle 18, sotto i portici di Palazzo Broletto a Lodi, saranno esposte decine di opere (disegni e creazioni in cartone) realizzate nelle scuole elementari e medie della provincia di Lodi e della provincia di Cremona. Sempre nella stessa giornata, a Lodi, alle 15.30 si terrà il laboratorio di disegno e creatività “Pane di terra: dalla terra alla tavola” organizzato sotto il Broletto dalla scuola primaria di Casaletto Ceredano.

“Quello che cerchiamo di fare con i bambini è piantare il seme della conoscenza e della responsabilità ambientale, poi starà a loro e alle famiglie, far crescere questo seme – spiega Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud – siamo convinti poi del ruolo strategico della scuola e degli insegnanti. E’ grazie alla loro collaborazione che possiamo trasmettere ai più giovani il valore dell’ambiente e la voglia di proteggerlo”.

Nei 24mila ettari di territorio protetto che seguono il corso dell’Adda fra Lodi e Cremona – spiega il Parco Adda Sud – esiste un ecosistema di oltre duemila specie animali e vegetali, fra cui 300 fra uccelli e mammiferi, 1.400 varietà fra piante, fiori e funghi, 50 specie di pesci, oltre 40 varietà di farfalle, 21 specie di anfibi e rettili, quasi 300 tipologie di insetti. “Quello che tuteliamo – conclude Gori – è un mondo che diventa una grande scuola all’aperto per grandi e bambini. Ed è quello che racconteremo anche domenica 28 maggio negli spazi di Palazzo Broletto a Lodi”.

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Bicibus

Scuolabus a pedali: il progetto sostenibile e divertente

Un modo sostenibile e anche divertente, a giudicare dalle splendide immagini, di andare a scuola: arriva il bicibus, Scuolabus a pedali

nonsprecare.it, 17/09/2015

Scuolabus a pedali

Ogni genitore che ha figlie e figli in età scolare sa quanto sia stressante affrontare il traffico dell’ingresso e dell’uscita da scuola. Nonostante la maggior parte delle famiglie viva abbastanza vicino alle scuole frequentate dalle alunne e dagli alunni, si continua ad utilizzare come mezzo privilegiato per andare e tornare dalle aule l’automobile. Questo comporta un grande impatto ambientale ed emotivo: tante macchine concentrate nello stesso punto allo stesso momento, inquinamento e tanto stress.

Molti sono i sistemi per poter evitare il traffico scolastico come, ad esempio, il piedibus, progetto che vede le alunne e gli alunni andare a scuola a piedi in fila, guidati da un adulto e seguiti da un altro, come se fossero un ipotetico autobus con tanto di fermate e segnali stradali.

Traffico sostenibile

Lo scuolabus a pedali è un progetto che vede luce negli asili nido di Malmö in Svezia. I piccoli passeggeri vengono presi dalle abitazioni e portati a scuola con questo particolare mezzo di locomozione creato appositamente per la comodità e la sicurezza delle bambine e dei bambini. Un progetto altamente pedagogico che fa scoprire ai più piccoli spazi della città in cui vivere con serenità esperienze che altrimenti non avrebbero avuto modo di apprezzare.

Le piccole passeggere e i piccoli passeggeri sono entusiasti di andare e tornare da scuola con questo mezzo che può contenere fino a 12 bambine e bambini e la bici che li guida ha un meccanismo a pedalata assistita in modo da non far stancare troppo il ciclista che conduce. Le foto e il video sono ricchi di allegria e serenità. Potrebbe essere un ottimo incentivo per la mobilità sostenibile anche in Italia con il potenziamento della rete ciclabile.

 

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Bimbimbici 2017

fonte: fiabcremona.it

Bimbimbici è una manifestazione nazionale, la cui prima edizione si è svolta nel 2000, voluta dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e tesa a promuovere la mobilità sostenibile e a diffondere l’uso della bicicletta tra i giovani e giovanissimi.

La manifestazione si concretizza in una allegra pedalata in sicurezza lungo le vie cittadine e nel territorio urbano, che si svolge ogni anno nel mese di maggio ed è rivolta principalmente a bambini e ragazzi, ma è aperta a tutti i cittadini.

L’evento è una vera e propria occasione di festa e di rivincita per tutti quegli utenti deboli delle strade che vivono quotidianamente la città come luogo riservato ad utenti forti (in primo luogo gli automobilisti). Il “popolo” di Bimbimbici è costituito da tutti coloro (grandi e piccini) che amano la bicicletta, la natura e desiderano vivere in un mondo dove le macchine lascino spazio alle bici, lo smog all’aria fresca, la frenesia alla lentezza. Bimbimbici vuole quindi sollecitare la collettività ad una riflessione generale sulla necessità di creare zone verdi e piste ciclabili per aumentare la vivibilità dei centri urbani.

Ogni anno FIAB organizza parallelamente alla manifestazione Bimbimbici, un Concorso Nazionale di Disegno, aperto a tutti i bambini delle scuole dell’infanzia, elementari e medie di tutta Italia.
A Bimbimbici è dedicato un sito apposito dove, tra l’altro, si riportano le modalità per l’adesione e il materiale disponibile per gli Enti Promotori (associazioni, scuole, Comuni, ecc.), i programmi locali, gli eventi collaterali (il Concorso annuale, ecc.).

Vai al sito ufficiale della manifestazione per i dettagli e le città aderenti.

Per quanto riguarda Cremona (una città a caso…) il ritrovo è in piazza Stradivari alle ore 9.30. Tutti i dettagli QUI.

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100 volte in Giro

Il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano festeggia così la partenza del Giro d’Italia n°100.

Sabato 6 e domenica 7 maggio 2017

Un tributo a chi ha fatto la storia e a chi è “in giro” ogni giorno.

Un weekend per pedalare, riparare, smontare e sperimentare.

Un appuntamento per godersi le più belle biciclette della collezione del Museo e divertirsi con bici che suonano o ciclisti fuori dal comune.

Nel fine settimana sarà attivo, nelle aree esterne del Museo, un servizio di ristorazione a cura di God Save the Food.

Programma completo sul sito del Museo della Scienza e della Tecnica.

Evento facebook

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Piccoli Hero(es) crescono

Venerdì 16 giugno si terrà la Hero Kids 2017.

Per i Paez e le Bigham di domani…

Per info vai alla pagina dedicata

 

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Lagusèl

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Per la serie “in montagna con lo gnomo” ecco a voi un’escursione formato famiglia, contenuta in termini di lunghezza e dislivello, che, tramite una forestale con fondo buono ma con tratti parecchio ripidi, vi conduce in un posto delizioso e un po’ nascosto, tutto sommato non molto frequentato.

Il Lagusèl si trova in sinistra idrografica della Val San Nicolò, è un piccolo lago originato dal rimodellamento dei versanti operato dai ghiacci e dall’accumulo di materiale franato dalle vette circostanti. I prati circostanti sono utilizzati da alcuni secoli come pascolo e per produzione di fieno, come testimoniato dalle numerose baite presenti nelle vicinanze (una risale al 1600 e rotti). Non ha immissari, è alimentato dall’acqua che filtra nel terreno lungo le sponde.

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Mezzo di trasporto

Si possono seguire tre diversi percorsi per arrivare qui:

  • Tramite una forestale (segnavia 640) che si stacca dalla Strada dei Rossi in corrispondenza di un sentierino che conduce a Mezza selva (è l’itinerario descritto in seguito);
  • Tramite un sentiero (n°641) che parte dalla Val Monzoni in località Pont da Ciàmp, poco sotto le rovine del rifugio omonimo, svalica in corrispondenza della Forcella dal Pièf e si affaccia su una conca a monte del lago;
  • Tramite un sentiero (n°641) che parte sempre da Strada dei Rossi in corrispondenza di un guado sul torrente, sale fino Sella Palàcia (situata circa 100m più in alto rispetto al lago) e scende nella conca; il sentiero è il proseguimento di quello che sale dalla Val Monzoni.

L’idea iniziale era quella di scendere per quest ultimo percorso, ma lo gnomo ha detto no, quindi abbiamo fatto avanti e indietro sullo stesso percorso.

Una piccola avvertenza: in tanti anni in val di Fassa l’unica zona dove ho visto delle vipere (sempre morte, a dire il vero…) è proprio questa. Sarà stata solo sfiga…ma occhio, non si sa mai…

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Mappa Val San Nicolò

Il percorso

Il punto di partenza è costituito dal parcheggio di Sauch (oltre con l’auto non si può andare) e si prende la Strada dei Rossi, che passa proprio accanto al parcheggio. Questa strada sterrata, che risale la valle abbastanza dolcemente costeggiando il torrente, è stata costruita dai prigionieri russi durante la Grande Guerra. Grazie all’esposizione e al fatto che corre quasi interamente nel bosco, costituisce una valida alternativa estiva alla strada di fondovalle, che è asfaltata ed interamente al sole.

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Maerins e cresta Buffaure da Strada dei Rossi

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Tronco #1

Si risale la valle per 15-20 minuti e si incontra la deviazione per il Lagusèl. E’ ben segnalata (l’indicazione riporta un tempo di percorrenza di 1h15′), lumgo il percorso sono presenti anche alcuni pannelli tematici, a dire il vero un po’ danneggiati. Proprio all’inizio della forestale per il lago c’è una cartina schematica con una poesia scritta dai bambini della quinta elementare di Pozza di… vent’anni fa. Ora questi bambini hanno trent’anni, magari hanno a loro volta figli che scrivono poesie sui luoghi magici della loro infanzia…

Da qui il percorso si fa decisamente più ripido, quasi interamente in un bosco abbastanza fitto, che comunque consente di ammirare la Val San Nicolò e la cresta che la separa da val Jumela e conca del Ciampac, con il rumore delle campane delle mucche al pascolo che via via si affievolisce. Lungo il tragitto si incontrano alcune deviazioni, non segnalate: si prosegue sempre lungo il tracciato principale.

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Sullo sfondo, la cresta del Buffaure

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Il Lagusèl

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Piccoli fotografi crescono

La strada passa successivamente su una frana relativamente recente, per poi rientrare nel bosco e risalire verso i primi pascoli, costellati da alcune baite. Si prosegue passando accanto ad una stalla in fase di ultimazione, sbucando poco oltre nella conca occupata dal lago.

Vi trovate davanti una pozza di acqua verdissima, con l’acqua che si increspa leggermente quando soffia una leggera brezza, cancellando momentaneamente l’immagine delle vette circostanti e delle nuvole che qui si riflettono come in uno specchio. Concedetevi una pausa qui, fate il giro del lago. A meno che non ci siano comitive rumorose, qui si sente solo l’occasionale fischio delle marmotte. Se poi volete proseguire da qui si può raggiungere la Val Monzoni, oppure, tramite il sentiero attrezzato Gino Badia, il lago delle Selle e l’omonimo passo (per questa escursione, dalla deviazione lungo la strada dei rossi, sono segnalate almeno tre ore, e ovviamente non è per bimbi…).

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Pic nic

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Tronco #2

 

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Non vorrei fare pubblicità…

…ma questa cosa è fantastica!!!

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Ciampedie, la terrazza.

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Vista su Catinaccio, Vajolet e Larsech

Chi è stato almeno una volta in Val di Fassa il Ciampedie lo conosce bene. E’ un panettone apparentemente insignificante che sovrasta Vigo e Pera (frazione di Pozza), raggiungendo i 2000m slm. Andateci, non importa come… a piedi, in mtb, d’inverno con le ciaspole o, come la maggior parte delle persone, in funivia… E vi renderete conto che non è affatto insignificante!!!

È una balconata, una terrazza con vista Catinaccio, con lo sguardo che, da Roda di Vael e Cresta del Majaré (e Latemar sullo sfondo), spazia fino ai Dirupi di Larsech passando per Cigolade, parete del Catinaccio e gruppo del Vajolet. E, ancora oltre, a Sassopiatto e Gruppo del Sella, mentre alle spalle vi ritrovate Buffaure, il Gruppo della Vallaccia, Lusia e, più lontano, le Pale di San Martino. Insomma… Praticamente tutte le cime che avreste voluto vedere in zona ma non avete mai osato chiedere (semicit.). E, più che una meta, è da considerarsi proprio punto di partenza (strategico) per escursioni verso i gruppi sopra citati.

A piedi

Si può arrivare in cima partendo da Vigo (segnavia 544, parte da una via che si stacca dal centro paese in direzione della chiesa di Santa Giuliana) o da Pozza / Pera, portandosi sulla passeggiata “sora i prè” e seguendo i cartelli per rif. Ciampedie (543b e 543).  Il dislivello da Pozza è di 700m (da Vigo è minore), per salire ci vogliono circa due ore.

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Noi siamo saliti da Pozza, la partenza è dal ripido acciottolato che, dalla rotonda in corrispondenza del ponte per Val San Nicolò, passa accanto all’Hotel Ladinia.

Il primo tratto risale il prato lungo la linea di massima pendenza fino alla passeggiata Sora i prè, da qui si alternano tratti di sterrato comodo a sentieri anche ripidi, attraverso un bosco interrotto qua e là da radure e pascoli.

La vista si allarga progressivamente da Pozza e la Val San Nicolò verso tutta la val di Fassa, quando il sentiero inizia ad aggirare il Ciampedie verso Nord  via via appaiono i Dirupi di Larsech e poi il gruppo del Catinaccio. Si sbuca su uno dei sentieri tematici tracciati nei boschi e da qui sulla pista da sci. Risalendola la vista si apre sulle vette circostanti. Un autentico spettacolo!!!

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Dal sentiero 543 vista verso il Gruppo del Sella

“Centro escursioni”

È punto di partenza ideale per molte escursioni, principalmente verso la Roda di Vael (esistono due diversi sentieri, il “classico”, n°545, e il “troi da le faede”, ovvero il sentiero delle pecore, che passa più alto per scendere nella conca sotto il passo delle Cigolade), oppure, imboccando il sentiero verso il Gardeccia ci si può dirigere verso il Passo delle Coronelle, Vajolet, Passo Principe e da qui all’Antermoja.

In MTB

Nota dolente… Esisteva un bellissimo percorso che portava alla meta partendo dall’abitato di Vallongia (Vigo), ma un paio di anni fa ho trovato la strada transennata causa frana. Si era mosso un ampio fronte sotto Malga Vael, interessando la forestale che dovevo percorrere e il sentiero diretto che saliva verso il rifugio Roda di Vael (547).

L’anno successivo sono andata a chiedere all’APT se la strada era stata ripristinata e mi hanno risposto… che la strada non c’è più ed è anche stata tolta dalle loro mappe. In effetti il tour segnalato in origine è sparito dal sito dell’APT e dalla carta topografica.

Peccato, perché si poteva fare un bellissimo giro ad anello scendendo verso Pera lungo gli sterrati di servizio delle piste. Ora si può salire da Pera direttamente (ne parlerò a proposito dell’escursione al Gardeccia) oppure passando dal Gardeccia (attenzione che il sentiero diretto indicato con il n°540, molto bello, potrebbe essere vietato alle bici, soprattutto  in alta stagione).

Con gli impianti

Da Vigo si può salire in funivia, oppure da Pera si può prendere la seggiovia: ci vuole un po’… sono tre tronconi diversi e gli impianti non sono molto recenti.

Per i bimbi

In cima c’è un parco giochi con animazione.

D’inverno con le ciaspole

Indicativamente si può fare lo stesso percorso che si fa in mtb da Pera (oppure si può passare dalla Baita Regolina per riportarsi sul medesimo percorso). Io l’ho fatto alcuni anni fa, e da Pian Pecèi sono salita di lato alla pista da sci.

Tra l’altro a inizio stagione le piste che scendono verso Pera sono chiuse, quindi si può tranquillamente risalire lungo le piste da sci, battute dalle motoslitte. Attenzione perché c’è un (breve) tratto in cui spazio di lato alla pista non ce n’è e ci sono le reti di protezione: una volta (stavamo salendo al Gardeccia) un operatore degli impianti ci ha cazziato perché secondo lui di lì non potevamo passare. Ma ne parlerò in altra occasione…

Altra opportunità è passare dal Gardeccia, ma il giro è un po’ lungo.

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La tangenziale dei bambini

Un percorso pedonale e ciclabile lungo 2 km con indicazioni stradali, uscite e collegamenti che servirà per andare e venire da scuola, restando al riparo da traffico e incidenti
di Francesco Moroni – lastampa,it, 25/07/2016
 “Una città più sicura per i bambini è una città più sicura per tutti”. Nasce così a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, la prima “Tangenziale dei Bambini”, un percorso pedonale e ciclabile, sviluppato costeggiando l’argine maestro del Po e lungo un paio di chilometri.

Finalmente un percorso sicuro, chiuso al traffico veicolare e adatto quindi alla viabilità scolastica. Una vera e propria tangenziale che scorre all’esterno della zona urbana, con indicazioni stradali, uscite (nove) e collegamenti verso tutti i principali siti del centro storico. Il tutto a misura di bambino. Servirà ai più piccoli (e a chi li accompagna) per andare e venire da scuola, dalla palestra, dalla biblioteca, dai luoghi più attrattivi restando al riparo da traffico, incidenti e smog.

Consentirà soprattutto di evitare tutti i rischi dei percorsi che si incontrano attraversando il centro. Nell’ora di punta delle scuole, infatti, circa un migliaio di persone tra bimbi e genitori vengono impegnati in una gincana mozzafiato tra curve e incroci pericolosi, mancanza di marciapiedi e strisce pedonali, auto in doppia fila che costringono le scolaresche a camminare in mezzo al traffico: una vera e propria giungla urbana. Il nuovo tracciato non solo evita tutti questi i rischi ed è altrettanto breve (un quarto d’ora immersi nella natura) ma si propone come alternativa di trasporto a tutti gli effetti.

Il progetto è stato presentato dal Comitato Slow Town nell’ambito della manifestazione “La Città dei bambini”, e sostenuto da aziende private del territorio attraverso la creazione di uno “stradello” che collega l’ultima parte dell’argine a Casalmaggiore, contribuendo a dare continuità al percorso. Il Comune, oltre a non aver dovuto utilizzare risorse proprie per la realizzazione, risparmierà sui costi di manutenzione del manto stradale delle vie del centro già provato dal traffico, con forti guadagni soprattutto in termini di sicurezza a favore degli utenti della strada e riduzione dell’inquinamento acustico e dell’aria.

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