mobilità sostenibile

Pavia, Lebici Festival

14-17 settembre, arriva Lebici, Festival della bicicletta a Pavia

Pavia, 14-17 settembre. Sono queste le coordinate per Lebici, Festival dedicato alla bicicletta organizzato dal Comune di Pavia con il supporto di Bikenomist.

bikeitalia.it, 02/09/2017

A 200 anni dall’invenzione della bicicletta, la città di Pavia vuole celebrarla con oltre  30 eventi dedicati alla bicicletta come mezzo di trasporto, turismo, piacere e sport.

Saranno quattro giorni in cui le pedalate si alterneranno a conferenze, tavole rotonde e proiezioni di film, mostre di quadri per raccontare Pavia a chiusa la bici e la bicicletta ai Pavesi.

Il programma

Pavia bici

Le giornate di giovedì 14 e venerdì 15 sono pensate in particolare per glioperatori del turismo e del commercio, ma anche per le istituzioni locali e per tutti coloro che vogliono sapere come avere città più vivibili, efficienti, sicure e aperte a un turismo dolce. Un focus sul bike sharing metterà a confronto i principali operatori del mondo per capire cosa sta succedendo.

Il film di animazione “Appuntamento a Belleville“, aprirà Venerdì sera lo spazio dedicato ai cittadini, mentre Sabato sera sarà il momento del videocicloviaggio di Jovanotti in Nuova Zelanda e del documentarrio “Bikes vs. Cars

Sabato 16 e domenica 17, si pedalerà in città nel verde del Parco del Ticino. Ci sarà inoltre spazio per presentazioni di viaggi, workshop di allenamento e comfort in sella, meccanica di bici e alimentazione, curato dal team Bikeitalia.

E ancora mostre di quadri di artisti e attività ludiche per bambini.

Dove & Quando

Centro del Festival Lebici sarà Piazza della Vittoria a Pavia da cui partiranno le pedalate:

Sabato 16 settembre: 

  • alle ore 10:00 partirà un giro per famiglie nel Parco del Ticino su un percorso sicuro, a cura dell’associazione Wonder Ride;
  • alle ore 16:00, Bike Pride, il momento dei ciclisti urbani di stare assieme, incontrarsi e contarsi, a cura di Fiab Pavia;

Domenica 17 settembre: 

  • alle ore 8:00 parte dalla Darsena di Milano la “Carovana Pavese“, 33 km lungo la ciclabile del Naviglio Pavese;
  • Alle ore 10:00 è il momento dell‘asta di biciclette;
  • alle ore 16:00 parte la Pedalongobarda, una pedalata alla scoperta delle tracce dei Longobardi nella loro capitale, a cura di Fiab Pavia;

Per consultare il programma completo, e per informazioni su come arrivare a Pavia, vi rimandiamo al sito ufficiale: www.lebici.it

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Stati generali della mobilità nuova

La giornata di oggi ormai è andata, ma ci sono iniziative anche domani!!!

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Velotopia, la città perfetta per i ciclisti?

Se si dovesse costruire da zero la città perfetta per i ciclisti, come la si potrebbe progettare? Qualche giorno fa il Guardian ha pubblicato un estratto dal nuovo libro di Steven Fleming “Velotopia”, che Bikeitalia ha avuto il permesso di tradurre e ripubblicare.

bikeitalia.it, 12/09/2017

La città di Velotopia ha pianta circolare: le persone vogliono sempre vivere vicino al centro, e in questo modo è più facile accontentare tutti.

Il diametro della città è limitato a una lunghezza di 15 km. Di conseguenza le distanze che i pendolari devono coprire per arrivare in centro sono limitate a un massimo di 7 km, e i tempi di viaggio medi in bici sono quindi inferiori ai 30 minuti.

Il diametro di 15 km definisce un’area di 177 km quadrati. Le linee guida dello sviluppo urbano richiedono una densità minima di 30mila persone per chilometro quadrato, che è la stessa densità media di Manhattan (includendo i parchi).

A Velotopia non sono arrivati discepoli di Le Corbusier, Harvey Corbett, Robert Moses o Norman Bel Geddes. Questo vuol dire che non ci sono autostrade o grandi parcheggi per automobili. Non sono arrivati neanche discepoli di Ebenezer Howard a suggerire che la città sia sviluppata attorno a villaggi satellite con connessioni via treno verso il centro.

Velotopia non ha mai cercato i servizi di esperti di mobilità, quindi non ha alcun P&R (park and ride), ERP (electronic road pricing), PRT (personal rapid transport), corsie HOV (high-occupancy vehicle), sistemi LRT (light rail transit) o qualsiasi cosa che sembra essenziale solo perché è descritto da un acronimo. In realtà la città è completamente libera da automobili. Velotopia è basata sul principio che a niente è permesso ostacolare la ciclabilità.

Dovunque si formino gruppi di portatori di interesse che è necessario consultare per questioni pubbliche, è obbligatorio che siano formati in maggioranza da genitori di bambini piccoli. Non si tratta di carità o di “discriminazione positiva”. Questa decisione deriva semplicemente dalla volontà di ottimizzare le condizioni per un gruppo che si sposta molte volte al giorno e il cui lavoro – far crescere la prossima generazione – ha una grande influenza sul patrimonio e la produttività della città nel lungo periodo.

I vari comitati di genitori che si sono succeduti nel tempo hanno votato contro lo sviluppo di una rete ferroviaria attraverso la città. Secondo loro è sufficiente avere alcuni mezzi pubblici elettrici, a energia solare, che possano usare quando non sono fisicamente in grado di pedalare.

Velotopia ha una flotta piccola ma efficiente di questi mezzi pubblici elettrici. La loro velocità è limitata a 15 km/h, in modo da non ostacolare il traffico ciclistico. Il basso limite di velocità è compensato dal beneficio che traggono dal flusso ordinato del traffico in città: non devono mai rallentare o fermarsi, quindi la loro velocità media è più alta di quella dei mezzi pubblici nelle altre città.

La città non ha bisogno di semafori, perché non c’è alcun rischio di collisioni ad alta velocità. Gli incroci sono gestiti grazie a piccole rotonde leggermente sopraelevate. Arrivando alla rotonda, le bici sono costrette in modo naturale a rallentare, percorrendola quindi in modo sicuro, e riguadagnano velocità uscendo in discesa dalla rotonda.

C’è una grande stazione ferroviaria sotterranea nel centro città, coperta da negozi al piano terra. Sopra di questi si trova una struttura enorme che permette di parcheggiare migliaia di bici. Ma i treni che partono da questa stazione non hanno altre parti della città come destinazione; non c’è una rete ferroviaria locale: tutti i treni sono diretti ad altre città.

Tutt’intorno a Velotopia, fuori dai limiti della città, ci sono parcheggi per automobili. I visitatori che arrivano da altre parti della regione, in cui l’uso delle auto è ancora diffuso, parcheggiano qui e passano a uno dei quattro modi legali di spostarsi a Velotopia: in bici, a piedi, con risciò o con bus a guida automatica, che percorrono itinerari scelti dinamicamente in base alle necessità delle persone che li occupano. In questi parcheggi è anche possibile per gli abitanti di Velotopia noleggiare automobili se devono spostarsi fuori città – anche se molti scelgono la bici o i mezzi pubblici.

Per quanto riguarda i servizi essenziali, il trasporto non urgente di pazienti è svolto tramite risciò modificati, e la polizia gira per le strade della città in bici. Bici cargo sono usate per le consegne a case e piccoli negozi; sono legalmente costretti a usare bici cargo anche tutti coloro che non possono provare che devono necessariamente trasportare più di 500 kg per lavoro.

Il risultato è che – nonostante Velotopia sia una città con milioni di abitanti – non ci sono mai più di una dozzina di veicoli pesanti che la attraversano contemporaneamente, e non è quindi necessario avere una rete di strade di servizio. Le persone non vogliono vivere una vita senz’auto solo a livello superficiale, mentre le loro necessità quotidiane sono gestite dietro le quinte tramite mezzi a motore. Sarebbe come vivere a Disneyland, dove ai visitatori viene fatto credere che non ci siano veicoli o servizi pubblici, e che i negozi vengano riforniti per magia. L’inganno creato da Disneyland è possibile solo grazie a una rete sotterranea di corridoi.

Le persone che abitano a Velotopia sanno che ci sono camion che raccolgono la spazzatura. Vedono le gru e le betoniere con le quali si costruiscono i nuovi edifici. Sanno che altri camion riforniscono i supermercati. È proprio perché i veicoli motorizzati sono posti in piena vista, dove talvolta danno fastidio, che le persone di Velotopia non voterebbero mai per un sindaco che promettesse di aumentare il numero di veicoli motorizzati in città.

Rimangono quindi i mezzi dei vigili del fuoco, le ambulanze e le auto della polizia. Anche queste sono solitamente limitate a 15 km/h, ma possono muoversi a piena velocità quando usano la sirena. I veicoli d’emergenza sono più efficienti grazie alla compattezza di Velotopia e alla facilità con cui i ciclisti possono spostarsi e dare loro spazio.

A Velotopia non ci sono grandi strade in cui venga convogliato gran parte del traffico. La rete stradale è fitta, e a ogni incrocio ci sono negozi. Anche i commercianti guadagnano da una città organizzata in questo modo. Spostarsi in città è talmente bello che le persone passano all’aria aperta gran parte della giornata, anche solo per divertimento. Per i commercianti è come avere un chiosco nel mezzo di una pista di ghiaccio, con potenziali clienti che girano tutt’intorno; ogni persona ha a disposizione dai 10 ai 15 secondi per notare un negozio, grazie al fatto che si sposta a una velocità di 4-5 metri al secondo.

I negozi sono situati tutti su livelli sopraelevati, così che i ciclisti rallentano in modo naturale mentre si avvicinano, e accelerano mentre si allontanano. C’è un proverbio a Velotopia che recita “high means slow, low means go” (Alto vuol dire piano, basso vuol dire vai). I punti alti sono quelli in cui le bici rallentano a velocità compatibili con la presenza di pedoni, mentre i punti bassi sono quelli in cui le bici possono procedere alle loro solite velocità di crociera. Dei semplici ponti permettono ai pedoni di passare facilmente da un punto alto all’altro, mentre i ciclisti pedalano in basso. A parte le zone commerciali, nella maggior parte di Velotopia ciclisti e pedoni convivono nello stesso spazio senza problemi.

Come vi sembrano le soluzioni adottate nella città di Velotopia? Quali sarebbero applicabili anche in città già esistenti?
Il libro Velotopia è pubblicato da nai010 Publishers.

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La discesa del Po…facciamola un’altra volta…

Causa pessime previsioni meteo la

7 Discesa del Po

programmata per domani 10/9, è stata rinviata al

17 settembre

Nel post dedicato all’evento potete trovare i riferimenti per restare aggiornati.

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SEM 2017…in bicicletta

Dal 16 al 22 settembre torna la “Settimana Europea della Mobilità…in bicicletta”

settimanaeuropeafiab.it

La Settimana Europea della Mobilità rappresenta per Fiab un appuntamento fisso: è l’occasione per promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano e per il tempo libero, e rafforzare le collaborazioni con le pubbliche amministrazioni per rendere più ciclabili le nostre città.

Per l’edizione 2017 la Commissione Europea ha scelto come focal theme la Condivisione degli spazi e dei trasporti per una mobilità più pulita e intelligente.

Sharing gets your further – Condividere ti porta lontano

L’obiettivo è quello di invitare i politici, le aziende private e i cittadini tutti a sperimentare i vantaggi della mobilità condivisa. Utilizzando forme di trasporto condivise possiamo ridurre le nostre spese e abbassare la produzione di anidride carbonica. Inoltre, possiamo incontrare nuove persone e rendere il nostro viaggio più socievole.

Le centinaia di eventi organizzati a livello locale e regionale saranno anche una grande opportunità per far conoscere ed apprezzare le eccellenze storiche e culturali dei nostri territori; infine la promozione dei percorsi ciclabili sarà stimolo per una crescita verso modelli europei, con la creazione di nuove opportunità di lavoro.

Per l’edizione 2017 Fiab invita tutti a registrarsi, inserire i propri eventi nel calendario nazionale all’interno del sito con una veste grafica aggiornata www.settimanaeuropeafiab.it.

Venerdì 22 settembre 2017 Fiab propone per il quarto anno la giornata dedicata al Bike to Work

È l’occasione per promuovere l’uso della bicicletta per andare al lavoro: dipendenti di aziende, commercianti, amministratori pubblici e studenti, tutti possono provare a farla diventare una salutare abitudine quotidiana.

Informazioni supplementari per le iniziative delle singole città e riferimenti alle passate edizioni sono reperibili sullo stesso sito o scrivendo a info@settimanaeuropeafiab.it

Condividere lo spazio ti porta lontano!

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Servono più bike hotel per il cicloturismo

Le strutture ricettive devono adeguarsi alla domanda con la creazione di strutture ad hoc che, con l’eccezione dell’Alta Valle, in provincia sono ancora pochissime.

laprovinciadisondrio.it, 21/08/2017

Come nel suo stile, il direttore del consorzio turistico del Terziere Superiore, Gigi Negri, guarda avanti e propone come adattare la risposta turistica valtellinese alle nuove richieste. E il mondo delle bike – mt bike e bici da strada- ha, ormai, investito in maniera decisa anche la provincia di Sondrio dove, ogni anno, sono migliaia i turisti che dall’estero o dall’Italia scelgono di visitare le Valle con la due ruote.

Dati precisi non sono disponibili, ma Negri è convinto che sia grande il lavoro fatto dai consorzi, ora tocca agli operatori turistici, anche perché «nel giro di cinque anni, con l’avvento della bicicletta con la pedalata assistita che sta andando di moda – dichiara -, ci sarà un ulteriore incremento di questa forma di turismo. La gente, anche meno allenata, potrà arrivare dove normalmente non riesce. È questo un mondo in evoluzione, dobbiamo farci trovare pronti con servizi, nel caso della bicicletta elettrica con punti di ricarica ad esempio, ma su tutto, con i bike hotel».

Secondo Negri non servono grossi adeguamenti: bastano una piccola officina dove i ciclisti possano sistemare la loro due ruote o alla sera lavarla con la pompa dell’acqua, una bike room che custodisca di notte le bici – ce ne sono alcune che costano più di 10mila euro -, un servizio di lavanderia in modo che, alla mattina, i ciclisti possano avere gli indumenti puliti ed, infine, la preparazione di una colazione importante con carboidrati e tutto ciò che lo sportivo necessita per affrontare la pedalata. «Quello delle biciclette – dice – è un turismo che paga, non sta a guardare i soldi, se si chiedono 2 euro in più per colazione, questi vengono sborsati senza problemi. Non è vero che la gente non spende, non spende se non riceve i servizi».

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Discesa del Po 2017

Programma edizione 2017

Partenza in contemporanea da più località come indicato nella cartina allegata.

BARCA TURISTICA -20 posti-

PARTENZA POLESINE (PR)

Ore 8:00 Polesine (PR), 8:30 Isola Pescaroli (CR), 9:00 Stagno di Roccabianca (PR), 9:15 Torricella Parmense (PR), 9:45 Sacca di Colorno (PR), 10:00 Casalmaggiore (CR), 11:00 Mezzani (PR), 12:30 Viadana (MN) Contributo trasporto 5 €

BARCA TURISTICA PADUS -60 posti-

PARTENZA CASALMAGGIORE CR

Ore 9:30 imbarco, Ore 10:00 -partenza Lido Po Casalmaggiore (CR), 11:00 Breve sosta senza attracco a Mezzani (PR), 12:30 arrivo a Viadana (MN). Contributo trasporto 5 €

Prenotazioni imbarcazioni turistiche inviando mail a persona.ambiente@libero.it indicando nome e cognome dei partecipanti e recapito telefonico, oppure telefonando al 340.0003867 (Tiziano) oppure 333.7622768 (Damiano)

CICLISTI PARTENZA SACCA di COLORNO (PR) 28 Km

Ore 9:45 – Lido Po di Sacca di Colorno (PR), 11:00 aperitivo porto turistico di Mezzani (PR), ore 12:30 arrivo a Viadana

CANOE E BARCHE A REMI 15 Km

PARTENZA CASALMAGGIORE CR

Ore 10:00 Lido Po Casalmaggiore (CR), 11:00 porto turistico di Mezzani (PR) e/o spiaggione di Fossacaprara (CR), 12:30-13:00 arrivo a Viadana (MN)

CICLISTI PARTENZA GUSSOLA (CR) 24 Km

Ore 9:00 Piazza di Gussola Ore 9:30 Piazza di Martignana Ore 10:00 arrivo a Casalmaggiore Lido PO e prosecuzione itinerario fino a Viadana

CICLISTI PARTENZA CASALMAGGIORE (CR) 16 Km

Ore 10:00 Lido Po Casalmaggiore, argine maestro fino a Fossacaprara, percorso in golena fino a spiaggione. Alcuni tratti con sabbia, bici a mano. Rinfresco, a seguire via Alzaia fino a Roncadello, argine maestro fino a Viadana. Arrivo ore 12:00

CICLISTI PARTENZA GUASTALLA (RE) 15 Km

Ore 10:30 Lido Po Guastalla (RE), Via Alzaia, 11:30 Lido di Boretto (RE), 12:30 Viadana (MN)

CICLISTI PARTENZA DOSOLO (MN) 13 Km

Ore 10:00 – partenza, 10:30 Pomponesco con sosta in p.zza e rinfresco, attraversamento Garzaia e via Alzaia fino a Viadana. Alcuni tratti con sabbia, bici a mano.

ARRIVO è previsto per le ore 12:30 a Viadana località ponte vecchio.

Programma pomeriggio

Ore 12:30 – arrivo a Viadana (MN) località ponte vecchio- Ostello Bortolino, Pranzo con i banchi Local Foodd a prezzo convenzionato, intrattenimento musicale

Ore 14:00 breve presentazione “MAGANA DEL PO”, monitoraggio delle acque del fiume e del rispetto del decalogo della Carta del Po a cura di Legambiente

Intermezzi musicali con nema Problema Orkestar e Mosche di Velluto Grigio

NON è fornito il servizio di rientro bici/pedoni da Viadana. Per eventuali esigenze ci si organizza all’arrivo chiedendo un passaggio…

Possibilità uso docce all’approdo, presso Gruppo Canoe Viadana.

Per il recupero imbarcazioni rivolgersi a Canottieri Amici del PO tel 0375.43502 info@amicidelpo.org

Possibilità di Campeggio per canoisti presso la Polisportiva Amici del PO di Casalmaggiore per chi arriva il sabato.

Per info

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Cremona, prendi fiato in un minuto

La prima free bike pump di Cremona è stata inaugurata il 25 giugno. E’ stata installata grazie alla collaborazione fra Comune di Cremona e Biciclettando – FIAB Cremona e si trova in Largo Boccaccino, angolo via XX settembre. Dietro al Duomo, insomma… al servizio dei cremonesi a due ruote e dei turisti che visitano la nostra città… magari utilizzando il servizio di bike sharing “Scegli inBici“.

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Non si può morire così – resoconto

di Milano Bicycle Coalition

Grazie davvero a tutte e tutti per la partecipazione (*), è stata una serata molto triste per la circostanze, ma speriamo davvero che da questa tragedia possa riprendere forza e vigore un certo modo di stare in bici in città che dobbiamo portare avanti per cercare di ottenere qualcosa. In altre parole: facciamoci sentire anche quando non ci sono tragedie.

Per quello che riguarda l’incontro che c’è stato tra l’assessore Granelli, alcuni consiglieri comunali di maggioranza e una delegazione di rappresentanti di associazioni e singoli ciclisti:
– sono state smentite le ipotesi di limitare l’uso della bici nelle zone dei cantieri o di permetterlo solo conducendo le bici a mano;
– i consiglieri presenti si sono impegnati a costituire un intergruppo “amici della bicicletta” trasversale a tutte le forze politiche che possa funzionare da grimaldello all’interno del Consiglio e delle istituzioni (entro luglio);
– è stato chiesto di utilizzare le osservazioni che si possono fare al Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) entro fine settembre per fare proposte concrete sui nostri temi.

Terremo aggiornati tutti attraverso questa pagina.

(marco)

Flash mob davanti a Palazzo Marino (gallery fotografica)

(*) Non si può morire così – presidio e biciclettata

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Non si può morire così

Non si può morire così – presidio e biciclettata

Un altro ciclista morto in modo atroce in pieno centro a Milano.

Un altro ciclista assassinato da un angolo cieco, forse dalla distrazione di un guidatore. Oppure chissà solo inciampato tra rotaie e pavè.

Un altro ciclista come avremmo potuto essere noi.

Gli incidenti possono accadere, ma questa città è sempre meno amica di ciclisti e pedoni. E i cantieri di M4 hanno peggiorato la situazione, visto che si pensa sempre prima alle esigenze degli utenti automobilistici e poi a tutti gli altri, forse.

Portiamo una ghost bike e poi andiamo in bicicletta a Palazzo Marino, dove sarà in corso il Consiglio Comunale.

Il ritrovo è

Lunedì 10/07/2017 ore 19.00

Piazza della Resistenza Partigiana

Organizzato da Milano Bicycle Coalition – Evento facebook con info

Qui il servizio su Telecolor

La proposta….niente bici dove ci sono i cantieri?

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