mobilità sostenibile

Cremona, prendi fiato in un minuto

La prima free bike pump di Cremona è stata inaugurata il 25 giugno. E’ stata installata grazie alla collaborazione fra Comune di Cremona e Biciclettando – FIAB Cremona e si trova in Largo Boccaccino, angolo via XX settembre. Dietro al Duomo, insomma… al servizio dei cremonesi a due ruote e dei turisti che visitano la nostra città… magari utilizzando il servizio di bike sharing “Scegli inBici“.

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Non si può morire così – resoconto

di Milano Bicycle Coalition

Grazie davvero a tutte e tutti per la partecipazione (*), è stata una serata molto triste per la circostanze, ma speriamo davvero che da questa tragedia possa riprendere forza e vigore un certo modo di stare in bici in città che dobbiamo portare avanti per cercare di ottenere qualcosa. In altre parole: facciamoci sentire anche quando non ci sono tragedie.

Per quello che riguarda l’incontro che c’è stato tra l’assessore Granelli, alcuni consiglieri comunali di maggioranza e una delegazione di rappresentanti di associazioni e singoli ciclisti:
– sono state smentite le ipotesi di limitare l’uso della bici nelle zone dei cantieri o di permetterlo solo conducendo le bici a mano;
– i consiglieri presenti si sono impegnati a costituire un intergruppo “amici della bicicletta” trasversale a tutte le forze politiche che possa funzionare da grimaldello all’interno del Consiglio e delle istituzioni (entro luglio);
– è stato chiesto di utilizzare le osservazioni che si possono fare al Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) entro fine settembre per fare proposte concrete sui nostri temi.

Terremo aggiornati tutti attraverso questa pagina.

(marco)

Flash mob davanti a Palazzo Marino (gallery fotografica)

(*) Non si può morire così – presidio e biciclettata

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Non si può morire così

Non si può morire così – presidio e biciclettata

Un altro ciclista morto in modo atroce in pieno centro a Milano.

Un altro ciclista assassinato da un angolo cieco, forse dalla distrazione di un guidatore. Oppure chissà solo inciampato tra rotaie e pavè.

Un altro ciclista come avremmo potuto essere noi.

Gli incidenti possono accadere, ma questa città è sempre meno amica di ciclisti e pedoni. E i cantieri di M4 hanno peggiorato la situazione, visto che si pensa sempre prima alle esigenze degli utenti automobilistici e poi a tutti gli altri, forse.

Portiamo una ghost bike e poi andiamo in bicicletta a Palazzo Marino, dove sarà in corso il Consiglio Comunale.

Il ritrovo è

Lunedì 10/07/2017 ore 19.00

Piazza della Resistenza Partigiana

Organizzato da Milano Bicycle Coalition – Evento facebook con info

Qui il servizio su Telecolor

La proposta….niente bici dove ci sono i cantieri?

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Cento immobili su cammini e percorsi per il turismo lento

di Raffaele Di Marcello – fiab-onlus.it, 21/05/2017

In principio fu il decreto “Cultura” (Decreto Legge n.83 31/05/2014, convertito in Legge 29/07/2014 n.106) con il quale si prevedeva che, per favorire la realizzazione di itinerari moto e ciclo turistici, le case cantoniere, i caselli e le stazioni ferroviarie o marittime, le fortificazioni e i fari potessero essere concessi in uso gratuito a imprese, cooperative e associazioni costituite in prevalenza da giovani fino a 35 anni, per una durata massima di 7 anni.

Poi arrivò, nel luglio 2016, il bando dell’ANAS per la gestione di 30 case cantoniere dismesse, distribuite tra Val D’Aosta, Puglia, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Lazio, Piemonte e Veneto, dove spariva l’uso gratuito per lasciare il posto all’offerta economicamente più vantaggiosa, con la durata della concessione portata a 10 anni, con prezzi a base di gara intorno ai 20.000 annui, più una percentuale sul fatturato derivante dall’attività posta in essere all’interno della struttura, da versare all’ANAS. Dispersa anche la preferenza per i giovani under 35 e veniva richiesta esperienza nel settore di attività che avrebbe caratterizzato la struttura (ristorazione, ricettività, ecc.), vanificando, di fatto, lo spirito della legge.

Ora l’Agenzia del Demanio, con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturari e del Turismo (MiBACT) e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), ha presentato il progetto “Valore Paese – Cammini e Percorsi” lanciando una consultazione pubblica online che porterà al bando di gara per la concessione gratuita di immobili pubblici sui tracciati storico-religiosi e ciclopedonali.

“Cammini e Percorsi – ha dichiarato Roberto Reggi, Direttore dell’Agenzia del Demanio – è un progetto che racchiude tutti gli obiettivi strategici che guidano l’attività quotidiana dell’Agenzia: il recupero di immobili pubblici non più utilizzati, il supporto e la collaborazione con gli Enti territoriali, il confronto continuo con le altre istituzioni per trovare soluzioni ai problemi, il coinvolgimento della cittadinanza, la trasparenza nella gestione del patrimonio immobiliare dello Stato, l’attenzione verso le realtà locali e la volontà di generare valore economico e sociale grazie alla collaborazione pubblico-privato. Come è accaduto per il progetto Fari, oggi parte un cammino appassionante di trasformazione e rigenerazione di queste 100 strutture che coinvolgerà i giovani e le realtà locali in cui vivono, un beneficio reale che impatterà sui territori e sul turismo”.

L’iniziativa è stata presentata il 9 maggio scorso a Roma nella “Sala Spadolini” del MiBACT, durante una conferenza stampa  moderata dalla conduttrice televisiva e radiofonica Camila Raznovich, dal Direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio,  del Capo di Gabinetto del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Giampaolo D’Andrea e di Francesco Palumbo, Direzione Generale Turismo MiBACT.

CAMMINI e PERCORSI  è il nuovo progetto “a rete” dell’ Agenzia del Demanio, promosso da MiBACT e Mit che mira ad avviare azioni congiunte volte alla salvaguardia e al riuso sia del patrimonio tipico della tradizione locale, come masserie e rifugi, e manufatti quali piccole stazioni, case cantoniere, caselli idraulici, che del patrimonio culturale di pregio come  monasteri, castelli, ville. Recuperare oltre 100 immobili pubblici lungo i cammini e i percorsi ciclopedonali e storico-religiosi che attraversano tutta l’Italia per trasformarli in ostelli, piccoli hotel, punti ristoro, ciclofficine, punti di servizio e assistenza per tutti i pellegrini, i turisti, i camminatori e i ciclisti che ogni anno percorrono questi tracciati. Favorire e sostenere lo sviluppo del turismo lento offrendo la possibilità di riutilizzare gli immobili pubblici come contenitori di servizi e di esperienze autentiche, fortemente radicate sul territorio. Accanto a Valore Paese-Fari, l’iniziativa dedicata al recupero dei fari e degli edifici costieri che ha già riscosso un grande successo, l’Agenzia  punta ancora una volta su una nuova concezione di turismo più consapevole, rispettoso del territorio e dell’ambiente e capace di far emergere le bellezze locali. Cammini e Percorsi si inquadra infatti nell’ambito del Piano Strategico del Turismo 2017–2022 e del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche/Piano Straordinario della Mobilità turistica.

Gli immobili coinvolti nel progetto si trovano lungo la Via Appia, la Via Francigena, il Cammino di Francesco e il Cammino di San Benedetto, lungo le ciclovie VEnTO, SOLE e Acqua (Acquedotto Pugliese), e lungo altri itinerari riconosciuti a livello locale.

Si tratta di 103 beni, 43 dello Stato, 50 degli Enti territoriali e 10 di Anas, che attraverso bandi di gara pubblicati entro l’estate, saranno affidati in concessione gratuita (9 + 9 anni)  “ad imprese, cooperative e associazioni, costituite in prevalenza da soggetti fino a quaranta anni” (come previsto dal D.L. Art Bonus e Turismo) oppure in concessione di valorizzazione fino a 50 anni ad operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività.

Il tema dei Cammini e dei tracciati storico religiosi è al centro delle agende di molte istituzioni e dell’opinione pubblica perché trasversale: coinvolge la popolazione dei camminatori, dei pellegrini e dei bikers, ma anche le Regioni, i Comuni e tutti gli enti territoriali periferici e centrali.

Per questo l’Agenzia del Demanio, con il supporto del Touring Club italiano, ha pubblicato una consult@zione pubblica che fino al 26 giugno prossimo permetterà di esplorare i diversi aspetti connessi all’iniziativa, raccogliendo idee, suggerimenti e l’indice di gradimento espressi dal grande pubblico, dai giovani, dal terzo settore e dall’imprenditoria in vista della pubblicazione dei bandi di gara.

Nelle prossime settimane l’Agenzia del Demanio organizzerà, assieme ad alcuni partner del progetto, degli Openday in movimento lungo i tracciati che costeggiano gli immobili inseriti in Cammini e Percorsi.

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Bicibus

Scuolabus a pedali: il progetto sostenibile e divertente

Un modo sostenibile e anche divertente, a giudicare dalle splendide immagini, di andare a scuola: arriva il bicibus, Scuolabus a pedali

nonsprecare.it, 17/09/2015

Scuolabus a pedali

Ogni genitore che ha figlie e figli in età scolare sa quanto sia stressante affrontare il traffico dell’ingresso e dell’uscita da scuola. Nonostante la maggior parte delle famiglie viva abbastanza vicino alle scuole frequentate dalle alunne e dagli alunni, si continua ad utilizzare come mezzo privilegiato per andare e tornare dalle aule l’automobile. Questo comporta un grande impatto ambientale ed emotivo: tante macchine concentrate nello stesso punto allo stesso momento, inquinamento e tanto stress.

Molti sono i sistemi per poter evitare il traffico scolastico come, ad esempio, il piedibus, progetto che vede le alunne e gli alunni andare a scuola a piedi in fila, guidati da un adulto e seguiti da un altro, come se fossero un ipotetico autobus con tanto di fermate e segnali stradali.

Traffico sostenibile

Lo scuolabus a pedali è un progetto che vede luce negli asili nido di Malmö in Svezia. I piccoli passeggeri vengono presi dalle abitazioni e portati a scuola con questo particolare mezzo di locomozione creato appositamente per la comodità e la sicurezza delle bambine e dei bambini. Un progetto altamente pedagogico che fa scoprire ai più piccoli spazi della città in cui vivere con serenità esperienze che altrimenti non avrebbero avuto modo di apprezzare.

Le piccole passeggere e i piccoli passeggeri sono entusiasti di andare e tornare da scuola con questo mezzo che può contenere fino a 12 bambine e bambini e la bici che li guida ha un meccanismo a pedalata assistita in modo da non far stancare troppo il ciclista che conduce. Le foto e il video sono ricchi di allegria e serenità. Potrebbe essere un ottimo incentivo per la mobilità sostenibile anche in Italia con il potenziamento della rete ciclabile.

 

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Bimbimbici 2017

fonte: fiabcremona.it

Bimbimbici è una manifestazione nazionale, la cui prima edizione si è svolta nel 2000, voluta dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e tesa a promuovere la mobilità sostenibile e a diffondere l’uso della bicicletta tra i giovani e giovanissimi.

La manifestazione si concretizza in una allegra pedalata in sicurezza lungo le vie cittadine e nel territorio urbano, che si svolge ogni anno nel mese di maggio ed è rivolta principalmente a bambini e ragazzi, ma è aperta a tutti i cittadini.

L’evento è una vera e propria occasione di festa e di rivincita per tutti quegli utenti deboli delle strade che vivono quotidianamente la città come luogo riservato ad utenti forti (in primo luogo gli automobilisti). Il “popolo” di Bimbimbici è costituito da tutti coloro (grandi e piccini) che amano la bicicletta, la natura e desiderano vivere in un mondo dove le macchine lascino spazio alle bici, lo smog all’aria fresca, la frenesia alla lentezza. Bimbimbici vuole quindi sollecitare la collettività ad una riflessione generale sulla necessità di creare zone verdi e piste ciclabili per aumentare la vivibilità dei centri urbani.

Ogni anno FIAB organizza parallelamente alla manifestazione Bimbimbici, un Concorso Nazionale di Disegno, aperto a tutti i bambini delle scuole dell’infanzia, elementari e medie di tutta Italia.
A Bimbimbici è dedicato un sito apposito dove, tra l’altro, si riportano le modalità per l’adesione e il materiale disponibile per gli Enti Promotori (associazioni, scuole, Comuni, ecc.), i programmi locali, gli eventi collaterali (il Concorso annuale, ecc.).

Vai al sito ufficiale della manifestazione per i dettagli e le città aderenti.

Per quanto riguarda Cremona (una città a caso…) il ritrovo è in piazza Stradivari alle ore 9.30. Tutti i dettagli QUI.

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Turismo, meno smog e assenteismo. L’economia della bici vale 6 miliardi

Tra effetti diretti e indiretti, gli spostamenti a due ruote generano in Italia un fatturato superiore all’export del vino. La ricerca di Legambiente: chi pedala verso l’ufficio si ammala 1,3 giorni l’anno in meno rispetto agli altri. E anche questo aiuta il Pil.

di Lorenzo Salvia – corriere.it, 02/05/2017

La pedalata del mattino non è solo una tecnica di resistenza urbana, un trucco per schivare quell’incubo chiamato parcheggio e arrivare prima in ufficio. La sgroppata della domenica non è soltanto una sfida all’inesorabile pancetta, un modo per respirare il paesaggio che abbiamo intorno a noi e quello che abbiamo dentro di noi. Quando montiamo in sella facciamo girare anche la catena della nostra economia. E quando spingiamo sui pedali spingiamo pure quel numeretto che preoccupa i politici di mezzo mondo: il fatidico Pil, il Prodotto interno lordo. Gli spostamenti in bici generano in Italia un fatturato di oltre sei miliardi di euro l’anno. La pedalatori spa supera per giro d’affari l’export del nostro vino, per dire. E vale il doppio di un orgoglio nazionale come la Ferrari. Il calcolo porta la firma di Legambiente, che venerdì presenterà a Roma il primo rapporto sull’economia della bici. «In Italia — spiega l’autore Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane dell’associazione — la ciclabilità è ancora a livello adolescenziale, ma già così è capace di produrre effetti importanti. Se diventerà adulta, potremo fare molto di più».

Gli effetti diretti

Tra produzione, vendita e riparazioni, la bicicletta fa girare ogni anno in Italia oltre un miliardo di euro. Il numero dei pezzi venduto è stabile da anni, intorno al milione e mezzo. Ma il loro valore potrebbe crescere soprattutto grazie alla diffusione dei mezzi a pedalata assistita, che costano di più e quindi sul Pil incidono in misura maggiore. In Italia la vendita delle ebike non arriva al 4% del totale. In un Paese non propriamente montagnoso come l’Olanda supera il 30%. La bici elettrica consente di arruolare alla pedalata chi preferisce non faticare troppo, chi in ufficio non vuole arrivare sudato, chi magari ha una certa età. Ha aperto un mercato che prima non c’era, come tutti i prodotti davvero innovativi. Poi c’è il capitolo cicloturismo. Tra hotel, ristoranti, varie ed eventuali, i viaggiatori in bici producono in Italia 2 miliardi di euro l’anno. Molto. Ma anche poco, visto che in Germania arrivano a 9 miliardi. Sui fondamentali l’Italia è messa molto meglio: abbiamo un clima più «bike friendly», un paesaggio senza eguali, una certa tradizione a due ruote. Sono gli itinerari che mancano, anche se qualcosa si sta muovendo. Ed era ora. Il cicloturismo ha il grande pregio di portare i viaggiatori fuori dal «turisdotto» Roma-Firenze-Venezia. Non trasforma i nostri centri storici in piccole Eurodisney attraversate da carovane con il bastoncino per il selfie. Ma porta i turisti dove oggi non vanno, in quelle zone di campagna e in quei borghi che rappresentano l’Italia più bella, forse più vera. Non solo produce ricchezza ma la distribuisce meglio sul territorio.

L’impatto sulla salute

Ci sono poi ricadute più difficili da misurare ma altrettanto importanti. Se non di più. In Italia un terzo degli adulti non fa abbastanza attività fisica. Al di sotto dei 13 anni arriviamo a uno spaventoso 92%. La vita sedentaria è causa di patologie gravi come l’infarto e il diabete. L’esercizio fisico non solo è un buon antidoto. Ma è capace di combattere anche effetti collaterali come ansia e depressione. Tra diminuzione di farmaci a carico del sistema sanitario, ricoveri e altre voci, il risparmio «sanitario» generato dalla bicicletta ammonta ad altri due miliardi di euro. Poco meno di quello che spendiamo ogni anno per i ticket. Poi c’è una seconda tranche di risparmi immateriali, che vale un altro miliardo di euro. Dentro c’è il miglioramento della qualità dell’aria, visto che la bici taglia via quasi 2 miliardi di chilometri percorsi ogni anno in auto. E ancora la riduzione dei gas serra, il contenimento del rumore e anche del consumo del suolo per la costruzione di nuove strade. Poi c’è la voce a prima vista più sorprendente.

Il calo delle assenze sul lavoro

Secondo uno studio del centro di ricerca olandese Tno, le persone che vanno al lavoro in bicicletta si assentano dal lavoro meno dei colleghi che usano altri mezzi: la differenza è di 1,3 giorni l’anno. Il risultato? Le 750 mila persone che in Italia pedalano verso l’ufficio producono un risparmio di quasi 200 milioni di euro l’anno. Un terzo di quello che il governo ha appena messo sul piatto per non far chiudere Alitalia, tanto per rimanere nel ramo trasporti. Possibile? Possibile. In Islanda fanno addormentare i neonati nel passeggino davanti al portone di casa, anche se la temperatura non è esattamente tropicale. Dicono che così i loro bimbi crescono più sani. Magari esagerano. Ma un po’ di freddo (preso anche pedalando) rende il nostro corpo davvero più forte, facendo contento pure il capufficio. È per questo, non per un attacco di generosità, che in Inghilterra lo Stato aiuta chi va in ufficio in bici: con il progetto Cycle to work il lavoratore ha uno sconto sull’acquisto del mezzo mentre la sua azienda deve pagare meno contributi. In Italia, invece, chi si presenta in ufficio in bici resta un incrocio tra lo sfigato e lo stravagante.

I vantaggi non misurabili

Bob Kennedy diceva che il Pil «misura tutto, tranne ciò che rende la vita degna di essere vissuta». Ecco, nella bike economy ci sono anche effetti non misurabili. Una bella pedalata (rispettando i semafori e senza trasformare i pedoni sul marciapiede in birilli, please) rientra senza dubbio nella categoria. Riguarda solo gli appassionati? Certo. Ma i vantaggi non misurabili coinvolgono anche chi in bicicletta non ci va. Oggi le nostre città sono pensate per chi si muove in macchina. Riportarle a luoghi per esseri umani ci farebbe guadagnare tutti. Come diceva lo scrittore francese Andrè Billy: «L’auto è troppo veloce, il viaggio a piedi troppo lento. La bicicletta è un punto di equilibrio».

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Ciclovie come opere strategiche: il lavoro di Fiab premiato nel documento del MIT

di Raffaele Di Marcello – fiab-onlus.it, 19/04/2017

Grandi sorprese nell’uovo di Pasqua per la ciclabilità nazionale. Con il Documento Economia e Finanza 2017 è stato infatti approvato l’Allegato su proposta del ministro del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, dal titolo Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti infrastrutturali, nel quale si individuano le priorità infrastrutturali da qui al 2030.

Fra i paragrafi del documento del MIT, comprese nel sistema nazionale integrato dei trasporti (SNIT), insieme alle strade di grandi comunicazione, ferrovie, porti, interporti e aeroporti, anche le ciclovie, alle quali viene data pari dignità strategica. Tra le rotte privilegiate a livello nazionale quelle segnate dai tracciati EuroVelo e da altri itinerari di interesse nazionale.

Il documento “Connettere l’Italia”, pur con reti EuroVelo e Bicitalia non aggiornate, riconosce altre ciclovie oltre alle quattro già finanziate nella Legge di Bilancio 2016. Nell’elenco compaiono la ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, la ciclovia del Sole, VenTo e Grab; si prosegue con l’anello ciclabile del Lago di Garda e le ciclovie Sarda, Magna Grecia (tra Puglia, Basilicata e Calabria), Tirrenica (quella della prossima edizione Bicistaffetta), l’Adriatica (quella della scorsa) e la Trieste-Venezia.

Un riconoscimento e un’attenzione al mondo della mobilità sostenibile dal parte del MIT che soddisfano Fiab. La Federazione che lo scorso 29 marzo ha incontrato a Roma, presso il ministero, il Gruppo di Lavoro interministeriale incaricato di definire criteri di progettazione e standard per le ciclovie già finanziate. Occasione che è servita anche a ribadire i contenuti del dossier consegnato da Fiab al Ministero dell’Ambiente sulla “promozione della rete ciclabile nazionale” nel 2014.

Durante l’incontro tra Fiab e il Gruppo di Lavoro interministeriale è stato infine consegnato l’aggiornamento della rete Bicitalia. Tre i nuovi itinerari: BI 19 ciclovia Tirrenica, che correrebbe da Ventimiglia a Latina, comprensiva delle ciclovie della Sardegna (come da proposta alla Regione da parte del CIREM dell’Università di Cagliari e della Fiab); BI 20 ciclovia medio padana, che collegherebbe Susa a Trieste, coinvolgendo la futura ciclabile lungo il Canale Cavour in Piemonte; BI 21 ciclovia TIBUR, unendo Pescara a Roma passando per Sulmona e Tivoli.

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Pedaliamo la FVG3

fiab-onlus.it, 28/03/2017

Domenica 2 aprile, nell’ambito della “Giornata Nazionale delle Ferrovie Non Dimenticate”, il Coordinamento regionale FIAB del Friuli Venezia Giulia organizza un’escursione lungo la ciclovia pedemontana FVG3 che si sviluppa ai piedi delle Prealpi Carniche e delle Dolomiti Friulane nella Provincie di Pordenone e Udine.

Per effettuare questo evento sono stati organizzati 2 treni speciali in arrivo dal Veneto e da Trieste. Sono previsti più di 150 partecipanti.

A metà giornata a Cavasso Nuovo si terrà la conferenza «Ciclovia Pedemontana FVG3: opportunità di sviluppo del territorio alla luce della riattivazione della ferrovia Sacile-Gemona» in cui interverranno, tra gli altri, il Responsabile nazionale FIAB del settore cicloturismo  Antonio Dalla Venezia e l’Assessore regionale alle Infrastrutture Mariagrazia Santoro.

La FIAB fa parte di un gruppo di associazioni che si sono impegnate a sostenere il progetto di sviluppo dell’area, che punta a far sinergia tra i mezzi della mobilità sostenibile, in particolare bici e treno: quale miglior modo per entrare in contatto col territorio, con i luoghi, le persone, le tradizioni?

La ciclovia pedemontana FVG3 è una delle dieci sigle che identificano i principali percorsi cicloturistici del Friuli Venezia Giulia e che vanno a comporre la Rete delle Ciclovie di Interesse Regionale (ReCIR). È l’itinerario pedemontano che, nella sua parte occidentale, affianca il tracciato della linea ferroviaria Sacile-Gemona. Un percorso strategico per diversi motivi, non ultima la possibilità di convogliare il turismo ciclistico che proviene da nord e che percorre la pluripremiata ciclabile Alpe Adria, verso il Veneto e, in particolare, verso Venezia.

Si parte da Gemona in direzione Tagliamento, ultimo grande fiume dell’arco alpino che scorre in un greto naturale con la sua particolare conformazione a rami intrecciati. La strada lungo il Tagliamento dedicata ad Ottavio Bottecchia è un omaggio al grande ciclismo e conduce all’affascinante laghetto di Cornino, uno specchio d’acqua di origine glaciale senza immissari né emissari. In alto, volteggiano i grifoni reintrodotti nella riserva con un progetto di conservazione degli anni Ottanta.

Dalla stazione di Pinzano il paesaggio si fa rurale con la cornice, in questa stagione, delle vette innevate del Monte Cavallo e delle Dolomiti Friulane. Qui iniziano anche i castelli, che punteggiano il territorio fino a Toppo, uno dei borghi più belli d’Italia, e poi fino a Cavasso Nuovo, mezzeria ideale della tratta cicloturistica.

Vi si può arrivare allora partendo da Sacile, lasciarsi alle spalle le anse del Livenza e pedalare verso Budoia e poi Aviano. Anche da questo lato il percorso si snoda attraverso borghi e castelli antichi, immerso nel verde della campagna pedemontana tra i profumi della natura ed i sapori delle specialità gastronomiche tipiche della zona (cinque dei nove presidi Slow Food censiti in regione sono dislocati lungo la ciclovia FVG3). Oltrepassato il Cellina si raggiunge Maniago, capitale dei coltelli, e infine Cavasso Nuovo.

Programma del convegno «Ciclovia Pedemontana FVG3: opportunità di sviluppo del territorio alla luce della riattivazione della ferrovia Sacile-Gemona» che si terrà domenica 2 aprile alle 13.00 presso la sala consiliare del palazzo comunale di Cavasso Nuovo in Piazza Plebiscito, 12.

  • Saluti: Emanuele Zanon, Sindaco di Cavasso Nuovo; Andrea Palese, Associazione Comitato Pendolari Alto Friuli
  • La complementarità di ferrovia e ciclovia per lo sviluppo del cicloturismo: Antonio Dalla Venezia, Responsabile nazionale FIAB settore cicloturismo
  • Prospettive di sviluppo della ciclovia FVG3: Luana Casonatto, Presidente dell’Associazione Aruotalibera FIAB Pordenone
  • La riattivazione della linea Sacile-Gemona e le politiche regionali per il cicloturismo: Mariagrazia Santoro, Assessore regionale Infrastrutture e Territorio
  • Conclusioni: Federico Zadnich, Coordinatore regionale FIAB FVG

Scarica locandina con programma

Invito al convegno

29/03 – 02/04 “Oltre i confini – Viaggio nella mobilità dolce in friuli” – Programma

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La Ciclovia Olona Lura tra le Brezze della Città Metropolitana di Milano

Il bando Brezza 2 è disponibile sul sito della Fondazione Cariplo.

Ciclovia Olona Lura

Giovedì 16 marzo alla Città Metropolitana di Milano si è svolto il convegno “La Mobilità Ciclabile Metropolitana riparte da una Brezza“, con il quale sono stata presentati i quattro studi di fattibilità che incrociano li territorio della Città Metropolitana sul Ticino, Adda, Lambro ed Olona Lura.

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