Articoli con tag: finanziamenti

Cremona, ammessi al finanziamento regionale lavori per quattro piste ciclabili

Informazione locale.

Perché se si tengono d’occhio i bandi i soldi per fare le cose si trovano…

welfarenetwork, 19/07/2016

Sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia di oggi è stata pubblicata la graduatoria dei progetti ritenuti ammissibili al finanziamento sul Programma Operativo Regionale FESR 2014 – 2020 della Regione Lombardia, Misura «Mobilità ciclistica» a seguito della presentazione della manifestazione d’interesse. Tutti i progetti rispondenti al bando presentati dal Comune di Cremona sono stati ammessi. Si tratta della Pista 5 “Migliaro-Via Bergamo-Via Filzi”, della Pista 7 “Via Brescia”, della Pista 9 “Via Mantova” e della Pista 18 “Ring Interno-Viale Trento Trieste”. Il costo complessivo delle opere è di 2.300.000 € di cui la metà sarà finanziata dalla Regione.

«È una bella notizia», commenta l’Assessore alla Mobilità Alessia Manfredini. «Sono felice del riconoscimento regionale, segnale che gli Uffici tecnici hanno operato bene predisponendo progetti completi. Ora bisognerà proseguire con la progettazione e attuare tutti gli adempimenti necessari per poter arrivare in tempi brevi alla conclusione del procedimento con la concertazione in Regione Lombardia e l’individuazione dei fondi necessari nel bilancio comunale dentro un piano di priorità».

«La strada intrapresa con la redazione del Biciplan», commenta il Consigliere Comunale Filippo Bonali, «sta cominciando a dare i primi frutti. Quando si cercano finanziamenti e ci si presenta con un piano organico, con una visione complessiva della mobilità, sicuramente contribuisce a far comprendere la bontà del progetto».

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La nostra promessa elettorale ai nuovi sindaci

di Paolo Pinzuti – bikeitalia.it, 22/06/2016

Le elezioni comunali e la campagna elettorale più pecoreccia e bassa della storia sono finalmente alle spalle e, finito il tempo delle promesse, è arrivato quello di rimboccarsi le maniche.

sala raggi appendino

Alla luce delle considerazioni fatte in un precedente post (Milano, Bologna, Torino, Roma: un bilancio di fine mandato), personalmente posso dirmi più che soddisfatto dei risultati  dei ballottaggi, non tanto per questioni ideologiche o di appartenenza partitica, quanto piuttosto perché (è sicuramente una coincidenza) chi si è presentato con una visione nuova della mobilità è stato premiato mentre chi ha continuato con la solita prona accettazione della realtà è stato punito. Al di là delle noiose diatribe sullo spostamento dei voti, quello che rileva soprattutto è ungrande rinnovamento tra coloro che andranno a sedere nei vari consigli comunali e un sostanziale abbassamento dell’età media.

La generazione Ryan Air al potere.

Se da un lato è vero che l’abbassamento dell’età media può essere sinonimo di inesperienza, è altresì vero che giovane età significa anche mancanza di preconcetti, coraggio, capacità di innovazione e, si spera, una visione differente. Chi oggi ha 30/40 anni, infatti, fa parte di quella che da più parti viene definita la “generazione Erasmus” o “generazione Ryan Air”. Chi oggi ha 30/40 ha spesso avuto modo di viaggiare in lungo e in largo per l’Europa per scoprire che esistono modi diversi di spostarsi, che la storia per cui bisogna fare spazio alle auto nelle nostre città per dare da mangiare agli operai della FIAT non regge più e che non esiste modo più stupido di trascorrere il proprio tempo se non bloccati in un auto in mezzo al traffico dove non si può lavorare, non ci si può rilassare, non si può studiare, non si può stare coi propri cari ma ci si può solo dedicare al “piacere della guida”  che non fa altro che creare diseconomie.

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Chi però, a partire da lunedì, è stato chiamato ad amministrare le nostre città, deve avere ben chiaro in mente una cosa: quanto visto girando per Copenhagen, Amsterdam, Valencia, Parigi, Amburgo, etc. non è frutto solamente di una visione, ma soprattutto di precise allocazioni di budget. Sì, perché, vedete, se in altre parti d’Europa si usa la bicicletta invece che la macchina per spostarsi in città non è perché gli altri sono nati con il gene della ciclabilità nel sangue che a noi Italiani non è stato dispensato, ma perché altrove si creano le infrastrutture (ovvero non è che esistono già per creazione divina) per mettere in sicurezza gli spostamenti delle persone.

Copenhagen Ora di Punta

Quando si parla di infrastrutture non ci si riferisce alle sporadiche ciclabili interrotte, magari ricavate sui marciapiedi o di fantasmagorici interventi calati dall’alto per “cambiare tutto per non cambiare nulla”, ma, piuttosto, di reti pensate sulla base delle esigenze dei cittadini per mettere in connessione i poli attrattori, i punti di interscambio, e tanta, tanta moderazione del traffico.

I soldi per la ciclabilità ci sono.

Sulla base di questa logica, le città di tutto il mondo stanno facendo a gara a chi riuscirà a rendersi maggiormente a misura di bicicletta: Atlanta negli Stati Uniti ha deciso di allocare un miliardo di dollari nei prossimi 25 anni per questo obiettivo, Parigi destinerà 150 milioni di euro entro il 2020, Londra destinerà invece 164 milioni di sterline entro il 2020, Copenhagen alloca 15 milioni di euro ogni anno per i progetti ordinari sulla cilabilità (a cui si aggiungono quelli straordinari) e mi fermo qua per carità di patria.

Nel corso dell’ultima tornata elettorale tutti i vincitori hanno ben evidenziato l’importanza dell’uso della bicicletta nella propria visione futura di città. Adesso che si è passati dalla campagna elettorale alla pratica, quello che tocca fare è mettere il naso nel bilancio comunale e trovare i fondi per trasformare in realtà questo bel sogno.

Citytech bikenomics

E non salti in mente a nessuno di uscirsene con la solita storia del “maledetto patto di stabilità che ci impedisce di spendere i soldi dove vorremmo”: i soldi ci sono, e a dimostrarlo sono le innumerevoli porcate a cui abbiamo assistito nel corso degli ultimi anni, denari sperperati in progetti utili soltanto agli amici degli amici o, nei migliori dei casi, a offrire i circenses ai cittadini.

I soldi ci sono e devono essere scuciti a ogni costo perché la ciclabilità, come spiega nel video qui sotto il sindaco di Copenhagen, non è un costo per la città ma un investimento che si ripaga prima di tutto nella riduzione dei tempi di percorrenza e quindi nell’aumento dell’efficienza e produttività della città (poi la salute, il piccolo commercio, la ridotta incidentalità e tutte quelle cose archiviabili alla voce “bikenomics”).

La nostra promessa elettorale.

Nell’arco delle ultime settimane noi cittadini abbiamo ascoltato qualunque spergiuro da parte di chiunque volesse essere eletto, ma adesso è arrivato il nostro turno di fare promesse: cari neosindaci, noi (e parlo a nome mio, della testata su cui scrivo, ma anche dei cicloattivisti di tutta Italia di cui sono certo di interpretare il pensiero) vi promettiamo che vi marcheremo stretto e metteremo in atto qualunque azione legale o illegale che sia per trasformare le nostre città in luoghi a misura di persona. Qualora voleste assecondare questo desiderio,  saremo i vostri migliori alleati e vi porteremo in palmo di mano, qualora decideste di opporvi, saremo il vostro peggior nemico per i prossimi 5 anni perché non possiamo in nessun modo permettere che la vita nostra e dei nostri cari sia messa a repentaglio da qualche sbruffoncello che ha la bocca troppo larga durante la campagna elettorale.

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Se non sapete come fare a prestare fede alle promesse fatte, abbiamo preparato per voi un evento dove vi faremo raccontare dai più grandi esperti italiani ed europei come realizzare città a misura di bicicletta. L’evento si chiama CosmoBike Mobility, si terrà dal 14 al 16 settembre a Verona e siete caldamente invitati a partecipare e a far partecipare i vostri tecnici comunali.

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Nel frattempo, buon lavoro e buona scelta della giunta.

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Come finanziare le Ciclovie?

Qualche considerazione relativa alle modalità con cui si possono finanziare i progetti relativi alla mobilità sostenibile

Ciclovia Olona Lura

Uno degli aspetti cruciali per la realizzazione delle ciclovie risulta essere il loro finanziamento. Dall’ultimo anno si assiste ad un crescente interesse per la ciclabilità e stanno emergendo diverse opportunità che possano consentire la realizzazione di infrastrutture sistemiche come la nostra Ciclovia Olona Lura.

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Due proposte sulla ciclovia nel bando mobilità ciclistica

Ciclovia Olona Lura

Prima dell’estate avevamo anticipato il contenuto di un bando della Regione Lombardia che destinava 20 milioni di euro (fondi POR FESR 2014-20) per interventi infrastrutturali a favore della mobilità ciclistica all’interno di ambiti urbani. Il bando ha costituito uno strumento ottimale per il finanziamento di parte degli interventi della Ciclovia Olona Lura nei pochi territori eleggibili per il bando. Siamo lieti di informare che due Comuni hanno presentato una proposta nell’ambito di questo bando, sono i Comuni di Como sull’asta del Lura e di Parabiago sull’asta dell’Olona.

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9 momenti importanti

Ad integrazione di quanto riportato QUI.

9 momenti importanti per la bici nel 2015

bikeitalia.it, 25/12/2015

La ciclabilità in Italia è ancora lontana dagli standard elevati dei Paesi Nordeuropei, eppure, guardando a ritroso l’anno che sta volgendo al termine, non tutto è da buttare e alcuni piccoli passi sono stati fatti: ripercorriamoli insieme.

3/02 – A Bari la prima velostazione del sud Italia

Mercoledì 28 gennaio l’Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia e le Ferrovie Appulo Lucane (FAL) hanno siglato un accordo che prevede la realizzazione a Bari della prima velostazione del centro-sud Italia. La struttura, coperta, sicura e custodita, sorgerà nei locali delle FAL siti in Corso Italia e sarà adibita al parcheggio, al noleggio e all’assistenza meccanica di 150 biciclette.
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25/03 – Ripristinato l’abbonamento bici+treno in Emilia Romagna

La Regione Emilia Romagna ha ripristinato ufficialmente l’abbonamento bici+treno che era stato annullato alcuni mesi fa. Pur non potendo parlare di passo avanti (si è semplicemente ristabilita una situazione precedente) si tratta di una conferma importante per i pendolari emiliani che viaggiano nella regione accoppiando il treno alla bicicletta.
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5/05 – Veneto sempre più ciclabile: 27 milioni per 308 km di nuove piste

Poche parole per presentare un grande progetto. È molto stringata la nota con cui la Regione Veneto annuncia una decisione importante: lo stanziamento di 27 milioni di euro per la realizzazione di 308 chilometri di nuove piste ciclabili nei prossimi anni.
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21/09 – Bologna, una Tangenziale per le bici

Tutti in sella lungo la nuova infrastruttura ciclabile che abbraccia la città di Bologna: sabato 19 settembre alle 10 del mattino sono partite 10 biciclettate che si sono radunate ai Giardini Margherita per il taglio del nastro della “Tangeziale delle biciclette”.
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25/09 – Apre Dynamo, la prima velostazione di Bologna

Due giorni di festeggiamenti nella città delle Due Torri per Dynamo, la prima velostazione di Bologna, situata in via Indipendenza e inaugurata venerdì 25 settembre.
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2/11 – Massarosa finanzia il bike to work

Incentivare l’uso quotidiano della bicicletta, rimborsando un tot per ogni chilometro percorso pedalando nel tragitto casa-lavoro. Succederà presto a Massarosa, cittadina in provincia di Lucca dove il progetto lanciato dall’Amministrazione comunale troverà applicazione entro la fine del 2015. Il rimborso è stato fissato in 25 centesimi a chilometro, con un tetto massimo di 50 euro mensili.
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14/12 – Stabilità 2016, triplicati i fondi per le ciclabili

Un emendamento alla Legge di Stabilità 2016 dà più risorse alle piste ciclabili. Sabato 12 dicembre la notizia è stata anticipata dall’Agenzia di stampa parlamentare Public Policy: “Passeranno da 33 a 94 milioni in tre anni le risorse per potenziare le piste ciclabili”. Dunque con un emendamento presentato al ddl Stabilità, alla Camera, viene quasi triplicato lo stanziamento inserito nel passaggio al Senato.
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21/12 – Case Cantoniere, ecco il progetto per farle rinascere

Un ritorno al passato che guarda al futuro per riutilizzare le Case Cantoniere, creando valore, turismo e occupazione. Questi gli obiettivi del progetto pilota che il 16 dicembre scorso è stato presentato da Mit, Mibact, Anas e Demanio: quattro realtà che hanno sottoscritto un accordo per valorizzare queste strutture strategiche dal punto di vista turistico, soprattutto quello all’insegna della mobilità dolce, a piedi e in bicicletta.
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22/12 – Riconosciuto l’infortunio in itinere per chi va al lavoro in bicicletta

Dopo oltre un anno e mezzo di battaglie parlamentari è stato approvato poche ore fa in via definitiva il collegato ambientale alla legge di stabilità 2016 che introduce novità importanti per chi si muove in bicicletta.
L’art. 5 del provvedimento titolato prevede infatti la destinazione di 35 milioni di euro ad opera del Ministero dell’Ambiente focalizzati allo sviluppo di iniziative quali il bike to work e il bike to school.
Ma, al di là del finanziamento, l’altra grande novità introdotta da questo provvedimento è il riconoscimento dell’infortunio in itinere per chi si reca al lavoro in bicicletta.
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Un anno da ricordare per la bici

Questa fine anno sta portando buone notizie per chi ama la bici e per chi crede che sua giunto il tempo per puntare, anche in Italia, su mobilità sostenibile e cicloturismo.

Prima di tutto, nella Finanziaria è stato inserito lo stanziamento, per il triennio 2016-2018, di 91 milioni di Euro per il triennio 2016-2018 per il finanziamento di progettazione e realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche, progettazione e realizzazione di ciclostazioni e interventi per la sicurezza della ciclabilità cittadina, con priorità per la Ciclovia del Sole (Verona-Firenze), progetto VenTo (Venezia-Torino), Grab (Roma) e Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese (da Caposele a Santa Maria di Leuca).

In secondo luogo, è stato approvato il “collegato ambientale“: i comuni con più di 100mila abitanti, anche in associazione, potranno presentare progetti per limitare traffico e inquinamento, che il governo finanzierà con 35 milioni di euro complessivi. I fondi saranno destinati a incentivare “iniziative di mobilità sostenibile, incluse iniziative di piedibus, di car-pooling, di car-sharing, di bike-pooling e di bike-sharing, la realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti, anche collettivi e guidati, tra casa e scuola, a piedi o in bicicletta, di laboratori e uscite didattiche con mezzi sostenibili, di programmi di educazione e sicurezza stradale, di riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici”.

Si stanziano 5 milioni l’anno alla Regione-Emilia Romagna per il completamento del corridoio europeo EUROVELO 7, la riqualificazione ad uso ciclopedonale del vecchio tracciato ferroviario dismesso Verona-Bologna.

Grazie a modifiche normative chi usa la bici per andare al lavoro godrà dell’estensione dell’assicurazione Inail in caso di incidente.

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Un anno da ricordare. Video-auguri di Natale della Presidente FIAB.

fiab-onlus.it, 22/12/2013

Il 2015 sarà un anno da ricordare.

Finalmente per la FIAB si raccolgono i primi frutti di un lungo lavoro, con concreti provvedimenti pro mobilità ciclistica.

In video gli auguri di buon natale e felice anno nuovo da parte della Presidente FIAB Giulietta Pagliaccio.

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Più soldi per la ciclabilità?

Speriamo in bene…

Legge di Stabilità: salgono a 94 i milioni stanziati per la ciclabilità

di Michele Bernelli – rivistabc.com, 12/12/2015

Salgono da 33 a 94 i milioni di Euro per la ciclabilità previsti dalla legge di stabilità. Il testo, attualmente in discussione alla commissione bilancio della Camera, è stato integrato da un emendamento proposto dal governo, che “autorizza la spesa” di 18 milioni di euro il 2016, 38 milioni per il 2017 e per il 2018, “per la progettazione e la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche, con priorità alla Verona-Firenze (Ciclovia del Sole), Venezia-Torino (Ciclovia Vento) e Grab (Roma), nonché per la progettazione e la realizzazione di ciclo stazioni e di interventi concernenti la sicurezza della ciclabilità cittadina”.

Entro lunedì la commissione licenzierà il testo definitivo, sul quale sono ancora in corso interventi correttivi: tra questi, proposti da Diego De Lorenzis del Movimento 5 stelle, l’esplicito riferimento, per i fondi alle ciclovie turistiche, alla rete nazionale Bicitalia e ai suoi grandi corridoi (“ci sembra più corretto – precisa il deputato – demandare a decreti attuativi l’individuazione di singole priorità”) e la definizione, per la parte relativa alla ciclabilità cittadina, di obiettivi di crescita percentuale dei movimenti in bici: “per evitare – avverte De Lorenzis – che poi in futuro a qualcuno venga in mente di usare quei fondi per chiudere le buche o per rifare l’illuminazione delle strade”.

Ci si aspetta poi che, una volta in aula, settimana prossima, il governo metterà la fiducia sul provvedimento, per varare la legge di stabilità prima di Natale.

Non dovrebbe cambiare il ‘tesoretto’ dei 94 mila euro. “Sono risorse minime rispetto alle reali necessità del Paese – commenta Giulietta Pagliaccio, presidente Fiab – ma salutiamo con favore quello che consideriamo un passaggio nuovo nelle politiche per la mobilità e le infrastrutture.” Piuttosto, il tema è sempre quello del percorso attuativo: da qui il messaggio rivolto da Fiab al Gruppo Interparlamentare Amici della Bicicletta, che raccoglie deputati e senatori sia di governo che di opposizione sensibili ai temi della mobilità ciclistica. Chiede il loro impegno affinché queste risorse non vengano poi deviate su altre voci considerate più urgenti. Perchè, nota Pagliaccio, “quando si ha a che fare con provvedimenti innovativi come quelli relativi alla mobilità ciclistica, i percorsi non sono mai lineari”. Come dimostrato, solo una settimana fa, dal cosiddetto emendamento targa-bici.

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33 milioni

Io sono molto (ma molto) critica con questo governo. Questa volte (forse) una buona l’ha fatta. O solo promessa? Resto in attesa degli sviluppi, e di fatti concreti.

Trentatré milioni per la mobilità ciclistica: palliativo o inizio di una nuova era?

di Raffaele di Marcello – fiab-onlus.it, 05/11/2015

Trentatré milioni di euro per la progettazione e la realizzazione di ciclovie turistiche, ciclostazioni e interventi per la sicurezza della ciclabilità cittadina. E’ quando dovrebbe stanziare il Governo con la Legge di stabilità 2016 (disegno di legge 2111 non ancora approvato) che all’art. 33, comma 35, testualmente recita:

Per la progettazione e la realizzazione di ciclovie turistiche, di ciclostazioni nonché per la progettazione e la realizzazione di interventi concernenti la sicurezza della ciclabilità cittadina, è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2016, 13 milioni di euro per l’anno 2017 e 15 milioni di euro per l’anno 2018. I progetti e gli interventi sono individuati con apposito decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e, per quanto concerne quelli relativi alle ciclovie turistiche, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Un segnale importante che, però, non risolve il problema della programmazione della mobilità ciclistica nel nostro Paese, né incentiva realmente il turismo in bicicletta.

Va evidenziato, infatti, che un km di percorso ciclabile, secondo la tipologia e i materiali utilizzati, può costare da un mininimo di 30.000 euro ad un massimo di 300.000 euro al km e quindi, facendo i cosidetti conti della serva, con 33 milioni di euro potranno essere realizzati, al massimo, 1.100 km di percorsi ciclabili.

Basta ricordare che l’ultimo, massiccio, finanziamento relativo alla ciclabilità, è quello previsto dalla Legge 366/98, che vide stanziate, in più annualità, somme ben più importanti, con risultati, sul territorio, pari a quasi zero, grazie anche ad una mancata pianificazione degli interventi, mancata pianificazione che portò a finanziare progetti privi di un concetto di rete, spesso poco utili e destinati a non incidere sul complesso sistema della mobilità urbana ed extraurbana.

Ho scritto mancata pianificazione, un termine che, in Italia, spesso è sinonimo di perdita di tempo. Pianificare, per molti decisori politici, equivale a ritardare gli interventi. Bisogna fare, velocemente, possibilmente entro il mandato elettorale, per poi inaugurare, senza preoccuparsi della reale utilità dell’opere, delle sue ricadute sul territorio, della visione globale del problema, visione che facilità la soluzione.

Trentatre milioni di euro, quindi, possono essere tanti o poco, a seconda dell’uso che se ne farà.

Se si utilizzeranno per progettare e realizzare infrastrutture, sono pochi, anzi pochissimi. La solo rete Bicitalia prevede 18.000 km di percorsi ciclabili, certo non tutti su piste ciclabili in sede propria, ma per i quali, ipotizzando un costo minimo a km di 30.000 euro, necessiterebbero risorse per 540 milioni di euro, senza contare le spese per ponti e opere connesse.

Se, invece, verranno utilizzati per pianificare, approvando finalmente una legge nazionale sulla mobilità ciclistica, che abbia risvolti operativi e non solo di indirizzo, modificando il regolamento per la realizzazione dei percorsi ciclabili e il codice della strada, inserendo, finalmente, la mobilità in bicicletta, nella normativa di settore e generale di Stato e Regioni (a proposito, sapete che quasi tutte le Regioni hanno una loro legge sulla mobilità ciclistica? Sarebbe curioso indagare come viene applicata nei singoli territori) dandogli pari dignità delle altre modalità di trasporto, allora potrebbero bastare.

Qualche speranza viene dalle dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, rilasciate in occasione dell’incontro informale dei Ministri europei dei Trasporti, in Lussemburgo, dedicato alla promozione in Europa della mobilità ciclistica.

Il Ministro Delrio, infatti, ha parlato di un Piano Nazionale della mobilità ciclistica affermando che “occorre avere le stesse attenzioni che si ebbero negli anni ’50 per le auto: rendere più sicure le strade, dedicare infrastrutture specifiche e aree sosta alle bici, per realizzare servizi dedicati e di interscambio con altri mezzi di trasporto” e sottolineando che  “oltre alle infrastrutture urbane, stiamo lavorando per sostenere una rete ciclabile nazionale per una mobilità cicloturistica”.

Pianificare, quindi, prima di realizzare, e creare reti, non solo di percorsi (Bicitalia in primis), ma di azioni, coordinando le norme e le politiche relative alla mobilità, alla salute pubblica, alla valorizzazione del nostro patrimonio turistico e culturale (si veda il
il Decreto ArtBonus, convertito nella Legge 29/07/2014 n.106), alla tutela dell’ambiente, comprendendo, finalmente, che la ciclabilità è materia trasversale, e non si può esaurire nella realizzazione, seppure auspicabile, di qualche km di ciclabile.

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