viaggi

Il treno dei fiordi

In viaggio sul treno che percorre i fiordi norvegesi

(Quasi quasi lo metto nella lista dei desideri…)

helloworld.it, 04/01/2017

Scegliere il giusto mezzo di trasporto è già metà dell’opera per godersi al meglio le magnifiche ambientazioni della Norvegia. Del paese scandinavo, avevamo attraversato in macchina il tunnel di Laerdal, la galleria più lunga del mondo nota per la sua speciale illuminazione; vogato in kayak insieme al fotografo Tomasz Furmanek per scoprire le spettacolari isole Lofoten; attraversato a piedi i suoi luoghi più incontaminati. Esiste, però, un’altra alternativa: Flåmsbana, un treno dai vagoni verdi che passa in mezzo ai famosi fiordi Norvegesi.

Nello specifico, la ferrovia di Flåm è un collegamento della linea Oslo-Bergen. Parte dalla cittadina di Myrdal e arriva fino a quella di Flåm. Si tratta di un percorso tanto spettacolare quanto di difficile manutenzione. La storia della sua realizzazione ne è la conferma. Iniziati nel 1923, i lavori per la messa a punto dei binari durarono circa un ventennio, a causa delle tante difficoltà orografiche e meteorologiche.

Da allora ne è passato di tempo: oggi il treno di Flåm è una delle maggiori attrazioni turistiche norvegesi. Questo perché la ferrovia attraversa lo scenario della costa ovest del paese, permettendo a chi è seduto comodamente su un vagone di poter osservare dal finestrino anche le diverse cascate tra i suoi fiordi.

Osservare il contesto naturalistico sul treno è un’esperienza rilassante: può essere fatta con tutta calma. Uno dei principali motivi consiste nel fatto che la linea raggiunge al massimo i 40 Km/h permettendo a qualunque turista di scattare anche delle belle fotografie. Il motivo principale della velocità ridotta, però, è più di tipo logistico. Il percorso, infatti, è in ascesa costante: la pendenza varia dal 28 al 55 per mille durante gli oltre 20 chilometri di viaggio.

Se stai pensando di organizzare un weekend lungo in Norvegia, ti consigliamo di provare questa esperienza. D’altronde la consiglia proprio la prestigiosa Lonely Planet, che nel 2014 l’ha inserita tra “i 10 migliori viaggi in treno da sperimentare in Europa.”

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La Lapponia di Babbo Natale

internazionale.it, 23/12/2016

Come ogni anno, in un villaggio della Lapponia, fervono le attività: gli aiutanti di Babbo Natale sono impegnati a ordinare le pile di lettere spedite qui dai bambini di tutto il mondo. Il villaggio di Babbo Natale, che si trova nella capitale della regione, Rovaniemi, in prossimità del circolo polare artico, fu costruito nel primo dopoguerra. Da quel momento è diventato il principale centro natalizio della Lapponia e una delle attrazioni più visitate dei paesi nordici.

Durante questo periodo, ogni giorno, circa 32mila lettere vengono recapitate al villaggio; lo scorso anno ne sono arrivate 500mila in totale. La maggior parte arriva dalla Cina, dalla Polonia, dall’Italia, dal Regno Unito e dal Giappone. Migliaia di visitatori approdano a Rovaniemi nelle settimane prima del 25 dicembre per incontrare Babbo Natale, le sue renne e per godersi l’atmosfera magica, immersi nella neve. Il turismo della Lapponia contribuisce in modo sostanzioso all’economia finlandese: tra gennaio e ottobre 2016 si sono registrate più di due milioni di presenze.

Le foto (QUI la galleria completa) sono state scattate da Pawel Kopczynski, fotografo della Reuters, nel dicembre del 2016.

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Marco torna sulle Ande

Marco torna sulle Ande, cicloviaggio di 3 mesi in Sud America

di Marco Borgonovo – bikeitalia.it, 15/01/2016

Come si fa in questi casi, un ciao a tutti i lettori di Bikeitalia! Mi chiamo Marco Borgonovo e vi scrivo da San Miguel de Tucuman, nel centro-nord dell’Argentina.
Mi trovo ancora qui, ai piedi delle Ande, perché fondamentalmente sono un romantico. Nel gennaio 2012 mi ritrovai qui, in questa sconosciuta città, per comprare una bici e iniziare a pedalare verso Sud, verso la fine del mondo, Ushuaia, 4.700 km per un un viaggio indimenticabile.

Ora, 4 anni dopo, con lo stesso spirito – e con la stessa bici! – ma con tanta esperienza in più vorrei, anzi, voglio ripartire in su, verso Nord, attraverso Bolivia, Perù, Ecuador e Colombia, dove a Bogotà fra 3 mesi, ho già più o meno un aereo che mi aspetta per tornare.

Non ho pianificato il viaggio come forse bisognerebbe fare in questi casi perché, come l’altra volta, lo voglio vivere appieno, alla scoperta: forse perdendomi qualcosa di irripetibile e ineguagliabile, ma dall’altra con quel sapore di novità che per 90 giorni vivrò sulla mia pelle, nel bene e nel male. Voglio parlare, conoscere, e giorno dopo giorno decidere il mio futuro: questa è la mia visione di cicloturismo.

Detto ciò, non ho ancora iniziato a pedalare e il mio viaggio comincerà con una visita per la Valle del Tafi: si trova a circa 200 km a ovest di Tucuman ed è famosa per la ricchezza dei paesaggi che contrastano con l’aridità tucumana. Già la volta scorsa non c’ero andato – a causa del tempo a disposizione, ahimè troppo poco – e a questo giro non voglio che ricapiti la stessa cosa, quindi ho deciso di caricare la bici sul bus e dopo 2 ore sarò a 2.000 metri di altezza immerso nel verde, per iniziare a pedalare bello bello in discesa in direzione di Salta, che dista circa 330km a Nord.

Dopodiché so solo che la gloriosa catena montuosa delle Ande disegnerà fino a Bogotà la mia retta via.

Bene, questo per il momento è tutto. Se vi va di approfondire, su Instagram ci sarà un piccolo diario di viaggio fotografico, altrimenti ci risentiamo qui su Bikeitalia tra un po’, quando il mio viaggio sarà partito e io avrò iniziato a sudare.

Ciao a tutti!

Marco.

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Resoconto del 25/01/2016

Resoconto del 16/02/2016

Il diario di Marco QUI

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Girovagando il mondo

A chi non piacerebbe mollare tutto e fare il giro del mondo? Beh, questo ragazzo lo ha fatto. E non si è più fermato. L’articolo è dello scorso anno, ma se andate sul blog di Carlo potete vedere i nuovi posti che ha visitato.

Intervistiamo… Carlo Taglia, del blog ‘Girovagando il Mondo’

Un italiano, un sogno e nessun aereo: 528 giorni, 95450 km e 24 nazioni. Il giro del mondo di Carlo è stato completato il 18 Marzo 2013.

di Alessandra Turco – intermundial.it, 31/10/2014

Carlo, autore del blog Girovagando il Mondo e del libro Vagamondo, è un giovane torinese che, nel 2011, decise di mollare le sicurezze di una vita tranquilla per realizzare il suo sogno: fare il giro del mondo senza aerei.

Oggi, dopo aver compiuto la sua missione, continua a scrivere nel suo blog le sue esotiche avventure. Chiaccheriamo con lui da Chiang Mai, Thailandia, dove sta facendo un corso di massaggi tradizionali thailandesi e si prepara per il suo prossimo destino: Myanmar.

Carlo, a 26 anni hai deciso di mollare tutto e di partire all’avventura. Cosa ti ha spinto a compiere questo passo?

Un forte malessere nei confronti della società materialista e consumista in cui stavo crescendo. Un’irrequietezza di fondonella classica e schematica vita che ci insegnano a vivere. Il desiderio di dedicare gli anni migliori della mia vita ad un’esperienza straordinaria come il viaggio. La sete di conoscenza e verità. Ma soprattutto, l’esigenza di dare un senso più profondo alla mia vita.

Hai deciso di viaggiare senza aerei, perché?

Dopo varie esperienze di viaggio mi sono reso conto che più è complicato il viaggio e più hai da imparare. Così ho deciso di affrontare un’ esperienza particolare per mettermi alla prova ogni giorno in situazioni nuove e imparare ad adattarmi a quello che trovavo sulla strada. Ma anche per vedere il mondo cambiare lentamente davanti ai miei occhi, per condividere lunghi viaggi con le popolazioni locali. Conoscere le reali dimensioni di questo stupendo pianeta.

Quali paesi hai visitato e quale quello che di più ti ha conquistato?

Il viaggio senza aerei è iniziato in Nepal. Poi India, Sri Lanka, Malesia, Thailandia, Cambogia, Vietnam, Cina, Corea del Sud. Da un mercantile per attraversare l’Oceano Pacifico in 22 giorni e arrivare in ColombiaEcuador, Perù, Bolivia, Cile,Argentina e Brasile. Un altro mercantile fino alla Spagna, Francia, Belgio, Germania, Polonia, Ucraina e Russia dove ho concluso con il treno transiberiano fino all’ultima stazione davanti al Giappone, Vladivostok. Tanti paesi mi sono rimasti nel cuore ed ognuno per ragioni diverse. Ma quello che ha lasciato di più il segno è stato l’India.

Come ti trovi viaggiando da solo? E’ una tua scelta o, a volte, ti manca un compagno di viaggio?

Sono 9 anni che viaggio da solo. Appena ventenne mi sono reso conto che se aspettavo gli altri non avrei combinato nulla nella vita e così mi son detto perché non iniziare da solo. Da lì ho scoperto un’esperienza di viaggio straordinaria perché molto introspettiva. Ho conosciuto me stesso profondamente e mi sono aperto a 360 gradi al mondo. Per me il vero viaggio è solitario perché non bisogna avere nessun freno o limite creato da un compagno. In ogni caso dopo 10 anni di viaggio solitario non sarebbe male trovare un giorno anche un adeguata compagna con cui condividere tutto ciò. Ma solo se con un profondo spirito di adattamento se no rimango nella mia serena solitudine.

‘Vagamondo’, il tuo primo ‘diario di viaggio’, sta riscuotendo un enorme successo. Te lo aspettavi?

Sinceramente il libro è nato senza troppe aspettative. Ho pensato mal che vada rimarrà un diario di viaggio ricordo per me. Invece mi sono ritrovato per settimane e mesi tra i bestseller nel mio paese davanti ad un maestro come Terzani e in un annno ho venduto 4000 di copie. Ho già vinto un premio letterario. Per un libro autoprodotto in vendita solo sul web e senza nessuno che mi aiuta a promuoverlo mai avrei osato sognare un tale successo, anche se sono un sognatore.

Un’avventura durante il viaggio che ricordi con simpatia?

I ricordi più belli derivano dalle esperienze nella natura estrema. Come quando ho raggiunto la vetta del vulcano Misti in Perù a 6000 metri. Eravamo partiti in 5 poi gli altri si son sentiti male per il mal di montagna. Ho deciso di proseguire da solo e quando sono arrivato in vetta a fianco del vulcano fumante è esplosa dentro me una gioia incontenibile, urlavo e piangevo di felicità. Ho fatto un video lassù che ogni volta che rivedo mi strappa un sorriso straordinario.

Cosa non puoi non portare sempre con te durante i tuoi viaggi?

I tappi per le orecchie, un buon libro e tanta buona musica da raccogliere in giro per il mondo. Ma i tappi sono assolutamente ciò che conta di più per me. Per dormire nei pullman, nelle stazioni, in camerate di ostelli o a volte anche per strada nel caos delle città avendo il sonno leggero i tappi sono fondamentali. I libri e la musica sono degli ottimi compagni per i viaggiatori solitari.

Cosa cosiglieresti a chi, come te, sente il bisogno di partire?

Assolutamente di farlo. Non importa come, ma di trovare una soluzione per farlo. Se si sente il richiamo della strada lo si deve seguire. Ognuno di noi ha una situazione di diversa, infatti può essere un progetto a breve o a lungo termine, ma bisogna coltivarlo giorno per giorno per arrivare a realizzarlo. L’importante è non avere paura e fare il primo passo, perché una volta fatto si apriranno porte e portoni che ora non potete neanche immaginare. E sarà straordinario, ve lo posso assicurare. Buona vita a tutti!

Buon viaggio, Carlo!

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