Articoli con tag: Prov. Milano

Campionissimo me: Fausto Coppi per un giorno

Upcycle Milano Bike Cafè organizza la sfida tutta personale per essere Coppi per un giorno: CAMPIONISSIMO ME la pedalata non competitiva di 100 km – con salita finale – per raggiungere Castellania (AL), città natale del Campionissimo.

Si parte da Upcycle Bike Cafè insieme o a gruppetti per raggiungere Castellania dove i ciclisti verranno accolti da una grande festa, dal Circolo Velocipedistico Alessandrino e dal Sindaco di Castellania, Sergio Vallenzona, che aprirà le porte ai luoghi intimi della vita di Fausto e allestirà, in collaborazione con la Camera di Commercio di Alessandria, un ristoro gourmet con Salame Nobile del Giarolo, formaggio Montebore, vino Barbera e Timorasso, torte e focaccia novese.

I ciclisti potranno visitare la casa-museo Coppi, inoltre potranno passeggiare per il borgo, il mausoleo a Fausto e Serse e il centro documentale.

Programma

  • Ritrovo da Upcycle dalle ore 7:30
  • Partenza alla francese dalle 8 alle 8:30
  • Arrivo a Castellania entro le 14:00

CAMPIONISSIMO ME ha un unico percorso di circa 100 km su strada asfaltata, sono previsti circa 2 km su strada bianca. Il percorso è pianeggiante, solo gli ultimi km prevedono salita per arrivare a Castellania, a 400 metri di quota.

Ogni partecipante dovrà seguire le indicazioni del Road Book o la traccia GPS che verrà inviata via mail a tutti gli iscritti durante la settimana dell’evento.

Non sono previsti ristori lungo il percorso ma un ristoro finale a Castellania.

Il ritorno a Milano sarà gestito in autonomia dai partecipanti, i ciclisti potranno prendere un treno dalle vicine stazioni di Tortona oppure Voghera. Oppure tornare a Milano in bici.

Partecipazione

La partecipazione è aperta ai ciclisti iscritti e affiliati ad Associazioni Sportive e ai ciclisti individuali con discreto livello di allenamento.

L’iscrizione è obbligatoria entro la mezzanotte di giovedì 4 maggio 2017 o fino al raggiungimento massimo di 100 iscritti.

Per iscriverti devi leggere e accettare il REGOLAMENTO su www.upcyclecafe.com

La quota di partecipazione è di 15€. Comprende:

  • ROAD BOOK del percorso e GPS traccia del percorso;
  • colazione da Upcycle;
  • ingresso alla Casa-Museo Coppi;
  • ristoro gourmet a Castellania;
  • Assicurazione.

Come iscriversi:

  1. puoi mandare una email a events@upcyclecafe.com con i tuoi dati: NOME, COGNOME, CODICE FISCALE, INDIRIZZO COMPLETO DI RESIDENZA, PROFESSIONE e allegare ricevuta versamento bonifico bancario di 15€ “CAUSALE: Quota CAMPIONISSIMO ME” intestata a UPCYCLE SRL, IBAN IT44K0306909495100000000872.
  2. oppure puoi iscriverti direttamente presso Upcycle Bike Cafè via Ampere 59, Milano.

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La Ciclovia Olona Lura tra le Brezze della Città Metropolitana di Milano

Il bando Brezza 2 è disponibile sul sito della Fondazione Cariplo.

Ciclovia Olona Lura

Giovedì 16 marzo alla Città Metropolitana di Milano si è svolto il convegno “La Mobilità Ciclabile Metropolitana riparte da una Brezza“, con il quale sono stata presentati i quattro studi di fattibilità che incrociano li territorio della Città Metropolitana sul Ticino, Adda, Lambro ed Olona Lura.

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La velostazione di Cassina de’ Pecchi

comunivirtuosi.org, 15/01/2017

Grazie al Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, Cassina de’ Pecchi (MI) avrà una velostazione da 60 posti, interamente finanziata da un contributo europeo, ubicata in prossimità della fermata MM2 e dedicata interamente alle biciclette, dotata di alcuni servizi complementari, sia gratuiti che a pagamento ed è la soluzione ottimale per tutti coloro che raggiungono la stazione ferroviaria in bicicletta e che, dopo aver lasciato il proprio mezzo in una struttura coperta e sicura, possono accedere direttamente ai binari.

Il progetto si va ad aggiungere a quello già approvato della riqualificazione della stazione della metropolitana, che prevede l’installazione di ascensori per agevolare la mobilità per quelle persone con difficoltà motorie, e sarà finanziato da un contributo europeo da 600mila euro.

Cos’è la velostazione?

La velostazione è un luogo in cui può essere lasciata la bicicletta in modo protetto, una specie di parcheggio gratuito in prossimità di fermate metropolitane o stazioni ferroviarie, il deposito del proprio mezzo è gratuito ed è consentito alle sole persone autorizzate, previa registrazione, accessibile con la tessera sanitaria regionale e ogni ingresso viene filmato. Inoltre, un allarme collegato direttamente alle forze dell’ordine protegge la velostazione anche di notte. Quindi, niente più brutte sorprese al rientro dal lavoro ….

Molto diffuse nei Paesi Bassi, Germania, Danimarca, non sono in alternativa alla semplice sosta biciclette in spazi liberi (rastrelliere o tettoie), di solito nelle immediate adiacenze di stazioni e capolinea, ma rappresentano un servizio “a valore aggiunto” che rafforza i vantaggi della mobilità combinata fra bicicletta ed altri mezzi di trasporto e la incentivi.

In Lombardia già presenti a San Donato, Sesto S. Giovanni, Cesano Maderno, Monza e due a Bollate, in Martesana l’esempio più recente è quello di Melzo, di fronte alla stazione dei treni, dotato di uno spazio riservato al parcheggio bici e una parte dedicata all’officina di riparazione dei velocipiti.

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Lungo il Naviglio Grande

naviglio grande
Il Naviglio Grande è stato realizzato intorno al 1177 e reso navigabile nel 1272, prende acqua dal Ticino dall’altezza di Lonate Pozzolo (Cascina Tornavento), scende fino ad Abbiategrasso e da qui devia verso Milano, fino alla Darsena. E’ privo di conche, per la sua realizzazione è stato infatti sufficiente sfruttare la pendenza naturale del terreno.

Su queste acque sono passate le merci più svariate, dai prodotti agricoli al marmo di Candoglia utilizzato per il Duomo di Milano, e lungo le sue rive sono state costruite le ville di campagna di nobili famiglie milanesi. Su wiki potete trovare la storia del Naviglio.

Di articoli che parlano della ciclabile lungo il Naviglio ce ne sono parecchi, sia su cartaceo che on line (per esempio qui), quindi non sto a ripetere le stesse cose. Vorrei però riportare alcuni spunti e curiosità legati ai miei “giringiro” fra la presa sul Ticino e Abbiategrasso, dato che ho abitato in zona per alcuni anni e qui ci venivo spesso, sia per fare pedalate tranquille sia per chiudere l’anello con percorsi sterrati nel Parco del Ticino o per delle manifestazioni podistiche.

Il tratto fra Tornavento e Turbigo

Quando l’ho percorso io, questo tratto era praticamente senza acqua. Onestamente non so in che periodo dell’anno venga tenuto asciutto, però è interessante percorrere questo tratto perché si passa vicino alla vecchia dogana austriaca (zona Tornavento, dove c’è un centro parco) e si arriva fino alle bocche di presa sul Ticino.

Il Naviglio e il Canale Industriale

Nel tratto fra la presa sul Ticino e Turbigo il Naviglio è affiancato da un canale artificiale realizzato degli anni venti ad una quota più elevata rispetto al naviglio. Questo canale “ospita ” alcune centrali idroelettriche, quella appena a sud di Vizzola Ticino è molto particolare per le strutture di scarico dell’acqua, che sembrano quasi gli scivoli di un parco acquatico.

All’altezza di Turbigo l’acqua viene reimmessa nel Naviglio.

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Sfioratore centrale elettrica lungo il Canale Industriale

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Opere idrauliche all’altezza di Vizzola Ticino

Nella zona di Vizzola inoltre è bello scorrazzare in mtb lungo le rive del Ticino.

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Il Ticino nei pressi di Vizzola

Il Canale Industriale e il Villoresi

Per un lungo tratto Villoresi e Canale Industriale corrono paralleli, ed è seguendo le alzaie di questi canali che si arriva al Ticino e, da qui, a Sesto Calende e al Lago Maggiore. E’ la zona di Malpensa (per fortuna il rombo degli aerei si sente poco, a differenza di Turbigo, più a valle, che è proprio sotto la rotta di atterraggio), della pista di collaudo della Pirelli, di Caproni (quello degli aerei). Per chi fosse…interessato, Villa Caproni viene utilizzata per ricevimenti, soprattutto matrimoni.

Zona di boschi, che proseguendo verso Nord porta al lago Maggiore passando nei pressi di Golasecca: vi ricordate qualcosa delle lezioni di storia, o meglio di preistoria, delle elementari?

Il Naviglio e il cinema

“Ma che bella giornata”, una scena del film

Se avete visto il film di Checco Zalone “Che bella giornata” avete notato un canale, un ponticello, le ciminiere di una centrale termoelettrica. Parte delle riprese sono state infatti realizzate a Turbigo.
Anche la casa in cui sono state girate alcune scene, tra cui quella della cena all’aperto, sono state girate in una casa molto particolare che si trova lungo il naviglio, nei pressi di Cuggiono.

Kayak!

Prima citavo la centrale di Turbigo. Obiettivamente, è un obbrobrio. Questo catafalco con alte ciminiere bianche e rosse, in un contesto decisamente gradevole, dove natura e opere umane hanno saputo ben integrarsi, è decisamente un pugno nello stomaco. Però in corrispondenza di questa centrale ci sono…le rapide!

Allora: il naviglio qui compie un salto. C’è un piccolo sbarramento che crea una forte corrente che viene sfruttata dagli appassionati di canoa. Si ritrovano sull’Alzaia con le loro canoe per remare controcorrente in questi pochi metri di canale.

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Castelletto di Cuggiono

Robecco e la cuccagna

A Robecco sul Naviglio la classica cuccagna ha una sua declinazione alternativa. Non bisogna arrampicarsi, ma camminare su un palo orizzontale installato sul naviglio, e chi cade si fa una bella nuotata (e l’acqua è freddina). L’iniziativa viene organizzata generalmente a inizio settembre, ma eventi analoghi si svolgono anche presso altri centri della zona (ad esempio a Boffalora, in occasione della festa patronale)

Cassinetta e il consumo di suolo

Cassinetta di Lugagnano ha fatto scuola.

Ha resistito, in piena bolla immobiliare e pre-Expo, alle pressioni dei costruttori, grazie anche, e soprattutto, ad un sindaco lungimirante che ha prima fatto rinascere il borgo e successivamente, in scadenza di mandato, ha proposto un PGT a consumo di suolo zero, stravincendo le elezioni successive.

Domenico Finiguerra è infatti un ambientalista e insieme alle comunità della zona si sta battendo da anni contro un collegamento stradale di cui nessuno comprende l’utilità, e che andrebbe ad insistere su terreni ricadenti nel Parco del Ticino, a ridosso di aziende agricole che fanno del biologico e del recupero di colture dimenticate il loro punto di forza. In questa zona si produce infatti la farina “11 grani antichi”: ad un convegno ho assaggiato un pane preparato con questa farina e cotto ne forno a legna… beh, io una cosa così buona non l’avevo mai assaggiata…

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Cassinetta di Lugagnano (la casa ideale)

Vedi anche

Reportage dal sito viagginbici.com

ABBIATEGRASSO SESTO CALENDE: alla scoperta dell’hinterland milanese

Abbiategrasso – biforcazione con Naviglio di Bereguardo

ABBIATEGRASSO SESTO CALENDE: alla scoperta dell’hinterland milanese

Cassinetta di Lugagnano

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Le campagne di Morimondo

Domenica 18 settembre: in bici o a piedi, alla scoperta delle campagne di Morimondo

fiab-onlus.it, 30/08/2016

Milano, 27 agosto 2016 – Fondazione Sviluppo Ca’ Granda (istituita nel 2015 dal Policlinico per gestire e valorizzare i propri cospicui beni rurali) per la prima volta apre le porte del patrimonio rurale dell’Ospedale Maggiore di Milano, invitando tutti domenica 18 settembre a scoprire la bellissima campagna di Morimondo. La partecipazione è gratuita. Si richiede soltanto la registrazione online su www.fondazionesviluppocagranda.it/la-strada-dei-5-colori/ . L’evento è in collaborazione con FAI, FIAB e Trekking Italia.

La prosperità delle terre dell’Ospedale Maggiore di Milano è sempre stata nota, ma non altrettanto la sua bellezza, ammirata solo dalle generazioni di agricoltori che vi hanno lavorato. Per la prima volta domenica 18 settembre, tutti avranno la possibilità di attraversare la florida campagna di Morimondo, immersa nel parco del Ticino e donata al Policlinico nel 1561 da papa Pio IV.

Scegliendo l’itinerario in bicicletta o quello a piedi, verranno proposte 12 tappe naturalistiche e storiche. Si scopriranno in particolare: risorgive; fontanili; marcite; le conche del Naviglio di Bereguardo; le antiche cascine con i relativi oratori e il borgo di Fallavecchia. Lungo il percorso illustrato dagli esperti volontari del FAI-Delegazione Milano e di Trekking Italia, due proposte pensate in particolare per i bambini e offerte a tutti gratuitamente: un giro in canoa nelle acque del Ticino, oltre a un giro in calesse e al cosiddetto “battesimo della sella”.

Sia l’itinerario in bici che quello a piedi saranno accessibili in qualsiasi momento, dalle 9.30 alle 18. Per chi desiderasse fermarsi nell’ora del pranzo, in alternativa al picnic, presso la Cascina Lasso sarà possibile gustare prodotti caserecci e genuini. Inoltre, si potrà noleggiare la bici in loco, previa prenotazione sul modulo online.

Sul sito della Fondazione Sviluppo (www.fondazionesviluppocagranda.it/la-strada-dei-5-colori/) è già disponibile il depliant che verrà distribuito ai partecipanti all’evento, così da anticipare fin d’ora una sintetica descrizione delle tappe proposte, la cartina dettagliata dell’intero percorso e la possibilità di segnalare il proprio interesse per i servizi sopra citati (pranzo, noleggio bici, giro in canoa, calesse e battesimo della sella). Da oggi, ogni giorno sulla pagina facebook www.facebook.com/Fondazione.Sviluppo.Ca.Granda verranno pubblicate anticipazioni video e foto dei punti di maggior interesse del percorso.

Obiettivo del Presidente della Fondazione Sviluppo Ca’ Granda è che l’iniziativa del 18 settembre sia la prima di una lunga serie. Così che la straordinaria opera dei Benefattori della Ca’ Granda, dai quali proviene il cospicuo patrimonio rurale del Policlinico, sia sempre più per tutti.

Per ulteriori informazioni: www.fondazionesviluppocagranda.it

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Explorando da Milano a Torino

Explorando da Milano a Torino, in bici lungo il Canale Cavour

bikeitalia.it, 25/05/2016

Un percorso di 229 chilometri per pedalare immersi nella natura e lontani dal traffico motorizzato, alla scoperta del territorio tra Milano e Torino, ricco di storia e paesaggi: dove architettura e agricoltura creano scorci unici. Dal 2 al 5 giugno 2016 il Comitato di Explorando– composto dai due parchi regionali piemontesi del Ticino e Lago Maggiore, e del Po e Collina torinese, dall’Associazione Irrigua Ovest Sesia e dall’Associazione Irrigua Est Sesia – propone per il terzo anno la sperimentazione di un itinerario cicloturistico di quattro giorni trak Milano e Torino aperta a tutti.

Il percorso sperimentale scorre lungo il Canale Cavour, collegando i sopracitati due parchi – entrambi siti UNESCO Riserve della Biosfera MaB (Man and Biosphere, Uomo e Territorio,ndr), e l’area metropolitana di Milano lungo i Canali Irrigui. Un progetto nato dal comitato per sensibilizzare istituzioni, cittadini e imprese per realizzare la ciclovia del Canale Cavour. L’itinerario passa per le alzaie dei canali irrigui che percorrono la pianura fra Piemonte eLombardia, tra Po e Ticino. Un’unione possibile in particolare lungo un tracciato di oltre 80 km del Canale Cavour, fatto costruire a metà Ottocento da Camillo Benso Conte di Cavour, normalmente quasi tutto chiuso alla fruizione pubblica.

La terza edizione di Explorando, nel 150° della realizzazione del Canale Cavour, giungerà quest’anno a Torino per la prima volta dopo quattro giorni di pedalate con 12 visite guidate speciali fra il Ticino, Vercelli e le città lungo il Canale e il Po e 229 km complessivi di percorso. Il gruppo di oltre 40 esploratori accompagnati dai partecipanti al raduno Nord Ovest di Fiab con circa 50 iscritti, giungerà a Torino in Porta Nuova/piazza Carlo Felice, ospiti il 5 giugno – nella giornata Mondiale dell’Ambiente e nel Green Week della Città di Torino – del Gazebo di Giardino Forbito.

Explorando è anche un’occasione per promuovere il cicloturismo in Italia: d’altra parte ovunque in Europa le piste ciclabili sono diventate il vero tessuto connettivo, l’alternativa ecologica ed economica alle quattro ruote. Un’iniziativa nata per sensibilizzare enti, territorio, opinione pubblica sull’importanza di questo progetto: in particolare grazie al recentissimo intervento della Regione Piemonte, i primi 2 milioni di euro sono stati stanziati per avviare la realizzazione della ciclovia del Canale Cavour che collegherà Torino a Milano lungo una via a bassa velocità nel quadro delle azioni di turismo sostenibile.

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Tratti di primavera fra campi urbani

Due ruote: Tratti di primavera fra campi urbani

di Roberto Schena – ilcielosumilano.it, 24/04/2016

Non fa caldo, non fa freddo, non ci sono ancora zanzare. La Primavera, iniziata da un pezzo, è la stagione ideale per prendere le due ruote ed esplorare i dintorni di Milano. Io qui suggerisco un’ampia area dove sono possibili diversi percorsi, interamente in campagna, tra i meno conosciuti e frequentati, eppure molto interessanti, con spunti di paesaggio davvero notevoli, luoghi dove s’imparano molte cose. Vale anche per  chi ama il trekking urbano, ovverosia la “scarpinata a piedi”,  pratica sempre più diffusa, in verità. Si tratta di una forma di turismo “vagabonding”, libera e ricca di sorprese, adatta a tutte le età, senza un particolare allenamento preventivo e di grande beneficio per gambe e salute.

Su due ruote fra sentieri circondati da alberi secolari

Questa proposta riguarda un territorio che va dalla Valle del Ticinello  alle abbazie di Mirasole e Chiaravalle,passando per Selvanesco e Ronchetto delle Rane. Ma è possibile una deviazione verso est: Selvanesco, Quintosole, Macconago. Va bene per chi ama piante in fiore, odore dell’erba, cascine di ogni dimensione e forma, chiesette seicentesche, abbazie medievali, antichi borghi, rogge ed estesi campi, a perdita d’occhio (cosa non frequente a Milano). È uno dei due o tre paesaggi integri rimasti a Milano, interamente nella fetta milanese del Parco Sud.

Antiche, strette strade campestri, oggi asfaltate ma sono ancora quelle segnalate nel catasto teresiano del XVIII secolo

In altri termini, a Milano, incredibile ma vero, si può arrivare alle abbazie di Chiaravalle o di Mirasole percorrendo interi chilometri, da via Ripamonti o da via dei Missaglia, senza vedere un’auto, o vedendone pochissime,  circondati da un paesaggio non troppo dissimile da quello secolare conosciuto dai nostri avi. I milanesi non sanno che la loro città è il secondo comune agricolo d’Italia, con diverse cascine ancora attive e che devono affrettarsi a goderne perché questi terreni prima o poi spariranno sotto il cemento, se non li difenderanno.

Non resta che immergersi nel parco del Ticinello, con i suoi alberi bisecolari, più vecchi dell’unità d’Italia, dovrebbero essere dichiarati monumento nazionale; le cascine Campazzo e Campazzino, la prima anche frequentabile, nel senso che la gente è benvenuta se entra a vedere gli animali e la corte. Ci sono poi i borghi di Selvanesco, purtroppo non frequentabile (si può vedere solo da fuori), di Quintosole e Macconago, autentici ecomusei incompresi da palazzo Marino, nonché dei Tre Ronchetti, che invece sono  percorribilissimi al loro interno.    Vi troverete in compagnia dei  tralicci dell’Enel, adibiti al trasporto della corrente elettirica,  è vero che simili giganti stonano moltissimo, ma se non altro sono il segno inequivocabile che vi trovate in una finis terrae. Gran posto per le vostre fotografie, qui intorno sono venuti alcuni dei più grandi  professionisti, come Berengo Gardin, a realizzare scatti tra i più magici (e talvolta inquietanti) mai realizzati a Milano. Le due ruote correranno, o i piedi cammineranno, alternando antichi sentieri sterrati a strette strade segnatale dal catasto teresiano nel XVIII secolo, oggi asfaltate ma rimaste a corsia unica, talmente strette che in molti tratti è impossibile per due auto potersi affiancare o superare.

Campazzino

La proprietà dei terreni è interamente in mano alle banche;  li hanno acquisiti dal fallimento del costruttore Salvatore Ligresti, al quale in passato è stato consentito di tutto, compreso la distruzione di interi campi agricoli per la costruzione di torri e palazzi a uso ufficio… mai utilizzati! Il “tour” è interessante anche perché si possono vedere questi scempi. Purtroppo noterete anche qualche accumulo di rifiuti abusivamente scaricati, sono zone poco frequentate prive di controllo e c’è chi ne approfitta. Voi prendete nota, fotogratate e segnalate all’Amsa, in genere dopo pochi giorni avviva a pulire. Ma scrivete anche a sindaco, assessori e giornali rimproverandoli per il loro incivile disinteresse. Vediamo se le banche, oggi proprietarie dei campi agricoli residui di Milano vogliono e possono proporre il risanamento e la valorizzazione dell’ambiente ai fini di un pregiato turismo urbano, unico nel suo genere, nella terra considerata la più fertile d’Europa.

Campazzo, retro

Un consiglio: portatevi acqua e panini. Non ne troverete lungo tali percorsi, i posti sono davvero un po’ fuori dal mondo in cui siete abituati a vivere. Non c’è un bar a ogni angolo e sappiate che non ci sono nemmeno panchine per sedersi. Ristoranti ce ne sono e anche di buoni e tradizionali, ma attenti perché trattandosi in genere di attività di ristorazione destinate a clientele speciali, amanti della cucina milanese,  non sono alla portata di tutte le tasche, il conto è quasi sempre sui 40 Euro, se non di più. Purtroppo le vecchie trattorie dove si mangiava bene spendendo poco sono ormai rare in tutta Milano.  Girare in bicicletta in questi luoghi è un po’ come dare la caccia al tesoro: ogni volta che si scopre un luogo c’è l’indizio per la tappa successiva: un filare di alberi, una roggia, un’indicazione scritta, la punta di un campanile che emerge in prospettiva… Uno sport più low cost di così forse non esiste.

Selvanesco

Quintosole, casino di caccia del XV secolo

Il torrione di Chiaravalle e i binari ferroviari dismessi che dovrebbero, forse, un giorno, diventare pista ciclabile

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L’Adda di Leonardo

L’Adda di Leonardo: storia e natura tra Lecco e Milano

naturtecnica.com, 26/10/2015

Pedaliamo sulla ciclabile dell’Adda

Guardate questo video girato con un drone sull’Adda e scoprite cosa vedrete se andrete a pedalare sulla ciclabile tra Lecco e Milano: un meraviglioso mix di natura e storia plasmato dalla mente del genio di Leonardo da Vinci.

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Da Varese al Duomo di Milano, la prova dei Craziers

In mtb lungo la ciclabile dell’Olona

Ciclovia Olona Lura

Il gruppo di mountain bikers “The Craziers Varese” ha percorso metà della Ciclovia Olona Lura da Varese a Milano lungo la Valle Olona, percorrendo il tratto che sarà a breve presentato nello studio di fattibilità e che in gran parte è già praticabile. Un itinerario che non presenta grandi difficoltà ma che sfortunatamente ancora oggi difetta di continuità, di una visione territoriale globale e di una condivisione di intenti. Leggete il loro racconto…

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Meglio tardi che mai…

La ciclabile sì, ma dopo l’Expo

bikeitalia.it, 20/11/2015

Meglio tardi che mai: pochi giorni fa è stata inaugurata la pista ciclopedonale di Nova Milanese, un percorso green scelto e finanziato dalla Regione Lombardia per raggiungere in maniera ecologica Expo 2015. L’apertura al pubblico è avvenuta il 15 novembre, due settimane dopo la chiusura di Expo: segno che la ciclabilità non era evidentemente in cima ai pensieri di chi doveva e poteva impegnarsi di più per cercare di aprire il percorso quantomeno a manifestazione in corso.

La notizia, riportata dal sito online Il Cittadino di Monza-Brianza, evidenzia come i collegamenti in bicicletta con il sito di Rho dell’Expo siano stati un po’ marginalizzati rispetto allo spazio concesso ai parcheggi per le auto e ai collegamenti di trasporto pubblico locale. Il 29 giugno scorso avevamo già scritto in merito alle difficoltà di raggiungere l’Expo in bici e di poter legare la propria due ruote nei pressi dei padiglioni espositivi (a meno di non recarsi in un determinato punto di accesso, mentre altri ingressi non erano provvisti di stalli per bici).

L’intervento di Nova Milanese è stato pensato per favorire gli spostamenti in bici nel tratto che collega il Parco del Grugnotorto con la ciclabile che costeggia il canale Villoresi. L’area del Parco Nord con questa nuova opera di ricucitura della ciclabilità è stata sicuramente valorizzata: non è stata sfruttata per l’Expo, speriamo che diventi un importante collegamento per il futuro.

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