bicicletta

Bicicletterario 2018

Si avvicina il 18 febbraio 2018, scadenza del bando per questa IV edizione de Il Bicicletterario, e vogliamo ricordare a tutti che la partecipazione è assolutamente gratuita: possono partecipare adulti, ragazzi e bambini con poesie, racconti brevi (7200 battute spazi inclusi), miniracconti (1800 battute spazi inclusi) e aforismi, naturalmente a tema ‘bicicletta’.

Se avete amici e conoscenti di madrelingua inglese/francese/spagnolo, sono ammessi anche i componimenti – solo poesie o aforismi – scritti in uno di questi tre idiomi.

Una autorevole Giuria attende di vagliare le vostre ‘parole in bicicletta’, che giungeranno ai suoi membri in forma tassativamente anonima: il nome degli autori verrà reso noto soltanto per le opere effettivamente selezionate per i premi del bando, del supplemento al bando e per la pubblicazione in antologia.

Per partecipare – lo ripetiamo: in forma del tutto gratuita – basta inviare il proprio scritto alla Segreteria del Premio, all’indirizzo e-mail bicicletterario@gmail.com (attenzione allo spelling!) entro la data di scadenza.

Perché partecipare? Ve lo diciamo in questa pagina del nostro sito:

Per il bando e tutte le info, visita il sito del Bicicletterario!

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Mobilità ciclistica: 14,8 milioni di euro per la sicurezza dei percorsi

E il Senato ha dato il via libera alla legge per lo sviluppo della mobilità in bicicletta

edilportale.com, 27/12/2017

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha firmato il decreto per la ripartizione tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano di 14,8 milioni di euro per interventi funzionali in ambito urbano, comprensivi degli eventuali costi per la progettazione, dedicati al miglioramento della sicurezza stradale dei ciclisti all’interno dei Comuni con popolazione residente superiore a 20.000 abitanti.

Potranno essere selezionati interventi che prevedano:

  • realizzazione di piste ciclabili, anche in funzione di disimpegno della sede stradale promiscua;
  • realizzazione di percorsi ciclabili, attraversamenti semaforizzati, attraversamenti mediante sovrappassi o sottopassi destinati a ciclisti;
  • messa in sicurezza di percorsi ciclabili;
  • creazione di una rete di percorsi ciclabili protetti o con esclusione del traffico motorizzato da tutta la sede stradale.

A copertura della spesa, oltre al finanziamento statale erogabile nella misura massima del 50%, è previsto il concorso da parte degli enti attuatori, beneficiari finali dei finanziamenti, per un volume complessivo di investimento superiore ai 30 milioni di euro.

Il decreto costituisce la prosecuzione del lavoro del Governo per lo sviluppo della ciclabilità integrata iniziato con le ciclovie turistiche e proseguito con gli itinerari ciclabili e pedonali.

Alla fine del 2016 sono stati ripartiti tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano 12,4 milioni di euro per lo sviluppo e la messa in sicurezza di itinerari e percorsi ciclabili e pedonali: sono stati finanziati più di 70 interventi sul territorio che consentiranno di realizzare più di 60 km tra piste ciclabili e percorsi ciclo-pedonali, quasi 10 km di percorsi pedonali e circa 60 attraversamenti stradali critici per pedoni e biciclette.

Via libera del Senato alla legge per la mobilità in bicicletta

La Commissione Lavori Pubblici del Senato, in sede deliberante, ha approvato la legge per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica.

“La Cenerentola della mobilità, la bicicletta – ha commentato il Ministro Delrio -, assume pari dignità in città, in periferia e nei percorsi turistici, rispetto agli altri mezzi e guida il cambiamento verso la mobilità dolce e alternativa. È uno scatto culturale e nella pianificazione delle opere, per il quale il nostro Paese è pronto e di cui dobbiamo ringraziare tutti i Parlamentari con i quali abbiamo collaborato, a partire dal relatore on. Paolo Gandolfi e al Sindaco e Presidente dell’Anci, Antonio Decaro”.

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La Bianchi del Campionissimo

Un selfie con la bicicletta di Coppi per entrare nella storia dello sport

Alessandria, da domani al museo esposta la Bianchi del campione

La «Bianchi» sulla quale Coppi vinse Giro e Tour del 1949 (da sinistra Roberto Livraghi, il collezionista Gianfranco Trevisan con la compagna Dorina)

di Valentina Frezzato – lastampa.it, 16/01/2018

Quel telaio carta da zucchero, il manubrio che la trasforma in un ariete e la borraccia argentata, ben salda davanti. Linee che hanno fatto l’epopea del ciclismo. Qualcuno, fortunato, ha assistito a quelle imprese epiche: su questa bici Fausto Coppi vinse tutto. Era il 1949 e l’inseparabile Bianchi lo portò sulla vetta (vera e del podio) del Giro d’Italia e del Tour de France. Pedivelle e raggi leggendari che, da domani, verranno esposti in un museo, ma solo per tre mesi.

Il collezionista Gianfranco Trevisan l’ha prestata («scortata» da Padova, da dove è venuto con la compagna Dorina qualche giorno fa) al Museo «Acdb-Alessandria Città delle biciclette», nato da pochi mesi e già «in volata», perché iniziative e ospiti saranno davvero tante in questo primo anno di vita. La bicicletta sarà al «suo» posto dalla settimana prossima, nella sala dedicata a Fausto Coppi, dove fino a due settimane fa è stata ospite anche l’ultima bicicletta del Campionissimo, utilizzata al Trofeo Baracchi del 4 novembre 1959.

La storia

La Bianchi di dieci anni prima è stata completamente restaurata, ma per chi sa notare i dettagli, ecco quella «sbeccatura» che indica una caduta, probabilmente la famosa della quinta tappa, Rouen-Saint Malo, che non fermò il Campionissimo. Anzi, probabilmente gli donò grinta.

Il Museo «Alessandria Città delle biciclette» (a Palazzo Monferrato in via San Lorenzo) partecipa alla «Giornata dei selfie nei musei» con un’apertura straordinaria, domani: «Il selfie può assumere un significato diverso se incontra l’arte, perché la forma di autoscatto contemporanea può diventare mezzo di divulgazione del patrimonio artistico e culturale» è l’obiettivo del «Museum Selfie Day». Da «Acdb» si potrà immortalare anche la Bianchi, la bici della fuga epica nella tappa Cuneo-Pinerolo che con Coppi «uomo solo al comando», che staccò il secondo di ben dodici minuti. «Quella fuga – ricorda Roberto Livraghi, segretario della Camera di commercio di Alessandria, l’ente che a cui si deve l’allestimento del museo – è componente fondamentale di un mito che non dà segni di usura e che, anzi, avvicinandosi l’anno del centenario della nascita, cioè il 2019, sembra diventare di giorno in giorno più affascinante».

Il record

Sempre domani, arriverà la Legnano usata da Coppi nel 1942, quando stabilì il record dell’ora al Vigorelli; un prestito a sorpresa del Museo del ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio. Un altro paragrafo importante in questo racconto su due ruote. Dalle 18 ci saranno anche Paolo Tullini e Paolo Amadori, autori di «Le bici di Coppi», uscito con una seconda edizione nel 2017, dopo il ritrovamento di due bici del Campionissimo, tra cui quella che Faustino Coppi ha lasciato in prestito ad «AcdB» fino a qualche giorno fa, ora esposta al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure. Fra i primi a visitare il museo di Alessandria, il giorno dell’inaugurazione, c’era Davide Cassani, ct della nazionale di ciclismo, che così ha sentenziato: «Qui si entra nella storia dello sport e del ciclismo». E, da oggi, nel mito di Coppi.

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Nuovi finanziamenti per la ciclabile dell’Oglio

Buone notizie

Fondazione Cariplo stanzia risorse per rendere ciclabile l’asse del Fiume Oglio

Il percorso misura quasi 300 km dal bresciano Passo del Tonale fino al Po

welfarenetwork, 26/11/2017

Anche nell’edizione 2017 del bando di Fondazione Cariplo dedicato alle BREZZE (le ciclabili che confluiscono verso il Po e la sua ciclabile VENTO), l’Oglio Po ha ottenuto contributi per il territorio.

Il progetto è stato proposto a Cariplo in continuità con la cordata che aveva realizzato lo Studio di Fattibilità per la ciclabile dell’Oglio, promossa dai GAL (Valle Camonica Val di Scalve, Oglio Po terre d’acqua), dai Parchi e dalle Comunità Montane (Adamello, Oglio Sud, Comunità Montana del Sebino Bresciano) in collaborazione con la FIAB Brescia.

Con il coordinamento territoriale del GAL Oglio Po terre d’acqua (partner referente per le azioni di governance), il tratto ciclabile sull’Oglio interessato dal progetto coinvolge i comuni di Piadena e Ostiano, e il Parco Oglio Sud che ha predisposto la ricognizione degli interventi prioritari sul territorio.

“Stiamo lavorando con costanza e grande impegno” spiega Ivana Cavazzini (sostenitrice dell’iniziativa non solo come Sindaco di Piadena ma anche come consigliere provinciale rappresentante per il cremonese) “proseguendo con la logica di integrare i fondi secondo un approccio di multi finanziamento, logica rafforzata molto con il GAL. Nel mio caso, per esempio, l’intervento è collegato alle risorse finanziate dalla Regione Lombardia sullo stesso tratto.”

Piadena ha proposto l’intervento di messa in sicurezza del tracciato in sponda destra del fiume Oglio, Ostiano invece partecipa con la realizzazione di un tratto di pista ciclopedonale a lato della SP38, per la messa in sicurezza del passaggio sul ponte sul fiume Oglio.

Lorenzo Locatelli, Sindaco di Ostiano, rinnova l’attenzione alla valorizzazione territoriale e al turismo lento “investire nelle ciclabili significa puntare su un’economia del territorio nuova, dove il cicloturismo rappresenta un’opportunità di indotto economico per i piccoli comuni e l’imprenditoria locale”.

A breve verranno avviati i lavori del partenariato, con capofila il bresciano (GAL Valle Camonica Val di Scalve, e i partner Comunità Montana Valle Camonica – Parco dell’Adamello, Comune di Pisogne, Comunità Montana del Sebino Bresciano, Parco Oglio Nord).

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Una giornata storica per il mondo della bicicletta in Italia

fiab-onlus.it, 15/11/2017

COMUNICATO STAMPA

Ieri l’approvazione all’unanimità alla Camera della Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica

 Una giornata storica per il mondo della bicicletta in Italia

 I positivi commenti della presidente FIAB Giulietta Pagliaccio, che lancia un appello al Senato, dove si attende l’approvazione definitiva prima della fine della legislatura: “Non interrompete un sogno che vorremmo diventasse realtà!”

Milano, 15 novembre 2017 ­– L’approvazione all’unanimità, ieri alla Camera, della Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica (che ora passa al Senato) rappresenta anche secondo Giulietta Pagliaccio, presidente FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta un grande momento storico che sottolinea il cambiamento in corso sul tema della mobilità. Cambiamento certamente sostenuto da altri provvedimenti messi in campo da questo Governo negli ultimi anni, come le risorse per la rete nazionale delle ciclovie e il collegato ambientale, che ha premiato progetti di città impegnate nello sviluppo di temi come bike2work e il bike2school”.

Il risultato della votazione sancisce, infatti, un’adesione reale e un impegno concreto del mondo politico verso i temi di mobilità sostenibile e ciclistica in particolare“Non mi stancherò mai di ribadire come la bicicletta sia un mezzo che, insieme al trasporto pubblico e al muoversi a piedi, può dare risposte ai gravi problemi delle nostre città, in tempi brevi e con investimenti contenuti: inquinamento dell’aria, congestione da traffico, sicurezza sulle nostre strade”, prosegue Giulietta Pagliaccio.

“Lo straordinario traguardo raggiunto ieri con l’approvazione della Legge sulla mobilità ciclistica premia le tante città che faticosamente portano avanti politiche per la mobilità sostenibile e che, oggi, possono avere il supporto di una politica nazionale. Auspicando che la legge passi all’approvazione del Senato prima della fine delle legislatura, mi piace oggi vedere un po’ di ‘luce in fondo al tunnel’, che ci sproni a percorrere con coraggio la lunga strada per portare la mobilità ciclistica italiana al livello dei migliori paesi europei”.

Con un caloroso messaggio affidato nella notte ai social, la presidente di FIAB ha voluto ringraziare in particolare l’onorevole Paolo Gandolfi, che ha sostenuto questo provvedimento fin dalla sua prima presentazione in Parlamento nell’aprile 2014, “per aver messo in campo, insieme alla sua esperienza di amministratore pubblico, la competenza tecnica e la tenacia, ma, soprattutto, il cuore”.

Giulietta Pagliaccio esprime apprezzamento per i frutti del lavoro fatto negli anni da FIAB: “penso, ad esempio, all’impegno di due soci storici della nostra Federazione come Lello Sforza e Claudio Pedroni, che hanno contribuito alla stesura del primo testo diventato poi proposta di legge, o alla lunga e faticosa azione di promozione della bicicletta svolta con costanza e dedizione dal nostro fondatore, Gigi Riccardi”.

Condivise in pieno da FIAB anche le dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrioche ieri ha detto: “Oggi si celebra soprattutto un fatto culturale: lo Stato assume pienamente la pianificazione della mobilità ciclistica, insieme alle Regioni. Esattamente come il sistema autostradale o il sistema ferroviario, con questa legge la ciclabilità fa parte di una strategia di mobilità che diventa prioritaria nei centri urbani e  per lo sviluppo del turismo nel nostro Paese.” E ancora: Se si riesce a stimolare l’uso della bicicletta nei primi 5 km, si possono ottenere riduzione del traffico cittadino del 40%: cose che non nessuna tecnologia può fare”(fonte: http://www.mit.gov.it/comunicazione/news/approvata-legge-mobilita-ciclistica).

Guardando al passaggio che ora la legge deve fare in Senato per l’approvazione definitiva, Giulietta Pagliaccio lancia un appello: Non interrompete un sogno che vorremmo diventasse velocemente realtà: l’Italia ha finalmente intrapreso un percorso virtuoso per lo sviluppo di un nuovo modello di mobilità, ma ha bisogno di essere sostenuta da coerenti politiche nazionali, norme nuove come quelle legate al Codice della strada e finanziamenti continuativi nel tempo”.

Ufficio Stampa FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta – http://www.fiab-onlus.it

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Appunti per ciclisti incalliti

Se ti trovi a Milano Lambrate 10min prima dell’arrivo del treno, e non hai voglia di stare sul binario sovraffollato, magari vai a dare un’occhiata alle vetrine della libreria.

A parte lo sdegno e il raccapriccio per vedere, quasi accostati, il bellissimo libro su Walter Bonatti “Il sogno verticale” e nientepopodimenoche… il libro di Benji & Fede (!!!), c’è da dire che, pur essendo piccola e facendo parte di una nota catena legata ad una notissima casa editrice, è ben fornita, ed ha spesso libri che possono stuzzicare il viaggiatore, anche quello su due ruote. E, avvicinandosi il periodo natalizio, magari si può trarre spunto per qualche regalo ai malati delle due ruote.

Oltre a quelli che potete trovare sotto l’etichetta “libri” di questo blog, ecco qualche altro titolo. Mi scuso per la pessima qualità delle immagini, ma fotografare attraverso una vetrina non è proprio il massimo.

Se poi state dalle parti di Cremona, mio fratello fa il libraio.

#sapevatelo 😉

 

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Ladri di biciclette

Ladri di biciclette: restituite la bici al giramondo Etienne Godard

di Gianluca Nicoletti – lastampa.it, 09/10/2017

Ladri di biciclette mettetevi una mano sulla coscienza. Quanto potrete mai farci con quella bici impolverata che avete rubato al signor Etienne Godard, il giramondo che aveva già pedalato in quasi un anno per 15.000 partendo da Hong Kong per tornare a casa sua in Francia…Gli mancava poco, ma appena è arrivato dalle nostre parti…L’ha persa di vista un minuto e si è volatilizzata. Riporto per intero il suo appello su Facebook…Vi conviene tutto sommato fargliela riavere, meglio la sua lauta ricompensa che i quattro soldi di un ricettatore…

Amici di Facebook. Ieri pomeriggio 30 settembre 2017, sono stato derubato della mia bicicletta da viaggio sulla spiaggia di Castel Volturno (Lido Costazzurra). Stavo viaggiando da 11 mesi per 15.000 km da Hong Kong al nord della Francia, dove vivo. Per me è stato un brutto colpo perché questa bicicletta e tutto l’ equipaggiamento nelle 4 borse verdi avevano un grande valore sentimentale oltre che finanziario.Vi chiedo aiuto per trovarla con i suoi bagagli (fotocamera, Iphone, attrezzi da campeggio, vestiti, occhiali da vista e da sole …) Offro una lauta ricompensa a chi mi aiuterà a trovare la mia bici e il mio materiale. Pubblico alcune foto della bici carica per potervi aiutare nella ricerca. Vi prego di inviare questo messaggio a chiunque sia interessato o sulla vostra bacheca di FB se lo desiderate. Grazie di cuore !puoi raggiungere il mio amico italiano al 348 415 7276

QUI il video-annuncio su LaStampa

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L’Eroico Nello

Sono solo in cinque gli ‘eroici’ che hanno completato tutte le 21 edizioni dell’iconica corsa di biciclette d’epoca a Gaiole in Chianti. Nello Ribichini ha 81 anni e viene da Monte Urano, a Fermo. Dalla prima edizione non ha rinunciato a nessuna Eroica e, nonostante un leggero raffreddore, ha deciso di partecipare anche quest’anno almeno fino alla salita del Castello di Brolio, la prima scalata che impegna i corridori dopo la partenza. L’Eroica, infatti, non è una corsa a cui si partecipa per vincere e per competere ma, piuttosto, per godersi la vista del paesaggio e la compagnia di amici e appassionati

video.repubblica.it, 02/10/2017

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Trieste – Vojnic | 400 km in bicicletta per la solidarietà

AGENDA DEGLI APPUNTI

Partirà il 5 ottobre da Trieste la “sfida” di solidarietà in bicicletta per raccogliere fondi da donare ai pulcini della squadra di calcio del Petrova Gora

Il gruppo, composto da sei ragazzi di Busto Arsizio, dopo aver ricevuto la benedizione in Piazza Unità d’Italia a Trieste, partirà alla volta di Lubjana, prima tappa di questo viaggio per la solidarietà.

Effettuare una una donazione è semplicissimo: basta cliccare sul link https://www.paypal.me/LOVEonlus, scegliere l’importo da donare, scrivere il nome del “pedalatore” che si vuole sostenere nello spazio apposito, confermare l’importo ed il gioco è fatto.

Dal 5 al 8 ottobre sei ragazzi di Busto Arsizio saranno in viaggio da Trieste a Vojnic (Croatia) in bicicletta 

Viaggeranno e si sfideranno per 400 km con l’unico scopo di sostenere il progetto “un calcio al passato, un goal per il futuro, coniugando così passione per la bicicletta, impegno civico e…

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DolomitesVives e la chiusura del Passo Sella

Della chiusura al traffico dei passi dolomitici se ne parla da anni. Quest’anno, finalmente, ogni mercoledì (periodo luglio-agosto) verrà chiuso il Passo Sella.

Chi c’è andato (il 08/08) ha detto che c’erano parecchi ciclisti, e che è stato installato un sistema per monitorare i passaggi. Si spera che questa iniziativa sia solo il primo passo per “demotorizzare” (almeno in parte) le Dolomiti.

Faccio alcune considerazioni.

Chi ama la montagna ne ama i silenzi, e non ha bisogno di eventi organizzati per viverla, per trovare motivazioni. Ma, a dispetto di ciò, nelle dolomiti c’è già un fitto calendario di iniziative, ad esempio “I suoni delle dolomiti”. Non mi pare che per questi eventi si sia scandalizzato nessuno, anzi, sono visti come un’ottima occasione per coniugare ambiente, musica, teatro, avvicinando all’ambiente  montano anche persone che normalmente non camminano molto (ad esempio, arrivare al Micheluzzi, Fuciade o al Vajolet non è complicato, e a concerti organizzati in questi luoghi c’è sempre il pienone).

Non vedo quindi il problema se al Passo Sella vengono organizzati eventi per attirare persone proprio nella giornata di chiusura al traffico. Anzi, può essere una cosa positiva, perché chi si muove col sedile sotto alle chiappe, se non può andare il mercoledì ci va il giovedì, sempre con l’auto. C’è chi ha bisogno di uno “stimolo” per muoversi comunque, indipendentemente dall’auto. In montagna vengono anche persone che si muovono come se fossero in città, Ci vuole tempo per cambiare la mentalità delle persone, e occasioni per spingerli a vivere in modo più autentico i sentieri, anche fosse per fare 500-1000m per raggiungere il sito “mangereccio”, con tutto il tempo per guardarsi intorno (e passare in auto, o fermarsi solo per qualche foto, non è che si vede molto).

E lasciamo tempo al tempo… e comunque, fra arrampicare sentendo le auto passare sui tornanti e sentendo un concerto in quota…penso sia meglio la seconda opzione.

*****

GognaBlog, 12/07/2017

Oggi, mercoledì 12 luglio 2017, al Passo Sella è la seconda giornata di chiusura al traffico motorizzato. L’evento di attrattiva è il Cook the Mountain-Dolomites taste tour, dalle ore 12 alle 15, nei rifugi Des Alpes, Valentini, Friedrich August, Salei, Comici, Passo Sella Dolomiti Mountain Resort (anche se quest’ultimo del “rifugio” non getta neppure l’ombra). In queste sei location, tutte facilmente accessibili dal passo, altrettanti chef stellati propongono un percorso enogastronomico. Nelle intenzioni leggiamo di incontri “con prodotti selezionati della regione, interpretati nel modo più autentico dagli chef, un’esperienza unica per gustare, con un itinerario di rifugio in rifugio, il meglio dei sapori di questo territorio”. Naturalmente con l’immancabile frasetta “nel pieno rispetto dell’ambiente”.

E’ una sperimentazione di montagna green di cui si parla (e su cui si litiga) da vent’anni: e il primo esperimento è al Passo Sella, che mette in comunicazione Canazei, in Val di Fassa, con Selva di Val Gardena.

Tramite l’iniziativa DolomitesVives, quest’estate si vedrà il traffico limitato sul Passo Sella, con i famosi nove mercoledì di luglio e agosto di chiusura, giornate in cui, dalle 9 alle 16, il passo sarà accessibile solo a piedi, in bicicletta, con mezzi a trazione elettrica, con impianti funiviari e con bus-navetta. Questi ultimi sono stati implementati (per maggiori info sulla mobilità, leggi qui).

Attorno a questa storica decisione è stata fatta una possente propaganda: «Per i passi dolomitici, in particolare il passo Sella, il 5 luglio comincerà una nuova era… Durante le giornate di chiusura, all’insegna del motto #dolomitesvives, è previsto un programma di intrattenimento musicale e culinario, in modo da permettere a tutti di “vivere le Dolomiti” con tutti i cinque i sensi», sottolinea in una nota la Provincia autonoma di Bolzano.

La settimana scorsa, il 5 luglio, ha inaugurato il tutto Reinhold Messner, nei pressi della Città dei Sassi, in mezzo alle fanfare delle bande dalle valli di Fassa, Gardena e Badia. Il famoso alpinista è salito a piedi dal versante della val Gardena partendo da Pian de Gralba.

Con queste misure riduciamo le emissioni di CO2 – ha esordito l’assessore all’ambiente della Provincia di Bolzano Richard Theiner – e diamo un contributo importante alla conservazione della natura sulle nostre montagne che sono patrimonio mondiale dell’Unesco… Con la chiusura un giorno a settimana diamo un segnale importante, ma sicuramente non sufficiente. In futuro dovranno seguire altri interventi”.

Il servizio di trasporto pubblico ha funzionato senza problemi, con decine di bus messi a disposizione dalle Province di Trento e Bolzano che hanno garantito i collegamenti lungo i 10 km di strada chiusa ai veicoli a motore.

Qualche disorientamento per gli automobilisti che sono giunti ai bivi di chiusura (per il passo Pordoi e passo Gardena) prima di rendersi conto dei cartelli di divieto. Ha fatto notizia chi è salito con auto elettrica al 100% (una Tesla): “Dobbiamo imparare a inquinare meno“, ha detto.

Ecco i contenuti di quanto il Re degli Ottomila ha espresso parlando al pubblico:
Sono vent’anni che chiedo la “tranquillizzazione” delle Dolomiti, con la chiusura almeno parziale delle strada. E ora che la politica ha fatto il primo passo sono felice, ma è solo l’inizio: in futuro vedo tante altre strade delle Dolomiti chiuse al mattino, dopo che è salito chi lavora, per riaprire il pomeriggio in modo che sia possibile godere la montagna come 200 anni fa“.
E ancora: “Ci tenevo a essere lassù il primo giorno, voglio battermi perché questo progetto si allarghi. Nei prossimi tre anni possiamo puntare alla chiusura tutta l’estate, poi altre località vorranno unirsi a questo circuito della montagna tranquilla, arriveremo alla chiusura di tutto il Sella Ronda (i quattro passi dolomitici dove d’inverno i turisti viaggiano con gli sci ai piedi) e in dieci anni si realizzerà quel grande progetto che sono le Dolomiti “tranquillizzate”, silenziose e grandiose com’erano prima delle strade“.

A proposito delle critiche e dell’opposizione a questo progetto, Messner dice: “Il turismo “buono”, che dà risultati economici, è quello che si fa con i turisti che pernottano, mangiano o fanno acquisti. Finché il turista è in moto o in macchina non spende, tanto meno se non riesce nemmeno a fermarsi perché non ci sono parcheggi. Il futuro è un altro… Il futuro è una montagna silenziosa da regalare a chi sale con le proprie forze: a piedi o in bicicletta. Le Dolomiti, che sono il posto più bello del mondo, possono diventare la prima destinazione mondiale per le biciclette, sia su strada che in mountain bike. Anche un “vecchietto” come me può salire con l’e-bike e godere le emozioni delle Dolomiti con lentezza, senza il rumore dei motori e dei clacson… Certo, serviranno navette, un’organizzazione, ulteriori parcheggi, in una parola una strategia che richiederà anni. Ma sono convinto che alla fine avremo più clienti perché riusciremo a offrire ciò che proponevamo una volta”.

Un ritorno al passato? Messner non è solo a essere convinto del contrario. Ne sono convinti anche gli amministratori delle province autonome di Bolzano e Trento, nonostante debbano fronteggiare le proteste degli albergatori. Mentre la Provincia di Belluno non è d’accordo.

Contro l’iniziativa è insorto il Comitato degli operatori turistici dei passi dolomitici che due mesi fa ha incaricato un legale di ricorrere al Tar del Laziocontro la chiusura del passo Sella, decisa dalle Province di Trento e Bolzano, con autorizzazione del ministero delle Infrastrutture. Punto di riferimento del Comitato è Osvaldo Finazzer, che gestisce un albergo sul Passo Pordoi. “Chiudere i passi sarebbe la nostra morte. Per i cicloturisti le amministrazioni comincino a programmare e investire sulle piste ciclabili. Almeno sul circuito del Sellaronda“. E ha trovato una sponda in Veneto, nell’assessore regionale all’Ambiente, il bellunese Giampaolo Bottacin, che ha detto: “La mobilità è un diritto costituzionale, che nessuno può impedire”. Con la pronta replica dell’assessore trentino Mauro Gilmozzi: “I nostri vicini, a casa loro, potranno sempre fare ciò che vogliono. Ma non vorrei che mandassero le forze dell’ordine a presidiare il confine…”. Anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha scritto al Ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio illustrandogli come “gli impatti negativi che iniziative preclusive del diritto alla mobilità come questa, non programmate strategicamente su basi più ampie e condivise, possono avere sull’economia turistica delle aree montane, nella fattispecie della nostra Regione”.

Considerazioni
Anzitutto il plauso per non aver scelto la facile soluzione del pedaggio: l’introduzione di gabelle di qualunque tipo non è sufficiente per risolvere i problemi del traffico. Come dice Messner, “Il pedaggio serve a guadagnare soldi, non a limitare il traffico. Ma le Dolomiti sono di tutti, non solo di chi può pagare il pedaggio, e abbiamo la responsabilità di tutelarle“.
Non credo che con questi provvedimenti ci si possa aspettare una “reale” diminuzione del carico di traffico. Non dimentichiamo che si può sempre scegliere di alzarsi un’ora prima e salire comunque al passo prima delle 9. E chi deve necessariamente attraversare il valico può farlo di martedì o giovedì, dunque aumentando il carico in quei giorni.

E’ indubbia però la positività del segnale. Che magari non si tradurrà in un’automatica inversione di tendenza, ma che di certo è un inizio.

Comprendo, ma fino a un certo punto, anche l’affanno degli organizzatori nell’escogitare eventi settimanali che attirino la gente nell’ambito di una proibizione-auto e facciano da “animatori”. La loro paura di scontentare i molti operatori turistici che temono di rimetterci un sacco di soldi non è così giustificata, dato il nutrito programma di iniziative in alternativa.

E’ vero che ci vuole un po’ di tempo. Però la grande partecipazione alle manifestazioni ciclistiche dimostra che siamo sulla strada giusta. I turisti fuggono dal rumore e dall’inquinamento che soffrono in città e non si può far trovare loro una situazione ancora peggiore quando vengono in montagna.
L’elenco completo delle iniziative è qui: http://dolomitesvives.com/it/eventi/.

Non si è andati molto al di là di una limitata fantasia, perché oltre alla possibilità di escursioni a piedi, per gli eventi si tratta di concerti ed esibizioni eno-gastronomiche, con l’eccezione dell’inaugurazione del 5 luglio (con Messner che ha dialogato con la giornalista Ellis Kasslatter) e del 9 agosto (Leggende dello Sport, incontro con alcuni personaggi che con le Dolomiti hanno da sempre un rapporto speciale, come i campioni dello sci alpino Isolde Kostner e Peter Runggaldier, e i ciclisti Maurizio Fondries e Francesco Moser).

Una buona idea è il programma delle escursioni di Geo Trekking: semplici gite di qualche ora, ma guidate dalla Fondazione Dolomiti UNESCO, dagli esperti del Muse di Trento, dalle Guide Alpine e Accompagnatori di Media Montagna delle valli di Fassa, Gardena e Badia. Su un itinerario che proporrà una lettura del paesaggio geologico dolomitico, attraverso l’illustrazione delle principali tappe evolutive del territorio (dalle piattaforme carbonatiche pre-vulcaniche, al vulcanismo medio-Triassico fino alle piattaforme carbonatiche post-vulcaniche), i fossili della Formazione di San Cassiano, la Marmolada e il suo ghiacciaio.

La domanda a questo punto sorge spontanea: ma è possibile che a nessuno venga in mente di valorizzare il SILENZIO e la mancanza assoluta di ogni evento organizzato, ivi comprese le escursioni di gruppo?

Il silenzio è e deve restare la base di un soggiorno in montagna, assieme alla lentezza e alla mancanza di aggressività. Questo è e rimane l’intendimento dell’Unesco quando ha attribuito alle Dolomiti il riconoscimento di patrimonio dell’umanità. Sembra però di predicare ai sordi.

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