Articoli con tag: Valtellina

Ottobre is the new “28 maggio”

All’arrivo a Valdidentro, in una giornata piuttosto grigia, balzano agli occhi i tocchi di colore degli “addobbi” colorati distribuiti per il paese, con la presenza del caratteristico “rosa giro d’Italia”. Le bandiere del Giro si alternano a quelle con il logo del comprensorio Bormio-Valdidentro, mentre nella rotonda davanti alla chiesa di Isolaccia campeggia un totem con il logo del Giro d’Italia e la sagoma rosa stilizzata delle torri di Fraele, elemento simbolo del paesaggio e ubicate poco prima dell’arrivo della tappa n°18, la Pinzolo – Laghi di Cancano.

Isolaccia – Valdidentro (So)

Normalmente verrebbe da dire “ancora qui?”, ma in fondo essere sede di arrivo di una tappa del Giro è un veicolo pubblicitario da sfruttare a lungo. In quest anno così strano però è più un “già qui?”: con la pubblicazione del nuovo calendario UCI versione post Covid19, il Giro è slittato al periodo 3-25 ottobre. Alcune insegne riportano ancora la data originaria del 28 maggio, le tappe non sono ancora definite (sul sito ufficiale le date aggiornate non ci sono nemmeno), per trovare la nuova data sono dovuta andare su Wikipedia: a quanto pare sarà il 22 ottobre.

Piazza IV novembre. Ufficio turistico, chiesa, fontana, bar… E totem

Sinceramente sono molto perplessa. Capisco gli interessi economici in ballo, il prestigio di avere comunque il proprio tour nazionale o la propria classica, ma un’intera stagione con tour, classiche e trofei internazionali tutto compresso fra agosto e metà novembre mi pare una follia. Come fanno notare su skysport, il 25 ottobre ci sarà la tappa finale del Giro, una tappa della Vuelta e nientepopdimenoche… la Parigi Roubaix.

Oltre a non esserci copertura TV adeguata per tutte le gare, ad avere due occhi l’appassionato… Di quanti atleti di livello deve disporre una squadra per gestire un calendario del genere? E chi sacrificherà una classica per un tour o viceversa?

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Sulle orme della storia

Valfurva – Sulle orme della storia

Dal 6 al 10 luglio “In viaggio sulle Orobie” toccherà le cime della Valfurva e i luoghi della Grande Guerra. Giornalisti, alpinisti, musicisti e fotografi in cammino per riflettere su passato e presente tra incontri, letture e persino concerti. E quest’anno il viaggio si fa anche social.

welfarenetwork.it, 03 Luglio 2016
Trekking, storia, cultura e gastronomia. La quarta edizione di «In viaggio sulle Orobie» porta nello zaino un po’ di tutto questo sulle cime della Valfurva, in luoghi simbolo dell’alpinismo, che furono anche teatro alla Grande Guerra, di cui quest’anno si celebra il Centenario.

Un ben assortito e variegato gruppo di escursionisti, guidato dalla guida alpina Giulio Beggio, seguirà le tracce della memoria lungo un itinerario immerso in uno dei paesaggi montani più suggestivi d’Italia. Un’occasione per ricordare le ferite del passato, ma anche per meditare su quelle dei nostri giorni. Dal 6 al 10 luglio 2016 la comitiva toccherà i rifugi Forni, Branca, Pizzini e V Alpini, che, assieme al Casati, sono autentici simboli per chi ama le terre alte. Si camminerà e ci si fermerà a pensare: il programma prevede conversazioni, letture, spettacoli e persino concerti che si terranno di volta in volta nelle mete raggiunte. Quest’anno il Viaggio sarà anche “social”: tappe e contenuti saranno condivisi attraverso la piattaforma Garmin Adventure (http://adventures.garmin.com/it-IT/) e la app Orobie Active (http://appitaliane.it/iphone-ipad/viaggi/orobie-active-ddqdxni.html).

La comitiva sarà composta da figure e sensibilità volutamente diverse, proprio per cercare di cogliere a fondo le numerose sfumature della montagna. Con il grande alpinista Mario Curnis e le guide Hervé Barmasse e Marco Confortola ci saranno il giornalista Lorenzo Cremonesi, l’ex sciatrice Deborah Compagnoni, il professore di filosofia Dimitri D’Andrea, il medico e alpinista Annalisa Fioretti, il direttore dei programmi di Radio Popolare Claudio Agostoni, il dirigente e viaggiatore bergamasco Stefano Viganò, l’alpinista e progettista elettronico Gian Pietro Verza, il fotografo e giornalista Umberto Isman, il musicista Martin Mayes, la documentarista Alessandra Locatelli, l’attore Stefano Panzeri, la giornalista e blogger Simonetta Radice. A “sfamare il gruppo” penserà lo chef orobico Michele Sana, che cucinerà i pasti basandosi sugli ingredienti poveri ma sostanziosi delle razioni del soldato, reinterpretate anche dagli studenti di Taste, il ristorante didattico dell’Istituto Alberghiero di iSchool.

“Cucinerò due diversi piatti rappresentativi per ogni rifugio. Uno salato e un dolce – svela lo chef Michele Sana – Le parole chiave su cui lavorerò saranno sicuramente rispetto, in memoria di una situazione meno piacevole della nostra, e semplicità. Gli ingredienti utilizzati saranno sicuramente poveri come quelli forniti nel rancio al fronte. Carne in scatola, verdure, gallette; per i più fortunati cioccolato. Il vino era poco e l’arrivo di alcool in trincea lasciava presupporre un’imminente azione di guerra. È interessante pensare che i soldati si improvvisavano cuochi per sé stessi, cucinando con mezzi di fortuna come scatolette vuote o addirittura elmetti capovolti”.

Ma tutti, a modo loro, daranno un contributo originale durante le soste nei rifugi, tra riflessioni e performance.“Attraverso dibattiti e interviste, suoni e sapori, il viaggio servirà a rinnovare, se mai ce ne fosse bisogno, l’amore per la montagna, custode di emozioni che appartengono alle nostre più profonde radici” sottolinea Pino Capellini, direttore della rivista Orobie, che organizza il viaggio con il contributo di Fondazione Credito Bergamasco, Italcementi group, Oriocenter e, in collaborazione con Garmin Italia, il Collegio delle Guide alpine lombarde, l’Unione bergamasca Cai, l’agenzia Spiagames e numerose realtà€ locali, tra cui il Comune e la Pro Loco di Valfurva, la Comunità montana dell’Alta Valtellina, i rifugi Forni, Pizzini, V Alpini, lo Sport Hotel di Santa Caterina Valfurva e il Cai Valfurva. Preziosa, in particolare, la collaborazione con il Parco dello Stelvio, che organizzerà escursioni aperte a tutti fino ai rifugi toccati dal Viaggio.

“Un viaggio importante perché parla di montagne, rifugi e soprattutto di Prima Guerra Mondiale – sottolinea Marco Confortola -. Attraverseremo una zona che era la prima linea del conflitto: le tracce lasciate sui luoghi sono ancora ben evidenti. E’ ancora possibile vedere trincee, reticolati, gallerie e certi cannoni talmente pesanti che più nessuno è riuscito a spostare. Questi resti fanno toccare con mano il significato della storia, sarà una grande emozione per coloro che parteciperanno. Il racconto dell’avventura, inoltre, costituirà uno straordinario documento sulla montagna”.

“Sarà una bella opportunità per tutti – conclude il medico e alpinista Annalisa Fioretti – . Credo che sia una bella occasione per far conoscere la montagna italiana. Ho bazzicato a lungo l’Himalaya, ma sono sempre più convinta che le cime più belle siano le nostre. Avrò anche la possibilità di parlare del mio progetto “Tor-vagando for Nepal”, a metà fra alpinismo e azione umanitaria, che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per il post terremoto. Inoltre, come medico, mi sento di dire che la montagna vale sempre più come terapia, sia fisica che mentale. Raggiungere obiettivi con fatica, immersi nella natura, permette di migliorare la propria forza interiore”.

Per i dettagli: www.orobie.it

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Nuova vita sugli sci

24÷31 gennaio 2016

Giochi Invernali Trapiantati e Dializzati

VII Trofeo di Sci “Franca Pellini”

III Trofeo di Sci “Elio Ceccon”

Chiesa in Valmalenco (SO)

Da oltre 15 anni l’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto (ANED) – ONLUS organizza i Giochi Invernali Trapiantati e Dializzati, che prevedono una settimana bianca aperta a trapiantati, dializzati e loro familiari. Scuola sci, orienteering, cena in baita tipica, serata di gala e tanto altro ancora per passare insieme una settimana all’insegna dello sport e del benessere psico-fisico.

Parteciperanno il direttore Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa e i medici del Nord Italian Transplant (NITp) del Policlinico di Milano che “sfideranno” i trapiantati nei due trofei previsti. Obiettivo fondamentale è la diffusione della cultura della donazione e trapianto attraverso la testimonianza di chi ha ricevuto il trapianto e torna ad avere una vita piena.

“Prima fra tutti in Italia, la nostra compianta Presidente fondatrice Franca Pellini intuì, più di 25 anni fa, quanto lo sport potesse essere importante per il recupero fisico e psicologico delle persone dializzate, trapiantate e nefropatiche, e strumento privilegiato di sensibilizzazione alla donazione di organi e tessuti” afferma Margherita Mazzantini, coordinatrice nazionale di ANED Sport, la Nazionale Italiana Trapiantati e Dializzati di pallavolo.

“Le prime edizioni dei Giochi Nazionali Trapiantati, e poi anche Dializzati, si svolgevano a Milano. Dal 2008 abbiamo iniziato ad organizzarle in diverse città italiane: Novara, Jesolo, Grosseto, Salsomaggiore Terme, Abano Terme. Nel 2016 i Giochi si svolgeranno a Pineto, in Abruzzo.

Nel 1997, su iniziativa di un gruppo di soci che amavano e praticavano il volley, è stata fondata la Nazionale Italiana Trapiantati e Dializzati di Pallavolo, che ogni anno partecipa ai Giochi Nazionali Trapiantati e Dializzati. Dal 1997 Aned prende parte anche ai World Transplant Games”.

PROGRAMMA

Domenica 24
Arrivo partecipanti
Aperitivo di benvenuto
Presentazione programma della settimana

Lunedì 25
Sciata nel comprensorio dell’Alpe Palù per prendere confidenza con le piste
Eventuali lezioni di sci (facoltative)
Numerosi punti di ristoro lungo le piste

Martedì 26
Sciata libera e lezioni
Possibilità di allenamento tra i paletti durante le lezioni di sci
Cena in baita con trasporto in pulmini e poi gatto delle nevi o motoslitta (facoltativa)

Mercoledì 27
Sciata libera e lezioni
Possibilità di allenamento tra i paletti durante le lezioni di sci
Aperitivo in cantina THE Cellar, offerto da Hotel Tremoggia

Giovedì 28
Sciata libera e allenamento
Orienteering nei boschi dell’Alpe Palù, con prova a squadre e GPS (facoltativo)
Dopo cena pattinaggio su ghiaccio a Caspoggio (facoltativo)

Venerdì 29
Trofeo di fondo, all’Alpe Palù con partenza in linea
Dopo cena in amicizia con vin brulé e musica intorno al braciere

Sabato 30
Slalom gigante Trofeo “Franca Pellini” – Pista di San Giuseppe
Santa Messa in ricordo di Franca Pellini ed Elio Ceccon (ore 18,00)
Cena di gala presso THE Restaurant, Hotel Tremoggia
A seguire premiazioni

Info
ANED ASSOCIAZIONE NAZIONALE EMODIALIZZATI – DIALISI E TRAPIANTO – ONLUS
20121 MILANO – VIA HOEPLI, 3
Tel. 02.805.79.27
Fax 02.864.439
http://www.aned-onlus.it

Mob. 335.6757710
info@tremoggia.it 

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Grande Corsa Bianca + Big FAT Party 2016

lagrandecorsabianca.it, 21/12/2015

Grande Corsa Bianca 2016

III Edizione

Gara ad inviti dal 21 al 23 Gennaio 2016.

La “Grande Corsa Bianca” nasce dalla volontà di riproporre in ambiente alpino un trail invernale in autosufficienza simile alle grandi traversate che già da diversi anni si svolgono nel Grande Nord americano e europeo.

Il trail, 160 Km di lunghezza e circa 7000 m di dislivello positivo, compie un grande giro ad anello, da affrontare in senso antiorario, tra Alta Valle Camonica, Valtellina e Val di Sole.

The Big FAT Party 2016 è una due giorni per vivere la Fat Bike nella neve nel contesto della più dura gara europea, la Grande Corsa Bianca. Test ride, seminari tecnici pratici e teorici, incontri con atleti e appassionati, uscite notturne, film e filmati, birra ed esperienze su bikepacking e snow Fatbike.

PROGRAMMA SINTETICO (più sotto trovate quello dettagliato)

Data: 22-23-24 Gennaio 2016

Location: Palazzetto Dell Sport di Ponte Di Legno (BS) 

Venerdì 22 Gennaio

Inizio accreditamento: ore 20:00
Possibilità di pernotto gratuito nel Palazzetto con stuoia, materassino e sacco a pelo. Disponibili docce calde.
+ Ultime attribuzioni bici a noleggio –
+ Prodotti 45Nrth (www.45nrth.com) a prezzi speciali agli iscritti.

Sabato 23 Gennaio 

Accreditamento ore 08:30 Organizzazione
Prima uscita: ore 09:30 Maurizio De Florian
Rientro prima uscita ore 14:00
Big Wheels Academy ore 16:00 Mauro Bertolotto
Bikepacking:Tecnica ore 17:00 Michele Boschetti
BAM! ore 17:45 Andrea Benesso
Storie di viaggi ore 18:45 Sergio Borroni
Spazio Club ore 19.15 Fatbike Clubs
Cena-Festa GCB Ore 20:00
Uscita notturna Fatbike Ore 22:00 Dario Valsesia

Domenica 24 Gennaio

Terza uscita: ore 09:00 Maurizio de Florian
Rientro terza Uscita ore 14: 00
Congedo ore 14:30 Organizzazione

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Valtellina, non di solo sci

Accanto alla “rete” anche la bottega del commercio equo di Sondrio

Valtellina, non di solo sci

Si scrive “AltRaValtellina” e si legge un’associazione di B&B e aziende agricole che punta al turismo responsabile tra festival, artigiani e percorsi accessibili, in una valle tutta da scoprire. Anche in bicicletta, lungo i 76 chilometri di percorsi che uniscono Morbegno a Tirano, la “Via dei Terrazzamenti”

di Duccio Facchini – altreconomia.it, 30/10/2015

L’appuntamento con Norma Ghizzo è davanti al teatro parrocchiale di Grosio, piccolo comune della Valtellina appena dopo Tirano, in provincia di Sondrio. Poco distante corre la Statale 38, che porta alle mete più battute di Bormio e Livigno. È una calda serata di luglio e dentro al teatro sta per cominciare il concerto jazz del William Lenihan Trio, uno dei numerosi appuntamenti della rassegna AmbriaJazz (www.ambriajazz.it, conclusasi il 9 agosto). Giunta quest’anno alla settima edizione, la manifestazione curata da Giovanni Busetto -marito di Norma- è un tour (gratuito) alla scoperta della Valle. Una riuscita esperienza artistica che cerca di mostrare una Valtellina alternativa al modello “mordi e fuggi” delle frequentate piste da sci.

In questi anni AmbriaJazz ha costruito una fitta rete tra amministrazioni locali, cooperative sociali e associazioni di varia natura. Una tela virtuosa che ha convinto Norma a dar vita con altri 16 soci fondatori all’associazione di turismo responsabile chiamata “AltRaValtellina” (www.altravaltellina.altervista.org). “Dal novembre 2014 ad oggi i soci sono diventati 21, tra B&B, agriturismi, guide, punti di ristoro e aziende agricole -racconta Norma- e respiriamo davvero un grande entusiasmo”. Mentre Norma elenca gli obiettivi della giovanissima rete -“l’ottica condivisa è quella di una fruizione senza sfruttamento delle risorse”, infatti- Roberta sta spillando una “Sbrega”, buona birra amara prodotta dal “Pintalpina” (www.pintalpina.it), birrificio artigianale sociale aperto da quest’anno con base a Chiuro, a 10 chilometri da Sondrio, che offre opportunità di lavoro e formazione a giovani con disabilità parziale. È tra i partner del festival, proprio come l’associazione fondata da Norma.

Uno dei B&B appartenenti alla rete è il suo, “Via Paradiso” (www.viaparadiso.it), immerso nel meraviglioso borgo medioevale di Ponte in Valtellina. Norma, che di mestiere fa la restauratrice, è una guida puntuale nelle strade ciottolate del paese. Oltre alle tappe storiche -come la casa dell’astronomo Giuseppe Piazzi o quella della famiglia della giornalista e scrittrice Camilla Cederna, figlia del valtellinese Giulio-, Norma tiene particolarmente a far conoscere chi coltiva mele biologiche -sono cinque aziende in tutta la provincia di Sondrio, in una terra dove l’ultimo rapporto di Greenpeace “Il gusto amaro della produzione intensiva di mele” è tornato a denunciare l’utilizzo massiccio di pesticidi- o recupera grani particolari al suo forno. Sono l’azienda agricola Simonini e il Forno di Berola. Buona parte dei negozi e delle botteghe a piano terra, però, sono chiusi, a dimostrazione di uno spopolamento che in questa parte di Valle è regola che si fatica a contraddire. Tra le eccezioni c’è Luca Waldner (www.lucawaldner.com), liutaio di bottega con clienti fino in Cina, che qui a Ponte è rimasto nonostante tutto e continua a “pensare e costruire” chitarre da studio e da concerto. È arrabbiato perché sicuro che “il modello economico e turistico di massa non porti nulla al territorio ma concentri semmai i profitti”. Pensa ad esempio al noto caso di Livigno, epicentro sciistico dell’alta valle compreso nel Parco nazionale dello Stelvio che è zona franca dal 1910. Nel solo mese di dicembre 2014 quel Comune di 6mila abitanti ha contato arrivi per oltre 38mila persone, per lo più stranieri, in crescita del 16% rispetto al 2011. Del complicato rapporto tra turismo e conservazione della fauna, ad esempio, ha trattato Mariagrazia Folatti, responsabile del Servizio Aree Protette della Provincia di Sondrio, ospite di un convegno organizzato proprio da “AltRaValtellina” a fine maggio.

Occupandosi della gestione dei 16 siti di Rete Natura 2000 affidati alla Provincia di Sondrio, Folatti conosce bene gli impatti che il turismo -anche se sostenibile- può avere sulla vita nelle aree tutelate. Ed è per questo che ha lavorato per raggiungere accordi -com’è il caso di un protocollo d’intesa sottoscritto con il Comune di Livigno- per la regolamentazione, delimitazione e formazione di chi attraversa zone battute, ad esempio, da specie come il gallo forcello, l’aquila reale o la pernice bianca. Discorso a parte per lo sci “tradizionale”, dove il consumo di suolo ha di fatto espulso la fauna dalla circolazione, eccetto cervi, caprioli o lepri che attraversano le piste in tarda serata.

Conservare la biodiversità conviene, così come passeggiare e pedalare lungo la Via dei Terrazzamenti, splendido progetto frutto del Distretto Culturale (www.distrettoculturalevaltellina.it) sostenuto da Fondazione Cariplo, finanziato dalla Fondazione di Sviluppo Locale e coordinato da Dario Foppoli, che è ingegnere. “Dei 76 chilometri di percorsi che uniscono Morbegno -all’inizio della Valle- a Tirano, -racconta Foppoli- quelli realizzati ‘ex novo’ sono meno di uno”. Gli ultimi due lotti della Via -realizzata con un investimento di 3 milioni di euro- sono stati consegnati nel giugno di quest’anno. Già candidati a diventare patrimonio dell’UNESCO, con i loro 850-1.000 ettari di estensione utilizzabile (si stima ce ne siano altri 5mila coperti dal bosco), i terrazzamenti valtellinesi rappresentano il 37% di tutta la superficie terrazzata italiana. “Le prime notizie storiche relative ai terrazzamenti -ricostruisce Foppoli- sono connesse a insediamenti monastici del 1100-1200. La grande esplosione ci fu con il dominio dei Grigioni (1512-1796), dato che la nostra valle era la più fertile del Cantone ed il vino era esportato a Nord e nell’Impero. Nel 1800 raggiungevano i 6mila ettari, coltivati a segale, grano saraceno e vino, ma attualmente sono rimasti quelli di maggior valore, dove si concentrano i vitigni Sassella, Grumello e Inferno”. Preservare i terrazzamenti è pratica che implica “un costo considerevole”, racconta Foppoli. “I muretti richiedono una manutenzione periodica, cultura che s’è persa negli ultimi 50 anni”. È per questo che la Via non si pone soltanto come un ‘sentiero’ quanto come uno strumento che metta in relazione produttori di vini, strutture ricettive, cooperative sociali che impegnano ragazzi con disabilità magari e privati, così che comprendano l’importanza strategica dei terrazzamenti e del territorio e si facciano attori della sua tutela”.

Attraversato il 18esimo Comune (Tirano), in prossimità del confine svizzero, la Via dei Terrazzamenti si unisce alla storica “Via Valtellina”, concepita per esportare il vino fino alla regione austriaca di Voralberg e che oggi è un percorso ciclo-pedonale che si snoda fino a Gargellen. Le due Vie hanno da poco sottoscritto una convenzione di “mutuo aiuto”, rendendo di fatto continuo il tracciato di circa 200 chilometri che dalle Alpi si spinge (quasi) fino al Lago di Como -mancano appena 15 chilometri-.

La Via terrazzata tra Tirano e Morbegno è costata circa 3 milioni di euro, 40mila euro a chilometro. Fa riflettere il confronto con il sesto lotto della variante di Santa Lucia della “nuova” SS38, a 30 minuti di macchina da Grosio: 1,4 chilometri di attraversamento in galleria voluto dalla Provincia di Sondrio per sgravare il centro cittadino di Bormio dal traffico automobilistico dei turisti diretti (anche e soprattutto) al Passo del Foscagno e quindi a Livigno (il treno infatti si ferma a Tirano). Il “costo complessivo” dell’opera -che per 994 metri è in galleria e sarà pronta nell’autunno di quest’anno- è di 40.374.444 euro: 28,8 milioni a chilometro. Anche questo è un esempio delle visioni differenti dello “sviluppo” della Valtellina e dell’utilizzo delle risorse a disposizione.

A Tresivio -borgo vicino a Ponte in Valtellina che conta 2mila abitanti- incontriamo Miria, che porta avanti il B&B “Dalla Zia” (www.bnbdallazia.it), anch’esso tra i soci di “AltRaValtellina”. Con lei e Norma ci spostiamo a Sud, verso Sondrio, capoluogo di Provincia e centro di questo nuovo corso della Valle, percorrendo un tratto della Via dei Terrazzamenti. Una parte di questo cuore batte in Bangladesh, equo e solidale. Lidia Perucconi, che è una delle fondatrici della Bottega della Solidarietà di Sondrio (www.commercioequosondrio.it, via Giuseppe Piazzi, 18) ormai prossima al ventitreesimo compleanno (dal 2000 è cooperativa), alza la claire del grande magazzino di stoccaggio della Bottega. Ci sono cesti, arazzi intrecciati, grembiuli e splendide creazioni con Sari riciclati. Grazie all’operato di padre Giovanni Abbiati -missionario scomparso tragicamente nel 2009- la Bottega è diventata importatore delle produzioni di BaSE (www.basebangladesh.org), l’unione degli artigiani del Bangladesh, organizzazione non-profit di commercio equo e solidale, tra gli espositori a Milano Fair City lo scorso maggio (vedi Ae 171). In occasione dell’evento milanese, alcuni membri di BaSE sono stati ospitati nel B&B “Panemiele”(www.panemiele.eu, socio di “AltRaValtellina”) che Lidia porta avanti a Sondrio con suo marito Gian Mario, la figlia Chiara e Paolo, suo genero. È proprio quest’ultimo -che lavora alla Comunità Montana del capoluogo- a mostrare nell’ufficio del B&B cartine, mappe e itinerari ciclo-pedonali che dalla città partono lungo i versanti retico e orobico che stringono la Valle. Sul suo smartphone, Paolo ha alcune fotografie del sentiero Rusca (dislivello di 2.250 metri, da Sondrio fino al Passo del Muretto nella Valmalenco),  e del sentiero Valtellina, da poco sistemati in collaborazione con l’associazione dei Tecnici senza barriere (www.valtellinaccessibile.it), associata ad “AltRaValtellina”. Le aree di sosta -dai tavoli per il pranzo ai giochi per i più piccoli- sono state rese così accessibili a tutti e i “tecnici” organizzano “eventi accessibili” “grazie all’impiego della joelette (carrozzina da montagna con una sola ruota centrale, ndr)” in modo che anche le persone disabili possano “apprezzare le bellezze naturali della provincia di Sondrio”. Questa è l’altra Valtellina.

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