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Contrin ciaspole ai piedi

La salita in Val Contrin, fino all’omonimo rifugio, in estate va considerata un’escursione per famiglie, una camminata tranquilla da farsi lasciando liberi i bambini di scorrazzare tranquilli, almeno dalla baita Locia Contrin in poi. Fatta seguendo il tragitto “classico” presenta un primo tratto su forestale piuttosto ripida per superare il “gradino” che conduce alla valle sospesa. Da qui si prosegue in falsopiano in sinistra del torrente, per poi portarsi sul lato opposto transitando su un ponte di legno. Solo l’ultimo tratto del percorso presenta qualche tratto di salita un po’ ripida.

Per compiere l’intero tragitto da Alba al rifugio ci vogliono 1h40′ – 2h …a seconda del cartello!!! 😀

No, non sto scherzando, ci sono due cartelli con indicazioni un po’ discordanti, diciamo che due ore ci vogliono se siete in gruppo e ve la prendete con calma, altrimenti basta meno. Il record mio e del mio compagno è di circa 1h20′ perché… arrivare al Contrin era solo l’avvicinamento, e l’abbiamo fatta al galoppo. Ma di questo vi racconterò in un’altra occasione.

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In inverno ovviamente il discorso è un po’ diverso, perché i rifugi non sono aperti (c’è solo il locale invernale del Contrin) e quindi non ci sono motoslitte che passano a battere il percorso. Se non sono passati scialpinisti bisogna armarsi di santa pazienza…

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Baita Locia Contrin

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Il gruppo del Sella

Il tracciato

Il percorso “classico” parte dal parcheggio della funivia del Ciampac, poco oltre 1500 mslm: se dalla stazione di valle guardate verso monte vedrete che in fondo al parcheggio, sulla sinistra, parte una forestale che si addentra nel bosco con pendenza sempre crescente (segnavia 602). Con una serie di tornanti supera il gradino fino alla baita Locia Contrin (circa 200m di dislivello), da qui il percorso spiana e si avvicina al corso del torrente, e si transita con l’imponente vista delle pareti del Gran Vernel sulla sinistra e del Colac sulla destra.

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Verso fondo valle

Proseguendo in falsopiano la valle si allarga leggermente, e sulla destra incrociate il sentiero 646 che porta alla forcella fra Colac e Sass Neigher. All’altezza del bivio con il sentiero per Passo San Nicolò (645) si transita su un ponte in legno per portarsi sula destra del Ruf Contrin, si passa sotto Malga Cianci e si prosegue su forestale.

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Il Gruppo del Sassolungo

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Rifugio Contrin

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Verso Passo Ombretta, la Marmolada

La strada si fa più ripida, e dopo alcune curve si giunge al Rifugio Contrin. Si trova in una posizione particolare, alla confluenza con il sentiero che scende dal passo di Ombretta tramite la val Rosalia (segnavia 606), guardando in questa direzione uno scorcio della Marmolada (punta Penia). Questo rifugio in estate è strategico, perché da qui partono i sentieri per il Passo di Ombrettola, il Passo delle Cirelle, Pas Pasché e Passo San Nicolò. Siamo lungo l’alta via n°2, tanto per intenderci….

Io non mi sono fidata a proseguire oltre, un po’ per il timore di valanghe, un po’ per la mancanza di punti di appoggio… e soprattutto perché ero incinta di un paio di mesi (si lo so… adesso certe cose  da sola non le farei… ai tempi mi sentivo bene ed ero un po’ “fuori”).

In condizioni di neve stabile si può proseguire oltre. In rete si possono trovare ad esempio le descrizioni per le salite fino a Pas Pasché.

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Ruf Contrin

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Rifugi aperti

Amanti delle camminate anche in inverno: ecco quali rifugi (aperti!) raggiungere!

outdoor.visittrentino,it, 19/01/2016

È inverno, ci piace sciare (e molto) lo sapete!
Oggi però abbiamo pensato anche a chi ha voglia di camminare lontano dalla confusione, vuole godersi il panorama e magari un ottimo piatto, perfetto coronamento della passeggiata nella natura.
Vogliamo farti un regalo!
Ecco i rifugi escursionistici, alcune malghe o piccole strutture aperte che possono essere meta ideale di semplici passeggiate, anche in questa stagione.
Tutti sono lontani dalle skiarea e raggiungibili solo a piedi e con le ciaspole (o con buon innevamento anche con gli sci di alpinismo).
Comune denominatore: il sorriso del gestore che ti accoglie una volta che -infreddolito-, apri la porta del rifugio mentre ti da il benvenuto e ti presenta i piatti del giorno, fatti con amore.
Le strutture offrono servizio di ristorazione e in molte è anche possibile pernottare la notte.
Il tuo weekend romantico in montagna sarà perfetto.
Attenzione: camminare sui sentieri in questa stagione non è come farlo in estate. Verifica la condizione del percorso contattando il rifugio e la reale apertura della struttura che può variare in base alle condizioni di meteo e neve.

Per le foto dei rifugi vedi l’articolo originale.

Gruppo Catinaccio, Val di Fassa

Stella Alpina Spiz Piaz
Adagiato nella conca del Gardeccia, ci sono le Torri del Vajolet poco più su a farci compagnia. Si accede da sopra il paese di Pera di Fassa (1 h di cammino) oppure utilizzando gli impianti Catinaccio Rosengarten e Pian Pecei (circa 50 min).

Rifugio Gardeccia
È vicino al rifugio Stella Alpina, è possibile (con ottimo innevamento) scendere con lo slittino dalla strada forestale innevata. Aperto tutti i giorni.

Gruppo Costabella, Val di Fassa

Rifugio Fuciade
Da Passo San Pellegrino con una semplice camminata di 40 minuti si raggiunge un posto da favola. È sempre aperto e c’è la possibilità di pernotto in romantiche camere tutte in legno. Per chi volesse, servizio transfer con gatti delle nevi.

Gruppo delle Pale di San Martino, Val Venegia

Malga Venegia
Nella suggestiva Val Venegia, sotto Sua Maestà Cimon della Pala, a circa 1800 m di altezza c’è questa malga agrituristica raggiungibile dall’ingresso del Parco di Paneveggio Pale di San Martino con una breve camminata.
Per chi volesse proseguire si può arrivare fino a Baita Segantini (andata 2h’30 / 500m dislivello).

Gruppo Presanella, Madonna di Campiglio

Rifugio Lago di Nambino
Dedicato ai romantici! Il rifugio in legno è adagiato su un piccolo laghetto ghiacciato con vista Dolomiti di Brenta. Si accede da Madonna di Campiglio con una semplice camminata di 20 minuti sulla neve.
Sempre aperto fino a fine marzo.

Gruppo Adamello, Giudicarie Centrali

Rifugio Trivena
Piccolo rifugio alle porte del Parco Naturale Adamello Brenta nelle Valli Giudicarie, si accede da poco sopra il paese di Breguzzo con una camminata di circa 1h e 30’.
Sempre aperto fino a fine marzo, offre servizio di pernottamento e ristorazione.

Gruppo Lagorai – Val di Cembra – Altopiano della Vigolana

Rifugio Spruggio G. Tonini
Tappa obbligata per chi passeggia sulla catena del Lagorai: il percorso classico parte dal Passo di Redebus e in circa 2h e 30’ si raggiunge il rifugio. Offre pernottamento e ristorazione solo nel weekend, fino a metà aprile.

Rifugio Malga Consèria
Per chi vuole immergersi 100% nella natura, nel Lagorai più inedito e poco conosciuto. Questo piccolo rifugio si trova in fondo alla Val Campelle e lo si raggiunge camminando circa 45 minuti.
Aperto nel weekend.

Rifugio Sette Selle
Meta classica per un’escursione con le ciaspole o con gli sci di alpinismo in Val dei Mòcheni. Il “Sette Selle” è in una conca a circa 2000 m con panorama sulle scure rocce di porfido e granito del Lagorai. Aperto nel weekend.

Rifugio Potz Mauer
Siamo in Val di Cembra e si lo raggiunge dai Masi Alti di Grumes con una comoda strada forestale e un’oretta di cammino. Ottimo per divertenti pranzi in compagnia e in famiglia. Aperto nel weekend.

Rifugio Casarota
Semplice escursione sull’Altopiano della Vigolana, si raggiunge il “Casarota” con una camminata di circa 1h e 30’ dal rifugio Al Sindech sulla strada della Fricca.
Aperto solo nel weekend.

Gruppo Alpi di Ledro

Rifugio Bocca di Trat Nino Pernici
È a cavallo fra il Lago di Garda e le montagne della Val di Ledro, a circa 1650 m, e lo si raggiunge con una breve camminata di circa 20’ da Malga Trat. Punto di partenza per escursioni in zona. Aperto nel weekend (solo di giorno) fino al 21 febbraio.

Rifugio Monte Calino San Pietro
Balcone sul Lago di Garda, si raggiunge con una breve camminata di 15 minuti dal borgo medievale di Canale di Tenno, assolutamente da vedere. Per chi volesse camminare un po’ di più consigliamo gli accessi dall’altopiano del Lomaso, nella zona di Comano Terme o passeggiate verso il Lago di Tenno. Aperto a pranzo nel weekend fino a fine febbraio.

Gruppo Monte Baldo/Garda Trentino

Rifugio Altissimo Damiano Chiesa
Rifugio dal panorama e ospitalità unici. Gli occhi (e il cuore) da lassù si perdono sul Lago di Garda. Diversi accessi, provate dall’abitato di San Valentino, sopra Brentonico in circa 2 h e 40 minuti. Aperto nel weekend.

Gruppo Piccole Dolomiti/Pasubio/Alpe Cimbra

Rifugio Passo Pertica
Nel cuore delle Piccole Dolomiti, il rifugio è trentino ma appartenente al Cai Veneto. Si può raggiungere con un’escursione un po’ impegnativa (750 m dislivello) attraverso Ala e la Valle dei Ronchi in circa 3 h. Aperto nel weekend.

Rifugio Malga Campo
Piccolo rifugio a 1,5 km da Luserna raggiungibile con strada forestale chiusa al traffico.
Ideale per semplici camminate e ciaspolate sull’altopiano. Aperto nel weekend fino al 28 marzo.

Rifugio Paradiso
È ai piedi del Monte Cornetto sopra Folgaria, itinerario classico e semplice da fare con gli sci di alpinismo (1 h il percorso rifugio/cima).
A piedi lo si raggiunge invece attraverso il facile percorso su strada forestale da Passo Sommo (1h e 20 minuti). Aperto tutti i giorni fino alle 16.

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XVI Caspolada al chiaro di luna

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La manifestazione “Caspolada al Chiaro di Luna” è divenuta fiore all’occhiello di Vezza d’Oglio, raggiungendo nelle ultime edizioni più di 4.000 partecipanti. Consiste in una passeggiata non competitiva in notturna che si svolge solitamente tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio in una serata di luna piena. Da un paio di anni si è aggiunta la gara competitiva destinata ai concorrenti più preparati atleticamente ed in possesso di un certificato di idoneità alla pratica dell’attività agonistica. La manifestazione richiama atleti ed appassionati da numerose regioni dell’Italia e da oltreconfine. Indossando ai piedi le racchette da neve (in dialetto caspe o caspole), partendo dal centro storico del paese, ci si avventura in un percorso completamente innevato che si snoda lungo il fondovalle, per una lunghezza di circa 9/10 Km, nelle bellissime pinete circostanti l’abitato. Per i meno allenati, o per chi vuole fare meno fatica, è previsto un percorso ridotto della lunghezza di circa 5/6 chilometri.

Tale evento può essere vissuto da tutti, piccoli e grandi, non necessita di alcuna preparazione atletica particolare e il tutto si svolge nella massima sicurezza. Bevande calde e prodotti tipici locali vengono distribuiti a tutti i partecipanti presso i ristori allestiti lungo il percorso; inoltre c’è la possibilità di cenare presso il Centro Eventi Adamello, trascorrendo una serata all’insegna dell’allegria e del divertimento.

Il chiarore quasi magico della luna, il calore emanato dalle numerose fiaccole e falò, il silenzio maestoso della montagna rotto a tratti dal vociare festoso della gente, gli scenari suggestivi che si aprono ad ogni passo fanno di questo evento un’esperienza da non perdere e un appuntamento denso di forti emozioni da vivere … e sicuramente da consigliare agli amici!

La manifestazione è gestita e organizzata da uno specifico Comitato che si avvale del sostegno e della collaborazione della Pro Loco, dell’Amministrazione Comunale di Vezza d’Oglio e da tutte le associazioni di volontariato presenti sul territorio; da non dimenticare il contributo della Comunità Montana e del Consorzio Bim di Vallecamonica, della Provincia di Brescia e della Regione Lombardia.

Il programma prevede: a partire dalle ore 10:00 il ritiro del materiale di gara e delle caspole presso la palestra comunale di Vezza; dalle ore 17:00 il ritrovo nella Piazza IV Luglio 1866 animata da intrattenimenti musicali e alle ore 19:00 la partenza.

L’arrivo dei primi concorrenti è previsto a partire dalle ore 20:00 presso il Centro Eventi Adamello, dove viene servita la cena per tutti i concorrenti, e dove si svolgono le premiazioni.

Per tutte le informazioni è possibile contattare la Pro Loco al numero 0364-76131, oppure si può consultare il sito www.caspolada.it

ISCRIZIONI ON LINE QUI

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Dondena per tutti

Fino a qualche giorno fa questa escursione si poteva tranquillamente fare con un buon paio di scarponcini… Ora che finalmente il cielo ha messo giù un po’ di neve, chi è alle prime ciaspolate o si muove con ragazzini al seguito può prendere in considerazione questa gita piuttosto semplice e quasi interamente al sole.

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Verso il fondovalle, con la strada che da Champorcher sale verso località Mont Blanc

Punto di partenza

Si parte dalla località Mont Blanc, frazione di Champorcher (in paese, oltrepassata la piazza si svolta bruscamente a destra seguendo le indicazioni per Mont Blanc – Lago Miserin). Il parcheggio è ovviamente funzione dell’innevamento.

Champorcher

Baite lungo il tracciato

Percorso

Si segue l’ampia poderale che porta in località Dondenaz (2110m). Superati i primi tornanti, il tracciato sale per buona parte della tratta con pendenza debole, passando sotto Mont Ross, Bec Barmasse e Bec Raty. Le uniche difficoltà di questo tracciato sono costituite dall’acqua che, scendendo dal versante o uscendo da alcune vasche, tende in alcuni punti a ristagnare sulla strada formando lastre di ghiaccio, e da un breve tratto potenzialmente esposto a distacchi di neve (evitare questa escursione dopo abbondanti nevicate).

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…ghiaccio!!!

All’altezza di Dondenaz si devia a sinistra passando su un ponte (si trova in corrispondenza di una paretina dove sono attrezzati a spit alcuni monotiri), con ampie curve si arriva al rifugio Dondena (2100m).

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Dondenaz

Dati tecnici

Il dislivello in salita è di circa 450m, indicativamente sono necessarie circa 2h30′ per l’andata e 2h per il ritorno.

Il periodo ottimale va da novembre a marzo.

(Fonte: “Neve libera”, edizioni Versante Sud)

Consiglio di verificare l’apertura del rifugio. Io a capodanno (torniamo indietro quasi dieci anni…) l’ho trovato chiuso, era aperto il locale invernale, ma…la stufa?

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Al tramonto, verso il fondovalle

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Con le ciaspole da rifugio a rifugio

Con le ciaspole da rifugio a rifugio: sulle alte vie delle Dolomiti anche d’inverno

Escursioni anche di più giorni in angoli sperduti che garantiscono un abbraccio caldo, rimanendo immersi nella neve

di Matto Serafin (Meridiani Montagne) – lastampa.it, 07/12/2015

Il rifugio città di Carpi (ph Diego Cuzzolin)

L’idea che i rifugi alpini chiudano a fine estate, per piombare in un lungo letargo attraverso l’inverno, è ormai superata tra le Dolomiti del Cadore. Anche quest’anno riprende la fortunata iniziativa di alcuni rifugisti dell’alto Bellunese che dal 2010 si sono consorziati creando una rete di percorsi in quota. Escursioni anche di più giorni in angoli sperduti delle Dolomiti, che garantiscono al tramonto un abbraccio caldo, rimanendo immersi nella neve. Camminare nella coltre bianca in una foresta silenziosa, poi sbucare sull’altopiano e trovarsi soli davanti a uno dei paesaggi più spettacolari al mondo. Quando si parla di Dolomiti si pensa subito ai caroselli del superski, eppure le vette più belle – quelle che conquistarono i primi esploratori dell’Ottocento come il Pelmo, l’Antelao, le Marmarole, il Sorapiss, i Cadini di Misurina – sono rimaste lontane dalle mappe dello sci alpino: troppo fuorimano, troppo poco ripidi i pendii alla base delle pareti. Così solo l’escursionista della neve può raggiungere questi colossi anche d’inverno.

Il vecchio arnese dei nonni  

Negli ultimi anni, con la delocalizzazione dell’industria diffusa dell’occhiale, in Cadore si è cercato di lanciare un turismo alternativo, specie d’inverno. Per questo è venuto in soccorso un vecchio arnese sottratto all’oblio dei nonni. Ritornate in auge grazie a una moda venuta dalla Francia, le racchette da neve, le ciapole (qui chiamate ciaspe in dialetto), hanno trovato qui il loro terreno ideale. Il primo rifugio a tenere aperti i battenti nella cosiddetta brutta stagione fu, 14 anni fa, il rifugio Padova, a 1300 metri di quota ai piedi della catena dei Monfalconi, ai confini con il Friuli. “Fu una scelta dettata più dalla nostra passione e dalla follia che altro, non pensavamo mai di superare i dieci clienti la settimana” racconta il gestore Paolo De Lorenzo. Oggi sono 17 i rifugi in tutto il Cadore a tenere aperto d’inverno, almeno nei fine settimana. Sono le mete e gli approdi dove godersi una cenetta calda a fine giornata per chi ha camminato a lungo nelle neve, con le ciaspole ma anche senza, percorrendo sentieri appositamente battuti.

La rete dei percorsi  

Nel 2010 è stato varato un circuito di itinerari contrassegnati con apposita segnaletica e un portale (www.regnodelleciaspe.it) dove si possono trovare tutte le informazioni necessarie per organizzare un’escursione in sicurezza. Gli itinerari tracciati possono essere vecchie mulattiere militari, strade forestali o semplici sentieri in mezzo al bosco. “Dove è possibile usiamo i gatti delle nevi per battere le piste” racconta Omar, gestore del rifugio Chiggiato nel Gruppo delle Marmarole. “Ma dove il sentiero è troppo stretto dobbiamo tracciare a piedi il percorso dopo ogni nevicata”. Proprio nelle Marmarole si svolge il 12 febbraio la Ciaspalonga, vera e propria maratona di 42 chilometri con partenza da Auronzo a notte fonda e arrivo in Piazza Tiziano a Pieve di Cadore. Una gara durissima, che affronta un dislivello di 2000 metri su un itinerario che di solito si fa in due o tre giorni, godendosi un panorama di incomparabile bellezza.

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Neve in Val Duron

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San Nicolò winter collection

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I Maerins

Dato che, col tempaccio che ha fatto ieri, in Val di Fassa ha nevicato anche a fondovalle, ne approfitto per scrivere due cose relativamente alla Val San Nicolò in versione invernale, e postare qualche foto fatta alcuni anni fa.

Questa valle, che a me piace un sacco, è splendida per ciaspolate in tutta sicurezza (attenzione solo alle motoslitte…che però vi fanno trovare il sentiero già battuto). Talmente in sicurezza che l’ho fatta fino a baita Ciampié incinta di due mesi (e col fagiolino in pancia ne ho fatte di peggio…cose che adesso non rifarei MAI).

Unico “difetto” è che, avendo orientazione Ovest- Est, in inverno è interamente in ombra, ad eccezione della zona vicino al parcheggio di Sauch.

La strada è aperta al traffico fino al ristorante Soldanella, camping Vidor. Oltre, la pista da sci di rientro (quella vecchia) passa sulla sede stradale.

Non riporto la descrizione del percorso, che in sostanza è la stessa del percorso in MTB di cui ho parlato qui. Unica differenza: non è necessario portarsi sulla strada dei russi, si può tranquillamente restare sulla strada principale, dalla quale si gode di un panorama più aperto…e dei raggi del sole.

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Fra Mezzaselva e Ciampié

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Col Ombert e Passo San Nicolò, da Baita alle Cascate

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Cresta del Buffaure e Catinaccio dalla Baita alle Cascate

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Cornice di neve…

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