San Nicolò, il crocifisso e la Madonna

Una persona sana di mente che arriva in montagna senza allenamento (soprattutto senza aver fatto salite nell’ultimo anno) dovrebbe avere il buon senso di scegliere un percorso semplice, con pochi dislivelli.

“Sano di mente”, appunto…

Non volendo fare “avvicinamento” o spostare l’auto, avendo solo il pomeriggio a disposizione e partendo da Pozza ho scelto la val San Nicolò. In pratica… una delle escursioni con più dislivello fra quelle che potevo permettermi di fare (700m circa) e partenza pronti via. Un genio… per fortuna che è corta.

La val San Nicolò sbocca a Pozza di Fassa, dal paese (1300 circa) si sale inizialmente su asfalto e, alternando sterrato e asfalto, fino ai circa 2000m della Baita alle Cascate, ai piedi di passo San Nicolò e del Col Ombert. Sono solo 8 km,  più o meno.

A sinistra la cresta del Buffaure, a destra i gruppi Vallaccia e Monzoni.

Pur senza la deviazione in val Monzoni del percorso segnalato, come prima escursione per una mezza calzetta come me, che quando ha tempo di uscire in bici al massimo può fare gli argini di Po, non è certo una passeggiata,  viste anche le pendenze non proprio tranquille.

Note geologico-escursionistico-paesaggistiche

La valle ha orientazione Ovest, Est ed è molto bella. D’inverno si può percorrere per intero con le ciaspole, il problema è che, data l’orientazione, è quasi tutta in ombra. D’estate si presta per escursioni tranquille e pic nic, ed è punto di partenza/transito per escursioni più lunghe, ad esempio verso Lagusel, gruppi Monzoni e Vallaccia, per il giro del Col Ombert o la traversata verso la Val Contrin, o come itinerario di rientro per chi, proveniente dalla cresta del Buffaure o dal Ciampac, ha percorso il sentiero Pederiva.

In auto si può percorrere fino al parcheggio di Sauch, sono attivi il servizio trenino da Pozza a malga Ciampié e il servizio navetta verso Malga Crocifisso e Val Monzoni.

Osservando la cresta del Buffaure (destra idrografica, in sinistra salendo) si nota che alla roccia chiara (dolomia) che costituisce la parte bassa (sono evidenti i due speroni dei Maerins, le “rocce gemelle”) si sovrappone una roccia scurissima: sono i resti di eruzioni vulcaniche sottomarine che hanno “ucciso” la barriera corallina sottostante. Le zone del Buffaure e dei Monzoni sono un paradiso per i geologi. Verso Passo San Nicolò affiorano rocce stratificate (e io ci ho trovato dei fossili in passato).

Nb. se andate a caccia di fossili o minerali tenete presente che NON si possono rompere le rocce, si può solo raccogliere ciò che si trova.

snicolo google prosp

Il percorso

Partendo dal piazzale della cabinovia del Buffaure c’è la possibilità di percorrere un breve tratto di sterrato che passa accanto ad una centrale elettrica e si reimmette sulla strada asfaltata che risale la valle. Da qui sono meno di 700m  fino al ponte sul torrente davanti al ristorante Soldanella (1,150km da partenza)

Qui c’è la possibilità, senza fare il ponte,  di imboccare uno sterrato in sinistra idrografica del torrente (è la strada usata in inverno dalle motoslitte quando la strada è utilizzata come pista da sci).

Ed è qui che comincio a vedere la madonna. Ad ogni strappo tocco a terra con la lingua. Le gambe non vanno. E non è solo una mia sensazione: il cardiofrequenzimetro non mente, passo i 170. E meno male che sono nel bosco perché fa pure caldo. E giù il piedino perché sto per cascare  (e farsi vedere ad andare in stallo e ribaltarsi perché non si sganciano le scarpe non è mai bello).

Per fortuna arriva la discesa, verso la strada che sale dal paese, sulla quale ci si immette poco prima della deviazione verso la Val Monzoni. Qui (2,600km dalla partenza) c’è una chiesetta, punto di arrivo della via crucis. No, non la mia. Quella vera: dal paese lungo la strada asfaltata ci sono delle edicole con le stazioni della via crucis. Mi pare ci facciano la processione una volta al mese, di venerdì (ma vado a memoria, potrei sbagliarmi…). L’adiacente malga si chiama, non a caso “Crocefisso”.

Da qui, asfalto con alternanza di tratti tranquilli e rampe lunghe e micidiali. L’ultima è mortale, con pendenze fino al 18-19%.

E con la lingua a pulire l’asfalto si arriva al bivio (4,500km), alcune centinaia di metri prima del parcheggio di Sauch: si devia verso un tratto di discesa verso un ponte, ad innestarsi sulla “strada dei russi”, forestale realizzata da prigionieri russi all’epoca della grande guerra. Molto bella, fondo ottimo e pendenze soft, nel bosco.

Volendo è possibile proseguire lungo questa strada, ma più avanti diventa poco agevole da percorrere ed è poi necessario guadare sotto le cascate. Meglio attraversare in corrispondenza di uno dei guadi (con ponticello) in prossimità dell’incrocio con il sentiero 641. Di solito uso il secondo (7,250km), ha un ottimo fondo, anche se c’è sempre parecchia acqua. A farlo in discesa è un po’ bastardo, visto che in uscita si trova una rampetta e se non si sta attenti si finisce in acqua.

Curva secca a destra e si imbocca uno sterrato che sale nel bosco. Siamo quasi alla fine… Qui faccio un incontro inatteso: mi attraversa la strada un capriolo, spaventato da un biker che scende a tavoletta. È la prima volta che ne vedo uno da queste parti (di capriolo, ovviamente… 😉 ).

Questo invece è il regno delle marmotte. Ce ne sono parecchie, con tana anche a pochi metri dalla traccia che attraversa il prato che mi separa dalla meta.

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Una “local”

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Manca poco…

Ci si immette sulla strada che arriva dal paese, qui in sterrato e acciottolato e, con un ultimo strappo, si arriva alla Baita.

Il prato, gettonatissimo per Pic Nic con bambini, è ideale per lo “svacco”. E la Baita è “tattica”.

Una torta no, ma uno yogurt con miele me lo concedo…

Le cascate

Le cascate

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Baita alle cascate. Sullo sfondo, il Col Ombert

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Anche la mtb si riposa… (sullo sfondo, fra i pini, i Maerins)

Dati utili

Il percorso è indicato come “Tour 206”, attenzione che il tracciato segnalato a malga crocifisso devia verso i Monzoni.

Avendo avuto problemi col gps, ho tracciato percorso con google earth, i dati potrebbero non essere precisissimi.

Lunghezza (da parcheggio cabinovia a baita): 8.100km

Dislivello:655m

Pendenza max asfalto: 19%

Pendenza max sterrato: 17%

Fatto ultima volta: 04/08/2015

Nb. alcuni dati sul percorso integrale, così come segnalato in valle, potete trovarli qui.

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Categorie: i miei giri, mtb | Tag: , | 2 commenti

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2 pensieri su “San Nicolò, il crocifisso e la Madonna

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