È proprio Duron!

La val Duron è una verde e splendida valle pensile che si innesta nella Val di Fassa a Campitello. Ottima meta per famiglie, zona di transito o rientro per escursioni di più ampio respiro… e meta tostissima per gli appassionati di MTB. Già, perché la parte centrale sarà anche pianeggiante, ma il primo e l’ultimo tratto… decisamente no. Per chi segue gare e manifestazioni: avete presente il Sellaronda MTB Hero? Ecco… Questa è l’ultima salita del giro lungo, quello da 87km e 4400m di dislivello, e questi 830m di dislivello arrivano dopo Gardena “abbondante”, Pralongià/Campolongo, Porta Vescovo e Pordoi. E io, che faccio solo questa salita, l’ultimo tratto lo faccio a spinta…sigh… 😦

Il contesto

La valle ha indicativamente orientazione Est-Ovest e si incunea a Nord del Gruppo del Catinaccio fino ai piedi del Molignon; è delimitata a Nord dalla Cresta di Siusi, che si stacca dal Sasso Piatto, cima che domina il primo tratto della valle. Valle dal paesaggio piuttosto vario, è caratterizzata dalla presenza di una colata di lava che è andata a coprire la sottostante dolomia, un po’ come è successo nella zona del Buffaure.

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Highlander al pascolo

Per chi cammina

Punto di partenza “standard” per salire in Val Duron è Campitello, traccia n°532. Si segue una forestale chiusa al traffico che è il proseguimento di Streda do Ruf e segue il torrente, con una micidiale rampa da affrontare poco dopo la partenza, in corrispondenza di una strettoia della valle, dove il torrente scorre molto incassato. Tutto il primo tratto della forestale scorre nel bosco, lungo il tragitto si incontrano un punto di ristoro (Baita Fraines) e alcune baite, fino a sbucare davanti al rifugio Micheluzzi, ubicato dove la valle si apre… e spiana.

C’è anche la possibilità di salire per un altro sentiero nel bosco, che passa più a sinistra rispetto alla forestale (aggira il cocuzzolo che segna l’ingresso della valle, in destra idrografica) e si reimmette su questa proprio all’altezza del Micheluzzi.

Percorrendo tutta (o quasi) la valle si può salire verso l’Alpe di Tires, raggiungere la val di Dona e il lago di Antermoja, andare all’Alpe di Siusi; la valle è utilizzata come tragitto di rientro da molti itinerari, quali il sentiero in cresta che è proseguimento del sentiero Frederick August.

Fra Campitello e il Micheluzzi è attivo un servizio taxi (verificare le fasce orarie, che cambiano in funzione della stagione).

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Marmotte in osservazione

Per chi sale in MTB…

…sconsiglio vivamente di fare il primo tratto della forestale. Si può passare da Strada Santi Filippo e Giacomo, passare accanto al cimitero e prendere la strada asfaltata per Pian, piccolo centro situato a mezzacosta. Da lì si attraversa il paese e si imbocca una sterrata che, con un falsopiano, si immette sulla strada di valle fra il tratto più ripido e Baita Fraines, in corrispondenza di una cabina di presa.

Si prosegue seguendo questa forestale, alternando tratti a pendenza diversa…che se li fai a piedi manco li senti, ma in bici lasciano il segno. Anzi…mi confesso…avendola fatta senza allenamento (cosa che capita sempre negli ultimi anni) ho subìto l’umiliazione di essere sorpassata… a piedi, da un escursionista dal passo particolarmente lungo e ben disteso. E non è bello. Per niente. Nemmeno se leggi sulla guida che chi l’ha scritta ha sacramentato non poco su questa strada.

E, detto tra parentesi, vorrei sapere per quale strano corollario della legge di Murphy mi ritrovo sempre in punti critici o strettoie, magari un tratto ripido che sto superando pulendo la strada con la lingua, mancano le ultime pedalate…e dalla curva sbuca la jeep del tassista. Idem per il ponticello in legno seguito da salita ripida…tutte le volte ci incrocio l’auto….

Ricapitolando….smadonnando un po’ si sbuca nel tratto pianeggiante della valle, in vista del rifilugio Micheluzzi, con i Denti di Terrarossa sullo sfondo. Spettacolo!

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Val Duron e Denti di Terrarossa dal rifugio Micheluzzi

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Sempre i Denti di Terrarossa

Si prosegue così, tirando finalmente il fiato, fra verdi prati, il bianco della dolomia a sinistra e le nere rocce vulcaniche a destra, passando accanto a baite ben tenute e con nelle orecchie il fischio delle marmotte. Anzi avete buone possibilità di incontrarle da vicino, ci sono parecchie tane sulla destra della strada nel tratto dopo il Micheluzzi, e se siete fortunati le potete vedere giocare nel prato.

Si passa davanti a Baita Lino Brach, inconfondibile con le sculture nel prato e la bandiera ladina (e le torte non sono male, da tenere a mente), si prosegue attraversando alcuni pascoli, dove vengono allevati gli highlander, le mucche con la frangia, specie introdotta in valle per la resistenza alle basse temperature e per l’ottima carne. Anzi… Spero che l’allerta OMS per potenziale cancerogenicità della carne rossa non riguardi la carne salada di highlander altrimenti sono già morta…

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Baite in Val Duron

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Baita fra il rifugio Micheluzzi e la Baita Lino Brach

Proseguendo fino a Maso Stefin si arriva in un’ampia conca dominata dalla dalla Crepa da Lech, dalla Croda dei Cirmei, dalle Cime del Principe. E qui finisce la pacchia: la strada ricomincia a salire, a tratti piuttosto ripida, in alcuni punti con molta ghiaia. A tratti, per facilitare il passaggio dei fuoristrada, sono state fatte delle gettate di cemento, ma complessivamente il fondo, salendo verso il passo, si fa decisamente sconnesso. Si prosegue oltre Malga Ducoldaura, arrancando fino al bivio per l’alpe di Tires, e poco oltre si arriva al Passo Duron, con splendida vista sull’Alpe di Siusi, le Odle, il Sasso Piatto.

Bello, eh… ma che fatica!

E quei sacramenti del Sellaronda mtb Hero se lo fanno dopo tutto il resto… che nervoso….

Beh, dai…almeno uno si è guadagnato la sosta-torta!!!

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Da Passo Duron verso la valle, sullo sfondo il Gran Vernel

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Da Passo Duron verso l’Alpe di Siusi

Dati tecnici

Il percorso è segnalato come Tour 210, con partenza da Canazei. Il tragitto andata ritorno misura 26,800km, per 1035m di dislivello. Partendo da Campitello di Fassa si accorcia di qualche chilometro e il dislivello, dal piazzale della funivia, è di circa 830m.

Il percorso fino a Maso Stefin è descritto anche nella guida “Val di Fassa e Dolomiti in mountain bike”.

val duron mtb

Cartina percorso segnalato, con profilo altimetrico

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Categorie: i miei giri, mtb | Tag: , , | 1 commento

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