Articoli con tag: Prov. Lodi

Il Parco Adda Sud visto dai bambini

Lodi Il Parco Adda Sud raccontato dai più piccoli, in 7 anni incontrati oltre diecimila bambini

Domenica 28 maggio iniziative green sotto i portici del Broletto a Lodi. Il Parco Adda Sud raccontato dai bambini

welfarenetwork.it, 25/05/2017

Sono oltre diecimila quelli coinvolti negli ultimi sette anni in incontri di educazione ambientale, conoscenza del territorio, degli animali, della flora e del fiume. Domenica 28 maggio 2017 dalle 10 alle 18, sotto i portici di Palazzo Broletto a Lodi, saranno esposte decine di opere (disegni e creazioni in cartone) realizzate nelle scuole elementari e medie della provincia di Lodi e della provincia di Cremona. Sempre nella stessa giornata, a Lodi, alle 15.30 si terrà il laboratorio di disegno e creatività “Pane di terra: dalla terra alla tavola” organizzato sotto il Broletto dalla scuola primaria di Casaletto Ceredano.

“Quello che cerchiamo di fare con i bambini è piantare il seme della conoscenza e della responsabilità ambientale, poi starà a loro e alle famiglie, far crescere questo seme – spiega Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud – siamo convinti poi del ruolo strategico della scuola e degli insegnanti. E’ grazie alla loro collaborazione che possiamo trasmettere ai più giovani il valore dell’ambiente e la voglia di proteggerlo”.

Nei 24mila ettari di territorio protetto che seguono il corso dell’Adda fra Lodi e Cremona – spiega il Parco Adda Sud – esiste un ecosistema di oltre duemila specie animali e vegetali, fra cui 300 fra uccelli e mammiferi, 1.400 varietà fra piante, fiori e funghi, 50 specie di pesci, oltre 40 varietà di farfalle, 21 specie di anfibi e rettili, quasi 300 tipologie di insetti. “Quello che tuteliamo – conclude Gori – è un mondo che diventa una grande scuola all’aperto per grandi e bambini. Ed è quello che racconteremo anche domenica 28 maggio negli spazi di Palazzo Broletto a Lodi”.

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Dove Come Quando 2017

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DOVE: a Lodi in Via Carlotta Ferrari, presso “L’Ura d’Aria”

COME: in bici dopo aver letto Il Regolamento , aver effettuato L’Iscrizione e aver scaricato La Traccia GPX

QUANDO: Sabato 8 Aprile, partenza alla francese dalle 6:30 alle 8:30.

Il percorso è lo stesso dello scorso anno e anche la traccia è la stessa, quindi se l’avete già caricata sui vostri GPS l’anno scorso siete già a posto, ieri c’era un piccolo cantiere al km 70 che obbligava ad una deviazione di poche decine di metri, può darsi che finiscano i lavori entro l’8 Aprile, ma nel caso ci sia ancora basta seguire la segnaletica di cantiere per aggirarlo.

Il Punto più stronzo del percorso è sempre quello ed è sempre stronzo andatevi a leggere l’articolo che avevamo scritto lo scorso anno.

Partenza e Arrivo funzioneranno come negli anni passati, ci piacciono le cose semplici…

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Lodi-Lecco-Lodi: Iscrizioni 2017 APERTE!

Se avete voglia di cimentarvi in questo percorso di circa 165km, prevalentemente su strade bianche, da effettuarsi in totale autonomia…..non vi resta che iscrivervi!!!

LodiLeccoLodi

Se Sabato 8 Aprile intendi partecipare alla LodiLeccoLodi per prima cosa leggi il regolamento a questo LINK e poi manda una mail a lodileccolodi@gmail.com, ci basta il nome, ci serve per farci un’idea di quanti sarete. Come ogni anno organizzeremo una merenda all’arrivo se intendi fermarti a mangiare qualcosa e fare due chiacchiere bevendo una birra dopo l’arrivo scrivicelo nella mail. Organizzeremo una “raccolta fondi” alla partenza per andare a fare la spesa mentre voi pedalate, di solito con una decina di euro a testa o poco più riusciamo ad organizzarci. Se invece vieni solo per pedalare non ci devi assolutamente nulla, alla LodiLeccoLodi si pedala gratis.

A presto!

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LodiLeccoLodi 2017

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Appuntamento Sabato 8 Aprile, il sabato prima della Roubaix.

Presto arriveranno tutte le info, voi cominciate ad allenarvi.

A presto!

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Parole e immagini per ricucire la bellezza

Parzialmente sovrapposto alla settimana europea della mobilità è in corso il VenTo Bici Tour 2016. Il tema di questa edizione è “Ricuciamo la bellezza” (qui il programma completo). E, finalmente, si può cominciare a preparare ago e filo, con i 91 milioni di euro in tre anni inseriti in legge di stabilità, destinati ai 4 principali progetti legati alla mobilità ciclistica su scala nazionale, fra i quali figura proprio la ciclovia del Po. Il 21/09 gli incontri hanno interessato la mia zona, ovvero la provincia di Cremona e il Basso Lodigiano: in mattinata a Casalmaggiore si è parlato della “Tangenziale dei bambini“, a pranzo a Cremona si è tenuta una conferenza su intermodalità e navigazione fluviale e, in serata, un incontro in Piazza del Popolo a Somaglia, con tema “Gli scrittori del Po”.

Io a Somaglia ci sono andata, ed è stata, freddo a parte, una serata piacevole ed interessante. E diversa da come me l’ero immaginata, perché non mi aspettavo questo tipo di testimonianze, portate da persone anche più giovani di me. Testimonianze legate al territorio, alla sua evoluzione… cose che ho potuto toccare (almeno in parte) con mano anche io.

Prima di tutto, vediamo chi sono i protagonisti, quanto meno quelli che hanno parlato dal palco:

  • Alex Corlazzoli, di Offanengo (CR), maestro elementare e giornalista del “Fatto Quotidiano”, autore di “Gita in Pianura”, ha fatto da moderatore della serata.
  • Alessandro Sanna, di Ostiglia (MN), pittore ed illustratore, ha realizzato un libro per immagini con protagonista il Po.
  • Roberto Peia, originario di Lodi, è il fondatore di Upcycle café (Milano).
  • Stefano Rotta, un giovane collaboratore della “Gazzetta di Parma” che ha vinto il premio “Enzo Biagi” per giovani cronisti, ha scritto “Gente di provincia”, nel quale ha raccontato storie raccolte fra Po e Appennino.
  • Paolo Pileri, docente del Politecnico di Milano, coordinatore del progetto VenTo, si occupa di consumo di suolo; ha scritto alcuni libri anche di carattere divulgativo, fra i quali “Vento – la rivoluzione leggera a colpi di pedale e paesaggio
  • Alessandro Giacomel, fa parte del gruppo di ricerca che si dedica al progetto VenTo.

img_20160921_214024Gli ospiti hanno raccontato la loro storia e le loro storie per parole e immagini, tutte legate alla pianura e al fiume e, più o meno direttamente, alla bicicletta: un mezzo che, come un filo, può legare comunità anche distanti fisicamente ma non così “distanti”, accomunate come sono dal lento fluire dell’acqua. Il fiume è coprotagonista delle storie di vita di molte persone, luogo di sofferenza e sopravvivenza in passato, ora luogo di rinascita per chi vuole restare legato ad un territorio che sente parte di sé e che col suo lavoro vuol veder rinascere, recuperare dignità in un mondo sempre più globalizzato, in una Nazione che sembra voler regolare tutto in funzione dei grandi centri urbani. A legare queste storie le parole di Corlazzoli, che, con le parole del suo libro, ha parlato del mutare nel tempo del territorio e delle persone, la cementificazione, gli ipermercati, l’arrivo dei “forestieri” prima (e con forestieri si intendevano lodigiani, bergamaschi…) e immigrati poi, in una comunità piuttosto chiusa nella quale ci si chiamava non per nome ma per soprannome.

A fare gli onori di casa c’era, ovviamente, il sindaco di Somaglia, comune che, insieme a molti altri centri rivieraschi (e non solo) del lodigiano, ha aderito al progetto nel corso del VenTo Bici Tour del 2014. Il territorio di Somaglia è stato anche oggetto di analisi da parte di un gruppo di studenti del Politecnico di Milano, che ha elaborato una proposta di intervento per collegare l’abitato al percorso principale della ciclovia.

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Il progetto: potenzialità e legame col territorio

ventoPileri e Giacomel hanno spiegato brevemente la filosofia che sta dietro al progetto e le possibili ripercussioni sul territorio. Due aspetti sono stati messi in evidenza: la prima è la funzione di connessione fra territori che un’opera di questo genere può contribuire a realizzare, interessando comunque una fascia di territorio che è più ampia di quella fisicamente servita dalla ciclovia. Questa connessione però non può aver luogo senza l’azione concreta delle amministrazioni locali, che devono fare rete per sfruttarne le potenzialità. Un esempio che ha portato Pileri è relativo ai siti UNESCO che sono presenti lungo l’asse del Po: sono circa una decina, e gli amministratori delle località interessate si sono incontrati la prima volta qualche giorno fa a Ferrara, nell’ambito del VenTo Bici Tour.

Giacomel ha invece detto di essere rimasto colpito principalmente dalla forza delle donne, e sono tante, che, in contesti ambientali ed economici difficili, hanno ripreso in mano la loro vita per imbarcarsi in imprese toste, recuperando un rapporto col territorio che veniva dato ormai per perduto.

Le storie del Po e della pianura

Roberto Peia

Cresciuto nella cascina della Fam. Cerri a Melegnanello, da giornalista si è trovato disoccupato e si è dovuto reinventare una vita, e lo ha fatto fondando un’azienda su due ruote, un corriere espresso che faceva consegne a Milano e dintorni in bicicletta. Occupazione, questa, che gli ha consentito di vedere gli aspetti belli e brutti della metropoli, gli angoli nascosti e i cortili, così come le situazione di degrado, che puntualmente annotava nel suo taccuino. Da questa storia è nato un libro, “Tutta mia la città“.

La sua passione per la bici lo ha portato ad aprire a Milano, in via Ampère, l’Upcycle Café, dove si può mangiare e bere, ascoltare storie di bici, assistere a presentazioni di libri e filmati. Da questa esperienza è nato “Dalla padella alla bici – 50 ricette per fughe golose

L’ultimo libro scritto da Peia è…un noir su due ruote, la storia di un corriere che si trova a fare un trasporto “scottante” per un’associazione criminale. Si intitola “A rincorrere il vento – storie di pedali, pistole e puttane”.

Stefano Rotta

Con due amici fotografi ha vagato per cinque anni fra Po e Appennino alla caccia di storie. Persone, vite… con particolare riguardo a chi negli anni ’40 aveva la loro età (25 anni o poco più). Ne è nato un libro, “Gente di provincia” (qui la pagina facebook dedicata), in cui queste storie vengono raccontate, e molte di esse sono legate al Po. Persone che vivevano il fiume e di fiume: contadini, pescatori… una vita dura, che ha lasciato il segno sui loro corpi ma che queste persone, potendo tornare indietro, rivivrebbero esattamente nello stesso modo. Oggi c’è ancora la “gente del fiume”, ma il rapporto simbiotico col Po è scomparso, probabilmente anche a causa della cementificazione. Ora però, forse a causa della crisi, i giovani stanno tornando al territorio, e sono più vicini ai loro “vecchi” rispetto ai giovani di qualche anno fa.

Alessandro Sanna

fiume-lentoCome molti della mia generazione e di quella che ci ha preceduto si è allontanato dalla sua terra, trasferendosi in una città più grande. Alla sua terra però è tornato per costruirvi la sua famiglia. Fra le altre sue attività ha dipinto una serie di acquerelli che avevano come protagonisti paesaggi e genti del Po, i cambiamenti delle stagioni lungo il corso del fiume. Queste tavole sono state viste da un’editrice americana, che le ha raccolte in un libro. Successivamente il libro è uscito anche in Italia col titolo “Fiume lento” ed ha trovato diffusione anche in altri paesi europei e non solo ad (esempio in Cina), le tavole originali sono state esposte a Praga mentre, paradossalmente, la sua Mantova non ha ancora dato al suo lavoro piena visibilità.

In chiusura di serata ha mostrato un filmato con le sue opere, e devo dire che sa smuovere emozioni anche con pochi tratti di pennello. Forse perché dimostra che, per entrare nel cuore delle persone, non è sempre necessario puntare lontano. A volte basta guardarsi intorno, nel proprio mondo, e saper vedere, cogliere sensazioni ed emozioni per poi riportarle su carta.

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Idee su 2 ruote – Somaglia

Il progetto VenTo può diventare realtà, grazie anche ad una maggiore sensibilità da parte di Governo e Parlamento, infatti con l’ultima finanziaria sono stati stanziati 91 milioni di euro per il triennio 2016-2018 da destinarsi alle infrastrutture per il cicloturismo e con il collegato ambientale sono stati stanziati altri fondi per la mobilità sostenibile.

Il lavoro di progettazione e ricerca prosegue: gli studenti del Laboratorio di Progettazione Urbanistica (IV anno scuola di Architettura Urbanistica), coordinati dal team del prof. Paolo Pileri, sono stati invitati a ideare progetti di raccordo fra la ciclovia VenTo e le località toccate dal tracciato. Diffondere questi progetti potrebbe portare anche le Amministrazioni Locali ad avere una maggiore attenzione al progetto della ciclabile del Po e alle ricadute potenziali sul territorio: l’adesione al progetto (che peraltro non costa nulla, comporta la volontà di renderne noti i contenuti, rendendo più agevole e proficua la sua realizzazione) è stata molto a macchia di leopardo, con aree che hanno accolto con favore il progetto e altre nelle quali non ci si è (ancora?) attivati per renderlo noto a popolazione e soggetti economici.

Si legge nella pagina di presentazione dei laboratori:

La nostra idea di sviluppo è andata sbiadendosi negli anni.
Soprattutto nei più recenti in cui si è fatta ancor più acuta la pretesa
di immaginare che al benessere sociale corrisponda la grigia urbanizzazione
delle più recenti cementificazioni fatte di capannoni e villette.
Quel modello è fallito e i nostri territori rischiano di fallire insieme a loro.
Oggi dobbiamo metterci alla ricerca di un nuovo progetto di territorio che, siamo convinti, rimetta in primo piano lo spazio aperto come sintesi tra paesaggio, territorio, ambiente e nuove pratiche sociali
. In questi decenni di retoriche sviluppiste (che ci lasciano oggi un tasso di disoccupazione peggiore di quello di 20 anni fa) abbiamo forse perso di vista la misura della bellezza di ciò che abbiamo dentro e attorno ai luoghi che abitiamo. Ci spostiamo sempre in auto, dentro una scatola. O ci spostiamo sempre più velocemente lasciando che tutto il resto ci sfugga accanto. I nostri territori trattengono tanta bellezza. Ma la bellezza va scoperta. Bisogna camminarci dentro e attraverso. Pedalarci e correrci. Fermarsi e respirarla.

Tutto ciò ha bisogno di spazi, percorsi, aree che diventano la punteggiatura attraverso cui ri-mettersi in contatto con gli spazi apertie scoprire che non ci sono solo gli interni e gli spazi pubblici, ma gli spazi aperti dove agricoltura, natura e patrimoni storici e urbani del passato attendono sguardi che li ricomprendano. Gli studenti del IV anno di Architettura si sono misurati con il tema di come rigenerare il movimento lento sul territorio utilizzando la bicicletta, non tanto per riaccendere l’emozione e il gusto di libertà che dà, ma come strategia per rigenerare un territorio ricco di spunti e opportunità. Oggi il progetto urbanistico è anche qualcosa che non si misura con i volumi ma con l’intenzione di studiare nuove forme per interpretare la relazione culturale tra uomo e spazio aperto, con la capacità di ri-evocare congiunzioni perse sotto il peso eccessivo di una cultura degli interni e del cemento, in cui lo spostamento è un esercizio troppo disgiunto da ciò che si attraversa al punto da esserne estraneo, mentre qui lo spostamento diviene la narrazione centrale in cui scoprire, godere, apprezzare, sentire, imparare, prendere coscienza del paesaggio. La destinazione invece diviene una semplice pausa del tra un’esperienza di movimento e la successiva.

Di seguito trovate il video girato da un gruppo di studenti a Somaglia (LO), con l’individuazione dei criteri che hanno portato all’ideazione del percorso ciclabile di connessione fra abitato e ciclovia. In questo caso, l’approccio scelto è stato quello dell’individuazione di punti di interesse, di visuali da evidenziare escludendo il contesto antropico vicino, da qui l’ideazione di “cubi visuali” da disporre nei luoghi prescelti per isolare le visuali di interesse.

QUI trovate le tavole di progetto.

NB. Somaglia è uno dei comuni del lodigiano che ha aderito al progetto.

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LodiLeccoLodi. La “spieghina” del percorso 2016

LodiLeccoLodi

Come ogni anno è giunto il momento della tradizionale spieghina.

Il percorso della LodiLeccoLodi si articola in 9 tronconi principali
-Lodi Cassano
-Ingresso in Cassano e attraversamento del centro abitato
-Cassano Lecco
-Giro del Lago di Garlate in senso orario
-Ritorno a Cassano
-Attraversamento di Cassano
-Muzza nel tratto Cassano-Paullo
-Attraversamento di Paullo
-Paullo Lodi

-Il tratto Lodi Cassano è facile basta seguire l’Adda, l’unica difficoltà è uscire “giusti” da Lodi. Da L’Ura d’Aria passando per “via dei Pescatori” si raggiunge il ponte e lo si attraversa sulla ciclabile sul lato sinistro; appena passato il fiume bisogna imboccare la ciclabile sterrata sulla sinistra e seguirla fino ad una cava, alla cava si va a sinistra e si raggiunge l’Adda e la si risale lungo una ciclabile sterrata con percorso molto evidente, c’è qualche svolta (occhio ai GPS) ma fondamentalmente si va “su” dritti risalendo il fiume.
-L’ingresso in Cassano è…

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Pronti per la Lodi-Lecco-Lodi?

Cos’è la LodiLeccoLodi?

La LodiLeccoLodi è una leale sfida ciclistica in totale autosufficienza su un percorso prevalentemente sterrato di circa 160 km. La sfida si ispira nel regolamento e nel percorso ad alcune Gravel Races americane e nasce dalla nostra passione per la bici e per le strade bianche.

Il percorso inizia a Lodi, passa per Boffalora d’Adda dove si immette su una lunga ciclabile sterrata che risale l’Adda. Giunti a Cassano ci si immette sulla ciclabile Lecco-Cassano che va risalita fino a Lecco e poi ripercorsa all’indietro fino a Cassano usando il Lago di Garlate come “giro di boa” da percorrere in senso orario. Tornati di nuovo a Cassano si imbocca l’alzaia del canale Muzza e la si percorre fino a Lodi.
Il totale è di circa 170 km prevalentemente di strada bianca.

Dato che il percorso presenta vari punti dove le possibilità sono molteplici identificheremo un “Percorso Ufficiale” di cui forniremo tutti i dati possibili (tracce GPS, mappe on line, road book).
I partecipanti si impegnano a seguire questo percorso.
Via via che il percorso verrà definito forniremo tracce e mappe provvisorie in modo che chi lo vuole provare anche solo parzialmente possa farlo. Con un congruo anticipo sulla partenza pubblicheremo tutti i dati del “Percorso Ufficiale”.

La “sfida” si terrà sabato 9 Aprile 2016.

REGOLAMENTO

Regola n° 1:
Gli organizzatori e chiunque abbia a che fare con la LodiLeccoLodi non sono responsabili per voi e per la vostra sicurezza.
Pensate alla LodiLeccoLodi come ad un lungo e duro allenamento individuale con rilevamento cronometrico. Siete gli unici responsabili di voi stessi.

Regola n°2:
Rileggi la “Regola n°1″ e accertati di averla capita.

– Partecipare alla LodiLeccoLodi consiste nel completare il Percorso ufficiale nel minor tempo possibile in maniera totalmente autosufficiente. Non sono previsti controlli di nessun tipo, sul percorso sarete soli. E’ una pedalata riservata a uomini d’onore e ci si gioca l’onore di aver partecipato in maniera leale, non servono giudici.

– La LodiLeccoLodi IV si svolgerà sabato 09 Aprile 2016 con partenza da Lodi. Il percorso è di circa 170 km per la maggior parte su strada bianca. Il tempo massimo sarà di 10 ore.

– La partecipazione è gratuita.

– L’uso del casco è obbligatorio.

– La partenza sarà “Alla Francese” tra le 6:30 e le 8:30, sarà cura di ogni partecipante far registrare il proprio orario di partenza ed il proprio orario di arrivo.

– La manifestazione si svolgerà con qualsiasi condizione meteorologica, se il tempo sarà brutto siate doppiamente prudenti, non fate gli eroi e usate la testa.

– Verrà registrato e pubblicato il tempo di arrivo di tutti i ciclisti che concluderanno entro le 10 ore. L’elenco verrà pubblicato su questo sito. Verranno premiati con Fottutissima Gloria e con la possibilità di tirarsela fino all’edizione successiva il concorrente più veloce, la concorrente più veloce, il più veloce in singlespeed/fissa e la più veloce in singlespeed/fissa. Non sono previste cerimonie di premiazione.

– I partecipanti che intendono cimentarsi in singlespeed\fissa ci stanno molto simpatici e si impegnano a completare la prova usando sempre lo stesso rapporto. E’ consentito l’uso di un mozzo flip\flop pista\libero ma il pignone e la “ruota libera” dovranno avere lo stesso numero di denti.

– La prova si svolgerà in regime di totale autosufficienza, ogni partecipante dovrà avere con sé TUTTO quello che ritiene necessario e la bicicletta dovrà essere in regola con le norme del Codice della Strada.

– I partecipanti potranno usufruire di bar, ristoranti e negozi lungo il percorso per approvvigionarsi, qualora per farlo dovessero deviare dal percorso si impegnano a rientrare nel percorso nel punto dove lo hanno lasciato.

-Non verrà predisposto nessun servizio di soccorso sanitario o di recupero in caso di abbandono. Siete responsabili della vostra sicurezza, organizzatevi. Se avete problemi di qualsiasi tipo NON chiamateci perché NON verremo in vostro soccorso. Se decidete di abbandonare la prova NON avvertiteci perché NON è necessario, ci limiteremo a registrare il tempo di chi arriva.

– Non è consentito nessun supporto di tipo meccanico, logistico, di navigazione e di “scia” da persone non partecipanti alla LodiLeccoLodi.

– I partecipanti NON potranno usufruire dell’appoggio di amici o parenti che abitano nelle vicinanze del percorso. Questo per garantire pari opportunità a tutti.

– Ogni partecipante si impegna ad offrire tutto il supporto possibile agli altri in caso di infortunio o malore. Si impegna altresì a rispettare le norme del Codice della Strada, a rispettare la natura e le persone che dovesse incontrare lungo il percorso. Siate solidali tra voi e rispettosi con gli altri, vi farà onore.

– Il percorso ufficiale è unico e non ammette “tagli” o modifiche di nessun tipo. Verrà reso noto a tempo debito sotto forma di traccia GPS. Il percorso non è segnato in nessun modo, ed è APERTO al traffico. Ogni partecipante si impegna a presentarsi alla partenza con tutti i mezzi che ritiene necessari per seguirlo. Alla partenza NON verrà distribuita nessuna cartina,nessun road-book e non ci sarà la possibilità di scaricare la traccia GPS.

– La partecipazione è consentita con ogni tipo di bicicletta. Tenete conto dei numerosi km di sterrato e del fatto che siete in pianura. Il percorso si svolge per la maggior parte su strade “bianche” mediamente ben tenute, ci saranno anche diversi km di asfalto e pochi km di sentiero largo e scorrevole. La scelta della bicicletta sta a voi.

– Il rilevamento del tempo verrà eseguito con un comunissimo orologio di dubbia precisione, registreremo l’ora di partenza e di arrivo dei concorrenti che concludono entro le 10 ore.

– Se per un qualsiasi motivo siete stati costretti ad infrangere una delle regole di cui sopra ma siete comunque in condizione di proseguire e ne avete voglia vi invitiamo a farlo. Proseguite fino all’arrivo e godetevi il percorso, faremo festa tutti assieme alla fine ma NON fate registrare il vostro tempo.

– Partecipando alla LodiLeccoLodi dichiarate di averne compresa la difficoltà e di ritenere di essere in condizioni fisiche adeguate a sopportarne lo sforzo e gli eventuali disagi dovuti a meteo, fango, difficoltà di orientamento, traffico, inconvenienti meccanici, necessità di abbandono ecc. ecc.

– Preparatevi bene e fate le vostre scelte. Buon divertimento!

Per informazioni: visita il sito o vai su facebook

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Musica nel VenTo

Musica nel Vento: il primo itinerario ciclo-musicale d’Italia

fiab-onlus.it, 02/11/2015

E’ stato presentato a Cremona “Musica nel Vento”, studio finanziato con 150.000 euro da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando Brezza, e tendente a valorizzare alcuni itinerari ciclistici di collegamento fra la pianura lombarda e il fiume Po.

Musica nel Vento interessa il territorio compreso tra Adda e Serio nelle province di Bergamo, Lodi, Cremona. Lo studio ha evidenziato alcune direttrici ciclistiche già esistenti, all’interno delle aree naturali protette, come il Parco del Serio ed il Parco dell’Adda Sud, nelle quali incentivare uno specifico tema d’interesse: la musica.

Bergamo, Crema, Lodi e Cremona, oltre ad essere centri storici di grande pregio, sono anche i luoghi dove la cultura musicale italiana ha visto nascere scuole e protagonisti (compositori, cantanti, strumentisti). Inoltre, la tradizione liutaria cremonese è stata iscritta dall’UNESCO nella lista rappresentativa del patrimonio immateriale dell’Umanità.

Lungo gli itinerari sarà possibile visitare le case natali di alcuni compositori, i teatri che misero in scena le loro opere, i laboratori dove si realizzano artigianalmente gli strumenti. Ma non solo, gli itinerari saranno davvero “musicali” perché divisi in singoli tratti, ad ognuno dei quali sarà assegnata una playlist scaricabile a casa dal sito internet di Musica nel Vento e ascoltabile lungo il percorso con gli auricolari. Inoltre gli itinerari saranno dotati, in alcune piazze dei paesi attraversati, di simpatiche installazioni dove poter avvicinare il mondo della musica con “scatole sonore”, chiavi di violino didascaliche, strumenti da provare, audio-guide con brani musicali per alternare la pedalata con una piacevole sosta.

Musica nel Vento potrebbe partire idealmente dalle cascate di Valbondione e percorrere subito la bella ciclabile della Val Seriana fino a Seriate per entrare poi nel Parco del Serio, percorrendone le sponde fino a raggiungere Crema. Da qui, lungo i canali ed i navigli per Genivolta, Paderno Ponchielli, Casalbuttano fino a Cremona, degna e sontuosa meta finale di questo suggestivo percorso tra natura, arte e cultura musicale.

Lo studio è condiviso e finanziato da:  1. Comune di Cremona (capofila); 2. Parco Adda Sud; 3. Parco del Serio; 4. Comune di Crema; 5. Comune di Cassano d’Adda; 6. Plis del Serio Nord; 7. Plis del Morbasco; 8. Associazione Pianura da scoprire (Treviglio).

Appoggiano e sostengono lo studio: Provincia di Cremona, Ster di bergamo, Ster di Cremona, Fiab Bergamo A.Ri.Bi, Fiab Cremona.

A Fiab Cremona, attraverso una convenzione con il Comune capofila (Cremona) è stato assegnato lo studio delle ricadute economiche ed una parte della comunicazione dell’intero progetto.

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