granfondo strada

A Capo Nord con una gamba ciascuno

di Cesare Pastarini – gazzettadiparma.it, 02/07/2017

Andrea cammina e pedala con una gamba sola da quando, a 17 anni, un incidente stradale gli causò l’amputazione della sinistra.

Massimo subì l’amputazione della gamba destra poco tempo fa, a 18 anni, anche lui a causa di un incidente motociclistico.

Domani (ieri n.d.b.), lunedì 3 luglio, Andrea e Massimo tenteranno in bicicletta di raggiungere in 23 giorni Capo Nord, estrema punta d’Europa. Undicimila chilometri di fatiche, di sfide e di divertimento. Ovviamente non saranno esclusivamente in bici, sarebbe impossibile. Guideranno un’auto e ogni giorno tireranno giù le bici e faranno lunghi tratti pedalando e altri in trekking.

Andrea Devicenzi, 44 anni, è uno tosto, non è la prima volta che compie un’impresa. Ha già scalato la Manali Leh in India (700 km, tra le vie più alte del mondo), ha fatto la Parigi-Brest-Parigi (1230 km). Quando non tiene “lezioni di vita” nelle scuole in giro per l’Italia, si allena. Pedala e cammina, cammina e pedala. Stavolta sarà un’impresa di coppia, assieme al giovane Massimo Spagnoli, per promuovere lo sport tra persone diversamente abili, con la consapevolezza dei momenti duri da affrontare e con la certezza che dopo quelli arriveranno le gioie.

Storia diversa quella di Massimo, 20 anni, alla sua prima esperienza, spinto proprio dalla caparbia di Devicenzi, che lo ha allenato e motivato da gennaio a oggi.

I sogni – spiegano regalando un’ulteriore lezione – possono essere realizzati. Bisogna credere nelle proprie possibilità anche quando la vita ci riserva sorprese drammatiche”.

L’intero viaggio è in gran parte supportato dalla fondazione di un’importante compagnia telefonica, che assieme ad Andrea, Massimo e a tanti altri testimonial come Alex Zanardi e Bebe Vio, promuove l’attività sportiva delle persone diversamente abili, grazie ad una piattaforma ideata e realizzata ad hoc per questo grande progetto.

Potremo seguire l’impresa qui: http://www.andreadevicenzi.it/progetti/route-22 e anche qui: https://www.youtube.com/channel/UCDquGvQbWa_-Zi_IgynO_Zg

Per una volta con “Onde Road” ci siamo trasferiti davvero on the road.

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Campionissimo me: Fausto Coppi per un giorno

Upcycle Milano Bike Cafè organizza la sfida tutta personale per essere Coppi per un giorno: CAMPIONISSIMO ME la pedalata non competitiva di 100 km – con salita finale – per raggiungere Castellania (AL), città natale del Campionissimo.

Si parte da Upcycle Bike Cafè insieme o a gruppetti per raggiungere Castellania dove i ciclisti verranno accolti da una grande festa, dal Circolo Velocipedistico Alessandrino e dal Sindaco di Castellania, Sergio Vallenzona, che aprirà le porte ai luoghi intimi della vita di Fausto e allestirà, in collaborazione con la Camera di Commercio di Alessandria, un ristoro gourmet con Salame Nobile del Giarolo, formaggio Montebore, vino Barbera e Timorasso, torte e focaccia novese.

I ciclisti potranno visitare la casa-museo Coppi, inoltre potranno passeggiare per il borgo, il mausoleo a Fausto e Serse e il centro documentale.

Programma

  • Ritrovo da Upcycle dalle ore 7:30
  • Partenza alla francese dalle 8 alle 8:30
  • Arrivo a Castellania entro le 14:00

CAMPIONISSIMO ME ha un unico percorso di circa 100 km su strada asfaltata, sono previsti circa 2 km su strada bianca. Il percorso è pianeggiante, solo gli ultimi km prevedono salita per arrivare a Castellania, a 400 metri di quota.

Ogni partecipante dovrà seguire le indicazioni del Road Book o la traccia GPS che verrà inviata via mail a tutti gli iscritti durante la settimana dell’evento.

Non sono previsti ristori lungo il percorso ma un ristoro finale a Castellania.

Il ritorno a Milano sarà gestito in autonomia dai partecipanti, i ciclisti potranno prendere un treno dalle vicine stazioni di Tortona oppure Voghera. Oppure tornare a Milano in bici.

Partecipazione

La partecipazione è aperta ai ciclisti iscritti e affiliati ad Associazioni Sportive e ai ciclisti individuali con discreto livello di allenamento.

L’iscrizione è obbligatoria entro la mezzanotte di giovedì 4 maggio 2017 o fino al raggiungimento massimo di 100 iscritti.

Per iscriverti devi leggere e accettare il REGOLAMENTO su www.upcyclecafe.com

La quota di partecipazione è di 15€. Comprende:

  • ROAD BOOK del percorso e GPS traccia del percorso;
  • colazione da Upcycle;
  • ingresso alla Casa-Museo Coppi;
  • ristoro gourmet a Castellania;
  • Assicurazione.

Come iscriversi:

  1. puoi mandare una email a events@upcyclecafe.com con i tuoi dati: NOME, COGNOME, CODICE FISCALE, INDIRIZZO COMPLETO DI RESIDENZA, PROFESSIONE e allegare ricevuta versamento bonifico bancario di 15€ “CAUSALE: Quota CAMPIONISSIMO ME” intestata a UPCYCLE SRL, IBAN IT44K0306909495100000000872.
  2. oppure puoi iscriverti direttamente presso Upcycle Bike Cafè via Ampere 59, Milano.

Evento facebook

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Rando Imperator

La Rando Imperator è la randonnée che segue il tracciato dell’antica via Claudia Augusta: costruita durante l’Impero Romano, oggi è un percorso cicloturistico che toglie il fiato, attraversando le Alpi tra Baviera, Austria e Italia.

Witoor propone dal 2013 la propria versione delle randonnée: un uso della bici più personale, meno agonistico, in cui ogni partecipante si costruisce la propria storia con passione, fatica, entusiasmo.

Scegli la tua Rando Imperator: 600km tra Monaco e Ferrara, 300km tra Monaco e Bolzano, 300km tra Bolzano e Ferrara.

Passa alla storia con questa serie di randonnée lungo l’antica Via Claudia Augusta, un tempo strada di comunicazione dell’Impero romano, oggi uno dei percorsi cicloturistici più lunghi e belli d’Europa.

Il 6 e 7 maggio 2017 sono in programma tre randonnée del calendario AUDAX ARI300 km da Monaco di Baviera a Bolzano, 300 km da Bolzano a Ferrara o l’impresa di 600 km da Monaco di Baviera a Ferrara.

Da Monaco di Baviera a Ferrara in bicicletta, in soli due giorni: un’idea che ha ispirato ciclisti da tutta Italia e anche dall’estero. Nel 2016 oltre 150 iscritti sfidarono la pioggia e il freddo lungo le salite alpine, quest’anno in quanti sarete? Anche per la terza edizione Witoor è pronta ad offrirvi un evento indimenticabile, che all’amore per la bicicletta e il cicloturismo unisce un’esperienza turistica: dalla Germania all’Italia passando per l’Austria, paesaggi e panorami diversi, dalla montagna alla pianura. I partecipanti potranno così sentirsi parte della Storia, pedalando lungo i boschi della Baviera, le salite sterrate austriache, costeggiando corsi d’acqua e respirando il profumo della natura. È la prima randonnée davvero europea: in bici attraverso quattro stati, dalla Germania
all’Italia, perché su due ruote, non ci sono confini.

La Randonneé (letteralmente “passeggiata di lunga percorrenza”) è nata in Italia nel 1897, ma si è radicata in Francia nel secolo scorso, sviluppando un sistema di brevetti che ne regolamentano lo svolgimento. Dal 1993 è tornata in Italia e oggi il calendario nazionale, gestito da Audax Italia, prevede una ricca serie di appuntamenti. Le randonneé non sono gare competitive, ma aggregazioni spontanee fra i ciclisti che si dimenticano del cronometro e affrontano lunghi percorsi animati soltanto da un genuino spirito sportivo.

Per info, iscrizioni, etc… visita il sito ufficiale o vai sulla pagina facebook di Witoor!

Ecco il video dell’edizione 2016…

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Tweed Ride Terni 2017

Il Tweed Ride® e La Valentiniana

sono lieti di introdurVi al secondo

Tweed Ride Terni

sabato 22 Aprile 2017

Una festa in bici e abiti vintage per condividere la naturale eleganza della bicicletta, una competizione stilosa riservata a mezzi e abiti, la gara è aperta alle bici dal 1900 al 1990, da passeggio o da corsa anche nuove ma dall’estetica vintage, alla pedalata invece si può partecipare con ogni tipo di bici, l’abbigliamento per la competizione sarà di tipo Inglese ed Italiano anni 20-40 compreso abbigliamento vintage da corsa.

Le categorie di premi in gara saranno:

  • Best Dressed Lady
  • Best Dressed Gentleman
  • Best Bicycle
  • Best Moustache (uomo-donna)
La premiazione, il rinfresco e la musica saranno per l’occasione ospitate durante la pedalata presso il Village de La Valentiniana che si terrà il giorno dopo domenica 23 Aprile con partenza da Piediluco.

Percorso della pedalata:
Ritrovo Ore 10.00
Partenza per il ride prevista entro le ore 11.00
Tappe nei luoghi caratteristici della città di Terni, con un piacevole picnic n Villa
Arrivo previsto per le ore 12.30
Premiazioni e intrattenimento

Dress Code

Graditi pantaloni alla zuava, bretelle, maglie e giacche sulle tonalità marrone e marroncino per gli uomini. Per le donne non crediamo di dover suggerire nulla! Sarete bravissime da sole! Tuttavia se avete ancora dubbi su come vestirvi, se partecipate per la prima volta, se siete semplicemente curiosi visitate l’apposita sezione per degli utili consigli su come avere un dress code impeccabilmente tweed!

Info

Pagina facebook

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North Cape 4000

1 continente, 7 nazioni, più di 4000 km senza supporto e una meta leggendaria, il Circolo Polare Artico.

PARTENZA 29/07/2016 da FIRENZE

ARRIVO a CAPO NORD, quando e come lo decidete voi

Abbiamo lavorato sodo per creare l’evento Ultra Bikepacking più eccitante al mondo. Perciò siediti, prenditi una pausa e preparati alla più affascinante sfida a due ruote che si sia mai vista. Affronta la distanza o goditi i paesaggi, o entrambe le cose.

Nessun tempo limite, nessun supporto, nessun percorso Gps da seguire e giusto poche regole.

Lungo il percorso dovrai raggiungere 4 gates, ma il resto della storia è nelle tue mani.

Una straordinaria evoluzione geografica e una sfida epica dalla terra della bellezza fino al Circolo Polare Artico e infine Capo Nord.

FREE ROUTE

L’avventura comincia da subito, scegli il percorso in autonomia. Ultraveloce o panoramico, piatto o collinare, sei tu che scriverai la tua storia alla NorthCape4000.

GATES

Dovrai raggiungere i nostri 4 Gates lungo il percorso, giusto un soffio e potrai ripartire. Ma ricorda, i Gates sono obbligatori

UNSUPPORTED

Un’avventura leggendaria richiede partecipanti leggendari. Nessun supporto e totale autonomia. Per essere un finisher dovrai meritartelo.

NO TIME LIMIT

Non c’è un tempo limite, interpreta questa incredibile avventura con i tuoi tempi e i tuoi ritmi. In ogni caso sarà un’esperienza memorabile.

APERTURA ISCRIZIONI (200 posti): 15/01/2017

Tutte le info su northcape4000.com

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Bike night

LA PASSIONE PER LA BICI NON DORME MAI!

Bike Night è un evento che unisce la bici, la passione e le persone. Nel 2015 è arrivata per la prima volta anche a Bolzano: 130 persone che hanno sfidato la pioggia. Nel 2016 in quanti sarete?

Con la Bike Night Bolzano – Resia attraversi le Alpi in bici di notte: dall’elegante piazza Walther si pedala lungo la ciclabile verso Merano, e poi tra i frutteti e vigneti della val Venosta. Si segue il tracciato dell’antica via Claudia Augusta, costruita dai Romani duemila anni fa, ora itinerario spettacolare ad uso esclusivo dei ciclisti. Un’esperienza unica, per la Bike Night dal dislivello più elevato che unisce alla passione anche il gusto per la fatica.

Percorso confermato anche nel 2016, con tre ristori, la colazione all’arrivo, ma ci sono tante novità, tra cui il Villaggio Partenza con 5 aree a tema. Le iscrizioni sono aperte e saranno a numero limitato. Pedala anche tu tra i boschi dell’Alto Adige, con il silenzio della notte, e raggiungi l’alba con il ghiacciaio dell’Ortles alle spalle, fino al Lago di Curon. L’unico modo per vivere la montagna, di notte, in bici.

Sono partiti questa da Bolzano, per arrivare a Resia domani mattina. Prossimamente altre date

Il campanile di Curon

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Maratona 2016

Quando si parla di Maratona… si intende una cosa sola, la Maratona dles Dolomites, appuntamento fisso della prima domenica di luglio: 3 percorsi, il più semplice è il “solo” Sellaronda (55km, 1780m dislivello), per il più tosto (138km, 4230m dislivello) dopo al Sellaronda c’è ancora il Campolongo, il Giau, il Falzarego/Valparola e il tremendo Mur dl Giat a pochi chilometri dall’arrivo.

E’ una manifestazione ambitissima, con accesso a sorteggio perché le richieste di iscrizione sono 3-4 volte il massimo numero di partecipanti, e “green”, con un regolamento molto rigido per quanto riguarda il rispetto dell’ambiente; il tutto in un contesto ambientale da brividi. E val la pena anche solo alzarsi presto per poter vedere in TV il lungo serpentone di bici inerpicarsi sulle salite ai piedi del Sella e del Sassolungo. Il sogno segreto di ogni appassionato: riuscire ad andarci almeno una volta.

Ogni anno viene scelto un tema, che quest’anno è “il viaggio”.

Il viaggio come scoperta
Il viaggio come dialogo
Il viaggio come contaminazione
Il viaggio come guarigione

Il tema scelto per la trentesima edizione della Maratona dles Dolomites – Enel è il VIAGGIO.
Del resto siamo partiti tanto tempo fa e non ci siamo mai fermati.

Da sempre il viaggio è al centro dell’uomo. Si pensava, a cavallo del secolo scorso, che tecnologia e scienza potessero risolvere i problemi del mondo, dalle carestie alle malattie (di fatto la penicillina è stata una grande invenzione). Ma la Belle Époque, con il suo edonismo e l’eccesso di energia avrebbe invece scatenato la Urkatrastrophe, la catastrofe originaria. Una guerra lunga trent’anni, con in mezzo una tregua delle armi, una malcelata voglia di pace. La meta di quel viaggio, fatto di speranza e tecnologia portò invece l’umanità in tutt’altra direzione.

Pensiamo al viaggio di William Anderson nella sua Apollo 8. Oltre allo scoprire nuovi orizzonti, milioni di persone presero coscienza del nostro ecosistema. L’unico pianeta blu e bianco, in mezzo a tutta quella meraviglia luccicante, era la nostra MadrepadreTerra. ‘La visione più bella della mia vita’ la chiamerà il comandante della navicella. Era la Vigilia di Natale del 1968. E quella foto, ‘Earthrise’, il sorgere della Terra, diventerà una delle immagini più evocative di sempre.

Il viaggio più famoso, è risaputo, è quello di Ulisse. La tenacia, l’astuzia, la temerarietà nel varcare la sfera del conoscibile, l’eroismo sono gli elementi che lo accompagnano nel suo vagare infinito. Nel peregrinare Odisseo scopre ricchezza e povertà, matura e nello stesso tempo si spoglia di tutto. Perché quando il viaggio ‘avviene’, trasforma, rende altri, trainando chi viaggia verso l’altrove. E’ come se la vera meta non fosse vedere un luogo, ma imparare a vedere tutto, anche se stessi. Ulisse è la figura del viaggiatore antico, coraggioso. Attraverso il viaggio cerca la libertà e il desiderio di conoscenza per tornare da dove era partito. Eccolo, il Nostoi, il ritorno in noi. Il ritorno a casa. Il più grande desiderio è quello del ritorno, da Penelope, sua moglie, e dal figlio. Non è questa l’innata voglia ancestrale in noi?

Il viaggio è scoperta di nuovi luoghi, ambienti. Ma è anche dialogo, arricchimento, contaminazione. Il viaggio più importante però è quello dentro di noi. Siamo fatti di relazione. Noi siamo relazione con l’altro. Il viaggio a volte è guarigione e cura le ferite della vita. Il viaggio rende leggeri, libera dai pesi, scioglie i vincoli e riduce all’essenziale. Può distrarre gli incantesimi, come scrive Rimbaud, e rincuorare: ‘Ho dovuto viaggiare, distrarre gli incantesimi che si affollavano nel mio cervello. Sul mare, che amavo come se sarebbe stato lui a lavarmi da una sporcizia, vedevo levarsi la croce consolatrice’.

Quel che davvero conta è un viaggio verso il bello, invisibile per un uomo distratto. La bellezza si trova se dentro di noi siamo bellezza. Lo stesso cercare è già un trovare.
Un augurio di cuore a tutti noi, e che il nostro tempo nel viaggio sia un tempo di perdono, cose semplici e vere. Come i passi silenziosi in montagna, le speranze, i sogni che non finiscono mai. Buon viaggio.

Michil Costa

L’appuntamento è il 03/07, partenza gruppo “A” ore 6,30.

Tutte le info sul sito ufficiale

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Le 10 granfondo più belle del 2016

di Giacomo Pellizzari – strada.bicilive.it, 27/01/2016

Ci sono tanti modi per correre una granfondo. Per arrivare nei primi cento, per migliorare il proprio tempo dell’anno precedente o anche semplicemente per portarla a termine, magari buttando giù qualche chilo.

Qualunque sia il vostro modo (e il vostro grado di allenamento), sarà sempre un’esperienza unica, da ricordare. Anche fosse solo per godere dei paesaggi. A patto però di essere consapevoli delle proprie possibilità e dei propri limiti e affrontarla di conseguenza (inutile voler arrivare nei primi 100 se si hanno solo 1.000 km nelle gambe).

10 granfondo di ciclismo a cui partecipare

Qui di seguito un elenco delle 10 granfondo che consiglio a chiunque si riconosca in uno dei tre profili descritti (le ho fatte quasi tutte). Ho preso in esame solo i percorsi “Lunghi”, perché a mio avviso sono gli unici che fanno di una granfondo davvero una “granfondo”. Nulla vieta, se non ce la si sente, di scegliere però il percorso “medio” o quello “corto”, ove previsto.

I criteri utilizzati nella mia scelta sono 3. Quelli che, in sintesi, ritengo nel loro insieme decretino o meno il successo di una di queste manifestazioni:

  1. Difficoltà del percorso
  2. Sicurezza e organizzazione
  3. Bellezza dei paesaggi

Enjoy

Per saperne di più sul mondo delle granfondo, potreste leggere il mio libro: “Ma chi te lo fa fare? Sogni e avventure di un ciclista sempre in salita” (Fabbri Editori, 2014).

*****

Strade Bianche – Siena, 6 marzo 2016

Una sorta di Eroica senza l’obbligo della bici e dell’abbigliamento vintage.

Un tracciato che nel lungo (122 km) ricalca in gran parte quello della corsa per professionisti (nella fattispecie quella della Woman Élite). Circa 22 km di strade sterrate divisi in 7 settori (molti in comune con la corsa maschile) con fondo ben tenuto, ben battuto, privo di incursioni erbose e con scarso brecciolino sulla superficie.

Ideale per iniziare la stagione e farsi la gamba. Non è lunga, non è troppo dura, ma è comunque impegnativa (siamo sopra i 100 km e con un discreto dislivello).

Paesaggi incantevoli, quelli del Chianti. Partenza e arrivo da Siena, una coreografia magnifica. Solo questo regala la metà del fascino.
Non l’ho mai fatta, sono sempre stato prevenuto sul gravel, potrebbe essere l’occasione giusta per ricredersi.

Difficoltà percorso: 3/5

Sicurezza e organizzazione: 3/5

Bellezza paesaggi: 5/5

Iscrizioni: chiuse

Sito e info utili: www.gfstradebianche.it

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Granfondo Gimondi Bianchi – Bergamo, 15 maggio 2016

Prima granfondo impegnativa dell’anno. Ideale se si ha in mente di fare poi il weekend successivo la Novecolli o a breve una delle più dure in calendario, con percorso oltre i 150 km e 3000 m. dsl per intenderci.

Il lungo della Gimondi misura 160 km e ha 2500 metri di dislivello. Percorso bello tra le Prealpi Bergamasche, scalando tra l’altro Selvino e Costa Valle Imagna. Salite mai impossibili, ma comunque tante e lunghe. È bene organizzata, i paesaggi sono piacevoli. Attenzione solo alle strade, non sempre ben tenute, soprattutto in discesa.

Numero partecipanti buono ma non elevato. L’ideale per assaporare il “ritmo gara” senza troppe esasperazioni e senza dover continuamente stare attento al vicino che sgomita o taglia la strada. Ristori abbastanza forniti e ben disposti lungo il percorso.

Potrebbe fare già caldo, portatevi due borracce ovviamente e una mantellina da usare solo per le discese. Se piove occhio alle discese, spesso sporche. Che altro aggiungere? Alla partenza potreste imbattervi in lui, Felice Gimondi da Sedrina. Tradizionalmente al via. Si parte da Bergamo, vicino allo stadio, facilmente raggiungibile in autostrada e si trova parcheggio. Da fare in giornata.

Difficoltà percorso:  3/5

Sicurezza e organizzazione:  3/5

Bellezza paesaggi:  3/5

Iscrizioni: aperte

Sito e info utili: www.felicegimondi.it

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Novecolli – Cesenatico (FC), 22 maggio 2016

Un grande classico, un successo che si rinnova di anno in anno come il miracolo del sangue di San Gennaro. Iscrizioni sold out da novembre scorso, in soli quattro minuti, record. Chi non ha mai fatto la Novecolli, deve riuscire a farla almeno una volta. Più che una granfondo una festa del ciclismo.

Ma attenzione: il percorso lungo è duro e insidioso. 205 km e 3840 metri di dislivello non sono pochi, sono numeri di tutto rispetto. Non si scherza.

Salite corte ma con strappi cattivi: il Barbotto tocca il 18% e l’ultimo, il Gorolo, il 17%. Rapporti agili e un buon allenamento. Non si improvvisa. Soste obbligate ai ristori se non avete ansie da “tempo”, sono fornitissimi.

Se siete agonisti, invece, attenzione ai primi 50 km, molto affollati e pieni di rotonde, per altro ben segnalate. Andare forte è rischioso e non sempre possibile. Paesaggi piacevoli, anche se non ai livelli delle Dolomiti. Organizzazione impeccabile e imponente. Ci fosse Fellini la farebbe anche lui.

Difficoltà percorso: 4/5

Sicurezza e organizzazione: 5/5

Bellezza paesaggi: 2/5

Iscrizioni: chiuse

Sito e info utili: www.novecolli.it  

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Stelvio Santini – Bormio (SO), 5 giugno 2016

5a edizione per una granfondo già diventata popolarissima. Percorso durissimo (151 km e 4.059 m. dsl) e arrivo in cima a sua maestà lo Stelvio. Mettere il traguardo di una granfondo in cima al passo più famoso d’Italia è già un’idea bellissima. Emozioni garantite.

Prima però dovrete fare il Mortirolo e da un versante praticamente inedito, da Tovo Sant’Agata, con l’ultimo tratto durissimo, in cemento. Forse eccessivo, a molti toccherà scendere dalla bici. Organizzazione buona (sia ristori, sia assistenza in gara). È possibile lasciare sacco con indumenti asciutti in cima allo Stelvio per cambiarsi dopo l’arrivo. Fondamentale per affrontare la discesa, con massima prudenza e tenendo sempre la destra, verso Bormio dove è previsto il Pasta Party.

Granfondo per scalatori puri, richiesta preparazione adeguata, per intenderci la stessa che serve per Sportful Dolomiti Race, La Marmotte e Ötztaler, le 3 più dure d’Europa. La Stelvio Santini ci si avvicina. E se va avanti così tra qualche anno sarà tra le prime.

Aggiungo solo che lo Stelvio è un must per ogni amatore. Non vi siete ancora iscritti?

Difficoltà percorso: 4/5

Sicurezza e organizzazione: 3/5

Bellezza paesaggi: 4/5

Iscrizioni: aperte

Sito e info utili: www.granfondostelviosantini.com

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Sportful Dolomiti Race – Feltre (BL), 19 giugno 2016

Una delle tre granfondo più dure d’Europa. “Only real cyclists” recita il sito. E non tradisce. Un lungo di 204 km ma soprattutto con quasi 5.000 metri di dislivello. Salite lunghe e impegnative (4, di cui 3 attorno ai 20 km). Su tutte il terribile Manghen. Da affrontare con un alto livello di allenamento. Non adatta alle matricole insomma (non vi venga in mente di farla come vostra prima).

Paesaggi molto belli, soprattutto il già citato Manghen e il Rolle, nel cuore delle Dolomiti bellunesi. Organizzazione e ristori non sempre all’altezza, poca scelta negli alimenti e poca attenzione in alcuni punti pericolosi, vedi la lunga discesa dal Rolle.

Bellissima scoperta Feltre, luogo della partenza e dell’arrivo: borgo medioevale poco conosciuto tutto da vedere. Difficile, per non dire impossibile, trovare da dormire in loco (più ricettività nel raggio di 30 km). Se si cerca una sfida con se stessi (e non si è alle prime armi), è la granfondo giusta.

Difficoltà percorso: 5/5

Sicurezza e organizzazione: 3/5

Bellezza paesaggi: 3/5

Iscrizioni: aperte

Sito e info utili: www.gfsportful.it

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La Campionissimo – Aprica (SO), 26 giugno 2016

Se non avete mai fatto Gavia e Mortirolo, è sicuramente il vostro giorno. Se vi sono indigeste le pendenze a doppia cifra, lasciate stare. Una granfondo nel segno di Marco Pantani (una volta si chiamava così).

Però attenzione: se il Gavia (17 km) è duro ma spettacolare, il Mortirolo (12 km) è duro e basta. Anzi, spietato. Una salita che da sola fa la gara: pendenza media oltre il 10%, massima quasi 20%. E lo si affronta con 2000 m. di dislivello nelle gambe. Risparmiatevi dunque prima.

Una granfondo così lascia il segno e le tossine nei muscoli, anche più di quanto dicano i numeri (lungo da 175 km e 4500 m. dsl). Arrivate preparati e riposati dunque (e magari prendetevi il lunedì di ferie). Ma la bellezza del Gavia e il mito del Mortirolo la inseriscono nella top 7.

Unico neo, organizzazione non sempre all’altezza: pochi i ristori, e occhio alle discese, soprattutto quella della partenza dall’Aprica a Edolo (buche e strettoie).

Difficoltà percorso: 5/5

Sicurezza e organizzazione: 2/5

Bellezza paesaggi: 4/5

Iscrizioni: aperte

Sito e info utili: www.granfondolacampionissimo.it

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La Marmotte – Bourg d’Oisans (FRANCIA), 2 luglio 2016

Poche parole, pedalerete nei luoghi mitici del ciclismo e del Tour de France: Col du Glandon, Col du Galibier, Alpe d’Huez. Avrete l’occasione, più unica che rara, di farli tutti e tre in un giorno.

Granfondo durissima e lunga: 174 km e 5000 metri di dislivello. Numeri che ne fanno una delle tre più dure d’Europa.

Unica pecca, l’organizzazione: veramente al minimo sindacale. Ristori pochi e forniti solo dell’essenziale, strade aperte al traffico e con punti pericolosi non sempre ben segnalati.

Spirito però bellissimo e meno aggressivo che da noi: più senso dell’avventura, più viaggio, meno gara. Occhio alla partenza da Bourg d’Oisans, se soggiornate in cima all’Alpe d’Huez, dovrete affrontare la lunga discesa all’alba prima della gara, farà un freddo porco.

Copritevi bene, consiglio tuta da imbianchino o un vecchio pile da buttare prima dello start. Portatevi da mangiare: nei ristori troverete poco.

Difficoltà percorso: 5/5

Sicurezza e organizzazione: 2/5

Bellezza paesaggi: 5/5

Iscrizioni: chiuse

Sito e info utili: www.grandtrophee.fr

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Maratona dles Dolomites – La Villa (BZ), 3 luglio 2016

La regina delle granfondo. Forse la più bella, sommando i 3 fattori: difficoltà, organizzazione, paesaggi.

Sembra corta, solo 138 km – pochi per un lungo – ma se si considera che ha 4200 metri di dislivello, le cose cambiano drasticamente. Nel rapporto tra i due numeri è la più dura d’Europa.

Se non avete mai pedalato sui passi delle Dolomiti che hanno fatto la storia del ciclismo (Sella, Pordoi e Giau per citare solo i più famosi), è l’occasione ideale. Zero auto, organizzazione impeccabile (ristori tanti e fornitissimi, strudel e speck dell’Alto Adige compresi), emozioni assicurate.

Attenzione alle prime due salite però (Campolongo e Pordoi): affollatissime, si crea effetto imbuto. Poi una goduria. È veloce, però occhio ai crampi nel finale. Soprattutto se, come spesso accade, farà caldo. Due borracce obbligatorie. Mentre salite il Pordoi obbligatorio voltarsi indietro a guardare.

Difficoltà percorso: 4/5

Sicurezza e organizzazione: 5/5

Bellezza paesaggi: 5/5

Iscrizioni: chiuse

Sito e info utili: www.maratona.it

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Etape du Tour – Megève (FRANCIA), 10 luglio 2016

In pratica la possibilità di percorrere una tappa del mitico Tour de France come i professionisti. Ogni anno una diversa.

Per l’edizione 2016 è prevista la tappa nr. 20 che va da Megève a Morzine con 4 mitiche salite della Grande Boucle: Col des Aravis, Col de la Colombière, Col de la Ramaz, Col de Joux Plane (il più duro). Per un totale di 146 km.

Siamo in Francia, meno esasperazione e più piacere per l’impresa personale (l’idea di percorrere una tappa del Tour è di per sé una sfida). Percorso duro ma nel complesso non impossibile (in questa lista ne trovate di ben peggiori). Iscrizioni ahimè già sold out da mesi. Occorre muoversi prestissimo, a ottobre.

Mettetela nella vostra bucket list per il 2017, ne vale la pena. Chi la organizza è chi organizza il Tour de France. Serve altro? Strade completamente chiuse al traffico, dal primo all’ultimo km, ristori ben forniti, assistenza meccanica e sanitaria perfette. Unico neo, prezzo piuttosto alto. Che dire, risparmiate sul cappotto per l’inverno, ma regalatevi il Tour de France.

Difficoltà percorso: 3/5

Sicurezza e organizzazione: 5/5

Bellezza paesaggi: 4/5

Iscrizioni: chiuse

Sito e info utili: www.letapedutour.com

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Ötztaler Radmarathon – Sölden (AUSTRIA), 28 agosto 2016

La maglia da “Finisher” data solo dopo l’arrivo dice tutto. La Ötztaler Radmarathon è la regina delle granfondo, forse la più dura in assoluto (238 km per 5.500 metri di dislivello). Si accede, come per la Maratona dles Dolomites, tramite sorteggio.

Costa tanto (quasi 150 euro e la location nel Tirolo austriaco, non aiuta certo, Söldenè carissima), ma ne vale assolutamente la pena. Pre-iscrizioni aperte dal 1 al 28 febbraio. Lunga, dura e soprattutto con il punto di massima difficoltà alla fine.

Il passo del Rombo, 29 km e oltre 2000 metri di dislivello. Lo si affronta con 180 km e 3.500 metri di dislivello nelle gambe. La gara è tutta lì, in quella salita. Fino a quel momento è solo “riscaldamento”. Da lì comincia un’altra storia, un’impresa nell’impresa. Una sfida con se stessi, dove cedere è facilissimo, ma arrivare in cima è bellissimo.

Il segreto di questa gara è tutta in questa geniale e perfida idea di aver messo il vero ostacolo solo alla fine. Paesaggi splendidi, organizzazione perfetta, ciclisti da tutto il mondo. Uno scenario unico, che ne fa, a mio parere, ampiamente la più bella.

PS: non esiste percorso “Medio”, se partite dovete arrivare in fondo.

Difficoltà percorso: 5/5

Sicurezza e organizzazione: 5/5

Bellezza paesaggi: 5/5

Iscrizioni: aperte le preiscrizioni dal 1 al 28 febbraio 2016, sorteggio a marzo.

Sito e info utili: www.oetztaler-radmarathon.com   

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Fenomeno granfondo

Marketing mi sa di “vendita di fuffa”, qui invece si parla di altro: un modo alternativo di fare promozione turistica, la creazione di nicchie di mercato nuove e promettenti, in grado di portare persone nelle valli e negli alberghi in periodi di bassa (o bassissima) stagione. Un approccio sostenibile al territorio.

L’articolo è un po’ datato, ma attualissimo. E aggiungo che i ritmi con cui vengono bruciati i pettorali, anche diversi mesi prima, li ritroviamo anche in altre manifestazioni, in altri sport, prime fra tutte la Marcialonga di Fiemme e Fassa.

Il fenomeno granfondo: le ragioni della fatica e quelle del marketing

MARTEDÌ 4 NOVEMBRE IL SITO DELLA NOVECOLLI, UNA DELLE PIÙ IMPORTANTI GRANFONDO NEL PANORAMA ITALIANO, È STATO LETTERALMENTE PRESO D’ASSALTO

di Giacomo Pellizzari – strada.bicilive.it, 10/11/2014

Maratona dles Dolomites

In soli 18 minuti, sono stati bruciati 10.000 pettorali, per una gara che si disputerà soltanto domenica 24 maggio 2015. Praticamente tra più di 6 mesi.

Stessa storia o “peggio” per la celeberrima Maratona dles Dolomitesoltre 31 mila pre-iscritti per partecipare al tradizionale sorteggio che a metà novembre assegnerà i “soli” 9 mila posti per la gara del 5 luglio 2015.

Granfondo Sportful Dolomiti Race di Feltre (Belluno): l’edizione 2014 ha toccato il tetto record di oltre 4 mila partecipanti, l’edizione 2015, con iscrizioni aperte addirittura 9 mesi prima dell’evento, si avvia a superarlo.

Sono numeri da capogiro. Segnali di un fenomeno in costante crescita e ormai divenuto mediatico (servizi televisivi, articoli sui quotidiani, addirittura diretta RAI per la Maratona dles Dolomites). Un fenomeno che non è più spiegabile semplicemente con un generico “la bici va di moda”.

Le chiavi del successo sono molte

Indubbiamente c’entra la passione per l’endurance. Fenomeno crescente testimoniato anche dal successo che stanno vivendo altri sport di fatica: il running con le maratone, e soprattutto il triathlon, con l’ironman. La ricerca, o forse il bisogno, di fare fatica e di andare “oltre” i propri limiti affascina e richiama sempre più persone. Indiscutibile. Ma questo non è sufficiente a spiegare il boom.

Le ragioni che vorrei qui analizzare, e che ritengo decisive, sono quelle legate al marketing e alla nascita, forse, di un nuovo modello economico per lo sport amatoriale. Un modello che potrebbe diventare – opinione personale – esempio anche per altri settori del nostro Paese.

Gli organizzatori di queste granfondo hanno imparato da tempo a vendere sempre meglio e in modo più performante le proprie manifestazioni. Curando innanzitutto sempre di più l’immagine e la comunicazione: siti più accattivanti e ricchi, utilizzo dei social media sempre più originale (quest’anno la Maratona dles Dolomites in partnership con Strava, mette a disposizione un’iscrizione gratuita mediante un challenge).

Ma soprattutto, gli organizzatori hanno imparato, strategicamente, a coinvolgere tutto il territorio: operatori turistici, albergatori, enti e associazioni. In molti casi anche le Regioni.
Il risultato è stato quello di trasformare la granfondo non solo in una manifestazione sportiva, ma in un vero e proprio contenitore di business. Un modello vincente, e virtuoso, in grado di attrarre sempre più partner e sponsor.

Un esempio su tutti è quello della Maratona dles Dolomites: non a caso sponsorizzata ormai da anni da Enel, oltre a una marea di altri sponsor e partner.
La gara altoatesina è diventata a tutti gli effetti un format sempre più imitato e inseguito.
A partire dalla cura maniacale dell’immagine e della comunicazione, per finire con le intelligentioperazioni di marketing capaci di fare “rete” con il territorio: i pacchetti iscrizione+hotel, la “Settimana del ciclista”, con eventi, happening e incontri che si protraggono lungo tutto l’arco della settimana. Non solo il giorno dell’evento.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: 31 mila richieste di partecipazione, sette mesi prima dell’evento non è una cosa esattamente “normale”. È un successo clamoroso, che va oltre la bici e oltre lo sport.
Non per niente, in tutto l’Alto Adige la Maratona è considerata l’evento più importante dell’anno, dopo la stagione sciistica, per introiti economici.

Sempre la “Maratona”

Stesso discorso vale anche per la Novecolli e laSportful Dolomiti Race. Granfondo che negli ultimi anni si sono conquistate posti da primato rispetto alle altre, compiendo passi da gigante. Segreto, anche qui, è stato sporcarsi le mani con il marketing.
Trasformando la gara in un vero e proprio format. Capace di vendere insieme alla bici e alla fatica, anche il territorio, la cultura, il cibo. La riviera Romagnola e Cesenatico, per la prima, Feltre, il vino e le Dolomiti bellunesi per la seconda.

Una scelta vincente che fa leva sul successo della bicicletta come straordinario mezzo di scoperta e formidabile veicolo economico.

E se la storia di questi successi ci volesse raccontare qualcosa?
Diventando magari un esempio virtuoso anche per altri settori della nostra economia?
Mi piace pensare che proprio da lei, dalla bicicletta, nella sua semplicità e bellezza, venga un segnale importante, un bel racconto di coraggio e scelte strategiche vincenti.

Come quelle della Maratona dles Dolomites, della Novecolli e della Sportful Dolomiti Race.
Tre piccole medicine per curare forse anche mali più grossi della nostra economia.

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Roma, la Granfondo si fa in quattro

La Granfondo di Roma si fa in quattro e guarda ai castelli

bikeitalia.it, 07/10/2015

Una gara competitiva, una ciclopasseggiata ai Castelli, una parata di bici d’epoca e una pedalata nella Storia dell’Appia Antica: la Granfondo Campagnolo Roma per la sua quarta edizione si fa in quattro e il prossimo weekend si preannuncia particolarmente ricco di eventi-a-pedali nella Capitale. Prevista la partecipazione di 5.000 ciclisti provenienti da tutto il mondo, ma il punto di forza della manifestazione è che si rivolge a tutti i tipi di pedalatori, per promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano anche in città.

Lo ha sottolineato il presidente del Comitato Organizzatore Gianluca Santilli presentando la kermesse che animerà Roma dal 9 all’11 ottobre: “Ci piace raccontare l’evento della seconda domenica di ottobre come la sintesi di tutto ciò che si muove a pedali in una città che sta iniziando a pedalare velocemente verso il futuro”. Una manifestazione che vuole trasmettere la voglia di bici, a cominciare dai più piccoli che all’interno del Villaggio allestito allo Stadio Nando Martellini delle Terme di Caracalla avranno a disposizione un’Area Kids con tante attività.

La novità di quest’anno è rappresentata dalla pedalata nella Storia “L’Imperiale, The Appian Way”, dove le bici d’epoca dall’anima vintage e dall’aspetto “eroico” attraverseranno l’Appia Antica seguendo un tratto del percorso del GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici che si propone come grande greenway urbana per attirare tanti cicloturisti valorizzando l’anello ciclabile di 44,2 chilometri che unisce il centro di Roma i parchi della città. Un evento che avrà un prologo sabato 10 ottobre con la parata Tweed Ride. Il percorso della Granfondo – sia della gara competitiva che della pedalata cicloturistica – sarà interamente chiuso al traffico motorizzato per tutta la durata della manifestazione (per ogni tratto 3 ore dal passaggio del gruppo di testa, ndr).

“La bicicletta come strumento di promozione del cicloturismo”, come ha dichiarato il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato Di Rocco. E un primo obiettivo è già stato raggiunto, come sottolinea in una nota il Comune di Frascati: “Ci è stato proposto un grande progetto, denominato ‘In bici ai Castelli’, che prende il nome dalla ciclopedalata della Granfondo, finalizzato a sviluppare il cicloturismo, che oggi favorisce afflussi turistici di grande rilevanza”. E prossimamente sarà organizzato un tavolo tecnico operativo per lanciare le domeniche di “In bici ai Castelli” e riconvertire in chiave cicloturistica l’economia del territorio intorno a Roma.

Domenica 11 ottobre le partenze scaglionate inizieranno alle 7:15 ma l’arrivo sarà lo stesso per tutti i partecipanti alle diverse pedalate in programma per la Granfondo Roma e l’ultimo chilometro sarà conteggiato al passaggio sotto Porta San Sebastiano – recentemente al centro delle polemiche per come è stata gestita l’annunciata ciclopedonalizzazione della strada, riaperta dopo mesi di chiusura – e il traguardo sarà posto all’incrocio con via di Porta Latina. Al termine della pedalata, pasta party per tutti allo Stadio Nando Martellini delle Terme di Caracalla che chiuderà alle ore 18.

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