Articoli con tag: bicicletta

Pavia, Lebici Festival

14-17 settembre, arriva Lebici, Festival della bicicletta a Pavia

Pavia, 14-17 settembre. Sono queste le coordinate per Lebici, Festival dedicato alla bicicletta organizzato dal Comune di Pavia con il supporto di Bikenomist.

bikeitalia.it, 02/09/2017

A 200 anni dall’invenzione della bicicletta, la città di Pavia vuole celebrarla con oltre  30 eventi dedicati alla bicicletta come mezzo di trasporto, turismo, piacere e sport.

Saranno quattro giorni in cui le pedalate si alterneranno a conferenze, tavole rotonde e proiezioni di film, mostre di quadri per raccontare Pavia a chiusa la bici e la bicicletta ai Pavesi.

Il programma

Pavia bici

Le giornate di giovedì 14 e venerdì 15 sono pensate in particolare per glioperatori del turismo e del commercio, ma anche per le istituzioni locali e per tutti coloro che vogliono sapere come avere città più vivibili, efficienti, sicure e aperte a un turismo dolce. Un focus sul bike sharing metterà a confronto i principali operatori del mondo per capire cosa sta succedendo.

Il film di animazione “Appuntamento a Belleville“, aprirà Venerdì sera lo spazio dedicato ai cittadini, mentre Sabato sera sarà il momento del videocicloviaggio di Jovanotti in Nuova Zelanda e del documentarrio “Bikes vs. Cars

Sabato 16 e domenica 17, si pedalerà in città nel verde del Parco del Ticino. Ci sarà inoltre spazio per presentazioni di viaggi, workshop di allenamento e comfort in sella, meccanica di bici e alimentazione, curato dal team Bikeitalia.

E ancora mostre di quadri di artisti e attività ludiche per bambini.

Dove & Quando

Centro del Festival Lebici sarà Piazza della Vittoria a Pavia da cui partiranno le pedalate:

Sabato 16 settembre: 

  • alle ore 10:00 partirà un giro per famiglie nel Parco del Ticino su un percorso sicuro, a cura dell’associazione Wonder Ride;
  • alle ore 16:00, Bike Pride, il momento dei ciclisti urbani di stare assieme, incontrarsi e contarsi, a cura di Fiab Pavia;

Domenica 17 settembre: 

  • alle ore 8:00 parte dalla Darsena di Milano la “Carovana Pavese“, 33 km lungo la ciclabile del Naviglio Pavese;
  • Alle ore 10:00 è il momento dell‘asta di biciclette;
  • alle ore 16:00 parte la Pedalongobarda, una pedalata alla scoperta delle tracce dei Longobardi nella loro capitale, a cura di Fiab Pavia;

Per consultare il programma completo, e per informazioni su come arrivare a Pavia, vi rimandiamo al sito ufficiale: www.lebici.it

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La discesa del Po…facciamola un’altra volta…

Causa pessime previsioni meteo la

7 Discesa del Po

programmata per domani 10/9, è stata rinviata al

17 settembre

Nel post dedicato all’evento potete trovare i riferimenti per restare aggiornati.

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Discesa del Po 2017

Programma edizione 2017

Partenza in contemporanea da più località come indicato nella cartina allegata.

BARCA TURISTICA -20 posti-

PARTENZA POLESINE (PR)

Ore 8:00 Polesine (PR), 8:30 Isola Pescaroli (CR), 9:00 Stagno di Roccabianca (PR), 9:15 Torricella Parmense (PR), 9:45 Sacca di Colorno (PR), 10:00 Casalmaggiore (CR), 11:00 Mezzani (PR), 12:30 Viadana (MN) Contributo trasporto 5 €

BARCA TURISTICA PADUS -60 posti-

PARTENZA CASALMAGGIORE CR

Ore 9:30 imbarco, Ore 10:00 -partenza Lido Po Casalmaggiore (CR), 11:00 Breve sosta senza attracco a Mezzani (PR), 12:30 arrivo a Viadana (MN). Contributo trasporto 5 €

Prenotazioni imbarcazioni turistiche inviando mail a persona.ambiente@libero.it indicando nome e cognome dei partecipanti e recapito telefonico, oppure telefonando al 340.0003867 (Tiziano) oppure 333.7622768 (Damiano)

CICLISTI PARTENZA SACCA di COLORNO (PR) 28 Km

Ore 9:45 – Lido Po di Sacca di Colorno (PR), 11:00 aperitivo porto turistico di Mezzani (PR), ore 12:30 arrivo a Viadana

CANOE E BARCHE A REMI 15 Km

PARTENZA CASALMAGGIORE CR

Ore 10:00 Lido Po Casalmaggiore (CR), 11:00 porto turistico di Mezzani (PR) e/o spiaggione di Fossacaprara (CR), 12:30-13:00 arrivo a Viadana (MN)

CICLISTI PARTENZA GUSSOLA (CR) 24 Km

Ore 9:00 Piazza di Gussola Ore 9:30 Piazza di Martignana Ore 10:00 arrivo a Casalmaggiore Lido PO e prosecuzione itinerario fino a Viadana

CICLISTI PARTENZA CASALMAGGIORE (CR) 16 Km

Ore 10:00 Lido Po Casalmaggiore, argine maestro fino a Fossacaprara, percorso in golena fino a spiaggione. Alcuni tratti con sabbia, bici a mano. Rinfresco, a seguire via Alzaia fino a Roncadello, argine maestro fino a Viadana. Arrivo ore 12:00

CICLISTI PARTENZA GUASTALLA (RE) 15 Km

Ore 10:30 Lido Po Guastalla (RE), Via Alzaia, 11:30 Lido di Boretto (RE), 12:30 Viadana (MN)

CICLISTI PARTENZA DOSOLO (MN) 13 Km

Ore 10:00 – partenza, 10:30 Pomponesco con sosta in p.zza e rinfresco, attraversamento Garzaia e via Alzaia fino a Viadana. Alcuni tratti con sabbia, bici a mano.

ARRIVO è previsto per le ore 12:30 a Viadana località ponte vecchio.

Programma pomeriggio

Ore 12:30 – arrivo a Viadana (MN) località ponte vecchio- Ostello Bortolino, Pranzo con i banchi Local Foodd a prezzo convenzionato, intrattenimento musicale

Ore 14:00 breve presentazione “MAGANA DEL PO”, monitoraggio delle acque del fiume e del rispetto del decalogo della Carta del Po a cura di Legambiente

Intermezzi musicali con nema Problema Orkestar e Mosche di Velluto Grigio

NON è fornito il servizio di rientro bici/pedoni da Viadana. Per eventuali esigenze ci si organizza all’arrivo chiedendo un passaggio…

Possibilità uso docce all’approdo, presso Gruppo Canoe Viadana.

Per il recupero imbarcazioni rivolgersi a Canottieri Amici del PO tel 0375.43502 info@amicidelpo.org

Possibilità di Campeggio per canoisti presso la Polisportiva Amici del PO di Casalmaggiore per chi arriva il sabato.

Per info

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Da Rho a Strasburgo per i diritti umani

pedalatalonga.it

Da Rho a Strasburgo in 38 tappe, per sensibilizzare i cittadini e le cittadine, soprattutto le nuove generazioni, al rispetto dell’altro/a, al dialogo e al confronto culturale e chiedere alle più alte Istituzioni, l’inserimento dell’insegnamento dei Diritti Umani nelle scuole.

E’ su queste parole d’ordine che Vittorio Barbanotti​, presidente del Comitato dei Diritti Umani di Milano, 65 anni, cardiopatico con velleità sportive, ha deciso di organizzare un evento che unirà sport ed educazione civica.

Vittorio porterà a compimento questa impresa con una pedalata individuale, attraversando 38 città, fra Italia, Svizzera e Francia, nelle quali si augurerà di incontrare le varie amministrazioni comunali partecipando a momenti di incontro e discussione sul tema dei “Diritti Umani”.

L’intento è di sollecitare le amministrazioni comunali, provinciali e nazionali, a chiedere nelle scuole un momento di incontro per la discussione e la conoscenza della Dichiarazione dei Diritti Umani che si avvia ormai al compimento del suo 68°anniversario e la cui applicazione urge oggi più di ieri.

Basti pensare agli episodi di bullismo ai danni di disabili e coetanei dentro e fuori le scuole, alla violenza sulle donne e al femminicidio, a fenomeni crescenti come l’omofobia, alle condizioni di molti migranti, o rifugiati non accolti e abbandonati al loro destino; ed ancora, alla condizione delle nostre carceri, dove vige una situazione di illegalità strutturale; agli episodi di tortura, il linguaggio violento in politica e sui social network.

L’iniziativa è organizzata dal Comitato Diritti Umani di Milano e dal Coordinamento Nazionale per la Promozione e Protezione dei Diritti Umani.

Le tappe

Vittorio partirà sabato 9 settembre da Piazza Visconti a Rho, dove ha sede il Comune. Il percorso per Strasburgo toccherà le seguenti tappe:

9 settembre – Novara
10  settembre – Santhià
11 settembre  – Torino
13 settembre  – Asti
14 settembre  – Alessandria
15 settembre  – Tortona
17 settembre  – Serravalle Scrivia
18 settembre  – Genova
19 settembre  – Arenzano
21 settembre  – Savona
22 settembre  – Finale Ligure
23 settembre  – Alassio
25 settembre  – Imperia
26 settembre  – Sanremo
27 settembre  – Monaco Ville
29 settembre  – Nice
30 settembre  – Vidauban
1 ottobre   – Saint Maximin La Sante Baume
3 ottobre   – Aix En Provence
4 ottobre   – Salon De Provence
5 ottobre   – Arles
7 ottobre   – Nimes
8 ottobre   – Bollene
9 ottobre   – Valence
11 ottobre   – Lion
12 ottobre   – Meximieux
13 ottobre   – Pont D’An
15 ottobre   – Chatillon En Michaille
16 ottobre   – Geneve
17 ottobre   – Lausanne
19 ottobre   – Iverdon Les Bains
20 ottobre   – Valdahon
21 ottobre   – Besancon
23 ottobre   – Montbeliard
24 ottobre   – Mulhouse
25 ottobre   – Colmar
27 ottobre   – Selestat
28 ottobre   – Strasburgo

Dopo l’incontro con le Istituzioni parlamentari di Strasburgo, Vittorio si recherà a Bruxelles per incontrare la delegazione italiana dei Parlamentari Europei per consegnare copia dell’appello.

Info e contatti

Per informazioni su iniziativa, contatti, modalità per contribuire al viaggio di Vittorio, visita il sito ufficiale pedalatalonga.it  o segui la pagina facebook.

dirittiumani@libero.it
345 0577882

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Sono… in bicicletta, quindi leggo

(Grazie a Stefano per la segnalazione)

timreading.it, 19/07/2017

Quest’anno ti vuoi dare al cicloturismo e fare una bella vacanza a pedali? Nel ritmo lento di un viaggio su pista ciclabile ci vuole un buon libro da leggere tra una tappa e l’altra, anzi un ebook, che non occupa spazio e non pesa. C’è un che di eroico nell’andare in bici, perché per raggiungere la meta – che sia la scuola, l’ufficio o il prossimo borgo lungo la ciclovia – bisogna mettere in gioco tutti se stessi: muscoli, fiato, occhi e riflessi. Il terreno ti parla attraverso la vibrazione di ruote e manubrio, il vento ti sospinge o ti rallenta, la pioggia ti punge come spilli o ti inonda come una doccia fredda, il sole ti ustiona gli avambracci.

Ecco, se tutto questo ha il sapore dell’epica non è perché ti sei montata la testa, ma perché la bicicletta è mitica, epica ed utopica, parola di Marc Augé. Nel suo Il bello della bicicletta il filosofo francese che ha chiamato non luoghi tutti quei posti che frequentiamo quotidianamente, tra stazioni, aeroporti e centri commerciali, scopre nella bicicletta il mezzo per un nuovo umanesimo. La bici rende uguali, restituisce al tempo il suo significato e ai luoghi la loro essenza e, di più, la bici dà speranza per il futuro perché è un mezzo per spostarsi in modo sostenibile, senza emissioni di pm10. Insomma, se vuoi dare un senso profondo e filosofico alla tua vacanza in bici, il saggio di Marc Augé è tra gli ebook più consigliati. Il filosofo indica alcune città italiane come esempi di questo umanesimo su due ruote, naturalmente parliamo di città emiliane, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, che fieramente si proclama “città delle biciclette”.

E c’è un romanzo che rientra tra i capolavori della letteratura italiana ambientato a Ferrara in cui la bicicletta ha un ruolo importante: è Il giardino dei Finzi Contini di Giorgio Bassani. Un libro da leggere anche se se ne conosce la trama ponendo attenzione proprio sull’elemento della bici, il mezzo con il quale il protagonista esplora la città di notte e scopre l’amore percorrendo il giardino dei Finzi Contini con la bella Micòl. L’autore si sofferma spesso sulla descrizione dei modelli delle bici degli anni Trenta e sulle sensazioni che colpiscono il giovane protagonista mentre si avventura nel buio e nel gelo padano.

Adolescenza, pedalate e amore in una città emiliana le puoi ritrovare anche in un romanzo dalla trama più leggera che ha spopolato tra i ragazzini degli anni Novanta, è Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi, autore che nei libri successivi ha elogiato anche il viaggio a piedi. Qui sono memorabili le scalate in bicicletta che il protagonista fa per andare a studiare a casa della sua amica e amore impossibile, lei vive sui colli bolognesi e per raggiungerla bisogna fare una salita con una bella pendenza. Un libro di culto per una generazione da riprendere in mano per chi l’ha letto all’epoca e oggi vuole ricordare come era e da scoprire per i famosi millennial, per immaginare come erano amore, amicizia e musica appena prima dell’avvento di internet.

Se invece sei in partenza e vuoi farti una cultura sulle tante declinazioni della bicicletta c’è un libretto pratico, divertente e informativo che si intitola Dieci bici e ti spiega qual è il modello di bici proprio giusto per te: mountain bike con venti marce per pedalare in ogni pendenza e terreno o minimal a scatto fisso per essere la più trendy in città?

A te la scelta, l’importante e avere l’ebook giusto a portata di pedale.

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Ciao Paolo

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Bimbimbici 2017

fonte: fiabcremona.it

Bimbimbici è una manifestazione nazionale, la cui prima edizione si è svolta nel 2000, voluta dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e tesa a promuovere la mobilità sostenibile e a diffondere l’uso della bicicletta tra i giovani e giovanissimi.

La manifestazione si concretizza in una allegra pedalata in sicurezza lungo le vie cittadine e nel territorio urbano, che si svolge ogni anno nel mese di maggio ed è rivolta principalmente a bambini e ragazzi, ma è aperta a tutti i cittadini.

L’evento è una vera e propria occasione di festa e di rivincita per tutti quegli utenti deboli delle strade che vivono quotidianamente la città come luogo riservato ad utenti forti (in primo luogo gli automobilisti). Il “popolo” di Bimbimbici è costituito da tutti coloro (grandi e piccini) che amano la bicicletta, la natura e desiderano vivere in un mondo dove le macchine lascino spazio alle bici, lo smog all’aria fresca, la frenesia alla lentezza. Bimbimbici vuole quindi sollecitare la collettività ad una riflessione generale sulla necessità di creare zone verdi e piste ciclabili per aumentare la vivibilità dei centri urbani.

Ogni anno FIAB organizza parallelamente alla manifestazione Bimbimbici, un Concorso Nazionale di Disegno, aperto a tutti i bambini delle scuole dell’infanzia, elementari e medie di tutta Italia.
A Bimbimbici è dedicato un sito apposito dove, tra l’altro, si riportano le modalità per l’adesione e il materiale disponibile per gli Enti Promotori (associazioni, scuole, Comuni, ecc.), i programmi locali, gli eventi collaterali (il Concorso annuale, ecc.).

Vai al sito ufficiale della manifestazione per i dettagli e le città aderenti.

Per quanto riguarda Cremona (una città a caso…) il ritrovo è in piazza Stradivari alle ore 9.30. Tutti i dettagli QUI.

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La bicicletta è una forma di felicità

di Marilena Lucente, bicizen.it, 11/06/2015

Non l’avrei mai detto, forse sino al giorno prima. Ma è prova provata: la bicicletta cambia la vita. Oggi non saprei immaginarmi senza. È incominciato per caso, una risposta di emergenza dettata dalla circostanza. Poi, è bastato un momento di consapevolezza, ed è stata scelta di vita, che tutt’ora dura.

Correva l’anno 2002, pochi giorni prima dell’inizio della scuola. Parcheggio di un ipermercato, quando ancora gli ipermercati erano oggetti luccicanti nel buio delle periferie e ogni settimana se ne apriva uno giurando che era il più grande d’Europa. Ne hanno rubato di spazio, quelle scatole di cemento ora sempre più vuote e tristi. A me invece, nel parcheggio dell’ipermercato hanno rubato un’automobile. Lancia Y Elefantino, pochi mesi di vita, due seggiolini per bambini, di cui uno nuovo di zecca e una vita da mamma trafelata da portare in giro. Quando sono andata in Caserma a denunciare il furto mi hanno persino rimproverato: “Dovevate saperlo che sicuro che questa ve la rubavano”. Giuro che no, proprio non sapevo. Quelli dell’assicurazione mi promettono che faranno di tutto per accelerare i tempi del rimborso: sei mesi e potrò ricomprare una nuova auto. Sei mesi sono proprio tanti.

Avevo trentacinque anni e dall’età di diciotto non avevo mai trascorso un giorno senza auto. Sono costretta a tirare fuori la bicicletta dal garage, quella della domenica, di qualche pomeriggio d’estate per raggiungere i giardinetti. E incomincio. Prima solo per andare a lavoro – insegno e in tutte le scuole che ho frequentato non ho trovato quasi mai una rastrelliera – poi prendo coraggio e all’arrivo della primavera, la attrezzo con i sediolini, uno avanti e uno dietro. Le temperature sono ancora basse, abbiamo sempre l’irrazionale convinzione che i bambini e il freddo sono nemici giurati. Invece…

Invece i giorni trascorrono con sciarpe e cappellini, nasini rossi, certo, ma anche una nuova allegria che viene dal cantare mentre pedalo e loro si guardano intorno. Davanti a me il piccolo, ha compiuto da poco un anno, dietro il grande, quattro anni e mezzo, che mi abbraccia forte tutto il tempo. Nel frattempo scelgo la nuova auto, il colore, il modello. Ci siamo quasi. Arriva anche la telefonata che mi dice che posso passare in assicurazione a ritirare il premio. Sono alla finestra e vedo parcheggiata un’auto proprio come quella che voglio io. La guardo. E mi accorgo di non desiderarla più. La guardo meglio. Non è che non voglio quel modello, non voglio la macchina. Non mi piace il pensiero di mettermi di nuovo al volante, di allacciare le cinture ai bambini, di preoccuparmi se uno piange, di tenere l’altro sotto controllo con lo specchietto retrovisore. La guardo ancora.

Ho scoperto che posso raggiungere tutto quello che mi serve in bici, e in fondo Caserta, è qui che viviamo, è pianeggiante, si può percorrere in poco tempo. La sera ne parlo con il papà. Decidiamo che avremo una sola auto, quella che a lui serve per andare a lavoro. La useremmo per andare fuori città, per le vacanze. Quanto a me, se mi accorgo che ci sono troppe difficoltà, andiamo subito in concessionaria. “Va bene?”

Sono passati tredici anni, le biciclette sono diventate quattro. Sono cambiate nel tempo, ma non ne abbiamo più fatto senza. I primi tempi ho imparato a organizzarmi, soprattutto quando i bambini erano piccoli. Consegna della spesa a domicilio, un accordo con un tassista che mi faceva dieci euro a tratta per gli spostamenti serali, o quando pioveva, o avevamo i bagagli; turni tra mamme e papà per accompagnare i ragazzini a scuola; solidarietà delle amiche sempre disposte a venirmi a prendere in caso di bisogno. Nel frattempo è cambiato quasi il nostro armadio, pieno di vestiti comodi e colorati; le biciclette hanno cestini per la spesa e borse sulle ruote posteriori. Appena possibile usciamo tutti e quattro in bici, ma spesso si aggiungono amici, che come noi hanno sperimentato che la bicicletta è una forma di felicità.

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Una domenica in centro

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Il pane in bici

In bici portiamo il pane artigianale nelle case. In Italia non c’è lavoro? Uscite dagli schemi

Danilo Perozzi, 26 anni, e Elena Galli, 27, hanno ideato Mylbread dopo essersi conosciuti ad Expo durante un concorso di idee sulla malnutrizione. L’obiettivo è anche di aiutare i forni virtuosi a offrire una via d’uscita alla grande distribuzione. “Vediamo entusiasmo per la nostra startup”

mylbread

di Danilo Nappi – ilfattoquotidiano.it, 17/10/2016

Tutte le mattine Danilo ed Elena salgono in sella alla loro bici e iniziano a pedalare tra le strade di Bologna, lasciando il profumo di pane appena sfornato. Poi ci sono gli eventi, la programmazione, la cura del sito e il rapporto con i forni artigianali in città. Si chiama Mylbread, ed è la piattaforma messa insieme da due studenti italiani che permette di ordinare ceste di pane artigianale e riceverle direttamente a casa o al lavoro. “Volevamo convincere le persone ad abbandonare il fast food e a tornare a gustare il pane di una volta”, raccontano.

Tutto è nato durante un concorso di idee sulla malnutrizione, organizzato dal Food Innovation Program ad Expo, nel 2015. “Era un pomeriggio piovoso di settembre – racconta Danilo – Lì ci siamo conosciuti per la prima volta”. Da quel giorno è nata l’idea di unire la community di panettieri, amanti del pane e ciclisti per riportare il pane (fresco e di prima qualità) nelle case delle famiglie bolognesi. Danilo Perozzi, 26 anni, è uno studente in Design sistemico del Politecnico di Torino; Elena Galli, 27 anni, ha una laurea magistrale in International Management presso l’Università di Bologna e un’esperienza alle spalle in Silicon Valley grazie ad una borsa di studio.

Dopo mesi di presentazioni, raccolte opinioni e dubbi, Danilo ed Elena hanno deciso di partire. Dal primo giorno di marzo la piattaforma Mylbread è diventata reale. Perché proprio il pane? “Abbiamo l’ambizione di portare la magia della panificazione artigianale a casa di tutti, o almeno ci proviamo – spiega Danilo – Il pane fatto a mano ha un suo gusto, un suo sapore, un suo odore. È completamente diverso da quello industriale”. Mylbread ha l’obiettivo di offrire ai piccoli panifici virtuosi una “way out” dalla concorrenza della grande distribuzione, “che sempre più rischia di farli scomparire” aggiunge Danilo. Ma vuole anche offrire a chi apprezza il pane, ma non riesce ad andare a comprarlo al forno, la possibilità di riceverlo a casa.

L’obiettivo di Elena e Danilo è anche quello di conciliare tradizione e innovazione. “In questo momento collaboriamo con tre forni bolognesi, tutti i ragazzi che li gestiscono sono nativi digitali. Per loro scelta hanno iniziato a lavorare con un occhio di riguardo alle materie prime e ai processi di panificazione”, aggiungono. Alla piattaforma, infatti, sono iscritti solo i forni artigianali e locali che usano lievito madre e farine di grani pregiati.

Grazie a Mylbread si può ricevere direttamente a casa o al lavoro pane, ma anche ceste per colazione e brunch, merende, aperitivi e kit per la panificazione casalinga. Tutto è consegnato in bici o in auto elettrica. L’obiettivo è anche quello di portare un messaggio legato alla qualità del cibo e all’importanza di una sana nutrizione. La risposta dei bolognesi, per il momento, rimane molto positiva. “Parliamo con le persone e notiamo tanto entusiasmo e voglia di conoscere che pane stiano mangiando”, racconta Elena. L’interesse sta crescendo: “Siamo fiduciosi”.

Elena e Danilo sono determinati su un punto. “La solita frase ‘il lavoro in Italia non c’è’ non appartiene al nostro modo di vivere. Le difficoltà nel mondo del lavoro, certo, ci sono – insistono i due – ma il potenziale del nostro territorio è immenso”. L’obiettivo, insomma, non è solo il benessere economico, ma un miglioramento della qualità di vita. L’idea piace, ed anche altre città si stanno interessando al progetto. “Abbiamo presentato la piattaforma a Milano: hanno apprezzato, anche se ci fanno già alcune critiche per migliorare il servizio”, sorridono. Anche a Torino poi, sono sorte alcune iniziative legate al mondo della panificazione, da semplici corsi a classi con risvolti sociali.

Esportare il modello all’estero? Elena e Danilo rimangono con i piedi ben piantati per terra. “Siamo nati da poco – spiegano –, abbiamo molto più interesse a creare un servizio con un reale valore aggiunto, piuttosto che a sognare la Silicon Valley”. Se dovessero dare un consiglio a qualche coetaneo, però, le ideesarebbero chiare: “Siamo nati e cresciuti in un contesto socio-culturale che predilige i percorsilavorativi lineari, senza uscire troppo dagli schemi. Il nostro consiglio è invece quello di sperimentare”, sorridono. La decisione di fondare una startup viene proprio dalla voglia di ripristinare connessioni con il territorio. “E poi – concludono – una volta che assaggi il pane artigianale è difficile farne a meno”.

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