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La nuova vita di Alan

Un giorno, mentre sto “cazzeggiando” (termine tecnico) su internet, mi arriva una notifica da un gruppo g+ che seguo. Il titolo del post, relativo ad un trek nel Lagorai, mi incuriosisce: io di solito vado in Val di Fassa, ma il Lagorai, che è nella vicina val di Fiemme, non lo conosco per niente.

Clicco sul link. Si apre una pagina, e la prima cosa che mi colpisce, più che le montagne, è il logo AIDO su un pannello segnaletico.

Io sono una donatrice AIDO (o meglio, una potenziale donatrice) e i miei genitori, in tempi diversi, sono stati nello staff del gruppo AIDO locale (mia mamma è tuttora presidente), quindi il tema della donazione in casa mia è… “di casa”. Incuriosita, comincio a navigare nel sito, una volta tanto interessata più al gestore del sito che alle escursioni in montagna descritte nelle pagine.

E la storia che scopro è una di quelle che ti scombussolano dentro. E’ la storia di una doppia vita, la vita prima e la vita dopo.

In mezzo, un trapianto.

Ecco la storia di Alan.

Personalmente mi sento in dovere di dover inserire nella mia autobiografia, due Biografie, una per il “pre” e una per il “post” Trapianto.

Mi chiamo Alan e sono nato a Trento il 27 ottobre 1984 all’Ospedale San Camillo da genitori entrambi trentini, con parto naturale.

Appena nato dopo poco più di un mese vengo ricoverato all’ospedalino a Trento per problemi di fegato, ero giallo, gonfio, non avevo appetito e quindi, dopo qualche mese sono stato trasferito all’ospedale di Padova nel reparto di Gastroenterologia presso la Prof.ssa Zancan per accertamenti più dettagliati sul mio stato di salute.

Dopo vari studi mi diagnosticano il Deficit di Alfa 1 antitripsina, disordine genetico che per una combinazione del 50% di possibilità vado a incontrare già dalla tenera età…

Inizia una vita fatta di visite, dottori, ospedali, una vita da “malato”. La tenera età non mi consente di potermi lamentare, le problematiche che incontro durante il periodo neonatale sono relativamente poche.
La vita però va avanti, frequento asilo, elementari, medie e superiori cercando di condurre una vita normale, ma così non è, le limitazioni sono tante, troppe per un ragazzo che sta iniziando a vivere la sua adolescenza, non poter far sport non mi aiuta a socializzare e a poter confrontarmi con i miei compagni,  ma con determinazione riesco ad arrivare fino ai 14 anni, i tempi del motorino, delle prime compagnie.

Un “bel” giorno succede il “patatrack”, la pipì rossa….. è Panico!!! Non riesco a parlarne con nessuno, neanche con gli adulti, ho paura, dentro di me mi convinco del fatto che da li a pochi giorni il tutto si sarebbe risolto.

Un giorno vengo colto in flagrante, si accorgono del mio problema e mi portano in ospedale con urgenza.

Successivamente mi viene diagnosticata una Glomerulo-nefrite membranoproliferativa, una malattia renale per la quale ho dovuto sottopormi a un trattamento Dialitico (Emodialisi) piuttosto intensivo.

Qui inizia uno dei periodi più duri della mia vita, a 14 anni, non poter più fare neanche il poco che mi piaceva, costretto in un letto d’ospedale con 3 trattamenti di Emodialisi da fare a settimana…

Il morale è sotto terra, ansia e panico sono all’ordine del giorno, ricordo ancora il mio pensiero più ricorrente “Quando andrò a casa?”…

Un giorno… l’encefalopatia… che in poche parole è l’accumulo di sostanze tossiche nel sangue che il fegato non riesce a eliminare e che causa coma epatico, in cui se non vieni trattato subito con i mezzi più appropriati vai incontro a morte certa.

Fortunatamente a Trento i medici del reparto di Nefrologia mi hanno salvato, e dopo 12 ore di lotta contro la morte, riapro gli occhi e intorno a me trovo i miei famigliari più cari, la mia amata nonna Letizia, il mio zio Emilio e la mia mamma. Bei brutti momenti !!!

L’encefalopatia è il punto di non ritorno, successivamente l’Ospedale di Trento prende contatti con la Clinica Universitaria di Padova e dopo attente valutazioni, con un’ambulanza vengo trasportato al Policlinico Universitario dell’Ospedale Civile dove la dott.ssa che mi seguiva fin da piccolo mi ha fissato una visita specialistica un pò particolare.

Quella visita cambiò per sempre la mia vita…

In un mese e mezzo di Ospedale a Padova eseguo tutti gli esami necessari per il Trapianto, penso di non aver mai fatto così tanti esami, invasivi o meno, una sorta di Check-Up completo di tutto il mio corpo, atto a valutare le mie possibilità di sopravvivenza al Trapianto e la mia predisposizione all’accoglimento di due nuovi organi. Il fegato e il Rene.

Il 22 maggio 2000 il telefono di mia madre squilla, è sera, sono circa le 18.00.

Poco dopo mia madre entra in camera e mi dice “Alan prepara il pigiama!”.

Verso le 20.00 siamo a Padova, un chirurgo viene a prelevarmi circa 20, 25 provette di sangue, il quale verrà utilizzato per tutte le analisi necessarie al Trapianto.

Entro in sala operatoria il 23 maggio 2000 alle ore 06.00 e ne esco alle 22.30 dello stesso giorno.

Da qui in poi potrei scrivere un’altra Biografia, quella che descrive la vita da Trapiantato di Organi, ma preferisco non farlo, perché in questo piccolo spazio sul web voglio raccontare le esperienze sportive con immagini e racconti che testimoniano che una vita dopo il Trapianto è possibile e anzi, è un dover sfruttare e goderne a pieno, per te stesso e per chi col suo sacrificio di vita ti ha donato una seconda chance.

Vigolana trail, passaggio a 35km

Nella sua nuova vita Alan va in montagna. O meglio: partecipa ad escursioni impegnative, fa ghiaccio, partecipa a gare Ultratrail. Le sue escursioni le racconta sul suo blog, TRANSPLANT SPORT. Il sito però non è solo il diario di bordo di un giovane appassionato di montagna, è anche uno strumento per parlare di emodialisi e trapianti. Uno strumento di supporto a pazienti in attesa di trapianto o già trapiantati e, soprattutto, di sensibilizzazione nei confronti dei potenziali donatori.

Cima Tosa – Canalone Neri

Per chi volesse sapere qualcosa in più su Alan:

Blog: TRANSPLANT SPORT

Mail: alan.cattincosso@gmail.com

Facebook: https://www.facebook.com/alan.deslucca

Garmin: http://connect.garmin.com/profile/alancattin

Alan in vetta… con maglietta

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Nuova vita sugli sci

24÷31 gennaio 2016

Giochi Invernali Trapiantati e Dializzati

VII Trofeo di Sci “Franca Pellini”

III Trofeo di Sci “Elio Ceccon”

Chiesa in Valmalenco (SO)

Da oltre 15 anni l’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto (ANED) – ONLUS organizza i Giochi Invernali Trapiantati e Dializzati, che prevedono una settimana bianca aperta a trapiantati, dializzati e loro familiari. Scuola sci, orienteering, cena in baita tipica, serata di gala e tanto altro ancora per passare insieme una settimana all’insegna dello sport e del benessere psico-fisico.

Parteciperanno il direttore Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa e i medici del Nord Italian Transplant (NITp) del Policlinico di Milano che “sfideranno” i trapiantati nei due trofei previsti. Obiettivo fondamentale è la diffusione della cultura della donazione e trapianto attraverso la testimonianza di chi ha ricevuto il trapianto e torna ad avere una vita piena.

“Prima fra tutti in Italia, la nostra compianta Presidente fondatrice Franca Pellini intuì, più di 25 anni fa, quanto lo sport potesse essere importante per il recupero fisico e psicologico delle persone dializzate, trapiantate e nefropatiche, e strumento privilegiato di sensibilizzazione alla donazione di organi e tessuti” afferma Margherita Mazzantini, coordinatrice nazionale di ANED Sport, la Nazionale Italiana Trapiantati e Dializzati di pallavolo.

“Le prime edizioni dei Giochi Nazionali Trapiantati, e poi anche Dializzati, si svolgevano a Milano. Dal 2008 abbiamo iniziato ad organizzarle in diverse città italiane: Novara, Jesolo, Grosseto, Salsomaggiore Terme, Abano Terme. Nel 2016 i Giochi si svolgeranno a Pineto, in Abruzzo.

Nel 1997, su iniziativa di un gruppo di soci che amavano e praticavano il volley, è stata fondata la Nazionale Italiana Trapiantati e Dializzati di Pallavolo, che ogni anno partecipa ai Giochi Nazionali Trapiantati e Dializzati. Dal 1997 Aned prende parte anche ai World Transplant Games”.

PROGRAMMA

Domenica 24
Arrivo partecipanti
Aperitivo di benvenuto
Presentazione programma della settimana

Lunedì 25
Sciata nel comprensorio dell’Alpe Palù per prendere confidenza con le piste
Eventuali lezioni di sci (facoltative)
Numerosi punti di ristoro lungo le piste

Martedì 26
Sciata libera e lezioni
Possibilità di allenamento tra i paletti durante le lezioni di sci
Cena in baita con trasporto in pulmini e poi gatto delle nevi o motoslitta (facoltativa)

Mercoledì 27
Sciata libera e lezioni
Possibilità di allenamento tra i paletti durante le lezioni di sci
Aperitivo in cantina THE Cellar, offerto da Hotel Tremoggia

Giovedì 28
Sciata libera e allenamento
Orienteering nei boschi dell’Alpe Palù, con prova a squadre e GPS (facoltativo)
Dopo cena pattinaggio su ghiaccio a Caspoggio (facoltativo)

Venerdì 29
Trofeo di fondo, all’Alpe Palù con partenza in linea
Dopo cena in amicizia con vin brulé e musica intorno al braciere

Sabato 30
Slalom gigante Trofeo “Franca Pellini” – Pista di San Giuseppe
Santa Messa in ricordo di Franca Pellini ed Elio Ceccon (ore 18,00)
Cena di gala presso THE Restaurant, Hotel Tremoggia
A seguire premiazioni

Info
ANED ASSOCIAZIONE NAZIONALE EMODIALIZZATI – DIALISI E TRAPIANTO – ONLUS
20121 MILANO – VIA HOEPLI, 3
Tel. 02.805.79.27
Fax 02.864.439
http://www.aned-onlus.it

Mob. 335.6757710
info@tremoggia.it 

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