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Autumn in CR (con imprevisto)

La ciclabile “Strada Regina” fra Annicco e Grontorto

Domenica 23/09/2018.

Mi preparo per uscire e prendo la mtb.

Rifletto un attimo, e torno in casa.

Metto l’Autan (!!!)

Riprendo la mtb, e parto.

Pedalo immersa nei miei pensieri quando qualcosa di naturale, ma allo stesso tempo fuori luogo, mi distoglie da essi. Ci metto un attimo, e poi capisco cosa è che non mi sfagiola: le cicale a fine settembre?!?!?

No, non sto scherzando.

E’ un pomeriggio di inizio autunno, e te ne accorgi anche per la luce, che è diversa… più radente, e più calda. Il verde degli alberi è meno verde, e qualche foglia secca comincia ad accumularsi ai cigli delle strade. E passando accanto ad alcuni alberi senti ancora le cicale?!?!?

E’ un po’ surreale. Alle zanzare ormai non ci si fa più caso, sono bastati 2-3 giorni di caldo e sono rispuntate incazzatissime, ma effettivamente questa “stagione di mezzo” è un po’ anomala.

E’ doveroso approfittare di questi scampoli di estate fuori stagione per fare una pedalata in campagna, scegliendo accuratamente il giorno e l’ora perché nel frattempo è iniziata la stagione della caccia, ed è poco salutare aggirarsi sulle strade poderali il sabato, o la domenica mattina, soprattutto se non si ha la maglia giallo fluo. E così, per vedere anche che “aria tira”, scelgo un percorso prevalentemente su percorsi segnalati. Vado ad Annicco per intercettare la Strada Regina per Soresina, e da qui alle Tombe Morte, per poi imboccare la ciclabile del Naviglio Civico. Destinazione…boh? Forse Casalbuttano, se riesco anche più in là, dipende dall’ora… Insomma, ho in mente una variante più “asfaltata” dell‘Anello del Morbasco.

Ecco, l’obiettivo verrà poi ridimensionato, ma non per colpa mia.

Genivolta, Tombe Morte

Genivolta, Tombe Morte – Naviglio Civico

Mi ritrovo così a pedalare su strade familiari ma che, ogni volta che le percorro, mi fanno cogliere nuovi particolari, o, semplicemente , cambiando ora e periodo dell’anno, cambiano colori ed ombre, e l’apparentemente monotona pianura padana si rivela sempre diversa agli occhi di chi osserva, anche solo di sfuggita passando in bici. Ecco, forse ogni tanto dovrei invertire il senso di percorrenza di alcuni giri, perché mi rendo conto che alcuni scorci li vedo solo come “frame” quando mi volto. E non posso sempre inchiodare e girare la bici per tornare indietro a fare la foto…

Incontro molte persone: gruppi di amiche, famiglie, coppie di “diversamente giovani”, a piedi, di corsa, in bicicletta, e nelle tenute più disparate. Soprattutto da Soresina in poi incontro molte persone, lungo il percorso ciclopedonale che porta al santuario di Ariadello e nella zona delle Tombe morte, che è un crocevia di percorsi ciclabili molto frequentati.

Svolto a destra, e lungo il Naviglio Civico scopro che ci sono alcune aree i sosta a cui non ho mai badato in modo particolare: panche e tavoloni in pietra all’ombra di salici piangenti, con portabici semisommersi dalle foglie secche. Il tutto vista canale, pioppeti e. non molto lontano, una vecchia centrale elettrica, recentemente stata ristrutturata. Il gioco di luci ed ombre è molto bello, da foto. Ed infatti poco lontano c’è un fotografo amatoriale, armato di cavalletto, che cerca di immortalare i caldi colori di metà pomeriggio, che danno l’impressione del tramonto incipiente, anche se in realtà mancano quasi tre ore.

Peccato però per le schifezze che, qua e là, compaiono abbandonate in mezzo all’erba o galleggiano sull’acqua.

Sosta lungo il Naviglio Civico

Pioppeti lungo il Naviglio

Arrivata sulla strada fra Casalmorano e Azzanello, il percorso segnalato si scosta dal Naviglio, deviando verso Nord per poi imboccare un tratto di strada molto stretta costeggiata da due rogge, frequentata solo da pedoni, ciclisti e dai residenti nelle cascine lungo la strada.

E qui succede il patatrac. In direzione opposta vedo arrivare un’auto e una bici, guidata da un anziano. Il tipo in bici va avanti a pedalare, con dietro la macchina, che non ha lo spazio per sorpassare. L’anziano accosta, sempre pedalando, e la macchina lo sorpassa. Mentre l’auto prosegue nella mia direzione, dietro vedo il tizio che si ribalta nel fosso.

Attimo di panico, quelli dell’auto non se ne sono accorti! Poi però si fermano, e scendono, nel frattempo arrivo anche io, oltre ad altri due anziani in bicicletta. Il malcapitato è in piedi nel fosso, col volto coperto di sangue. La signora che guidava si leva i sandali, e scende lungo la riva per aiutarlo a risalire, mentre un altro signore, con non poca fatica, riesce a riportare sulla strada la e-bike caduta nel fosso. Il vecchietto, che ha 87 anni e tutti i giorni va a zonzo con la sua bici a pedalata assistita, è finito nel fosso perché ha appoggiato il piede per terra ma la sponda gli è ceduta sotto il piede: qui infatti, appena fuori dal nastro asfaltato, il terreno “sano” occupa una fascia strettissima, poi è un groviglio di sterpaglie e sabbia, e non tiene assolutamente nulla. La disavventura è costata al signore un taglio in testa, causato dalla bici che gli è caduta addosso, un graffio sulla mano e un paio di ciabatte trascinate dalla corrente.

Tra soccorso e attesa della figlia, a cui, con non poca fatica, viene spiegato come raggiungere il posto, parte più di mezz’ora. Risalgo in sella per proseguire il percorso verso Mirabello Ciria, ben sapendo che avrei dovuto accorciare il giro. Evito di riprendere la ciclabile verso Casalbuttano, e punto verso Acqualunga Badona. Mi ritrovo però sulla statale che arriva da Bergamo, e qui devo capire come deviare su sterrato, in una zona che non conosco, fra cascinali e la ferrovia. Imbocco una vicinale che passa accanto ad una grossa azienda agricola e attraverso la ferrovia. Arrivo su una strada secondaria, e cerco di orientarmi guardo il gps e poi l’orizzonte. Vedo un paesino ma non capisco quale è, poi finalmente trovo lo zoom giusto. Caspita, è vero, quello è il campanile di Paderno Ponchielli!!! OK, posso (virtualmente) considerarmi a casa. Raggiungo il paese e proseguo in direzione Luignano, da qui prendo una vicinale che mi porta a Farfengo. E da lì, l’unica difficoltà che mi separa da casa è il cavalcavia sulla statale.

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Anello Valle del Morbasco

Non sono proprio mille, però…

Giornata di ferie, senza incombenze familari = mtb.

Devo dire la verità, inizialmente pensavo di andare a rifare la Ciclabile delle Città Murate (collaudata e abbastanza lunga), perché non avevo voglia di azzardarmi a cercare un percorso nuovo, oltretutto le idee che ho in testa prevedono un po’ troppo asfalto per i miei gusti e, soprattutto, per “l’esigenza” del momento. Ma, quando mi sono svegliata, il cielo grigio mi ha consigliato di rimanere più vicino a casa, così ho pensato di andare a concatenare più tratti già percorsi per chiudere un anello. Ne è uscito un giro di lunghezza più che discreta, nella campagna a Nord-Ovest rispetto a Cremona, ottenuto collegando la Strada Regina con un pezzo di Ciclabile delle città murate, la ciclabile del Naviglio Civico e un tratto di ciclabile scoperto per caso dalle parti di Castelverde.

Si tratta di un anello che racconta un po’ di storia del mio territorio, passata e recente, e le modificazioni ad esso apportate da uomo e natura. E, vista la data (24 aprile), forse pure in tema, perché passa in un luogo piuttosto significativo per la storia Cremonese del periodo in cui Mussolini saliva al potere.

Mappa del percorso

Dati percorso

Lunghezza 54km, di cui

  • 17.040km: sede protetta – asfalto
  • 11.500km: sede protetta o strade poderali – sterrato
  • 23.560km: strade urbane o extraurbane a bassa frequentazione – asfalto
  • 1.900km: strade extraurbane provinciali a media frequentazione

(la definizione di “frequentazione media o bassa dipende agli standard cremonesi, i milanesi potrebbero mettersi a ridere…)

Percorsi ciclabili interessati:

  • Antica Strada Regina. Collega Cremona a Soresina e misura complessivamente 26.8km. Per un tratto ripercorre la “Strada Regina“, il collegamento Cremona-Milano realizzato in epoca romana il cui tracciato è ancora riconoscibile a tratti, in quanto sono presenti tratti di strada, rogge, filari di alberi che ne evidenziano l’andamento. Qui si può trovare il quaderno realizzato nell’ambito del progetto “Il territorio come ecomuseo”
  • Ciclabile delle città murate. Bellissimo percorso che collega Pizzighettone a Soncino, passando per San Bassano, Soresina, Genivolta.
  • Ciclabile del Naviglio Civico di Cremona. Collega Cremona al nodo delle Tombe Morte, a Genivolta, e misura complessivamente circa 27km. Corre in buona parte parallela al Naviglio Civico, percorrendo strade sterrate o strade secondarie poco battute.
  • Ciclabile dei Dossi: Collega, su sede protetta, San Martino in Beliseto a Castelverde, ripercorrendo l’antica sede della provinciale Cremona-Bergamo. Sul portale del Comune di Castelverde è descritta nel percorso A2-quarto tratto.

Il Castello di Cabrino Fondulo, sede del Comune di Annicco

Descrizione del tracciato

Convenzionalmente prendiamo come punto di partenza Piazza Garibaldi (davanti alla sede del Municipio di Annicco). Imbocchiamo via Arnaldo da Brescia, dopo una curva a sinistra svoltiamo a destra in via Gloria, dove troviamo le indicazioni della “Antica Strada Regina”, direzione Grontorto.

Antica Strada Regina fra Annicco e Grontorto

Verso Soresina

Si raggiunge Grontorto, lo si attraversa seguendo le indicazioni, si svolta a destra per uscire dal paese e si tiene la sinistra, proseguendo fino all’incrocio in corrispondenza della piazzola ecologica, si svolta a sinistra e, sulla destra, in corrispondenza dell’attraversamento di una roggia, si ritrovano le indicazioni per la ciclabile. Volendo si può evitare un tratto di sterrato se, lungo la strada che esce dal paese in direzione di Barzaniga, si imbocca un viottolo ombreggiato sulla sinistra: costeggiando la roggia si ritrovano le indicazioni per la ciclabile all’innesto con via Cavour (collega la SP47 con Barzaniga).

Proseguendo nella campagna si attraversa la strada Annicco-Soresina, successivamente si svolta a destra e, dopo il passaggio a livello, si sbuca sulla circonvallazione di Soresina, davanti alla Latteria Soresinese. Si prosegue verso Ovest, per poi imboccare, svoltando a destra, via Barbò (immettendosi, in sostanza, sul percorso della Ciclabile delle Città murate). E qui scopro il motivo di tanta confusione di lunedì mattina: il mercato!!! A quel punto mi arrabatto per cercare di evitare le bancarelle, imboccando strade laterali, ma con successo parziale. Normalmente però (ed è ciò che ho segnato nella mappa) si arriva in piazza Garibaldi e la si attraversa proseguendo verso Nord.

Si passa davanti al Comune e alla casa di Riposo, si giunge nuovamente sulla circonvallazione, si svolta a destra e poi a sinistra seguendo i cartelli della Ciclabile (viottolo che passa accanto ad una roggia). Da qui, per strada asfaltata riservata a bici e pedoni, ben ombreggiata grazie alla presenza di betulle, pioppi ed altre specie arboree, si giunge al santuario di Ariadello, dove si svolta a sinistra lungo una roggia, imboccando uno sterrato (occhio alle sbarre sulla salita).

Fra Soresina e Ariadello

Fra Soresina e Ariadello

Pannello lungo la Ciclabile delle Città Murate, fra Ariadello e le Tombe Morte

Planimetria della Valle del Morbasco

Giunti alle Tombe Morte si attraversa il ponte e si svolta a destra, seguendo la ciclabile del Naviglio Civico di Cremona. L’ottimo fondo della strada consente di procedere agevolmente, fra naviglio, canali di irrigazione sopraelevati, vecchie centrali elettriche. Di queste, la prima che si incontra (fra Genivolta e Azzanello) è attualmente in fase di ristrutturazione.

Genivolta – Tombe morte

Lavori in corso

Si prosegue sempre su sterrato, attraversando alcune provinciali. In corrispondenza con una strada secondaria che collega Casalmorano con Azzanello si deve abbandonare il Naviglio, svoltando verso sinistra in direzione Azzanello. Qui bisogna prestare attenzione, perché è “saltato” il cartello che segnala la deviazione. Superato un cascinale si imbocca una stradina sulla sinistra (segnalata), seguendo un sistema di rogge si arriva alla strada che porta a Mirabello Ciria.

Fra Casalmorano e Azzanello

Si supera l’abitato di Mirabello e si svolta a sinistra per riprendere il percorso lungo il Naviglio. Qui si passa accanto ad una vecchia centrale elettrica. Si sbuca sulla provinciale per Cignone, di fronte ad una fabbrica. Si svolta a sinistra, passando davanti al Poeta Contadino (consigliato, si mangia bene) e si entra in Casalbuttano superando un passaggio a livello.

Mirabello Ciria – la centrale

Qui bisogna destreggiarsi fra i sensi unici per raggiungere la vasta piazza della chiesa (Piazza Libertà) e poi imboccare via Podestà in direzione Cremona. Volendo si può fare una piccola deviazione verso la Torre della Norma (edificata in ricordo del soggiorno di Bellini a Casalbuttano, attualmente in fase di ristrutturazione), imboccando via Risorgimento (a destra) e poi via Torre della Norma.

La Torre della Norma (foto risalente ad agosto 2016, adesso la torre è impacchettata)

Tornando indietro si prosegue in direzione San Vito. Si percorre un lungo rettilineo, superate le villette sulla destra ci si immette nuovamente sulla ciclabile lungo il Naviglio. Al ponticello (dal quale si vede la Cascina Mancapane) si passa sulla sponda opposta, proseguendo fino ad incontrare la SP86.

Cascina Mancapane

L’intenzione originaria era quella di proseguire oltre, ma ho trovato un bel divieto di transito per lavori di asfaltatura. Proprio dove c’era la transenna, oltrepassata la provinciale all’inizio del nuovo tratto lungo il Naviglio, si trova un cascinale disabitato da anni: sul muro di cinta c’è una lapide che ricorda l’uccisione di Attilio Boldori, per mano di quattro fascistelli (giovani e tutti di “buona famiglia”, alcuni all’epoca erano minorenni).

Ma chi era Boldori?

Lapide in ricordo di Attilio Boldori

Nato a Duemiglia (Cremona) nel 1883, assassinato dai fascisti l’11 dicembre 1921 (si, 1921, prima della marcia su Roma).

Socialista sin dagli anni giovanili. Combattente della prima guerra mondiale, guerra che avversò sempre duramente e durante la quale venne gravemente ferito. Tornò invalido.

Subito dopo la guerra fu uno dei dirigenti più stimati e capaci della Federazione Socialista di Cremona. Redattore dell’Eco del Popolo, membro dell’Esecutivo della Camera del Lavoro, fu consigliere comunale di Cremona e Vice presidente dell’Amministrazione Provinciale dall’ottobre 1920. In uno scontro con i fascisti ebbe un braccio spezzato. Mentre stava svolgendo in provincia la propria attività di dirigente del movimento operaio venne riconosciuto da un gruppo di squadristi fascisti.

Venne inseguito in aperta campagna e massacrato con bastonate e calci presso la cascina Marasca.

L’efferato assassinio ebbe una forte risonanza nazionale; a Cremona venne proclamato uno sciopero generale. Ai suoi funerali, pur essendo la città percorsa da minacciose squadracce fasciste parteciparono larghe masse di cittadini.

Altri informazioni su questa vicenda, e sul clima che si respirava in provincia all’epoca dei fatti, sono disponibili su welfarecremona.it.

Cascina Marasca

Percorso ciclabile a Castelverde

Ci si immette sulla SP86 in direzione Sud e, dopo circa 1,6km, si giunge a San Martino in Beliseto, si entra in paese, si passa davanti alla chiesa e si imbocca la ciclabile dei dossi, bel percorso piuttosto ombreggiato che porta fino al campo sportivo di Castelverde.

Superato il piazzale si svolta a sinistra, imboccando un percorso ciclopedonale ben ombreggiato. Si attraversa il centro abitato fino ad imboccare via Breda, da qui si seguono le indicazioni per Breda de’ Bugni: Si tratta di una cascina-castello dalle origini molto antiche, che ora ospita un agriturismo.

La ciclabile prosegue in direzione Ovest, fino ad immettersi sulla strada che porta alla frazione di Costa Sant’Abramo, proprio di fronte ad alcuni ex mulini ristrutturati. Si svolta verso sinistra, imboccando la ciclabile che porta a Costa.

Breda de’ Bugni, pannello segnaletico lungo la ciclabile

Breda de’Bugni, ingresso della corte

Breda de’ Bugni, facciata interna

Breda de’ Bugni, finestra sulla torre meridionale

Fra Breda e Costa Sant’Abramo (complimenti per la casa…)

Luignano

Verso Annicco

Poco prima della rotonda sulla SS415 si svolta a destra, imboccando la Ciclabile della Strada Regina, proseguendo su asfalto in direzione Ovest, per poi deviare, sempre seguendo la cartellonistica, verso Cortetano (qui il proseguimento del tracciato è proprietà privata). Ci si reimmette sul tracciato parallelo alla SS415 fino all’incrocio per Luignano, dove si svolta a destra.

La Ciclabile della Strada Regina si sovrappone qui ad una strada secondaria, costeggiata da rogge ed alberi piuttosto alti. Si prosegue verso nord passando dall’incrocio per Luignano e, passando accanto all’Agriturismo El Ciòos, si raggiunge la strada che collega Annicco a Paderno Ponchielli.

Si svolta a sinistra e si raggiunge il punto di partenza.

 

 

 

 

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Tomba Morta e i 13 ponti – Conferenza FAI

Per chi volesse saperne di più sul nodo idraulico delle Tombe Morte, punto di intersezione fra numerosi percorsi ciclabili nel cremonese, in particolare la Ciclabile delle Città murate e il percorso lungo il Canale Vacchelli e il Naviglio Civico.

tomba-morta

Scarica il volantino

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Ciclabile delle città murate

Bel percorso interamente in provincia di Cremona, che collega Pizzighettone con Soncino passando per Soresina e Genivolta.  La definizione “ciclabile” è un po’ fuorviante in quanto il tracciato è prevalentemente sterrato, è quindi opportuno farlo in mtb.

Il contesto – note geografico-storico-culturali

È un percorso “di terra e acqua” perché attraversa le aree agricole della zona dagli argini dell’Adda e dalle sponde del “fu” Lago Gerundo alla golena dell’Oglio, passando lungo il Serio Morto e transitando per il nodo idraulico delle Tombe Morte. Per me è “d’acqua” anche in un altro senso: la prima volta che l’ho fatta si è messo a diluviare appena arrivata a Soncino, e il ritorno è stato un po’…umido.

Pizzighettone – Cinta muraria in Gera (gvmpizzighettone.it)

 Pizzighettone è integralmente circondato da una cinta di mura che alcuni anni fa un gruppo di volontari ha ripulito, rendendo accessibile anche la zona esterna del fossato. Le mura sono sede di numerose iniziative, vengono inoltre organizzate visite guidate. La Torre del Guado è stata luogo di prigionia per re Francesco I di Francia.

Il Serio Morto costituisce parte del vecchio corso del Serio, che negli anni 30 del secolo scorso è stato rettificato, anche se rimangono tracce dell’antico tracciato (lanche e la tipica vegetazione delle aree umide).

Lungo il percorso, poco fuori Soresina, si incontra il Santuario di Ariadello.

Fra Ariadello e Genivolta si transita per le Tombe morte. Il nodo idraulico delle Tombe Morte-Tredici Ponti costituisce il più importante concentramento di corsi d’acqua artificiali della provincia di Cremona, irrigando circa 85.000 ha di campagna. Qui si riuniscono i navigli civico di Cremona e Grande Pallavicino, tratti dall’Oglio, le rogge originate dai fontanili posti lungo la linea di confine tra le attuali province di Cremona e Bergamo e il canale Vacchelli, che porta le acque dell’Adda.

A Soncino è possibile visitare la splendida Rocca, che tra l’altro è anche stata utilizzata come set cinematografico. Sono inoltri presenti il Museo della seta e la Casa degli Stampatori Ebrei.

Il tracciato

Pizzighettone – Torre del Guado (gvmpizzighettone.it)

Il primo tratto del percorso si svolge su asfalto, con partenza dalla Torre del Guado. Si prosegue in direzione Est (attenzione ai sensi unici, eventualmente svoltare in corrispondenza dei giardinetti e imboccare via Garibaldi) e, usciti dalle mura, si svolta a sinistra costeggiandole e passando poi lungo il Serio Morto. Si svolta a sinistra sulla strada per Formigara ed ancora a sinistra percorrendo le strade lungo l’argine dell’Adda, fino ad arrivare a Formigara. Qui si svolta a destra e si attraversa la provinciale, imboccando la stradina per Ferie, una frazione di Pizzighettone addossata ad una scarpata fluviale.

Passando ai piedi della scarpata si giunge ad un bivio e si svolta in direzione Regona. Lungo questo tratto di strada volendo si può fare una piccola deviazione su sterrato, per giungere all’Eremo di S. Eusebio, una piccola chiesetta situata fuori da un cascinale, con ingresso a ridosso di una roggia.

S. Eusebio

S. Eusebio

Il Serio Morto fra Regona e San Bassano

Il Serio Morto fra Regona e San Bassano

Prima di giungere a Regona si svolta a sinistra su sterrato, costeggiando il Serio Morto fino a San Bassano. Questo tratto è molto bello da fare la mattina, è abbastanza in ombra ed è frequente vedersi attraversare la strada da coniglietti selvatici. A San Bassano si svolta a destra e poi ancora a destra (via dei Lamperti), arrivando su sterrato ad alcuni cascinali e mulini in disuso. Si imbocca un viottolo e si sbuca a Cappella Cantone.

Qui si percorre un tratto dell’ex statale, passando davanti all’ex XO (ma anche ex Bibendum, Diedron… a me non è mai piaciuto andarci, ma fa abbastanza tristezza vedere un locale in cui generazioni di Cremonesi sono andati a ballare andare in rovina…). Si svolta in via Guida (la ciclabile non è segnalata!), si passa sotto la statale e al cancello dell’azienda agricola si svolta a sinistra (attenzione alle frequenti e profonde buche). Qui la segnaletica è piuttosto carente: o meglio, il cartello che indica una svolta a destra ci sarebbe anche, ma è caduto e, per quello che ne so, sono tre anni che giace in mezzo all’erba, davanti ad un cascinale. Districandosi fra qualche deviazione ma procedendo sempre in direzione nord si arriva al passaggio a livello, a Soresina.

Si svolta a destra sulla circonvallazione e a sinistra in via Barbò (oppure, a patto di districarsi fra sensi unici: proseguire dritto, svoltare a destra su via XX settembre, poi via Genala e, arrivati in piazza, svoltare a sinistra). Si attraversa il centro abitato da sud a nord, si svolta a destra su via Monte Nero e subito a sinistra verso il Santuario di Ariadello. La strada (asfaltata) è molto bella e costeggiata da un filare di alberi, è frequentatissima da ciclisti, pedoni… e passeggini.

Al santuario si svolta a sinistra costeggiando una roggia (se non ricordo male c’è una sbarra). Si prosegue passando davanti a cascina Brugnano  e si arriva alle Tombe Morte. Qui la segnaletica non è fenomenale. Si transita su un primo ponticello, si costeggia un canale e si svolta a destra su un ponte, davanti alle “cascate”, si gira a sinistra poi, svoltando due volte a destra e una a sinistra, si prosegue direzione Genivolta tenendo il canale scolmatore a sinistra.

Genivolta - Tombe morte

Genivolta – Tombe morte

Si svolta leggermente a destra su via Cindoro (volendo si può proseguire dritto, ma il fondo non è buono e la strada in immissione sulla statale è ripida), si attraversa la statale a Genivolta svoltando a sinistra e poi subito a destra in via Castello e poi ancora a sinistra in via Graffignana. Su sterrato si costeggia Cascina Valle e al cascinale successivo si svolta a sinistra seguendo una strada che, con un po’ di curve, punta verso nord (a proposito, poco dopo la cascina c’è un bivio, ma non si sbaglia: ad andare dritto la strada fa schifo, si svolta a destra ovviamente verso… nord). Passando accanto ad un’altra azienda agricola si arriva ad un bivio (sempre in corrispondenza di una cascina…) e si tiene la sinistra imboccando via Gazzuoli (asfaltata e stretta). In poco si arriva a Soncino, svoltando a sinistra si costeggiano le mura e si entra in paese, a poca distanza dalla rocca.

Soncino - La Rocca

Soncino – La Rocca

Dati tecnici

Il percorso misura circa 36.5km ed è pianeggiante.

Il roadbook completo si può trovare qui. Altre info sulla ciclabile si possono trovare su Wikipedia (eh, già), mentre sul portale cremonese del turismo si trova ciò (stendiamo un velo pietoso…)

 

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