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Ciclofficina Zona Loreto

Milano: Ciclofficina per far lavorare gli ex detenuti in uno stabile confiscato alla mafia

di Stefania Galli – viagginbici.com, 03/04/2016

In  via Paisiello, in uno stabile confiscato alla mafia, è sorta una ciclofficina dove lavoreranno ex detenuti

Mai come questa volta si può dire che l’unione fa la forza. Mobilità sostenibile e socialità si alleano a Milano e i risultati non si fanno certo attendere.

Lo scorso 25 marzo a Milano a via Paisiello è stata inaugurata la “Ciclofficina Zona Loreto”. Non una ciclofficina qualsiasi: a renderla unica il fatto che si trova in uno stabile confiscato alla mafia. Uno dei tanti, di ben 161 beni, come afferma il Comune, che sono stati tolti alla malavita e riassegnati ad associazioni del terzo settore  con l’obiettivo di essere riutilizzati per numerose e diverse attività di sostegno e promozione della socialità: assistenza agli anziani e alle persone con disabilità, laboratori di quartiere per giovani, abitazioni per famiglie in difficoltà, negozi solidali, spazi per iniziative culturali.

Nello stabile di via Paisiello l’Associazione Gruppo volontari A.G.V.Onlus insegnerà ai ragazzi più svantaggiati, in modo particolare quelli provenienti dal carcere del Beccaria, come si ripara una bicicletta. Con loro sarà presente tutti i giorni un maestro biciclettaio che spiegherà a loro tutti i segreti del mestiere. Una bella iniziativa che unisce la mobilità sostenibile con la socialità, insegnando un mestiere, reintegrando questi giovani nella società permettendogli di crearsi un futuro dignitoso. Tutto questo incentivando la mobilità slow su due ruote.

“È molto positivo che un bene tolto alla mafia diventi uno strumento per sostenere percorsi di legalità e progetti utili per il futuro dei giovani milanesi , hanno dichiarato gli assessori Marco Granelli (Sicurezza e coesione sociale) e Pierfrancesco Maran (Mobilità) e Pierfrancesco Majorino (Politiche Sociali) presenti all’inaugurazione. “È importante, proseguono, che all’interno di questi locali sia sorta una ciclofficina, un servizio che promuove l’uso delle due ruote e della mobilità sostenibile in una città dove i ciclisti sono sempre più numerosi”.

E l’amore dei milanesi per la due ruote ecologica è un dato oramai consolidato. Secondo l’ultimo censimento dei ciclisti milanesi (2014) realizzato da Fiab Milano Ciclobby in collaborazione con il Politecnico di Milano, nel 2013 si sono registrati in una giornata ben 34.100 passaggi di ciclisti. Dal 2007 ad oggi, si legge sempre nel censimento, l’incremento dei passaggi è stato di quasi il 26% e, se lo valutiamo dal 2002, inizio delle rilevazioni, l’incremento è pari al 56 %.

A confermare questi dati anche quelli più che positivi resi noti dal comune di Milano riguardo BikeMi il servizio di bike sharing : nel 2014 ci sono stati ben  2.421.802 noleggi, con un incremento del 26,7% rispetto al 2013.

E il trand è sempre più in crescita. Sviluppare una mobilità sostenibile si può. Se, tramite essa, si riesce poi anche a reintegrare soggetti svantaggiati, ancora meglio!

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Christiania: storia d’amore, cargobike e anarchia

di Paolo Pinzuti – bikeitalia.it, 18/05/2016

Era il lontano 1971, quando un gruppo di persone decise di divellere le recinzioni che impedivano l’accesso a una base militare abbandonata, a poche centinaia di metri dal centro di Copenhagen. Quello è il momento in cui nacque la Città Libera di Christiania, una specie di città stato indipendente che da quasi 50 anni vive e batte nel cuore della capitale danese.

christiania 1971

Ancora oggi visitare Christiania è come entrare in una dimensione parallela in cui le regole e convenzioni a cui siamo abituati vengono messe in discussione.

Freetown Copenhagen

Christiania è un luogo in cui per oltre 40 anni è stato realizzato un esperimento sociale unico al mondo, un luogo in cui non è mai stato consentito l’accesso alle auto, in cui le droghe (leggere) sono da sempre tollerate, in cui il concetto di proprietà privata è fortemente messo in discussione e in cui, nonostante tutto, tutto sembra funzionare in modo armonico e secondo un principio decisionale che si basa sul consenso di tutti gli 850 abitanti della comunità.

Il risultato di questo esperimento sociale è una specie di colorato e vivacissimo villaggio di provincia che trova spazio nel centro di una capitale europea ed è diventato col tempo una delle principali attrazioni turistiche di Copenhagen.

Christiania 4

Il momento ideale per una visita è la mattina, magari di un fine settimana, quando i bambini giocano festosi in strada come in un luogo senza tempo e gli adulti si affrettano lentamente per lo svolgimento delle proprie attività quotidiane che mettono insieme arte, lavoro e relax. La dicitura “città libera di Christiania” può sembrare un’operazione di marketing molto ben riuscita ma sta di fatto che questa isola felice è regolata fin dai suoi  primi istanti di vita da regole ben distinte da quelle della città o dello stato danese o della grande Unione Europea. I terreni, un tempo occupati abusivamente, nel 2012 sono stati regolarmente acquistati da una fondazione creata dagli abitanti per garantire la continuazione della Città Libera nelle condizioni attuali.

Christiania giardino

Passeggiare per Christiania sembra essere quindi l’unica possibilità rimasta per tutti coloro che, per questioni anagrafiche o geografiche, si sono persi il festival di Woodstock e la Summer of Love.

Per entrare a Christiania si accede dalla Pinsessgade attraverso un passaggio che, circondato da aiuole fiorite, passa accanto a un murales che evoca alberi, draghi, folletti, angeli e tutto quanto una mente libertaria possa desiderare.

Christiania 3

Da qui, si viene sopraffatti dal colore e da un senso di caos ordinato e alla fine, tutte le scritte sui muri, tutti gli strani oggetti che si trovano in giro e che servono alla vita della comunità locale siano perfettamente al loro posto.

Christiania 6

Per essere i benvenuti a Christiania basta rispettare poche semplici regole: niente auto, niente armi, niente violenza, niente droghe pesanti e, in aggiunta, bisogna evitare di fare foto e di correre.

Pusher street Christiania

Il motivo di queste ultime due prescrizioni è presto detto: nella Pusher street a Christiania si vendono liberamente cannabis e i suoi derivati che devono essere consumati in loco. Poiché queste sostanze sono illegali in Danimarca è richiesto di non fare foto per evitare di mostrare i visi di chi contravviene alla legge vendendo o comprando cannabinoidi. Il motivo per cui è vietato correre è che chi corre generalmente fugge da qualcosa e se qualcuno fugge in un luogo in cui il concetto di legalità è tanto labile come a Christiania, questa attività può facilmente generare il panico.

Christiania no foto 2

Christiania non è un luogo che si visita per vedere qualcosa in particolare ma, piuttosto, per percepire tutte le vibrazioni che un luogo del genere può offrire: i colori, i suoni, gli odori, etc.

Bike graffiti a Christiania

Però se siete appassionati di biciclette, vale la pena fare una visita al luogo in cui, più di 30 anni fa nacquero quelle che nel mondo sono state destinate a diventare il simbolo delle cargo bike, le Christiania Bikes.

Christiania X

L’atelier delle Christiania Bike si trova sulla Mælkevejen. Purtroppo la crescita della domanda di cargo ha costretto i fondatori a spostare la produzione in un luogo un po’ più ampio, sull’Isola di Bornholm in mezzo al Baltico, ma qui ancora vengono montate e riparate le biciclette per il mercato locale. I fondatori, Lars e Annie

Christiania schmed

La mancanza di auto nel quartiere ha portato i fabbri di Christiania Schmit a iniziare a produrre dei carrelli appendice per trasportare beni e merci da una parte all’altra. Nel 1984, Lars Engstrøm decise di realizzare un triciclo dotato di un cassone anteriore da regalare a Annie, la propria moglie, in occasione del suo compleanno. Annie non gradì molto il regalo, ma nello stesso giorno, Lars ricevette ben due ordini per costruire altre due cargo bike e in quel momento iniziò la storia del marchio. Con il tempo gli ordini iniziarono ad arrivare anche da fuori Christiania e, lentamente, il sogno di Lars e Annie – riempire le strade di Copenhagen di cargo bike – iniziò a concretizzarsi.

Chiristiania Bike

Ed è stata probabilmente proprio questa l’idea prodotta a Christiania che ha avuto il maggiore influsso sul resto della città dove ormai le biciclette da carico sono uno degli elementi che caratterizzano le strade della capitale.

Pedersen Christiania

Sempre a tema ciclistico, può valere la pena visitare anche il Pedersen Bike Shop dove si possono vedere e provare le Pedersen, quelle biciclette che, da oltre 100 anni, rifiutano il concetto di telaio a diamante e di tubo reggisella.

Christiania 2

Ma al di là del tema ciclistico, Christiania è il luogo ideale per tutti coloro che sentono il bisogno di rallentare e di prendere un po’ di tempo per sé stessi godendo di un’atmosfera che fa di tutto per farti sentire a tuo agio, chiunque tu sia, qualunque cosa tu faccia nella vita, comunque tu sia vestito, qualunque sia il tuo credo politico o religioso.

Christiania entrando nell'EU

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Una manche al Telefono Azzurro

IL 2 APRILE A LA THUILE LA 21^ EDIZIONE DI DIAMO UNA MANCHE AL TELEFONO AZZURRO

chocolathuile.it, 23/03/2016

telefono_azzurro_2016_04La neve, lo sport, La Thuile e la solidarietà, uniti per la 21^ edizione di DIAMO UNA MANCHE AL TELEFONO AZZURRO, una giornata di gare e di festa, a favore di Telefono Azzurro, quest’anno dedicata a Lorenzo Bacci.

Il 2 aprile, sulle piste dell’Espace San Bernardo di La Thuile, bambini, adulti, maestri di sci e punteggiati sono chiamati a sfidarsi in due gare – una di sci alpino, specialità Slalom Gigante, e una di Snow-Board, specialità Slalom Gigante – nel nome di Telefono Azzurro, associazione che promuove il rispetto totale dei diritti dei fanciulli e degli adolescenti e li tutela da abusi e violenze che possono pregiudicare il benessere e il percorso di crescita.

Questo evento, il cui ricavato verrà devoluto a TELEFONO AZZURRO, è patrocinato dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta-Presidenza della Giunta e realizzato in collaborazione con la Società Funivie Piccolo San Bernardo, il Comune di La Thuile e il Consorzio Operatori Turistici La Thuile.

La quota di iscrizione, se effettuata entro venerdì 1 aprile 2016, è fissata a 25,00 euro, mentre, oltre tale data, il costo sarà di 30,00 euro. Coloro che si iscriveranno alle gare avranno diritto ai gadget messi a disposizione dagli sponsor e potranno contare anche su un’agevolazione per l’acquisto dello skipass giornaliero che da 36,00 euro passa a 31,00 euro (per ottenere la riduzione è necessario presentarsi alle casse delle Funivie Piccolo San Bernardo con il pettorale e nominativo con il quale è stata fatta l’scrizione).

Le gare, di una manche ciascuna, si svolgeranno su due piste, la n. 16 Standard per le categorie super-super baby, baby e lo snowboard e la n. 9 Chaz Dura per tutte le altre categorie. Il primo concorrente scenderà alle ore 9:30 circa.

Nel pomeriggio, la premiazione per i primi 3 classificati di ogni categoria, e, come consuetudine, al di là dei risultati di classifica, saranno chiamati anche tutti i bimbi partecipanti alla gara, fino alla categoria dei cuccioli, per ricevere un piccolo dono. A seguire, è prevista una ricca estrazione di premi tra tutti coloro che saranno in possesso del pettorale.

Per iscrizioni cliccare qui.

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“Mila” vagante

Una “Mila” vagante da Gemona a Lampedusa

fiab-onlus.it, 04/03/2016

Mila Brollo è una donna di 58 anni che attraverserà l’Italia da sola partendo da Gemona del Friuli dove risiede per arrivare a Lampedusa in sella a una bici a pedalata assistita.

Mila non è una ciclista, non avrebbe potuto pensare a un viaggio così in sella a una bicicletta senza assistenza.
La bicicletta a pedalata assistita darà la possibilità a Mila di compiere il viaggio in modo lento, assaporando particolari che sfuggono alla percezione nella frenesia quotidiana. Un viaggio di altri tempi, ma 2.0: Mila condividerà infatti le sue giornate sui Social Media e sulla nuova piattaforma per lo storytelling di viaggio GHaus.
Mila è affetta da diabete di tipo 2 e sarà seguita per una ricerca sull’andamento della glicemia con uno sforzo lento ma prolungato, dall’Università di Pisa.
Il viaggio di mila, che durerà circa due mesi, è patrocinato dalla FIAB che la aiuterà attraverso le sedi locali anche per quanto riguarda le tappe e i percorsi.
Non sarà un viaggio solo sportivo e avventuroso, sarà un viaggio “social” e un viaggio di sensibilizzazione. Mila da molti anni si occupa di ambiti sociali, di promozione al benessere e di sostenibilità.
Attraverso il viaggio Mila vuole dunque valorizzare le sue reti:
– il movimento della Salute Mentale Parole Ritrovate, che è presente sull’intero territorio nazionale e mira a creare attraverso il protagonismo dell’utenza e delle famiglie; Mila fa parte dell’associazione FareAssieme FVG, che la sostiene in questa avventura ed è un operatore della salute mentale;
–   l’associazione VIP ViviamoInPositivo Italia Onlus: Mila infatti da anni è una volontaria clown di corsia.
– i comuni che hanno subito un terremoto, che verranno salutati da Mila come rappresentante di Gemona del Friuli, anch’essa terremotato esattamente 40 anni fa.

I partner:
–      Radio Caterpillar la seguirà attraverso collegamenti l radiofonici il viaggio;
–       Jacopo Fo ospiterà i post di Mila sul suo blog oltre che darle visibilità tramite la web TV di Alcatraz.
–       La Regione Friuli Venezia Giulia e la città di Gemona che patrocineranno il viaggio.
–       La FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e la UISP (Unione Italiana Sport per Tutti regione Emilia-Romagna) patrocineranno il viaggio e organizzeranno eventi per i loro associati pubblicizzati a mezzo stampa locale e brevi accompagnamenti per alcuni tratti.
–       Inoltre, avendo Mila il diabete di tipo 2, verrà svolto durante il viaggio una ricerca per valutare i risultati di uno sforzo prolungato dall’Università di Pisa per successive pubblicazioni.
– L’arrivo previsto a Lampedusa per i primi di giugno, intende porre l’accento sulla straordinarietà dell’isola e dei suoi abitanti che vedono annualmente migliaia di rifugiati e profughi sbarcare in tale sito. E’ prevista una raccolta fondi per la implementazione di una biblioteca di silent books, destinata a chi arriva nell’isola senza conoscere altra lingua che quella del proprio paese.

Durante il viaggio e all’arrivo a Lampedusa sono programmati degli eventi.

Su Produzioni dal Basso biciterapia, si trova un video ed anche il programma e viene chiesto un piccolo sostegno al progetto.

Mila terrà un blog dedicato al viaggio dal titolo Bici Terapia di una Mila Vagante (biciterapia.it) e pubblicherà quotidianamente foto e diario di viaggio sui maggiori social network: Facebook, Instagram, Twitter.

L’interesse di Mila non è sportivo ma è di sensibilizzazione e diffusione mediatica, dunque lei è sicura di arrivare fino in fondo al percorso: in caso di complicazioni potrà aumentare le soste o  utilizzare altri mezzi di trasporto per brevi tragitti.

Seguila sul Blog Biciterapia.it

su fb: biciterapia di una Mila vagante

sostienila: produzioni dal basso biciterapia

ITINERARIO di massima

PARTENZA :  Gemona del Friuli  (Tarvisio)
PORDENONE (vicinanze)
Oderzo
Mogliano
MESTRE
Mira
Rovigo
Ferrara
MODENA
BOLOGNA
Prato
FIRENZE
Siena
Grosseto
Alberese
Civitavecchia
ROMA
Terracina
Formia
NAPOLI
POMPEI
SALERNO
Eboli
Maratea
LAMEZIATERME
ViboValenzia
GioiaTauro
VillaS.Giovanni x traghetto
MESSINA
PALERMO
GIBELLINA
AGRIGENTO
LAMPEDUSA

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