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Natura morta in ambiente agricolo

(Plastica e altri materiali su acqua ad uso irriguo)

Il Naviglio Civico fra le Tombe Morte e Mirabello Ciria

E niente.

Non ce la possiamo fare.

Continuiamo a fregarcene, a lasciare schifezze in giro, quel tipo di schifezze che non si degradano col tempo, non rientrano nel ciclo alimentare, o perlomeno non da noi.

Lo fanno quando, trascinate dalla corrente di fossi, rogge, fiumi, raggiungono il mare. E lì, oltre ad insozzare le spiagge, finiscono nello stomaco di pesci ed altri animali, causandone la morte, o finendo nel nostro piatto, quando i pesci vengono pescati e finiscono sul bancone del mercato.

E magari, quanto siamo in giro, ci incazziamo pure se troviamo sporco, senza pensare che anche ciò che lasciamo in giro noi, o che buttiamo in un sacco che poi non viene smaltito correttamente, finisce prima o poi in qualche fosso, su qualche spiaggia.

Mettiamola al bando, sta cazzo di plastica. Piantiamola con l’uso e abuso di oggetti usa e getta, e se li utilizziamo, curiamoci che si tratti di prodotti ecocompatibili, e interpretiamo correttamente il “getta”, nella differenziata e non nel prato.

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(In)civili

Un viottolo inesplorato lungo un giro super collaudato.

Diamo un’occhiata

E giù dall’argine di Adda, verso il fiume. Si, so più o meno dove si sbuca… Ma non ci sono mai andata, quindi…

E, soprattutto, lo faccio ora che la strada è in buone condizioni, prima che si sminchi causa irrigazioni massicce e letame gettato ad minchiam. Ma chissà se in fondo ci sono problemi, dato che qualche settimana fa il fiume era salito di livello…

Supero il primo filare di alberi, arrivato al secondo “parcheggio” la MTB. Scendo la massicciata a protezione dell’ansa del fiume. Ben nascosti fra robinie, ortiche e sabbia, i massi affiorano, qua e là.

Ecco, un po’ di acqua c’è ancora sopra al livello normale del fiume, e i gorghi creati dalla corrente fanno un po’ impressione, soprattutto perché fanno rumore, dove smuovono gi arbusti che spuntano dall’acqua bassa.

Crotta d’Adda

L’abitato di Crotta si affaccia dalla ripida scarpata, sulla quale si vedono i nastri bianchi che delimitano il percorso della gara di XC organizzata per il 1°maggio. Attraccata, si vede una barchetta che ricorda quella dei cartoni animati…quella guidata dalla nonnina canterina, con Tweety che cinguettava nella gabbietta e Silvestro che le tentava tutte per raggiungere l’ambita preda.

Sullo spiaggione in ombra, all’interno dell’ansa, alcuni pescatori intenti a manovrare le canne.

Adda, verso la foce nel Po

Tutto bello, vero?

No, per niente.

Abbasso lo sguardo.

Una bombola del gas, di quelle grosse. Dubito possa essere stata trascinata lì dalla corrente, soprattutto perché accanto c’è un sacco della spazzatura pieno di piatti di plastica, e un congruo numero di lattine di Bavaria vuote. Capisco che il materiale trascinato dalla corrente tenda ad accumularsi nei punti dove la riva è bassa, ma che “casualmente” i resti di un pic nic finiscano tutti nello stesso punto, sacco pieno aperti compreso, mi sembra poco verosimile.

Sorpresa #1

Sorpresa #2

E schifezze simili se ne trovano ovunque, sacchi pieni abbandonati nei fossi lungo la provinciale, bottiglie di plastica che si accumulano nei navigli in corrispondenza di grate e sifoni, residui di ogni tipo nei campi coltivati, per non parlare delle TV abbandonate nei fossi a 20m dall’ingresso della piazzola ecologica (si, visto pure quello).

Ma cosa vi costa riportarvi a casa quello che vi siete portati appresso? Meno di quello che vi è costato portarlo lì, visto che ora è vuoto. Servono obblighi, divieti, multe, vigli sguinzagliati in orari poco urbani armati di blocchetto contravvenzioni (cosa improponibile per i piccoli comuni)? Non dovrebbe bastare un po’ di testa?

A questo punto spero che si moltiplichino iniziative come quello del sindaco delle Isole Tremiti, che, dopo aver visto le analisi relativi alle microplastiche presenti nel mare dell’arcipelago, ha vietato l’impiego di stoviglie usa e getta. Ma dovremmo andare oltre, affrontare la realtà e abbandonare l’usa e getta, la plastica, i contenitori non biodegradabili i non riutilizzabili.

Ma senza usare la testa non si va da nessuna parte. Senza l’educazione e il rispetto dei beni comuni siamo condannati.

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