Articoli con tag: Liguria

Il prato di narcisi del Parco dell’Antola devastato dal parcheggio abusivo

Inciviltà dei “cittadini” e poca attenzione da parte delle istituzioni…

montagna.tv, 27/05/2017

29 verbali da 204 euro l’uno, 3 tra 100 euro e due da 102 euro. Questo l’esito di un sopralluogo effettuato domenica scorsa dalla polizia amministrativa al Parco regionale dell’Antola, in Liguria. In località Casa del Romano, dove si trova una delle più belle distese di narcisi, si sono verificati 29 casi di parcheggio abusivo, 3 casi di raccolta di flora protetta e 2 casi di circolazione fuori strada di moto sui prati. Sono ora in corso accertamenti riguardo all’utilizzo di quest’area a destinazione agricola che però è stata trasformata lo scorso weekend in un parcheggio.

In ogni caso, a fine giornata, sono stati sequestrati 500 narcisi. Così ha commentato Guglielmo Jansen, coordinatore regionale del WWF: “In 30 anni di vigilanza non avevo mai visto niente del genere; finti amanti della montagna hanno distrutto i prati di narcisi, c’era chi scorrazzava con la moto lasciando olio sull’erba e solchi e chi posteggiava direttamente sui fiori”. Ricordiamo che, nonostante la legge preveda la raccolta di massimo 5 narcisi a testa, spesso i raccoglitori cercano di nascondere i fiori sotto la giacca o nelle borse.

Jansen ha commentato così la situazione regionale: “Purtroppo i parchi liguri non hanno guardia parco ad esclusione di Portofino; un primato nazionale in negativo che si aggiunge alla drastica riduzione del personale della polizia metropolitana di Genova”.

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La Via dei Santuari

Le Cinque Terre sono uno dei luoghi della mia infanzia. Questo articolo, rubato spudoratamente a Liguria Social Trip, parla dell’aspetto meno conosciuto di questi luoghi, ovvero il sentiero di monte, che tocca 5 luoghi di culto cari agli abitanti del posto.
Un piccolo consiglio: io ho pernottato in un paio di occasioni a Soviore. La vecchia foresteria è stata adattata ad albergo-ostello, gestito da suore (che però qui praticamente non si vedono). Le camere sono spartane, ma almeno si riesce a pernottare ad un prezzo abbordabile (traduco: quello che si paga in Trentino per un tre stelle lo si paga qui, ma visti i prezzi in paese…). Spero che nel frattempo non abbiano cambiato la cuoca, qui ho sempre mangiato bene. Essendo a 400m la sera fa fresco anche in estate.

Le Cinque Terre dall’alto: La via dei Santuari

Vi state chiedendo: come apprezzare le Cinque Terre a pieno, senza confondermi con l’orda di turisti che affollano bar e ristoranti?
Dall’alto della via dei Cinque Santuari, vera e propria Via Crucis percorsa dai credenti nelle ricorrenze annuali, lo spettacolo sui borghi è mozzafiato. A ognuno dei cinque paesi delle Cinque Terre corrisponde, un Santuario. Sono cinque, alti, sembrano fortezze inespugnabili che da lassù vogliono sfidare il mare.
Un sentiero tra terra, mare e cielo al di fuori dai flussi turistici, percorrere questo itinerario nato nel segno della fede vuole dire immergersi in una Liguria autentica e segreta.
Di quella Liguria devota al culto di Maria, punto di riferimento per i contadini impegnati in un’agricoltura eroica, e per i marinai che potevano trovarne conforto dal mare. Testimonianza di un antico passato in cui i borghi marinari facevano parte della diocesi di Luni.
Alcuni studiosi sostengono addirittura la via dei Santuari, ricalchi il percorso di una via di comunicazione risalente all’Età del Bronzo (1800 – 900 a.C.), della quale renderebbero testimonianza i menhir di Volastra e di Tramonti attribuiti ad una antica civiltà ligure.

Tappa n. 1: Soviore (Monterosso) – Reggio (Vernazza)

Il santuario di Soviore: Il Santuario di Soviore è infatti il più antico della Liguria. L’oggetto di culto, qui, è una Pietà lignea risalente al Medioevo. La leggenda racconta che la prima chiesa fu edificata nell’VIII secolo, quando un prete, guidato da una colomba, trovò nel terreno una Pietà lignea, lì sepolta un secolo prima dagli abitanti della zona fuggiti per paura dell’arrivo delle truppe di Rotari.
Dal santuario di Soviore (Monterosso) al santuario di Reggio (Vernazza): Partendo da Soviore si sale lungo la strada Levanto-Pignone, fino all’inizio del sentiero 8/b. Lasciata la carrozzabile si scende fino a superare il torrente Mulinaro, si prosegue per la Capanna Ricchetto per poi scendere ancora lungo la Costa Mesorano. Ancora un breve tratto in piano e si raggiunge la strada che collega Vernazza alla Foce Drignana. Da qui, un breve sentiero porta al sottostante Santuario della Madonna di Reggio. La mulattiera si snoda tra vigneti e uliveti fino a raggiungere il piazzale del santuario circondato da alberi secolari.
Santuario di Nostra Signora del Reggio (Vernazza): Nascosto all’ombra di alberi monumentali, tra cui un leccio plurisecolare, si venera l’immagine di una Madonna Nera con bambino detta “l’Africana”, dipinta, secondo la leggenda, da San Luca. L’edificio, enorme e possente, conserva ancora la facciata romanica delle origini, risalenti al 1284. All’esterno cercate la bella fonte custodita in una grotta artificiale.

Tappa n. 2: Reggio (Vernazza) – Nostra Signora delle Grazie (San Bernardino – – Corniglia)

Santuario di Reggio al Santuario di Nostra Signora delle Grazie: Si sale lungo la strada che porta alla Foce Drignana fino a incontrare il sentiero 8/a. All’altezza di Muro Superiore si incrocia la strada che porta al piccolo abitato di San Bernardino, in cui sorge il Santuario di Nostra Signora delle Grazie.
Il piccolo edificio ha l’aspetto di una chiesa di campagna. Al suo interno si venera una tela raffigurante la Madonna coi santi San Bernardo e San Bernardino da Siena. La leggenda vuole che originariamente al posto dell’attuale costruzione ci fosse una cappella fondata dallo stesso San Bernardino, che qui veniva a pregare.

Tappa n. 3: San Bernardino (Corniglia) – Volastra (Manarola)

Dal Santuario di San Bernardino al santuario di Nostra signora della Salute: si prende il sentiero n. 7 fino a raggiungere il piccolo abitato di case Fornacchi. Da qui si ci si incammina sulla carrozzabile in direzione Riomaggiore. Al bivio si percorre il sentiero n. 6/d dal quale si gode una vista mozzafiato su Corniglia e Manarola, e si arriva a Volastra dove sorge il Santuario di Nostra Signora della Salute.
Questo Santuario risale al XX secolo e mantiene tutt’ora la sua semplice e chiara struttura romanica.

Tappa n. 4: Volastra – Montenero (Riomaggiore)

Dal santuario di Nostra Signora della Salute (Volastra) al santuario di nostra Signora di Montenero (Riomaggiore). Da Volastra si prende il sentiero n. 6, lo stesso che scende verso Manarola, fino a incontrare la Strada dei Santuari, qualche centinaio di metri prima del bivio che porta al paese. Da qui ci si incammina lungo la carrozzabile e si raggiunge un ampio tornante verso il sentiero n. 3a.
Santuario di Nostra Signora di Montenero (Riomaggiore): La comunità di devoti si riversa ogni lunedì di Pentecoste per portare in processione l’immagine votiva custodita all’interno. Il Santuario ha origini antiche e la sua fondazione si deve al ritrovamento di un’icona bizantina che divenne meta di pellegrinaggio. Tra tutti i santuari, questo è il nostro preferito. Un atrio verde dal quale si può abbracciare con lo sguardo tutta la costa. Il vento che soffia nei giorni di fine estate, riempie di libertà e pace l’animo. Lontano dal caos dei borghi, lontano dal rumore della civiltà, qui rimane il silenzio ed il mare.
Periodi consigliati: primavera, autunno o primissima estate.
Controllare la percorribilità dei sentieri sul sito ufficiale.
Equipaggiamento escursionistico (no sandali), acqua.
Godetevi l’autenticità delle cinque terre!
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Parco del Beigua patrimonio UNESCO

PARCO DEL BEIGUA, IL POLMONE VERDE LIGURE DIVENTA PATRIMONIO UNESCO

di Dominella Trunfio – greenme.it, 23/11/2015

Era già stato inserito nel 2005 nella Rete globale dei Geoparchi adesso arriva un ulteriore riconoscimento: il Parco del Beigua diventa ufficialmente patrimonio Unesco.

A cavallo tra le province di Genova e Savona, anche questo polmone verde, dopo i Palazzi Rolli e il centro storico di Genova (nel 2006), Portovenere e le Cinque Terre nello Spezzino (nel 1997), conferma l’immenso patrimonio artistico e naturale ligure, che vanta oggi ben tre siti Unesco.

Il riconoscimento arriva direttamente da Parigi dove, la Conferenza generale Unesco, ha approvato la creazione di una nuova categoria di siti, i Geoparchi mondiali, una lista che ad oggi comprende 120 geoparchi in 36 Paesi di cui 69 in Europa e 10 in Italia.

I Geoparchi sono una realtà straordinaria e importante del nostro Paese che merita di essere consolidata sia a livello nazionale che internazionale. Occorre rendere ancora più visibile il lavoro attento, importante e fondamentale realizzato dai Geoparchi italiani, ha detto Vincenza Lomonaco, ambasciatore italiano presso l’Unesco a Parigi.

Oltre al Beigua, sono stati eletti a meraviglie del mondo altri 119 siti.

Una straordinaria occasione che viene fornita alle amministrazioni locali, alle imprese e agli operatori economici impegnati nel settore per promuovere e incentivare il turismo naturale, culturale, sportivo, ricreativo, gastronomico, scolastico e religioso, ha spiegato Daniele Buschiazzo, neo presidente dell’Ente Parco del Beigua.

È un riconoscimento molto prestigioso di cui siamo orgogliosi che vuole premiare non solo le caratteristiche ambientali e storico-culturali del sito del Beigua, ma anche le modalità gestionali adottate per valorizzare e promuovere lo sviluppo locale in questo territorio, ha chiarito Giacomo Giampedrone, assessore all’Ambiente Regione Liguria.

Il Parco naturale regionale del Beigua, il più vasto della Liguria, viene definito come un mosaico di ambienti poiché il suo territorio è tanto bello quanto diversificato. La sua vicinanza al mare unita al dislivello altitudinale regala, infatti,  una vegetazione molto varia e una fauna dominata da lupi, cinghiali, caprioli, lepri, tassi e oltre 86 specie di uccelli ma anche salamandre, tritoni e rane.

Queste caratteristiche rendono il Parco un luogo adatto a trekking, escursioni e sport, in pochi minuti guardandosi intorno ci si immerge a pieni polomoni tra castagni, pini, faggi e non solo. Un territorio incontaminato che riceve un ulteriore riconoscimento per continuare a preservare il proprio paesaggio naturale.

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