Articoli con tag: incentivi

In spiaggia senza auto

In spiaggia senza auto, il Comune ti paga il gelato

PESARO – L’iniziativa dell’amministrazione comunale insieme a Pesaro For Kids e alle gelaterie di Baia Flaminia ha premiato i comportamenti virtuosi di chi si è recato in spiaggia in bici oppure usando le navette gratuite

cultmarche.it, 11/07/2016

Lascia l’auto a casa, vai in spiaggia in bici e il Comune ti paga il gelato. Doppio colpo nelle calde domeniche estive. La bella iniziativa per incentivare il trasporto ecologico è nata a Pesaro dove sono stati distribuiti in un sol colpo ben 150 buoni acquisto per le fredde leccornie. L’associazione Pesaro For Kids, in collaborazione con l’assessorato alla sostenibilità, ha voluto premiare domenica 10 luglio, tutti coloro che si sono recati in spiaggia a Baia Flaminia senza usare l’auto, ma arrivando con la bicicletta, sulla nuova pista ciclabile, o con il bus navetta gratuito del nuovo servizio dal parcheggio tra i due porti. Grazie al contributo delle gelaterie di Baia Flaminia sono stati distribuiti ben 150 buoni da consumare in giornata nei due esercizi commerciali aderenti: “Il Marchese del Grillo” e “Paciugo Puro&Bio”. Una campagna di sensibilizzazione nei confronti degli automobilisti, invitandoli a lasciare l’auto nel parcheggio tra i due porti e a utilizzare la navetta, che è attiva tutti i fine settimana di luglio e agosto ogni 15 minuti, dalle 8,45 alle 19,45.

“E’ stata un’iniziativa interessante – commenta l’assessore Rito Briglia – all’inizio i cittadini e turisti non si fermavano perché diffidenti, probabilmente pensavano che eravamo lì per vendere qualcosa. Poi, con il passare dei minuti, si sono incuriositi e hanno cominciato a fermarsi ricevendo il buono gelato. Siamo lieti di aver regalato un sorriso a chi si è fermato e ha accettato il piccolo dono, che premia un comportamento virtuoso”. “Pesaro For Kids – spiega Alessandra Renzi – promuove l’idea di utilizzare la bici e la navetta per andare al mare perché crediamo in uno stile di vita sostenibile per i bambini; ringraziamo Green Bike per averci sostenuto nella realizzazione di questa iniziativa che cercheremo di replicare in altre zone della città, qualora ci siano gelaterie interessate che invitiamo a contattarci al numero 335 6891117 o all’indirizzo info@pesaroforkids.it”.

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“Bonus a chi va al lavoro in bici”

di Ilaria Carra – repubblica.it, 08/02/2016 tramite triskel182

Ottima iniziativa. Ricordo però che in Italia si sta già muovendo qualcosa, in particolare a Massarosa, a due passi dalla Versilia.
http://www.fiab-onlus.it/bici/bici-in-citta/bici-in-citta-news/item/1309-massarosa-premia-bici.html

Triskel182

I precedentiMilano, il Comune guarda all’esempio francese: 25 centesimi a chilometro se si lascia a casa l’automobile I finanziamenti dall’eco-bando del governo. Preferire le due ruote frutterebbe in media 50 euro al mese.

MILANO – I primi sono stati i belgi, dove già dal 1997 si rimborsa chi sceglie di pedalare, 21 centesimi al chilometro. Un contributo che arriva persino a 40 centesimi nel comune norvegese di Sandnes, contea di Rogaland. L’idea si è poi diffusa in altri Paesi europei, ultimo la Francia, l’anno scorso: dare incentivi economici a chi si sposta sulle due ruote, specialmente nel tragitto da casa al lavoro, andata e ritorno. Ora è Milano che vuole provare questa svolta
green:
Palazzo Marino parteciperà all’eco- bando annunciato dal governo Renzi sulla mobilità sostenibile con il suo “piano bici”, il primo del genere in una grande città d’Italia.
Due settimane fa il ministro all’Ambiente, Gian Luca Galletti, aveva annunciato 35…

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Pagati per andare in bici

PAGATI PER ANDARE AL LAVORO IN BICI, PROPRIO COME IN FRANCIA – PETIZIONE

di Francesca Mancuso – greenme.it, 07/10/2015

Essere pagati per andare al lavoro in bici. Un’iniziativa che in Francia ormai è realtà. Oltralpe chi sceglie le due ruote a pedali riceverà 25 centesimi per ogni chilometro percorso, come confermato nei giorni scorsi dal Ministro dell’ambiente Ségolène Royal. E in Italia? Anche il nostro paese potrebbe pensare a una soluzione simile per incentivare i pendolari. Ed è già partita una petizione.

In Francia, la misura è destinata infatti a far decollare coloro che utilizzano la bici, percentuale attualmente ferma al 5%. Per contrastare lo smog e ridurre il traffico, i cugini hanno pensato bene di incentivare i cittadini che si mettono in sella per andare al lavoro.

C’è poco da inventarsi, il bonus economico spesso è l’unico a convincere davvero. Un ciclista francese che sostituisce la bici all’auto per il tragitto casa-lavoro alla fine di ogni mese potrebbe ricevere 25 euro percorrendo mediamente 5 chilometri al giorno.

Una cifra che probabilmente far saltare giù dal sedile dell’auto anche i più pigri. Ancor più convincente il fatto che questa indennità non verrà in alcun modo tassata e potrà anche essere detratta dal reddito imponibile nelle dichiarazioni fiscali.

Perché non replicare l’idea anche in Italia? Il nostro paese, nonostante la mancanza di una rete di infrastrutture adeguata, vanta un gran numero di ciclisti che seppur senza piste ciclabili preferiscono scegliere la bici invece dell’auto.

Un’idea che già corre sul web grazie a una raccolta firme in cui si chiede al premier Matteo Renzi, al Ministro dell’ambiente Gianluca Galletti, a quello dei Trasporti Delrio e al Governo Italiano di copiare subito questa iniziativa, in grado sia di diminuire il traffico legato al pendolarismo da lavoro che di migliorare la salute dei cittadini.

Voglia di respirare aria più pulita e di evitare lunghe code in auto in mezzo al traffico?

Clicca qui per firmare la petizione

LEGGI anche:

LA FRANCIA PAGA CHI VA A LAVORO IN BICI: 25 CENTESIMI A KM

10.000 FRANCESI PAGATI PER ANDARE A LAVORO IN BICI

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Francia, agevolazioni su due ruote

Francia: le agevolazioni fiscali arrivano di corsa…sui pedali

Adottato un nuovo modello energetico per contribuire alla crescita compatibile e creare nuove opportunità economiche

di Katia Caruso – fiscooggi.it, 04/09/2015

Riduzione d’imposta per le imprese che si dotano di un “parco biciclette”, esenzione fiscale ed esonero contributivo dell’ “indennità chilometrica di bicicletta”. Sono le misure agevolative previste dalla legge sulla transizione energetica per la crescita verde e adottate dal governo per incentivare imprese e dipendenti all’utilizzo di questo mezzo di trasporto più eco-friendly.

La transizione energetica per la crescita verde

La legge, cui l’Assemblea nazionale ha dato l’ultimo via libera poche settimane fa, rappresenta il traguardo di un percorso iniziato nel 2004 con l’adozione della Charte de l’environnement (Carta dell’ambiente) e culminato con l’istituzione di un nuovo modello energetico in grado non solo di combattere in maniera concreta i cambiamenti climatici e di contribuire alla crescita compatibile con il rispetto del territorio e della popolazione, ma anche di creare nuove opportunità economiche dal punto di vista dell’occupazione, del miglioramento della competitività delle imprese, dell’innovazione e dello sviluppo di tecnologie pulite e della conquista di nuovi mercati nell’ambito delle energie rinnovabili, del trasporto pulito e dell’efficacia energetica.

La normativa approvata

La legge pone obiettivi chiari e stabilisce gli strumenti operativi finalizzati al loro raggiungimento. In particolare, gli obiettivi sono quelli di attestare la quota di energia nucleare al 50% nella produzione di elettricità entro il 2025, ridurre il consumo finale di energia del 50% entro il 2050 rispetto al 2012, diminuire del 50% il volume dei rifiuti da discarica entro il 2050, aumentare la quota di energie rinnovabili al 32% del consumo finale lordo di energia nel 2020 e 32% nel 2030, ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 40% tra il 1990 e il 2030 e del 75% al 2050, diminuire il consumo di combustibili fossili del 30% nel 2030 rispetto al 2012.

La parte più importante della riduzione dei consumi energetici riguarderà gli edifici, siano essi pubblici o privati. Si prevedono enormi interventi di isolamento, anche nei centri storici, e un radicale passaggio ai sistemi di riscaldamento più efficienti (ad esempio, alle pompe di calore). Tra le iniziative adottate per la realizzazione degli obiettivi, figurano anche misure a sostegno delle famiglie e dei soggetti economicamente più vulnerabili nel consumo di elettricità e gas, della diffusione dei contatori elettronici, dell’utilizzo energetico dei rifiuti non riciclabili e della mobilità sostenibile.

Ed è previsto anche il graduale aumento della carbon tax. La tassa, il cui vero nome è “contributo clima-energia”, graverà sulla componente carbonio dei consumi industriali di fonti fossili. Attualmente fissata a 14,50 euro per tonnellata, con la legge sulla transizione energetica salirà dai 22 euro per tonnellata nel 2016 a 56 euro nel 2020 e a 100 euro nel 2030. Il peso dell’aumento della supercarbon tax sarà compensato da alcuni interventi di riduzione del carico fiscale e contributivo gravante sulle imprese e sui lavoratori dipendenti.

Le agevolazioni fiscali e contributive

Tra gli interventi di riduzione del carico fiscale, l’articolo 39 della legge sulla transizione energetica introduce, a decorrere dal 1° gennaio 2016, un abbattimento d’imposta a favore delle imprese assoggettate all’imposta sulle società (IS) che si doteranno di un flotta di biciclette da mettere gratuitamente a disposizione dei propri dipendenti per gli spostamenti quotidiani casa-lavoro. La misura del beneficio è pari al costo generato dalla messa a disposizione dei mezzi (oltre alle spese sostenute per l’acquisto delle biciclette, anche quelle, ad esempio, per kit e interventi di riparazione, per corsi e lezioni, per la predisposizione di docce, spogliatoi ed armadietti), entro il limite del 25% del prezzo di acquisto della flotta di biciclette. La riduzione è computata esclusivamente sull’IS dovuta nell’esercizio nel corso del quale il costo è generato e, qualora sia superiore all’imposta dovuta, l’eccedenza non né rimborsabile né riportabile. Un decreto ministeriale stabilirà le disposizioni relative alle modalità di attuazione della misura agevolativa e i conseguenti obblighi dichiarativi in capo alle imprese beneficiarie.

Sempre nell’ambito delle misure di riduzione del carico fiscale, il successivo articolo 50 istituisce, dal 1° luglio di quest’anno, un’indennità chilometrica (il cui ammontare sarà stabilito con successivo decreto) riconosciuta ai lavoratori dipendenti che per il tragitto casa-lavoro utilizzano la bicicletta, anche elettrica. L’indennità chilometrica è cumulabile con il rimborso corrisposto dal datore di lavoro per il costo sostenuto dal dipendente per l’abbonamento al trasporto pubblico o per il noleggio di biciclette pubbliche.

Dal punto di vista della tassazione, la norma stabilisce la non imponibilità – ai fini dell’ dall’imposta sui redditi (IR) – delle somme ricevute dal dipendente a titolo di rimborso chilometrico, al pari del contributo ricevuto a titolo di rimborso delle spese per l’abbonamento ai mezzi pubblici o al servizio pubblico di noleggio delle biciclette.

Infine è previsto l’esonero dal versamento dei contributi (fino ad un importo che sarà stabilito con successivo decreto) dovuti dal datore di lavoro sulle somme corrisposte a titolo di indennità chilometrica ai propri dipendenti-ciclisti.

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