Bartali, l’eroe che salvò quasi mille ebrei dai nazisti

Il 5 maggio 2000 moriva Gino Bartali

www.lefotochehannosegnatounepoca.it, 05/05/2017

I grandi campioni vengono ricordati per le loro imprese sportive, eppure la stella del ciclismo Gino Bartali brilla anche per altruismo e umanità. Lui, che durante le persecuzioni degli ebrei in Italia trasportò all’interno della sua bicicletta documenti falsi per aiutarli ad avere una nuova identità e a sfuggire alla deportazione che li avrebbe portati nei campi di concentramento nazifascisti.

Questa storia nella Storia è venuta fuori soltanto molti anni dopo, perché Bartali ha custodito gelosamente questo segreto in fondo al suo cuore: “Il bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca”, diceva. Il campione italiano è scomparso nel 2000 e la ricostruzione di questa sua grande impresa contro le persecuzioni degli ebrei si è fatta strada pian piano, scavando nella memoria e dando un nome e un volto alle centinaia di persone che con i documenti falsi trasportati all’interno della sua bicicletta da corsa Bartali salvò dalle deportazioni nazifasciste.

Nel 2006 l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferì a Gino Bartali la medaglia d’oro al valor civile (postuma) per la sua attività a favore degli ebrei perseguitati durante la Seconda guerra mondiale. E il 23 settembre 2013 è stato dichiarato ‘Giusto tra le nazioni’ dallo Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell’Olocausto fondato nel 1953, riconoscimento per i non-ebrei che hanno rischiato la propria vita per salvare quella anche di un solo ebreo durante le persecuzioni naziste.

“Cattolico devoto, nel corso dell’occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di salvataggio i cui leader sono stati il rabbino di Firenze Nathan Cassuto e l’arcivescovo della città cardinale Elia Angelo Dalla Costa”, questa la motivazione dello Yad Vashem.

Da quando la notizia è stata resa di dominio pubblico, la figura di Gino Bartali – celebre per le sue corse in bicicletta, per l’eterna sfida con il suo amico-rivale Fausto Coppi e per la foto del passaggio della borraccia, è finita in libri, film, documentari che ne hanno ritratto anche l’aspetto più nascosto, raccontando la sua opera di salvataggio.

Qualche anno fa un documentario del regista newyorkese Oren Jacoby “My Italian secret. The Forgotten Heroes”, presentato al Festival del film di Roma nel 2014, racconta anche la sua storia. Il 27 gennaio del 2015 è stato pubblicato il libro di Simone Dini Gandini “La bicicletta di Bartali”, in cui si ricostruiscono anche gli spostamenti che Gino percorreva in sella alla sua bici per trasportare i preziosi documenti da una stamperia clandestina di Assisi fino a Firenze, dove poi venivano consegnati agli ebrei consentendo loro di avere una nuova identità e sfuggire all’orrore.

E una volta ci mancò poco che venisse scoperto, come racconta l’autore del libro in un’intervista rilasciata a RaiNews: “”Nell’autunno del ’43 Bartali venne arrestato dalla polizia fascista: a Firenze c’era il temutissimo comandante Mario Carità, persona crudele e spietata. Venne fermato ma nessuno ispezionò la sua bicicletta: grazie a questa ‘dimenticanza’ il campione si salvò. Ho voluto raccontare la sua storia per fare capire ai giovani lettori che l’eroismo e l’impegno civile esistono veramente”.

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Categorie: bicicletta, persone, storia | Tag: , , | Lascia un commento

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