La Valle delle Cartiere

(Ovvero: il posto che non ti aspetti, praticamente dietro casa)

Maina inferiore – sede del Museo della Carta

Un paio di anni fa, dopo una estenuante coda in uscita al casello di Sirmione, ci eravamo detti “mai più Pasquetta sul lago”. Questa volta invece ci siamo azzardati a ripetere l’esperienza, e devo dire che, nonostante il traffico al rientro, ne valeva la pena.

L’occasione è stata data da una nuova iniziativa dell’Arci di Persichello (un paesino vicino a Cremona), che ha iniziato una collaborazione con l’APE di Brescia (APE non nel senso di ape-ritivo, ma di Associazione Proletaria Escursionisti, in un’altra occasione vi racconterò di che si tratta). L’idea è quella di organizzare una serie di uscite collettive in montagna, la prima delle quali era fissata proprio per il giorno di Pasquetta. Meta decisamente a portata di mano, ovvero la Valle delle Cartiere: si tratta della valle del Toscolano, torrente che si getta nel Garda a Toscolano-Maderno.

Un po’ di storia

Una barca naufragò nel Garda; il vento spezzò l’albero e portò la vela ad incassarsi in una insenatura di Toscolano. La forza delle onde ridusse la vela in poltiglia ma l’esposizione al sole tornò a darle consistenza. Quando alcuni abitanti del luogo si resero conto che quel materiale era adatto alla scrittura fondarono la prima cartiera.

Questa è la leggenda che “spiega” la nascita e lo sviluppo della produzione cartaria, dal medioevo in poi, nella valle del Toscolano. Il fatto è che il torrente portava parecchia acqua, e le prime strutture per produrre carta dagli stracci sono nate qui già nel ‘400, via via ampliandosi e ammodernandosi. La stretta imboccatura della valle rendeva impossibile arrivare in valle con i carri, direttamente dal paese: gli stracci arrivavano a dorso d’asino dalle valli laterali (alcuni di questi percorsi sono ancora praticabili). Solo nella seconda metà del XIX secolo, grazie anche all’intervento dei proprietari delle cartiere della valle, è stata realizzata la strada di accesso dal lago, caratterizzata dalla presenza di alcune gallerie.

Info più approfondite potete trovarle QUI.

Accesso

L’imboccatura della valle è ben segnalato, dalla strada del lungo lago si seguono le indicazioni per Gaino, Valle delle Cartiere o Museo della Carta: arrivando davanti al municipio si gira a destra per poi tenere la sinistra (occhio ai cartelli per la valle). Ci si intrufola nella stretta strada che, grazie a qualche galleria, permette di raggiungere il parcheggio (gratuito). Lo spazio non è molto, in ogni caso dal paese dista circa 500m, volendo si può arrivare in valle anche con il trenino turistico.

Mappa del percorso (spudoratamente rubata dalla pagina dell’evento)

L’escursione

Il tracciato scelto è alla portata di quasi tutti: per non fare solo la camminata di fondovalle ci è stato proposto di percorrere un giro ad anello sulle tracce dei vecchi sentieri di accesso alla valle e di servizio per le attività delle cartiere. Il sentiero delle Calchere risale il versante in destra idrografica, passando accanto ai vecchi manufatti che venivano utilizzati per produrre la calce, materiale utilizzato nel ciclo produttivo della carta, con funzione di sbiancante e disinfettante.

Lo sviluppo totale è di circa 8km, la quota massima toccata è 290m slm. Temo di percorrenza netto: circa 2h30′.

Calchera

Panorama dal sentiero delle Calchere. E’ visibile la stretta imboccatura della valle

Dal parcheggio abbiamo seguito la strada di fondovalle fino al Museo (in località Maina inferiore), proseguendo ulteriormente fino a ponte di Maina Superiore. Qui si imbocca, appunto, il sentiero delle calchere, che si snoda, su forestali e sentieri, nel bel bosco sovrastante Maina. Passando accanto ad alcune abitazioni e ai resti delle vasche di produzione della calce, si raggiunge un belvedere da cui risulta evidentissima la “V” che segna lo stretto ingresso nella valle. Si prosegue in quota per poi scendere, con alcuni tornanti, fino alla chiesetta di Luseti (risale al ‘500) e all’adiacente campo scout. Le strutture qui presenti sono ciò che rimane dei vecchi opifici, risalendo la valle lungo il corso del Toscolano in pratica si cammina tra, e sopra, le rovine, raggiungendo la Forra di Covoli.

Forra di Covoli

Forra di Covoli – Torrente Toscolano

Torrente Toscolano nei pressi di Luseti

Rientrati a Luseti abbiamo percorso la strada di fondovalle. Poco sotto Luseti si incontrano le rovine di una struttura caratterizzata dalla presenza di più locali (alcuni dei quali parzialmente scavati nella roccia) realizzati in epoche successive, qui è ben visibile il canale realizzato per deviare il torrente per poter azionare i mulini che muovevano i macchinari.

Edificio nei pressi di Luseti – vasche scavate nella roccia

Edificio nei pressi di Luseti – interno di uno dei locali più antichi

Edificio nei pressi di Luseti – Canale di servizio per funzionamento mulini

Più a valle, altre rovine risultano visibili, le più recenti (e più grandi) sono parzialmente realizzate in cemento armato. Per alcune strutture sono in atto interventi di messa in sicurezza, per poterle rendere accessibili.

Vecchio ponte in legno

Il paesaggio è, nel complesso, molto particolare, perché mescola la natura, a tratti selvaggia, e l’opera dell’uomo, con la prima che, complici il tempo che passa, le frane e le intemperie, sta avendo il sopravvento sulla seconda. E’ quindi fondamentale che le opere più importanti vengano adeguatamente restaurate, per non smarrire la testimonianza di un’epoca importante per queste terre.

Il museo

In località Maina Inferiore, ha sede, in una cartiera ristrutturata, il Museo della carta. Qui si viene guidati lungo il percorso che dagli stracci permetteva di ottenere carta pregiata, secondo il metodo tradizionale: la cernita, la macerazione in acqua e calce, la riduzione in poltiglia degli stracci, la creazione dei fogli, la loro pressatura e successiva asciugatura, il trattamento impermeabilizzante con colla animale, la lisciatura. Successivamente alcuni macchinari (come il cilindro olandese) hanno consentito di aumentare la produzione. Con la costruzione della nuova cartiera in riva al lago (proprietà Burgo), e con l’introduzione dei macchinari a ciclo continuo, la produzione in valle si è progressivamente ridotta.

Il locale asciugatura

Attrezzatura per trattamento con la colla

Tamburina (macchina per produzione in ciclo continuo)

Nel museo c’è spazio anche per esemplari di libri stampati dai Paganini (famiglia di stampatori attivi nel ‘500) per i principali signori dei secoli scorsi, nonché per filigrane artistiche e per documenti storici.

Libretto di lavoro di un residente in valle.

Info

Sito web Valle delle Cartiere

Itinerari ad anello nel Comune di Toscolano Maderno

Annunci
Categorie: escursionismo, Info Turistiche | Tag: , , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: