Soncino, fra Ladyhawke e le stamperie

Soncino - La Rocca

Soncino – La Rocca

Mio figlio, che ha 7 anni, è piuttosto curioso e desideroso di imparare; ha però un difetto: riuscire a schiodarlo è un problema. Diciamo che ha una certa “inerzia”… Bisogna trovare sempre l’argomento giusto per stuzzicarlo e convincerlo ad uscire dalla sua “routine”. E non sempre è facile, a volte bisogna litigarci…

L’autunno scorso, una domenica pomeriggio, sono riuscita a portarlo a fare un giro a Soncino, con la scusa che c’erano le bancarelle dei “cioccolatai”. A parte che abbiamo speso un botto in praline, mattonelle di fondente con frutti di bosco e smarties, cremini alla menta… gli ho proposto di partecipare ad un laboratorio per bambini.

“NO”.

Con poca convinzione gli ho proposto di andare a vedere la Rocca: la volta che siamo entrati nella torre di Castell’Arquato si è spaventato alla vista di un’armatura, siamo dovuti scappare fuori e da allora non ne aveva più voluto sapere di castelli. Con mia somma sorpresa ha risposto in modo piuttosto entusiasta. Abbiamo così iniziato una mini-visita di questo paesotto che, oltre alla Rocca, nel suo centro storico vede concentrati piccoli musei e occasioni per capire come era la vita qui nei secoli passati. Il biglietto di accesso alla Rocca permette di visitare anche altri siti.

Visto che da qui passano numerosi percorsi ciclabili (ad esempio la Ciclabile delle Città Murate), vi racconto sinteticamente quello che è possibile vedere a Soncino (solo quello che abbiamo visto noi nella nostra breve visita, perché abbiamo saltato, ad esempio, le Chiese). Ma prima…qualche nota storica e qualche curiosità per cinefili.

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Planimetria del borgo fornita dal’Ufficio Turistico

soncino-plan-apt-legSoncino

Il comune di Soncino (circa 7600 abitanti) è in Provincia di Cremona ma confina direttamente con le province di Brescia e Bergamo. Essendo sorta in corrispondenza di un guado sull’Oglio ha sempre avuto un’importanza strategica, in quanto da qui passavano le antiche strade di collegamento fra Lodi Vecchio e Brescia e fra Cremona e Bergamo. Ciò ha ovviamente condizionato la storia di questo borgo. Se siete interessati a sapere maggiori dettagli potete visitare la pagina dedicata sul sito della ProLoco, qui vi dico solamente che questi territori sono più volte passati di mano: Cremona, Ducato di Milano, Serenissima, Francesi, Impero, Spagnoli, Austriaci… fino al passaggio al Regno d’Italia nel 1859.

La dominazione degli Sforza ha regalato al borgo la Rocca, sorta sui strutture preesistenti e tuttora parzialmente visibili.

Un set perfetto

Presso la Rocca Sforzesca sono stati girate le scene di alcuni film, come Ladyhawke e Il mestiere delle Armi. Le foto sono riprese dal sito dell’associazione Castrum Soncini.

Il mestiere delle armi – E. Olmi

Ladyhawke – R. Donner

La Rocca Sforzesca

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Ingresso Ovest

E’ la meglio conservata in Lombardia, costruita a partire dal 1473 (in soli tre anni) per ordine del Duca Galeazzo Maria Sforza, su una struttura preesistente (visibile in uno dei locali interrati), con merlatura ghibellina. Munita di tre torri quadrangolari e una circolare con torretta di avvistamento, ha il rivellino (fungeva da dogana) sull’ingresso nord, nel cortile centrale c’è un pozzo. I locali sono piuttosto spogli, una delle torri presenta resti di dipinti probabilmente legati alla presenza di un luogo di culto, in un’altra torre sono visibili i locali della cucina e in una stanza è allestita una camera da letto. Nei locali interrati vi erano le prigioni, le cantine, le stalle per i cavalli. I locali nel cortile, lungo il lato sud, ospitano il museo archeologico.

 

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Il cortile visto dalla torre circolare

Camera – cassapanca

Camera – letto a baldacchino

Museo Civico Archeologico Acquaria

All’interno del cortile della Rocca, ospita vari reperti rinvenuti nelle campagne circostanti e risalenti a varie epoche: monili, armi, vasellame, oltre a manufatti di epoca romana. Piccino, ma c’è un po’ di tutto.

Museo della seta

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Camminamento

Nella campagna cremonese e delle province limitrofe è stato a lungo diffuso l’allevamento del baco da seta: i contadini allestivano i graticci per l’allevamento delle bestioline nelle stanze (piccole) delle loro (piccole) abitazioni, sguinzagliando i figli (di solito numerosi) alla raccolta delle foglie di gelso. Questo era il cibo per eccellenza dei bruchetti, e ai tempi i gelsi erano diffusissimi lungo i fossi (ora se ne trovano pochini). Questo allevamento indoor era l’unica attività che i contadini potevano portare avanti in proprio, e il guadagno era loro. La richiesta era notevole, nei centri più grandi si trovavano filande in cui venivano lavorati i bozzoli per ricavare il prezioso filato.

Soncino era uno dei centri in cui si faceva questa lavorazione. Accanto alla Rocca c’era infatti la filanda, che è stata di recente ristrutturata e attualmente adibita a spazio eventi e mostre. Al suo interno c’è anche il museo della seta… ovvero tutto quello che avreste voluto sapere sul baco da seta concentrato in una stanza. Varietà di insetti e sdadi di maturazione, fasi di lavorazione e attrezzature. E alcuni documenti d’epoca.

Ex filanda Meroni – foto da www.soncino.org

Casa degli stampatori

Macchina per litografia – da www.museostampasoncino.it

La famiglia di Israel Nathan arrivò da Spira (Germania) nel 1441 e, almeno all’inizio, si dedicò all’Usura. Successivamente all’apertura del Monte di Pietà i Soncino (questo il cognome che assunsero) decisero di cambiare attività e di diventare stampatori: nel 1483, 28 anni dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Gutenberg, a Soncino venne stampato il primo libro con questa tecnica.

I Soncino si spostarono poi in altre località della penisola, continuando a dedicarsi alla stampa, inizialmente solo in lingua ebraica, per poi passare a stampare anche libri in latino e in volgare.

Nell’edificio in laterizio in cui la famiglia Soncino esercitava la sua attività ora c’è un piccolo museo, con attrezzatura per la stampa di varie epoche (dal ‘400 al ‘900), ricostruzioni di torchi lignei e presse per litografia, e un’esposizione delle opere prodotte dalla stamperia.

Alla scoperta di questo mondo vi accompagna un omino un po’ particolare: era già un personaggio vent’anni fa, quando per la prima volta ho visitato la stamperia, ora è anziano ma è ancora lì a introdurre il visitatore nel mondo dei caratteri mobili e delle lastre per la stampa. Di solito, ai più piccoli viene data la possibilità di fare una prova di stampa con un torchio manuale: si tratta della prima pagina della Bibbia in ebraico.

Altre informazioni sulla storia della famiglia Soncino e sulla su attività si possono trovare anche qui.

Pagina iniziale della Bibbia stampata il 22 aprile 1488 – copia stampata nel corso della visita con torchio “Mediceo”

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Targa su un edificio vicino all’ex Monte di Pietà

biglietto-soncinoLink utili

Amici della Rocca

Associazione Castrum Soncini

Comune di Soncino

Museo della stampa

Pro loco Soncino

Soncino Turismo

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Categorie: cultura, Info Turistiche | Tag: , | Lascia un commento

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