Stagni ghiacciati

(lucertole su due ruote – cronaca di un giro in mtb di inizio gennaio)

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Morta dell’Adda

Modalità “Piero Angela” on.

In questo strano inverno, freddo ma senza neve, che alterna periodi di nebbie persistenti ad altri di splendide giornate di sole, uno strano animale esce dalla tana all’ora di pranzo, preferibilmente nel weekend, per approfittare dei raggi del sole quasi come un animale a sangue freddo.

E’ l’homo ciclisticus, strano mammifero completamente coperto da maglia termica e windstopper, munito di occhiali e con strane propaggini circolari sulle quali si mantiene in equilibrio, ghiaccio permettendo, sfruttando l’effetto giroscopico. Questo animale nel periodo invernale è tendenzialmente solitario, al limite si muove in coppia con un suo simile, mentre durante il periodo estivo, dopo aver mutato la sua livrea, è più frequente che si muova in gruppo, spesso lottando per la conquista del territorio (una sottile striscia di asfalto) con altri mammiferi muniti di corazza metallica su 4 ruote. Altra particolarità è che, nel periodo invernale, si incontrano sulle strade quasi esclusivamente homo ciclisticus maschi, mentre d’estate anche alcuni esemplari femminili si avventurano fuori dalla tana, se trovano qualcuno che si prende cura dei cuccioli per qualche ora.

Modalità “Piero Angela” off.

Beh, approfittando della bella giornata anche io una domenica, dopo aver preparato il pasto per il cucciolo e per il mio compagno, mi sono ri-scoperta homo ciclisticus di genere femminile, ed ho fatto un piccolo giro giusto per sgranchire un po’ le gambe e scattare qualche foto alla campagna invernale.

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Il tracciato

Anello del parco dell’Adda

Uscendo da Grumello in direzione Ovest avevo l’intenzione di fare un giro su sterrato per arrivare a Pizzighettone, alla Morta dell’Adda: ero curiosa di vedere se e quanto l’acqua era ghiacciata. Ma i colpi di fucile sparati in lontananza mi hanno fatto pensare “…mmm… meglio di no, sarà per un’altra volta!” e mi sono diretta subito verso Pizzighettone, per la provinciale, che, a dirla tutta, non è molto più ampia di una strada vicinale…

img_20170115_142600Morta dell’Adda, il tratto lungo la strada verso Cascina Gerre

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Morta dell’Adda, il tratto lungo la strada verso la Codognese

Questa strada la faccio tutti i giorni per andare in stazione, ma percorrerla in bici mi ha fatto notare meglio il livello di inciviltà raggiunto dagli umani, che non si fanno scrupoli a gettare sacchetti, bottiglie e vaschette da gastronomia dalle vetture in transito. E non è nulla in confronto a ciò che si trova in posti più isolati, dove, tra simpatici personaggi che vanno a smaltire abusivamente i loro sacchetti e agricoltori che buttano i contenitori del lubrificante dove capita, nelle rogge ci si trova di tutto.

Si arriva al “Mùunt del Panigàal”, una zona della campagna sopraelevata rispetto alle aree circostanti (rimodellate nei millenni da corsi d’acqua in parte scomparsi) che prende il nome dalla cascina Panigale… e che da queste parti è una specie di gpm. Da qui si scende verso Roggione, frazione di Pizzighettone.

Roggione si è sviluppato lungo la strada: una fila di case sulla sinistra, fra la via principale e la ferrovia che corre parallela. Sulla destra della provinciale un’altra fila di case, oltre a quelle allineate lungo una via che costeggia la scarpata fino alla Cascina Sant’Archelao. E nuove villette e palazzine. E cascine. Alcune ben tenute, altre in fase di ristrutturazione. Alcune, purtroppo, completamente diroccate, ed è un peccato perché credo che si debba fare il possibile per conservare queste strutture, che sono parte della nostra storia, evitando di andare ad occupare terreno agricolo per costruire nuove abitazioni. E, detto sinceramente, ristrutturare l’esistente stimola la creatività.

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Morta dell’Adda, il tratto lungo la strada verso la Codognese

Passato Roggione, si svolta a sinistra verso il passaggio a livello, successivamente si attraversa la provinciale imboccando la strada per cascina Gerre. La Morta dell’Adda, un’ansa abbandonata dal corso principale del fiume e rifugio per molti animali selvatici, è a ridottissima distanza dalla Codognese. Vederla quasi completamente ghiacciata fa decisamente impressione.

Da qui ci sono numerose possibilità per proseguire. Stavolta ho fatto una cosa che normalmente evito come la peste: ho percorso  un tratto di provinciale. Ripassando da Pizzighettone avrei allungato il tragitto (e vista l’ora non potevo perdere tempo), inoltre non c’era in giro un’anima… Mi sono quindi diretta verso Codogno, e all’imbocco del ponte sull’Adda ho svoltato a sinistra sulla strada di argine, che, almeno fino a Crotta d’Adda, è interamente asfaltata.

D’inverno, con gli alberi spogli, il sole più basso e la luce un po’ soffusa, sono più evidenti le geometrie che caratterizzano la campagna: i pioppi in filari, le linee rette di suddivisione fra gli appezzamenti, le piantine seminate in autunno in file strette. E le ampie anse del fiume.

L’argine corre a distanza variabile dal fiume, con ampi campi e grosse aziende agricole sulla sinistra, campi, pioppeti e zone con vegetazione spontanea sulla destra, ed accanto ad esso sorgono numerosi manufatti per la gestione delle acque delle rogge. In località “Marez” c’è anche la possibilità di scendere in spiaggia.

L’argine, dopo aver quasi “abbracciato” una grossa azienda agricola, punta in direzione Nord, da qui risulta visibile l’abitato di Crotta, che sorge su una scarpata che sovrasta il fiume.

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Casotto di Caccia

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L’Adda fra Pizzighettone e Crotta

Sulla sinistra è visibile la torbiera, e deve aver fatto ben freddo se l’acqua dei laghetti è completamente gelata pur essendo esposta al sole per tutto il giorno… Qui nel periodo estivo si possono vedere con una certa facilità gli aironi cinerini.

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La torbiera

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La torbiera

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L’argine a Crotta, in corrispondenza della torbiera

Si prosegue fino alla strada che esce da Crotta in direzione Ovest e ci si innesta su di essa nei pressi del cimitero. Si gira a destra, verso il paese, e poco dopo si trova un viottolo sulla destra (è segnalato) che porta sul ciglio della scarpata che sovrasta la golena, si entra in paese e si percorre via Cavallatico. Percorrendo via Porto si arriva in una piazzetta e si svolta a destra in direzione Acquanegra. Raggiunto l’incrocio con la provinciale si gira a sinistra, passando l’inutile canale Cremona-Tencara (in origine doveva raggiungere Milano, ma si è fermato prima dell’Adda), anch’esso ghiacciato. Si raggiunge la Codognese, la si attraversa in direzione Grumello. Dopo il passaggio a livello sulla sinistra si può scorgere la sagoma un po’ inquietante della ciminiera dell’ex Fornace: dico così perché la parte alta è paurosamente inclinata, ogni volta che la vedo ho la sensazione che basti una raffica i vento un po’ più forte per tirarla giù.

Per i patiti del genere: poco prima dell’incrocio sulla Codognese (territorio di Crotta d’Adda) c’è una pista di motocross. Ci fanno gare anche di un certo livello, credo. Sicuramente c’è sempre un bel movimento di sportivi, attivi e “passivi”.

Arrivo a casa giusto per una doccia calda e un thé…

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