Lagusèl

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Per la serie “in montagna con lo gnomo” ecco a voi un’escursione formato famiglia, contenuta in termini di lunghezza e dislivello, che, tramite una forestale con fondo buono ma con tratti parecchio ripidi, vi conduce in un posto delizioso e un po’ nascosto, tutto sommato non molto frequentato.

Il Lagusèl si trova in sinistra idrografica della Val San Nicolò, è un piccolo lago originato dal rimodellamento dei versanti operato dai ghiacci e dall’accumulo di materiale franato dalle vette circostanti. I prati circostanti sono utilizzati da alcuni secoli come pascolo e per produzione di fieno, come testimoniato dalle numerose baite presenti nelle vicinanze (una risale al 1600 e rotti). Non ha immissari, è alimentato dall’acqua che filtra nel terreno lungo le sponde.

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Mezzo di trasporto

Si possono seguire tre diversi percorsi per arrivare qui:

  • Tramite una forestale (segnavia 640) che si stacca dalla Strada dei Rossi in corrispondenza di un sentierino che conduce a Mezza selva (è l’itinerario descritto in seguito);
  • Tramite un sentiero (n°641) che parte dalla Val Monzoni in località Pont da Ciàmp, poco sotto le rovine del rifugio omonimo, svalica in corrispondenza della Forcella dal Pièf e si affaccia su una conca a monte del lago;
  • Tramite un sentiero (n°641) che parte sempre da Strada dei Rossi in corrispondenza di un guado sul torrente, sale fino Sella Palàcia (situata circa 100m più in alto rispetto al lago) e scende nella conca; il sentiero è il proseguimento di quello che sale dalla Val Monzoni.

L’idea iniziale era quella di scendere per quest ultimo percorso, ma lo gnomo ha detto no, quindi abbiamo fatto avanti e indietro sullo stesso percorso.

Una piccola avvertenza: in tanti anni in val di Fassa l’unica zona dove ho visto delle vipere (sempre morte, a dire il vero…) è proprio questa. Sarà stata solo sfiga…ma occhio, non si sa mai…

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Mappa Val San Nicolò

Il percorso

Il punto di partenza è costituito dal parcheggio di Sauch (oltre con l’auto non si può andare) e si prende la Strada dei Rossi, che passa proprio accanto al parcheggio. Questa strada sterrata, che risale la valle abbastanza dolcemente costeggiando il torrente, è stata costruita dai prigionieri russi durante la Grande Guerra. Grazie all’esposizione e al fatto che corre quasi interamente nel bosco, costituisce una valida alternativa estiva alla strada di fondovalle, che è asfaltata ed interamente al sole.

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Maerins e cresta Buffaure da Strada dei Rossi

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Tronco #1

Si risale la valle per 15-20 minuti e si incontra la deviazione per il Lagusèl. E’ ben segnalata (l’indicazione riporta un tempo di percorrenza di 1h15′), lumgo il percorso sono presenti anche alcuni pannelli tematici, a dire il vero un po’ danneggiati. Proprio all’inizio della forestale per il lago c’è una cartina schematica con una poesia scritta dai bambini della quinta elementare di Pozza di… vent’anni fa. Ora questi bambini hanno trent’anni, magari hanno a loro volta figli che scrivono poesie sui luoghi magici della loro infanzia…

Da qui il percorso si fa decisamente più ripido, quasi interamente in un bosco abbastanza fitto, che comunque consente di ammirare la Val San Nicolò e la cresta che la separa da val Jumela e conca del Ciampac, con il rumore delle campane delle mucche al pascolo che via via si affievolisce. Lungo il tragitto si incontrano alcune deviazioni, non segnalate: si prosegue sempre lungo il tracciato principale.

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Sullo sfondo, la cresta del Buffaure

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Il Lagusèl

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Piccoli fotografi crescono

La strada passa successivamente su una frana relativamente recente, per poi rientrare nel bosco e risalire verso i primi pascoli, costellati da alcune baite. Si prosegue passando accanto ad una stalla in fase di ultimazione, sbucando poco oltre nella conca occupata dal lago.

Vi trovate davanti una pozza di acqua verdissima, con l’acqua che si increspa leggermente quando soffia una leggera brezza, cancellando momentaneamente l’immagine delle vette circostanti e delle nuvole che qui si riflettono come in uno specchio. Concedetevi una pausa qui, fate il giro del lago. A meno che non ci siano comitive rumorose, qui si sente solo l’occasionale fischio delle marmotte. Se poi volete proseguire da qui si può raggiungere la Val Monzoni, oppure, tramite il sentiero attrezzato Gino Badia, il lago delle Selle e l’omonimo passo (per questa escursione, dalla deviazione lungo la strada dei rossi, sono segnalate almeno tre ore, e ovviamente non è per bimbi…).

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Pic nic

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Tronco #2

 

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