Il borgo dei pupazzi tra i vigneti di Moscato

Nella piccola Maranzana vivono 242 abitanti: adesso hanno anche 38 compaesani di pezza.

di Riccardo Coletti – lastampa,it, 20/08/2016

Maranzana è un piccolo paese dell’Astigiano immerso nei vigneti di Moscato che si affaccia sulle colline alessandrine. Conta 242 abitanti, mille in meno rispetto ad un secolo fa, ma da un paio di mesi ne ha adottati 38. «Paesani» speciali: di pezza, a grandezza naturale.

C’è il panettiere ricoperto di farina, la bimba con un mazzo di fiori per Sant’Antonio, le comari che chiacchierano all’ombra, l’enologo, il volontario di protezione civile che vigila sulle colline e anche il cassaintegrato padre di una bambina con la moglie incinta. «È nato tutto per gioco – racconta la prima cittadina Marilena Ciravegna -. Noi piccoli centri ci chiamano paesi fantasma, una definizione che fa male al cuore ed allora ad una mia consigliera comunale è venuta l’idea».

Rosalba Boccaccio ha la passione per il cucito e nel suo piccolo laboratorio domestico ha imbastito la prima maranzanese di pezza: Paolina «del Capon». Contadina morta alla soglia dei 90 anni 2 lustri fa. Il cognome lo ricordano in pochi perché nei paesi contava, ieri come oggi, il soprannome ed «Il Capon» non è altro che una frazione del paese. «Donna laboriosa – raccontano -. Sempre con il foulard sui capelli ed un cappellino un po’ chic». Una scommessa vinta e il gioco ha contagiato tutto il paese. «In meno di una settimana dai complimenti siamo passati alle richieste – ironizza Rosalba -: uno scapolo “storico” mi ha chiesto una fidanzata. Aveva le idee chiarissime: giovane, bella e prosperosa».

Un gioco laborioso ed allora Rosalba ha subito dovuto ingaggiare delle maestranze. «A darci una mano Francesca Rinaldi, torinese con una casa di villeggiatura in paese – aggiunge la sindaca -. Per ogni personaggio ci vogliono quasi due giorni di lavoro, ma queste signore dalle mani di fata non si sono certo fatte intimidire». Le donne si sono chiuse nel piccolo laboratorio mentre i mariti, Gianni e Piero, si preoccupavano della logistica: dal trasporto ai materiali di recupero.

I «babaci», nome dialettale dei pupazzi, nascono come modello di carta. Ritagliata la stoffa, chiusa a sacco, la si riempie di ovatta. Lo scheletro è in fil di ferro, mentre gli abiti sono tutti originali. «A dipingere i volti la nostra sindaca – svela Rosalba Boccaccio -. Voleva che mantenessi il segreto, ma…». In poche settimane il passaparola ha fatto diventare Maranzana un meta turistica. Un giro per i vigneti, un tour lungo le mura del castello e poi a caccia dei figuranti. C’è chi si siede vicino ai nobili del paese e chi vuole uno scatto con il marinaio Giacomo Bove che proprio dalle colline di Maranzana partì, due secoli fa, per Genova. Gli ufficiali non ne volevano sapere di ammettere un contadino, ma assaggiato il suo vino cambiarono idea, a patto che ne rifornisse gli ufficiali. Giacomo divenne un grande uomo della marina italiana: imbarcato sulla Vega tracciò la prima rotta di Nord-Est.

Annunci
Categorie: Info Turistiche | Tag: , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: