La farfalla dei ghiacciai

Uno studio sull’Erebia Christi a rischio estinzione

Un esemplare di farfalla dei ghiacciai femmina

di Arianna Tomola – lastampa.it, 08/06/2016

Per studiarla i ricercatori italiani si sono muniti di corde e moschettoni arrampicandosi sulle pareti di roccia tra il parco Veglia-Devero e l’alta valle Antrona nell’estremo Nord del Piemonte. Un’impresa tutt’altro che semplice ma doverosa visto che l’Erebia Christi, una tra le farfalle più rare in Europa (se non la più rara), vive solo sulle montagne dell’Ossola e nella Laggintal, una vallata della Svizzera meridionale a ridosso del passo del Sempione. Proprio per le alte quote in cui si è insediata, l’Erebia Christi si è guadagnata il soprannome di «Farfalla dei ghiacciai»: la si osserva infatti a 2080 metri d’altitudine, ma scende anche più in basso fino alle praterie a quota 1300. A volte si nutre sulle piante di serpillo, più spesso si posa in zone impervie come le pareti rocciose. Se poi si aggiunge che gli esemplari adulti volano solo per due settimane all’anno (nella prima metà di luglio) si capisce quanto studiarla sia macchinoso.

Nel 2015 tuttavia è partito un monitoraggio all’interno dell’Ente parco aree protette dell’Ossola curato dai ricercatori Andrea Battisti e Matteo Gabaglio con la docente dell’università di Torino Simona Bonelli e il responsabile faunistico delle Aree protette dell’Ossola Radames Bionda. Perché la Christi si sia stabilita solo in questa zona è difficile ipotizzarlo. Al momento si conoscono solo sette siti in cui vive e solo due sono in Italia. «Le larve si nutrono di una festuca tipica delle Alpi centro occidentali, ma il motivo per cui si sia sviluppata solo qui non è il nutrimento – dice Bionda – bisogna tener conto di fattori come la competizione con altre specie o le condizioni climatiche».

A RISCHIO ESTINZIONE

Le stesse variabili potrebbero mettere in pericolo la sussistenza della specie, che vista la sua unicità e il suo habitat limitato è a rischio di estinzione: è classificata come vulnerabile nelle liste rosse dell’Unione internazionale per la conservazione della natura ed è a protezione assoluta in Europa. «L’areale è molto ristretto e per qualsiasi motivo, di cui noi potremmo non essere a conoscenza, l’Erebia Christi potrebbe scomparire – conferma Bionda – anche perché le popolazioni sono abbastanza isolate. Attualmente sono tutte protette, in Svizzera nelle riserve naturali e in Italia nei parchi Veglia-Devero e Antrona». Un altro fattore di rischio è quello antropologico: in terra elvetica ad esempio una popolazione è stata distrutta all’inizio degli Anni 80 durante la costruzione di una strada. Un’altra minaccia da non sottovalutare è rappresentata dai collezionisti, che salgono in quota a darle la caccia. «Un esemplare fino a qualche anno fa poteva valere anche 500 euro – racconta Bionda – è fondamentale soprattutto localizzare con precisione dove viva, anche se non lo si potrà rendere noto proprio per preservare la sua esistenza». Agli entomologi non resta dunque che mettersi in cammino tra qualche settimana percorrendo tracciati standardizzati e facendo dei campionamenti. La farfalla dei ghiacciai non è facilmente riconoscibile anche agli occhi degli esperti, ma fa parte di un genere di colorazione bruna. Nonostante le dimensioni ridotte e il manto poco colorato è stata protagonista anche in Olanda nel convegno sul futuro delle farfalle in Europa.

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