Tempa Rossa non avrai il mio voto

In tutta Italia gli attivisti si stanno dando da fare per illustrare le ragioni del SI. Qui il pensiero del direttore di Bikeitalia.

…andate a votare!

di Manuel Massimo – bikeitalia.it, 04/04/2016

PETROLIO_MONDO

Il Referendum del 17 aprile si avvicina: ma per che cosa siamo chiamati ad esprimere il nostro voto? Il grado di informazione presso la popolazione è piuttosto basso, come dimostrano i vox populi delle tv. Inoltre la barriera del quorum (50 per cento degli aventi diritto + 1 perché il risultato sia valido, ndr) appare un limite piuttosto arduo da raggiungere: soprattutto perché il principale partito di governo, il Pd di Matteo Renzi, si è schierato ufficialmente per l’astensione che di fatto mira a far fallire la consultazione e dunque a esautorare il principale istituto di democrazia diretta del nostro Paese, quello che ha dato vita alla Repubblica Italiana.

Come Bikeitalia, esattamente a un mese dal voto, abbiamo postato su FB il nostro messaggio di sostegno al fronte del Sì per dire “no alle trivelle”, con una creatività che non poteva non riguardare il nostro mondo a pedali:

Una scelta che è stata in larga parte apprezzata dai nostri lettori, ma che ha raccolto anche qualche inevitabile critica: capita quando ci si schiera nettamente a favore di qualcosa, ma noi manteniamo salda la nostra posizione. La cortina ovattata di disinformatia per silenziare le ragioni del voto è stata squarciata il 31 marzo scorso, quando il ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi si è dimessa per l’uscita di un’intercettazione telefonica che ha portato alla luce un conflitto d’interessi di petrolio in salsa lucana che avrebbe favorito il suo compagno, il petroliere Gianluca Gemelli, interessato allo stabilimento di Tempa Rossa nel cuore della Basilicata.

Le molteplici ragioni del Sì al Referendum sono state sviscerate invece in una conferenza stampa mercoledì scorso al Senato, dove un fronte bipartisan – promosso dai senatori di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (Ala) – ha raccolto le adesioni di parlamentari di tutto l’arco costituzionale che hanno spiegato perché il 17 aprile bisogna andare a votare e mettere una croce sopra il “Sì”.

Tra le associazioni ambientaliste invitate per sostenere la causa Greenpeace – che ha prodotto anche uno studio sull’inquinamento provocato dalle attività estrattive in Adriatico – Legambiente, che ha illustrato i contenuti di un dossier sulla situazione delle piattaforme elaborando dati 2015 del Ministero dello Sviluppo Economico, ma anche Marevivo, da sempre attenta ai problemi del Mediterraneo, così come il WWF che chiede “un mare di Sì per un futuro libero dalle trivelle”.

Domenica 17 aprile io sarò a Roma per votare al Referendum di prima mattina e poi seguire i giochi di Bici Senza Frontiere ai Fori Imperiali: esiste la possibilità anche di votare fuorisede (qui tutte le informazioni) quindi tutti quelli che si troveranno lontano dal proprio seggio d’appartenenza potranno esprimere ugualmente il loro voto.

Il quesito referendario è soltanto uno, l’unico superstite dei sei inizialmente proposti, ma rappresenta bene la situazione: esprimendo il mio Sì voglio dare un segnale – e in tanti come me – sul fatto che non sono disposto a favorire in alcun modo chi continua ad estrarre combustibili fossili dal fondo del mare e dal centro della Terra, creando condizioni potenzialmente pericolose per l’ambiente nell’immediato e sicuramente nel futuro (perché quel maledetto combustibile una volta bruciato avvelenerà l’aria). Votando Sì sostengo che bisogna abbandonare la strada invischiata e viscosa del petrolio e degli interessi di pochi a danno di tutti e occorre invece percorrere un nuovo cammino dove le energie rinnovabili diventino lo standard a basso impatto ambientale per garantire autonomia e aria pulita, in un mondo sempre meno fossile e sempre più a misura di persona. E no: Tempa Rossa non avrai il mio voto.

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Categorie: ambiente, iniziative | Tag: , | Lascia un commento

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