La prima autostrada per bici

Germania, la prima “autostrada” per bici

di Paolo Volpato – bikeitalia.it, 02/12/2015

ilpost.it, 03/01/2016

Una immagine della inaugurazione della RS1

Dopo essere diventate protagoniste della mobilità urbana, le bici cominciano a giocare un ruolo importante anche nella mobilità extraurbana e sulle medie percorrenze. Tutto questo grazie alla prima “autostrada” per bici – tecnicamente una superstrada ciclabile – appena inaugurata in Germania, Paese che sta diventando sempre più amico delle bici.

Il progetto si chiama Radschnellweg, che potremmo tradurre come “superstrada ciclabile”. Il concetto è lo stesso di quello alla base delle classiche autostrade che conosciamo fin troppo bene: un percorso pensato per gli spostamenti su lunga percorrenza, che deve facilitare la tenuta di una velocità media sufficientemente alta. Vengono quindi ridotte al massimo le curve strette, i semafori, gli attraversamenti e altri ostacoli di questo tipo. Per tutti i 100 chilometri della RS1 non ci saranno semafori o incroci con altre strade, ci saranno invece corsie di sorpasso e sovra o sottopassaggi per i pedoni che vorranno attraversare la RS1, che è esclusivamente riservata ai ciclisti (con corsie parallele per i pedoni).

Pochi giorni fa è stato inaugurato il primo tratto della Radschnellweg RS1, da Essen a Duisburg (circa 20 km) lungo il tracciato di una ferrovia in disuso (ferrovie in disuso e fiumi sono i migliori alleati di chi progetta percorsi ciclabili a lunga percorrenza). L’intera RS1 dovrebbe passare per Dortmund ed arrivare fino ad Hamm, coprendo in tutto poco più di 100 km. Il tracciato si trova nella regione della Ruhr, nella Germania occidentale: si tratta di una delle più grande aree urbane d’Europa, abitata da oltre cinque milioni di persone. Se e quando sarà completata – il progetto esiste, ma si devono ancora trovare i soldi per finirla – la RS1 sarà lunga circa 100 chilometri e collegherà alcune importanti città della regione, tra cui Duisburg e Bochum, e quattro università dell’area.

Per ora è pronto il tratto più a ovest, da Duisburg a Essen

Stiamo parlando della regione della Ruhr, il cuore industriale della Germania, con decine di migliaia di pendolari che ogni giorno usano treni, automobili e bici per spostarsi da casa a lavoro. Grazie a questa nuova infrastruttura saranno sempre più le persone che sceglieranno le due ruote.

Alcune immagini presenti sul sito ufficiale del progetto ci illustrano come è organizzata la mobilità su questo importante asse viario:

Come potete vedere vi è una compresenza di una ferrovia poco utilizzata (“Gleise noch in Betrieb”), separata da due file di alberi da un percorso pedonale e una pista ciclabile larga ben 4 metri. Il traffico motorizzato rimane al di là di altri alberi. La separazione fra pedoni e bici dovrebbe garantire la tranquillità di entrambi. La grande ampiezza della pista ciclabile dovrebbe assicurare inoltre una pacifica compresenza di ciclisti veloci e ciclisti lenti.

Sul sito internet del progetto si leggono inoltre le motivazioni alla base di questa scelta: facilitare la mobilità interurbana in un’area che al momento attuale soffre di grandi incolonnamenti durante l’ora di punta. Offrire una pista ciclabile veloce, sicura, con pochi attraversamenti è un modo per fluidificare la mobilità di tutti. Ne guadagneranno anche gli automobilisti.

Già in Olanda si sono introdotte sperimentalmente delle piste ciclabili veloci, con l’idea ancora una volta di aumentare il numero di pendolari che si spostano in bici, ne esiste inoltre una simile in Danimarca (22 chilometri, tra Copenhagen e Alberslund). Anche le Cycle Superhighways londinesi rispondono a una logica simile, volendo facilitare l’accesso in bici al centro città da parte di chi viene dalla periferia di Londra (la East-West Cycle Superhighway sarà lunga 30 chilometri).

La maggior parte della RS1 sarà realizzata migliorando e collegando tra loro alcune vecchie piste ciclabili. Non c’è ancora una data certa per il completamento dei lavori sui 100 chilometri della RS1, che per ora ha avuto dei problemi di costi. L’investimento per la tratta iniziale di cinque chilometri è stato coperto al 50 per cento dall’Unione Europea, al 30 per cento dall’amministrazione regionale e al 20 per cento da RVR. Il costo totale atteso è al momento di 180 milioni di euro, e Agence France-Presse scrive che si sta ancora cercando di capire come fare per trovare i soldi e far pagare il meno possibile alle autorità locali, che oltretutto dovrebbero diventare responsabili della manutenzione della struttura. The Verge scrive che, visti i costi, non tutti sono a favore della realizzazione della RS1: un utente ha per esempio scritto in una discussione Reddit dedicata all’autostrada che «piste di quel tipo esistono da più di vent’anni, non c’è niente di nuovo ed è solo un’iniziativa per vendere come nuovo qualcosa che non lo è».

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Categorie: bicicletta, mobilità sostenibile, percorsi ciclabili | Tag: , , | Lascia un commento

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