Una città senza auto

Una città senza automobili: riflessioni sul blocco delle auto a Milano

Il blocco totale delle auto a Milano, un’occasione per vedere un diverso volto della città

di Daniele Palmieri – nerodinchiostro.blogspot.it, 28/12/2015

Milano con il blocco totale delle auto.

Silenzio, pace e tranquillità. La mobilità in bici è più efficiente almeno del doppio; niente stress, niente traffico, niente clacson, niente tubi di scappamento. Alcune persone si lamentano dicendo che tre giorni di blocco son troppi; io mi lamento perché sono troppo pochi.

Altre si lamentano perché dicono che il blocco delle auto non serve a nulla; ma è davvero così?

Io mi lamento perché la gente non dovrebbe lamentarsi ma approfittarne per prendere la bici per scoprire una città che ha molto da dare e che in giorni come questi ha un volto ancora più splendido.

Capisco le esigenze delle persone che lavorano, soprattutto di quelle che abitano in provincia, in paesi con collegamenti pubblici molto scarsi se non del tutto carenti. Ma non posso credere che il 100% dei lavoratori di Milano si trovi in queste condizioni e non posso giustificare le persone che ritengono l’automobile l’unico mezzo per recarsi al lavoro ma che non fanno nulla né per trovare alternative né per far sì che le cose cambino. Così come non giustifico i residenti che lavorano in città ma che scelgono comunque l’automobile per muoversi.

In questo modo si entra in un circolo vizioso; tutte le persone usano l’automobile e non si sente l’esigenza di creare nuove infrastrutture per permettergli di muoversi diversamente. E parlo sia di nuovo mezzi pubblici sia di piste ciclabili sicure per muoversi in bicicletta (veicolo snobbato da molti, ma ho già parlato in questo articolo dell’efficienza della bicicletta in un raggio di 20 km).

In questo caso però non voglio prendere in considerazione la situazione dei paesi di provincia, ma voglio concentrarmi soltanto sulla città di Milano, per parlarvi della città senza automobili che oggi ho potuto vedere e vivere, partendo da qui per allargare la prospettiva.

Difatti, mi sono bastate soltanto poche ore in bicicletta in giro per le strade deserte per rendermi conto di tutti gli aspetti positivi di una città in cui si vieta la circolazione di veicoli a motore (eccezion fatta per taxi e mezzi pubblici).

Punto primo: Meno smog. 

E’ l’aspetto più importante, che ha a che fare con la nostra salute. E’ vero, tre giorni di blocco delle auto non servono di certo ad abbassare il livello delle polveri sottili e a migliorare la situazione; ma una settimana, un mese, uno , dieci, vent’anni di blocco delle auto nelle grandi città? Pensate al traffico urbano, ai centinaia di tubi di scappamento che quotidianamente immettono nell’atmosfera polveri sottili per trecentosessantacinque giorni l’anno; tre giorni non fanno la differenza, ed è per questo che bisogna pensare a provvedimenti a lungo termine e non limitarsi a mettere pezze quando l’inquinamento atmosferico raggiunge livelli drastici.

Inoltre, liberare le strade permetterebbe di ampliare gli spazi verdi a disposizione dei cittadini, altro fattore molto importante per migliorare la qualità dell’aria.

Punto secondo: Maggiore efficienza dei mezzi pubblici di superficie.

Molte persone usano l’automobile perché ritengono i mezzi pubblici inaffidabili, soprattutto sotto l’aspetto della puntualità. Ma parlando soltanto dei mezzi pubblici di superficie presenti in città, autobus, filobus e tram, si può notare come una delle cause principale dei ritardi sia proprio il traffico causato da chi sceglie di muoversi in automobile. Se non ci fosse il traffico urbano i mezzi di pubblici non correrebbero più il rischio di rimanere imbottigliati e sarebbero molto più veloci ed efficienti. Inoltre, a fronte di un maggiore utilizzo da parte dei cittadini aumenterebbero i fondi da investire in queste reti di trasporto.

Punto terzo: Maggiore efficienza della mobilità in bicicletta.

In tanti considerano la bici un semplice veicolo di intrattenimento, con il quale fare la scampagnata domenicale in primavera. In pochi sanno che c’è un traffico silenzioso di ciclisti che si muovono in bici in città per studio e per lavoro. Io lo chiamo “traffico parallelo” e lo vedo ogni volta che mi muovo in città sulle due ruote a pedali. Anche questo tipo di traffico è soggetto a “ingorghi” causati, guarda caso, dal traffico automobilistico. Difatti, in assenza di piste ciclabili noi ciclisti siamo costretti a muoverci in strada, e in quelle vie dove il traffico è denso, così come il numero di macchine parcheggiate, si creano degli ingorghi causati dal poco spazio a nostra disposizione. A meno che non siamo intenzionati a fare strage di specchietti, o se non vogliamo finire schiacciati tra un’automobile in movimento e una parcheggiata, siamo costretti a rallentare di fronte a queste situazioni “a imbuto”.
Inutile dire che senza il traffico urbano la viabilità in bici è decisamente maggiore; oggi stesso ho avuto la possibilità di constatarlo con una rilevazione empirica. Cologno Monzese – Milano Centro, circa 14 km che mediamente percorro in 45/50 minuti; senza automobili ne ho impiegati 30 e mi sono potuto muovere liberamente per tutta la città, provando una sensazione di libertà indescrivibile.

Punto quarto: Maggiore sicurezza.

Bandire la circolazione delle auto nei grandi centri urbani significherebbe maggiore sicurezza per i pedoni, per i ciclisti e per gli automobilisti stessi. Milano, per fortuna, è una delle città italiane con il minor numero di incidenti stradali, ma è chiaro che questi numeri del 2013 e del 2014 presentati dall’Istat calerebbero drasticamente. Inoltre, se Milano è un’eccellenza, non si può dire lo stesso di molte altre città italiane, dato che nell’ultimo anno si è visto un incremento del 5,4% delle vittime di incidenti stradali nelle metropoli (fonte).

Punto quinto: Meno stress.

Il traffico, il trambusto dei clacson e dei tubi di scappamento, gli incidenti evitati per un soffio, i parcheggi introvabili, le manovre sporche degli automobilisti poco prudenti, sono tutti elementi che contribuiscono a stressare sia i guidatori sia ciclisti e pedoni.

Potrebbe sembrare un elemento da poco, ma lo stress è un fattore che incide molto sulla nostra salute psicofisica.
Come ho accennato a inizio articolo, la Milano senza automobili che ho potuto vivere oggi era una Milano completamente diversa; il silenzio, la quiete quasi assoluta che si respirava per le strade infondeva un senso di tranquillità e benessere che raramente si riesce a vivere tra il caotico traffico quotidiano.

Punto sesto: Conoscenza più approfondita della città e aumento dei consumi.

Da quando mi muovo a Milano con i mezzi pubblici, ma soprattutto in bicicletta, ho sviluppato un rapporto più stretto con la città. Un rapporto diretto, che non potrebbe mai svilupparsi da dietro i muri di vetro dell’automobile. Un conto è doversi muovere in città guidando ed essendo costretti a mantenere una concentrazione costante sulla strada, un altro conto è avere la possibilità di osservare il paesaggio intorno a noi dal finestrino di un mezzo pubblico o, ancora meglio, dal sellino di una bicicletta. Pedalando per le vie di Milano ho imparato a conoscere questa città magnifica, ho scoperto angoli nascosti e musei di cui ignoravo l’esistenza, ma soprattutto nuovi negozi, diversi dalle solite grandi catene del centro. Sì, perché questo è un altro grande mito da sfatare: “con il blocco delle auto si riducono i consumi”. E’ una gran baggianata, basta fare ricorso all’esperienza personale per rendersene conto. Se si prende l’automobile si passa davanti a una serie di negozi che non degniamo nemmeno di uno sguardo. Inoltre, quando si guida in città difficilmente ci si ferma appositamente per visitare un negozio, a meno che quella non fosse già la destinazione di partenza, al contrario di quello che avviene quando ci si muove a piedi o in bicicletta, senza il problema di dover trovare un introvabile parcheggio vicino.

Punto settimo: La bellezza.

Se avete guardato con attenzione gli scatti che accompagnavano i punti elencati in precedenza vi sarete accorti di un particolare non da poco: una città senza auto per le strade è dannatamente bella.
Il fattore estetico potrebbe sembrare secondario, ma non lo è affatto.
L’Italia è uno dei paesi più belli del mondo; siamo la patria dell’arte e della bellezza, ma facciamo di tutto per non valorizzarla. Il traffico urbano è esteticamente orribile, oltre a essere un elemento di disturbo, e non permette alle persone di godersi il vero volto della città, e spesso lo sfregia con l’inquinamento (basti pensare al colore grigiastro del Duomo prima che venisse restaurato). La bellezza estetica di una città senza traffico sarebbe inoltre un richiamo irresistibile per i turisti, nonché un elemento che incrementerebbe il grado di benessere degli abitanti.

*****

Questi sono i principali aspetti positivi del proibire la circolazione delle auto nei grandi centri urbani.

Potrebbero venire in mente una serie di problematiche, soprattutto per i residenti proprietari di un’automobile, che si troverebbero impossibilitati a usarla. A fronte di ciò si dovrebbero porre delle limitazioni al blocco delle auto, permettendo l’utilizzo soltanto ai residenti, ma credo che proprio loro dovrebbero essere i primi ad adottare un diversa mobilità, approfittando dei mezzi pubblici disponibili e delle biciclette.

Una città senza automobili potrebbe sembrare un’utopia, ma non è così. E’ un’idea concreta, realizzabile e necessaria per ridurre la drastica situazione dell’inquinamento ambientale. Solo alle persone troppo pigre per cambiare il proprio stile di vita tutto questo può sembrare irrealizzabile; ma, come ho già scritto in un altro articolo, la pigrizia sta lentamente uccidendo il pianeta, e noi con lui.

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Categorie: intermezzo | Tag: , , | Lascia un commento

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