Il Parco a pezzi

Il Parco della Vanoise, insieme al contiguo Parco del Gran Paradiso, costituisce l’area protetta più vasta d’Europa. Come scritto più sotto, e come riportato nella “Carta” del parco, il territorio ha comunque avuto uno sviluppo turistico, con particolare riguardo nei confronti del turismo invernale, mentre la fruizione dell’area nel periodo estivo ha margini di crescita notevoli.

Mi chiedo: ha senso rinunciare alla conservazione del territorio, alla tutela di ecosistemi e di ambienti in cui in passato l’uomo ha trovato un suo equilibrio con la natura, alla possibilità di incentivare la fruizione (responsabile) del territorio anche nel periodo estivo, in cambio della possibilità di ampliare comprensori sciistici che già ora sono molto importanti per le dimensioni e per la notorietà data dalle gare di coppa del mondo? Ha veramente tutti questi margini di crescita il turismo invernale, c’entra la burocrazia o è una questione culturale?

I borghi della Savoia rinnegano la Vanoise: il parco si ridurrà di due terzi

L’area protetta più antica della Francia si ridurrà dagli attuali 2mila chilometri quadrati a poco più di 500: 26 comuni dei 29 che racchiudono il suo territorio hanno rifiutato di siglare la “carta di adesione” all’Ente, che penalizza ulteriori sviluppi sul fronte del turismo sciistico

repubblica.it, 27/09/2015

Val d’Isère dal Col de l’Iseran

Francia. Nubi dense sul Parco nazionale della Vanoise e sul suo futuro. La più antica area protetta Oltralpe, situata nella Savoia, al confine con il Piemonte e la Valle d’Aosta (e con lo stesso Parco del Gran Paradiso) vedrà il suo territorio ridursi a un terzo dell’estensione attuale che è di circa 2 mila chilometri quadrati. Tutta colpa di una legge, promulgata nel 2006 ma diventata operativa in questi mesi, che vincola i comuni nel cui territorio è ospitata l’area protetta ad “aderire” alla stessa, pena la cessazione stessa dello status. Ebbene, delle 29 municipalità dell’area interessata, appena due hanno ratificato la carta, contro 26 rifiuti (e un comune che non si è ancora espresso, lo farà domani). Un caso unico in tutto il Paese, nel quale esistono altri 10 Parchi Nazionali, in queste settimane alle prese con lo stesso problema: in quei casi l’adesione media delle comunità locali è stata dell’ordine del 75 per cento, con il caso limite del “sì” unanime nella Guadalupa.

Il rifiuto non è del tutto una sorpresa nel territorio dei grandi comprensori sciistici (Val Thorens, Courchevel, Tignes, La Plagne solo per citarne alcuni), che vedono nel Parco il freno inibitore a possibili ulteriori sviluppi. Stupiscono però le proporzioni, perché se il diniego era scontato per i comuni più grandi, non si può dire lo stesso di quelli minori, dove i risultati hanno sovvertito ogni pronostico, tra polemiche e colpi di teatro. A Termignon, il sindaco Rémi Zanatta, favorevole alla carta, è stata messa in minoranza dal suo consiglio municipale, nonostante l’85 per cento del territorio comunale sia parte del nucleo del parco, il “coeur” (cuore) che comunque rimarrà area protetta. “I bambini nascono ‘anti-parco’ – ha detto con sarcasmo misto a desolazione la signora Rémi -. E ogni pretesto è buono per parlarne male”.

La zona di Bonneval-sur-Arc

La stessa cosa è accaduta ad Aussois, dove il sindaco, nonché ex presidente del Parco Alain Marnézy è stato sconfessato dal suo consiglio. Scenario ancora più divisivo a Champagny-en-Vanoise, dove il consiglio comunale, in larga maggioranza favorevole alla firma della “carta” ha voluto sottoporre il problema alla consultazione popolare, ricevendo il 75 per cento di pareri contrari. “Ci siamo dovuti rassegnare a votare contro – ha raccontato al Figaro il sindaco René Ruffier-Lanche -. D’altra parte, ci troviamo all’interno di un parco atipico, dove molti comuni hanno enormi potenzialità di sviluppo turistico-economico finanziario. E certo non possono essere rari gruzzoli distribuiti dall’ente parco a influenzare una simile decisione”. Per intenderci, la piccola Champagny fattura 600 mila euro annui grazie al movimento del turismo sciistico; le sovvenzioni distribuite dal Parco nel 2015 ammontano ad appena 148 mila euro, da dividere per 29 comuni.

Ma non è soltanto una questione di soldi. I comuni sembrano aver percepito la Carta come un nuovo, ulteriore vincolo burocratico (che si aggiunge agli altri esistenti, “Riserve naturali”, “Zone Natura 2000”). “Il tutto ha messo i comuni e le rispettive amministrazioni nelle condizioni di non poter far più nulla”, ha spiegato André Plaisance, il sindaco di Saint-Martin-de-Belleville, uno dei due comuni che hanno ratificato la carta. Risultato: la Vanoise, uno dei gioielli delle Alpi Occidentali, creato nel 1963, vedrà il suo territorio ridursi dagli attuali 2mila chilometri quadrati, a poco più dei 530 chilometri quadri che rappresentano il suo “coeur”, quello che appunto non si potrà toccare per legge.

Un’area di montagna bellissima, nonostante i comprensori sciistici, che occupano solo le parti più alte di alcune delle vallate, rimanendo perlopiù “nascosti” anche a chi percorre l’area in automobile. Una zona famosa per gli stambecchi e per l’alta concentrazione – una delle più alte delle Alpi – di aquile reali. Un piccolo-grande eden che sta per ridursi, come titola il Figaro, citando un tipico detto francese, nonché omonimo libro di Balzac – a una pelle di zigrino.

Annunci
Categorie: ambiente | Tag: , , , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: