Al Costalunga attraverso i boschi sopra Moena

Il gruppo della Roda di Vael lato Carezza

Come seconda escursione scelgo un percorso ad anello bello e vario, che si snoda principalmente nei boschi sopra Moena, Soraga e Vigo, sulle pendici del gruppo del Latemar e della Roda di Vael-Majaré. È una variante di un percorso tracciato in loco (tour 203), che prevede partenza e arrivo da Moena; le modifiche apportate sono dettate dal diverso punto di partenza (Pozza) e dalla “necessità” di eliminare un tratto di discesa verso Soraga che ho odiato quando l’ho fatto a piedi… figuriamoci in bici.

Note turistico-paesaggistiche

Il Latemar dal Passo di Costalunga

Il Latemar è la montagna del Lago di Carezza, quello che nelle foto delle cartoline (a proposito, si usano ancora?) ha tutte quelle guglie. I boschi attraversati dal percorso sono però sul lato fassano, il versante famoso lo si vede di sguincio una volta arrivati al passo. Il gruppo della Roda di Vael è particolare perché presenta, da destra verso sinistra (lato Fassa) una vetta che sembra un lastrone arrotondato e poi una cresta molto frastagliata; davanti, staccata dalla Roda, c’è una cima (torre finestra) che in pratica è una lastra forata. Il tutto visto da Moena sembra il profilo di Re Laurino. Su Torre Finestra ho rischiato di fare un danno quando ho fatto il corso di roccia, ma questa è un’altra storia… altra epoca geologica visto che avevo 16 anni…

Panorama da Tamion

Panorama da Tamion

Nella discesa si attraversano due centri abitati frazione di Vigo di Fassa che si trovano in posizione defilata e tranquilla. In particolare Tamion: quattro case, una chiesa, un albergo e un agriturismo costruiti in una radura, un piccolo balcone sulla valle, ideale per qualche giorno di relax totale. Controindicazione: se si vuole fare una passeggiata la sera, andare a prendere un gelato bisogna prendere l’auto…

mtb-costalunga

Il percorso

Come punto di partenza assumo per semplicità il Do Vea (ristorante pizzeria accanto all’Avisio, dove ci sono i campi da tennis), che è poco oltre il parcheggio.

Il primo tratto, verso sud fino a Soraga, è lungo la ciclabile asfaltata in sinistra idrografica del torrente: si passa davanti all’Antico Bagno e si arriva alle vasche della centrale. Passando a destra di queste si evita una brusca rampetta. Si scende poi (con pendenze che per brevi tratti sono di tutto rispetto) fino al bivio per Soraga, dopo il ponte si passa fra torrente e parco giochi per poi andare ad imboccare, dal lato opposto della statale, la strada per Palua, percorrendo l’ultimo tratto del tour 203 (cartelli per Moena).

Si sale su asfalto e, dopo aver corteggiato la fabbrica di giochi in legno si svolta a sinistra verso Moena. Dopo un breve tratto con pendenze dolcissime la strada scende in picchiata verso Moena. Attenzione che alla fine della discesa ci si innesta su una strada e qui non si devono seguire i cartelli del tour 203 direzione Moena: ci si immette infatti sul primo tratto del tracciato segnalato, svoltando a destra… in salita! E pure tosta! I cartelli “tour 203 Costalunga” sono infatti visibili salendo dal centro di Moena.

Qui, mentre smadonno, mi sorpassa allegramente una ragazza con bici da donna. Maledette bici elettriche…

Si continua su asfalto (a tratti rovinato) fin quasi a Malga Roncac (oltre il transito è vietato alle auto). Qui la strada spiana, si addentra inizialmente bosco per poi tagliare, praticamente in piano, un versante molto scosceso. Si attraversa un torrente (qui c’è il percorso sensoriale Ischiez) e si ricomincia a salire.

La strada, generalmente con fondo ottimo, sale alternando tratti abbastanza tranquilli a rampe che mandano il cardiofrequenzimetro a fondo scala, incrociando alcune strade forestali (attenzione ai cartelli). Dopo un tratto in discesa ci si dirige verso un altro ponte e ricomincia a salire su fondo un po’ ghiaioso. Sempre alternando strappi bruschi a tratti soft si arriva ad una salita impegnativa al termine della quale c’è un bivio: qui si deve tenere la sinistra, con un nuovo strappo (ocio alle indicazioni… seguire sempre Tour 203 Costalunga, anche se col crapone chino sul manubrio non è facile).

Diciamo che a questo punto il grosso è fatto. Con pendenze mediamente più contenute si prosegue nel bosco per poi affacciarsi sui pascoli sotto l’Agritur Malga Secine. Un po’ di saliscendi e ci si dirige verso la statale, a poca distanza dal Passo di Costalunga, con davanti agli occhi il gruppo della Roda di Vael.

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Il sentiero verso Tamion

Arrivati sulla statale si scende in direzione di Vigo per qualche chilometro. Sulla destra si trova poi il cartello del tour 203, direzione Soraga – Moena. La strada sterrata da imboccare in discesa non è particolarmente visibile dalla strada, ma ha un buon fondo. La “pacchia” però dura poco: percorso un centinaio di metri o poco più si deve deviare a sinistra e il cartello non è molto visibile. Nemmeno il sentiero (segnavia 556, tour 203) lo è: si deve seguire una traccia poco evidente a monte di un prato, che poi diventa un sentiero vero e proprio (attenzione alle radici). Si passa a guado un torrente, sopra una briglia (eviterei di passare di qui dopo piogge abbondanti), da qui il sentiero si allarga a mulattiera e scende verso Tamion, all’altezza dell’Agriturismo Weiss. Questo tratto è “particolare” nel senso che sembra di essere isolati, nel bosco, qui ci passano in pochi oltre ai locali che vanno a radunare il bestiame, invece si è solo una decina di metri sotto la statale che scende dal passo.

A Tamion il tracciato segnalato scende verso Soraga, inizialmente con ampie curve fra pascoli, poi in picchiata su fondo parzialmente cementato e con un po’ di ghiaietto. Io però devo scendere in direzione di Pozza, quindi seguo le indicazioni per Larcioné. La forestale, dopo un primo tratto relativamente tranquillo, si fa ripida e molto sconnessa, dove il fondo è più regolare c’è comunque parecchia ghiaia: io che in discesa sono totalmente incapace la faccio con un pedale sganciato, pronta a saltar giù, se non direttamente a piedi. Lo so, sono una frana… ma gli ultraquarantenni hanno qualche problema a farsi passare la fifa.

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Da Larcioné a Vigo

Attraversato il torrente si risale verso Larcioné, arrivati alla fontana si gira a destra. Uscendo dall’abitato ci si trova davanti ad un bivio: si prosegue dritti su un bello sterrato (il cartello per Vigo potrebbe essere seminascosto da una pianta), con alcune curve fra bei prati al cospetto della catena della Vallaccia si arriva a Vigo. Si risale su asfalto e al bivio sotto al muro della statale si gira a sinistra, la si attraversa e si percorre la strada principale passando davanti alla stazione della funivia. All’incrocio dopo l’Hotel Corona si gira a destra e poi a sinistra passando sul ponte in prossimità della fermata dell’autobus, si passa davanti al minigolf e, dopo la curva, si svolta a sinistra in una strada a traffico limitato.

Si giunge così a Pozza: si svolta a sinistra percorrendo un breve tratto di statale (parzialmente evitabile svoltando a destra e percorrendo alcune strade secondarie), al ponte si gira a destra e, passando accanto al “Leon d’Oro”, si imbocca la strada che riporta al punto di partenza.

Dati tecnici

Lunghezza: 24km circa – quota min 1200mslm, quota max 1756mslm

Lunghezza percorso 203 (tracciato): 19,650km

Fatto ultima volta: 05/08/2015

Nb. alcuni dati sul percorso integrale, così come segnalato in valle, potete trovarli qui.

Una considerazione: non ho ancora trovato il posto per “far merenda” al passo. E questo.. è un problema… 🙂

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Categorie: i miei giri, mtb | Tag: , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “Al Costalunga attraverso i boschi sopra Moena

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